Il Pinot grigio Doc delle Venezie sarà “official wine” di Vinitaly & The City in aprile nel cuore di Verona

Il Pinot grigio Doc delle Venezie (Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto) sarà l'”official wine” di Vinitaly & The City 2026, il fuori salone della più attesa fiera del vino italiana che ogni anno trasforma il centro storico di Verona in una grande vetrina internazionale. Una collaborazione che segna un passaggio chiave nella strategia del Consorzio, con un presidio culturale e promozionale capace di tenere insieme reputazione, territorio e grande pubblico, proprio nei giorni in cui Vinitaly accende i riflettori mondiali sul vino italiano.


Sarà dunque l’iconico bianco del Nordest a firmare il brindisi inaugurale della manifestazione, in programma il 10 aprile prossimo, e a essere protagonista fino al 12 aprile sotto la Loggia di Fra Giocondo e in Piazza dei Signori, nel cuore della città scaligera, dove la Doc delle Venezie incontrerà operatori, stampa e wine lover nel momento di massima attenzione internazionale sul vino italiano. La presenza a Vinitaly & The City si traduce in un presidio ad alta visibilità pensato per raccontare, attraverso degustazioni e incontri, lo stile distintivo del Pinot Grigio Doc delle Venezie e il suo legame con il Nordest, rafforzando la riconoscibilità della Doc in una cornice autorevole. L’iniziativa si inserisce nel percorso di promozione responsabile portato avanti dal Consorzio – anche attraverso collaborazioni come con il Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano, Fondazione Symbola e Wine in Moderation – e che potenzia il suo ruolo nella valorizzazione del territorio e dell’enoturismo, in linea con l’evoluzione del quadro europeo in tema di Indicazioni Geografiche.
«Questa partnership rappresenta per il Consorzio una scelta strategica di posizionamento: vogliamo consolidare il valore identitario della denominazione e rafforzarne il percepito sui mercati attraverso contesti di alto profilo istituzionale – afferma Luca Rigotti, presidente del Consorzio Doc delle Venezie e continua –, essere “official wine” di Vinitaly & The City ha una doppia valenza: da un lato accresce il prestigio della Doc, dall’altro afferma il nostro legame con il territorio del Triveneto, dove Verona rappresenta una delle città più iconiche e visitate al mondo per bellezza, arte e patrimonio storico-artistico. In un momento in cui i riflettori del mondo sono puntati sul vino italiano il Pinot Grigio Doc delle Venezie si propone come bandiera di un sistema produttivo integrato, dinamico e responsabile, capace di coniugare numeri, qualità e certificazione».
Una visione che poggia su una dimensione unica: Pinot grigio Doc delle Venezie è la prima denominazione italiana per estensione e il primo vino bianco fermo italiano per export, oggi il Pinot grigio più consumato al mondo. La Doc rappresenta la filiera produttiva di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento, il più grande modello di integrazione interregionale del Paese, con 27.000 ettari di vigneto potenziale, il 43% del Pinot grigio mondiale e l’85% di quello nazionale, una produzione annua di circa 230 milioni di bottiglie e una filiera composta da 6.141 viticoltori, 575 imprese di vinificazione e 371 imprese di imbottigliamento: numeri che testimoniano la portata sistemica della Denominazione e la responsabilità che essa esprime sui mercati internazionali.
«La promozione istituzionale è innanzitutto finalizzata a rafforzare riconoscibilità e distintività: far emergere con chiarezza ciò che rende unica la nostra denominazione e comunicare i valori, la qualità e l’autenticità della Doc delle Venezie – afferma Stefano Sequino, direttore del Consorzio –. E in tal senso la partnership con Vinitaly & The City è un’occasione preziosa per raggiungere un pubblico ampio e trasversale che potrà trovare e degustare in Piazza dei Signori, all’interno della nostra enoteca, una ricca selezione di etichette rappresentative dello stile unico del Pinot grigio Doc delle Venezie: un vino fresco, moderatamente alcolico e versatile, adatto a tutte le occasioni di consumo, capace di interpretare in chiave contemporanea i valori della convivialità e della cultura enogastronomica italiana».
Il Consorzio sarà inoltre nuovamente presente anche a Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e dei distillati in programma a Verona dal 12 al 15 aprile,con il proprio spazio espositivo (pad. 5/F2) come punto di riferimento per operatori e stakeholder: un luogo pensato per raccontare il territorio viticolo delle tre aree, orientare i professionisti tra le imprese associate e far conoscere, attraverso un’ampia selezione di etichette in degustazione, lo stile distintivo e contemporaneo del Pinot grigio Doc delle Venezie.

