Affettuoso ricordo di Sandro Comelli a Nimis: dalla grande serata-omaggio al nuovo successo di “Oro di Ramandolo”

di Giuseppe Longo

NIMIS – Sarebbe piaciuta anche a Sandro Comelli la bellissima riuscita di “Oro di Ramandolo”, la manifestazione promozionale che ieri, ancora una volta, ha avuto come punto di riferimento e di snodo la splendida azienda vitivinicola e agrituristica di borgo Valle nella quale è stato protagonista fino a un anno fa, quando si è chiusa la sua laboriosa “giornata”. Ma gli sarebbe piaciuta ancora di più l’affettuosa serata-omaggio che gli hanno voluto dedicare i tre figli – Paolo, Francesco ed Enrico -, assieme a mamma Livia, proprio nel primo anniversario della sua scomparsa nella cornice della cantina I Comelli. “Anin Insieme – Serata in ricordo di Sandro” il titolo del magnifico incontro che ha riunito tanti amici del grande vignaiolo assieme al coro “Vôs de Mont” nel quale cantano anche alcune belle voci di Nimis.

Alessandro Comelli

E anche a Sandro piaceva cantare, tanto che aveva fatto parte della “Corâl des Planelis” che, alla sua epoca, tante soddisfazioni aveva saputo regalare ai componenti ma anche al paese. E così il prestigioso gruppo vocale tricesimano ha eseguito un ricco e apprezzato programma, opportunamente presentato dal maestro Marco Maiero. Ma prima di cedere la “parola” al coro, aveva portato un saluto agli ospiti il primogenito Paolo Comelli che, con commozione, ha ricordato il padre scomparso a 78 anni sottolineando cosa ha significato la sua presenza all’interno di una famiglia veramente esemplare, sia come marito sia come padre. E a parlare dell’amico di sempre è stato poi Gianni Paganello, di appena tre giorni più giovane, che ha offerto un “ritratto” puntuale di quello che era Sandro a partire dagli anni della gioventù.
Ricordavo un anno fa, appena saputo della scomparsa, che Alessandro Comelli era ormai il “patriarca” della grande famiglia originaria di borgo Valle, impiantatasi prima dell’ultima guerra in Ariis a due passi dalla piazza di Nimis, quella che ricorda la tragedia del 1944. Figlio di Paolo, “Paulin di Pauli”, custode e conduttore di un’azienda da sempre fra le più in vista del paese, e nipote del grande Antonio, avvocato e indimenticabile presidente della ricostruzione post-sismica, il vitivinicoltore si è sempre distinto per serietà, laboriosità, lungimiranza e intraprendenza, tanto che oggi “I Comelli” sono veramente il fiore all’occhiello del “cru” Ramandolo Docg. E nel contempo ricordavo che questo è stato possibile grazie, e soprattutto, al suo intuito e alla sua volontà di continuamente innovare e crescere, anche grazie a una famiglia unita ed esemplare. Un’azienda prestigiosa che, dopo il terremoto e soprattutto da quando si sono potuti inserire attivamente i tre figli – Paolo, Francesco ed Enrico, appunto -, si è sviluppata in ogni suo aspetto, dal rinnovo e ampliamento dei vigneti ai piedi del monte Bernadia alla realizzazione di un agriturismo di grande fama nella vecchia casa di famiglia, dopo il suo meraviglioso restauro, alla costruzione della nuova cantina “sot el ronc de Madalene”, al centro di tante brillanti e frequentatissime manifestazioni – come la scorsa estate la bellissima serata delle “Notti del vino” – che hanno come motivo di richiamo i pregiati vini dei Colli orientali del Friuli, primo fra tutti il meraviglioso vino premiato dalla prima Denominazione di origine controllata e garantita del Friuli Venezia Giulia, quasi un quarto di secolo fa. E “Oro di Ramandolo” è la chiara dimostrazione di quanto questo “nettare” sia amato e ricercato, tanto che da settimane la manifestazione aveva già raggiunto il “sold out”, come si usa dire oggi. E questo rinnovato successo ha una importante radice anche in quanto aveva saputo fare Alessandro Comelli: i tanti amici che gli volevano bene sono sicuramente d’accordo!