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In copertina, il Pinot grigio della Doc delle Venezie nelle classiche lavorazioni in bianco e in ramato.

Ais Veneto, al via più di trenta corsi per diventare sommelier. Ma c’è anche un percorso dedicato all’olio extravergine

Associazione Italiana Sommelier Veneto avvia i nuovi percorsi per aspiranti sommelier, offrendo un ciclo formativo che, attraverso tre livelli distinti, esplora tutti gli aspetti fondamentali della professione. «Da sempre e ora ancor di più – spiega Gianpaolo Breda, presidente di Ais Veneto –, promuoviamo la cultura del vino accompagnando i nostri corsisti nel consumo consapevole e responsabile. Imparare a degustare con attenzione significa infatti valorizzare i nostri prodotti enogastronomici: conoscere il vino vuol dire diffondere un messaggio positivo e contrario ad un uso eccessivo».

Gianpaolo Breda


La proposta didattica, che comprende 32 corsi distribuiti in oltre 20 sedi della regione in partenza tra gennaio e marzo, è stata completamente rinnovata e arricchita da un approfondimento dedicato all’olio. Dei 32 corsi in programma, ben 17 sono di primo livello, un dato che conferma il crescente interesse verso il mondo del vino e la cultura enogastronomica. «Per formare nuovi sommelier, è essenziale fornire strumenti aggiornati e affidabili per interpretare il mondo del vino – continua Breda –. I libri di testo sono stati quindi completamente aggiornati, integrando i dati più recenti sulle denominazioni, le novità legislative e altri aspetti fondamentali del settore. Inoltre, il linguaggio tecnico della scheda di degustazione è stato revisionato per garantire maggiore precisione. I futuri sommelier avranno così gli strumenti per comprendere il complesso mondo del vino, individuarne le peculiarità e condividere giudizi tecnici e oggettivi con la comunità dei degustatori, dagli appassionati ai professionisti di settore».
Il primo livello rappresenta l’introduzione alla professione del sommelier e fornisce le basi della viticoltura, dell’enologia e del servizio. Tra gli argomenti trattati vi sono la corretta temperatura di mescita, l’organizzazione della cantina e le normative del vino. Non mancano le lezioni anche su birre e distillati, sempre accompagnate da prove pratiche con la scheda di degustazione. Il secondo livello approfondisce il legame tra vino e territorio, analizzando le principali zone vitivinicole italiane ed estere e scoprendo come la geografia, il clima e la mano dell’uomo influenzino ogni bottiglia. Questo modulo punta a perfezionare la tecnica di degustazione per apprezzare ogni sfumatura del vino e formulare giudizi professionali e oggettivi con l’introduzione della scheda di valutazione a punti. Nel terzo livello, infine, l’attenzione si focalizza sull’abbinamento cibo-vino. Attraverso prove pratiche di degustazione, i corsisti apprendono come esaltare le caratteristiche del vino in combinazione con diversi piatti e preparazioni culinarie. Al termine del percorso formativo, i partecipanti potranno sostenere l’esame per ottenere il titolo di Sommelier Ais.
«Invitiamo tutti gli appassionati e i futuri sommelier – conclude Breda – a partecipare anche a Vinetia Tasting – I vini della Guida Vinetia in degustazione, in programma domenica 23 marzo al quartiere fieristico internazionale di Santa Lucia di Piave. Sarà un’occasione imperdibile per degustare i vini della Guida Vinetia e immergersi nell’eccellenza enologica del nostro territorio».
In aggiunta ai corsi per diventare sommelier, Ais Veneto propone anche “Olio, è tempo di conoscerlo”, un nuovo percorso dedicato all’olio extravergine di oliva che esplora gli aspetti tecnici e agronomici della sua produzione analizzandone la diffusione a livello regionale, nazionale e internazionale. In 15 lezioni il corso fornisce gli strumenti necessari per riconoscere la qualità del prodotto con la presentazione del metodo Ais per la degustazione dell’olio e la scheda a punteggio per valutare le sue caratteristiche. La parte finale del corso si concentra sull’abbinamento con il cibo, esplorando le tendenze gastronomiche, gli aspetti storico-culturali e le proprietà nutraceutiche dell’olio Evo.

L’olio extravergine di oliva.