Il ricordo di Paolo e Gianni. E il coro.

 

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In copertina, “Oro di Ramandolo” ieri mattina alla cantina I Comelli a Nimis.

Nimis, addio ad Alessandro Comelli guida saggia di un’azienda vitivinicola esemplare nel “cru” del Ramandolo Docg

di Giuseppe Longo

C’erano una volta “I Comelli”, conosciutissima azienda vitivinicola e agrituristica di Nimis: tre figli esemplari con mamma e papà ancora quotidianamente presenti per dare loro un aiuto e un consiglio, sempre preziosi e graditi. Ma dall’altro giorno, purtroppo, non c’è più il “patriarca” di questa grande famiglia friulana. “I Comelli” di Paolo, Francesco ed Enrico ovviamente ci saranno ancora, perché hanno braccia forti e buone idee per andare avanti, ma non saranno più quelli di prima, quelli che beneficiavano della luce di quel “faro” che si chiamava Alessandro Comelli. Classe 1944, Sandro – così era chiamato da tutti – se ne è andato dopo un breve ricovero all’ospedale di Udine a causa di un peggioramento delle condizioni di salute, lasciando nello sconforto la moglie Livia, i figli, le sorelle, in particolare Germana che è stata anche sindaco di Nimis. E vastissima è l’eco di cordoglio che si è subito levata da tutta la regione all’annuncio della scomparsa che i figli hanno voluto condividere con tutti attraverso i social, comunicando la morte del loro amato padre. La comunità di Nimis, ma non solo, si raccoglierà questa sera, alle 20, nel Duomo di Santo Stefano per il tradizionale Rosario e domani, alle 15, nella stessa comparrocchiale per i funerali.

Sandro Comelli con la moglie i i tre figli.


Alessandro Comelli era ormai il “patriarca” della grande famiglia originaria di borgo Valle, impiantatasi prima dell’ultima guerra in Ariis a due passi dalla piazza di Nimis. Figlio di Paolo, “Paulin di Pauli”, custode e conduttore di un’azienda da sempre fra le più in vista del paese, e nipote del grande Antonio, indimenticabile presidente della ricostruzione post-sismica, si è sempre distinto per serietà, laboriosità, lungimiranza e intraprendenza, tanto che oggi “I Comelli” sono veramente il fiore all’occhiello del “cru” del Ramandolo Docg. E questo è stato possibile grazie al suo intuito e alla sua volontà di continuamente innovare e crescere, anche grazie a una famiglia unita ed appunto esemplare. Un’azienda prestigiosa che, dopo il terremoto e soprattutto da quando si sono potuti inserire attivamente i tre figli, si è sviluppata in ogni suo aspetto, dal rinnovo e ampliamento dei vigneti ai piedi del monte Bernadia alla realizzazione di un agriturismo di grande fama nella vecchia casa di famiglia, dopo il suo meraviglioso restauro, alla costruzione della nuova cantina “sot el ronc de Madalene”, al centro di tante brillanti e frequentatissime manifestazioni che hanno come motivo di richiamo i pregiati vini dei Colli orientali del Friuli, primo fra tutti il dolce Ramandolo.
Ma Alessandro Comelli, oltre che esemplare nella vita privata, è sempre stato attivo, generoso e puntuale anche in quella della comunità, offrendo la sua presenza in ogni settore che avesse bisogno di aiuto e consiglio. Oltre al suo passato politico-amministrativo nella vecchia Democrazia cristiana che un tempo esprimeva la guida del Comune, la vita sociale che l’ha maggiormente impegnato è stata quella fra gli alpini del Gruppo di Nimis, divenendo “motore” di tante iniziative, soprattutto dopo il sisma. L’ho incontrato in paese, per l’ultima volta, non molto tempo fa, come sempre sorridente con il suo tratto signorile e gioviale, pronto a uno scambio sincero e competente, saggio per dirla con una parola, di opinioni sul suo amato settore produttivo, quello vitivinicolo appunto, ma anche sulla sua altrettanto amata Nimis. Perché Sandro Comelli era tutto questo. Mandi Sandro!

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In copertina, Sandro Comelli era della classe 1944: domani i funerali a Nimis.