Per iscriversi o per avere maggiori informazioni visitare il sito di AIS Veneto www.aisveneto.it/corsi.html

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In copertina, un sommelier al lavoro con il suo inseparabile tastevin.

Pinot grigio grande protagonista al vertice di Udine: il Vigneto Fvg secondo in Italia per la produzione del vino

«Quello del vino per noi è uno degli asset principali e se scendiamo in dettaglio sulle produzioni, notiamo subito che, per il Pinot grigio, il Friuli Venezia Giulia è la regione al secondo posto in Italia per produzione. Un territorio vocato, il nostro, che tra l’altro è il primo nella Penisola per percentuale di superficie agricola dedicata alla coltivazione delle viti, che supera di molto la media nazionale. L’interesse nell’accrescere la sinergia con le aziende protagoniste del comparto è senza dubbio alto: grazie a incontri, scambi di esperienze e confronti come quello di oggi, sia la parte istituzione che quella privata possono individuare potenzialità e strumenti per favorire un ulteriore sviluppo in questo strategico settore produttivo».

Zannier ieri al convegno di Udine.

Lo ha sottolineato l’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, che nella mattinata di ieri è intervenuto a Udine, negli spazi del salone del Castello, all’annunciato convegno “Tra nuovi modelli e sfide del mercato”, un momento di confronto tra operatori ed esperti del settore del vino promosso dal Consorzio Doc delle Venezie alla quale ha preso parte anche il suo presidente, Albino Armani. Zannier ha anche partecipato alla cena di gala organizzata dallo stesso Consorzio nella Casa della Contadinanza, sempre in Castello a Udine, evento al quale sono stati invitati autorità del mondo del vino, i presidenti dei Consorzi interessati alla varietà del Pinot grigio, organismi di controllo e consiglieri del Consorzio delle Venezie.
Nel riconoscere «Grande capacità ed equilibrio nella gestione» al Consorzio, e nel ringraziare organizzatori e intervenuti, l’esponente della Giunta Fedriga ha fatto notare: «Quando parliamo di vitigni, poter contare su una denominazione con dei numeri così ampi, su una così elevata capacità di gestione del mercato, significa avere garantita la stabilità necessaria per i singoli imprenditori: per riuscire a programmare le proprie attività aziendali e avere sostenibilità economica, che è alla base di qualunque impresa». Il Pinot grigio è, infatti, in cima alla classifica dei vini più esportati a livello globale. L’82% della produzione italiana si trova nella Doc delle Venezie e il 42% dei vigneti di Pinot grigio si trova in Italia, al primo posto, quindi, per la coltivazione di questo vitigno a livello mondiale.
Il Consorzio Vini Doc delle Venezie è stato istituito nel 2017 dalla volontà comune della filiera produttiva del Nord Est per creare uno dei più importanti esempi di sistema a Denominazione multiregionale d’Italia, includendo in un unico territorio il Friuli Venezia Giulia, il Trentino e il Veneto. Il suo obiettivo è quello di promuovere lo stile distintivo del Pinot grigio italiano che, nel Triveneto, esprime appieno le sue caratteristiche di bianco fruttato, leggero e versatile.

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In copertina, grappoli di Pinot grigio il vitigno leader nelle Venezie.

Esperienze di Vitae invita a Padova con Ais Veneto che cresce sempre più e avvia una serie di nuovi corsi

Sono 76 le eccellenze venete da scoprire durante la seconda edizione di Esperienze di Vitæ: i vini che hanno ottenuto le 4 Viti nell’edizione 2024 di Vitæ, la guida ai migliori vini d’Italia dell’Associazione Italiana Sommelier, saranno i protagonisti assoluti della manifestazione in programma sabato 3 febbraio alla Fornace Carotta di Padova. Dalle 15.30 alle 19 gli appassionati potranno assaggiare i vini selezionati tra oltre duemila etichette dai degustatori ufficiali di Ais Veneto. L’evento offrirà anche l’occasione per consegnare ai produttori gli attestati d’eccellenza.

Giampaolo Breda


«I vini premiati a Esperienze di Vitæ – spiega Giovanni Geremia, curatore per il Veneto della Guida Vitæ – rappresentano al meglio l’elevata qualità della produzione enologica della nostra regione. Questi prodotti sono un vanto per il Veneto e raccontano l’eccellenza di un territorio straordinario, di cui sono fieri ambasciatori in tutto il mondo”. “Esperienze di Vitæ – continua il presidente di Ais Veneto, Gianpaolo Breda – è un’occasione unica per assaggiare le etichette premiate dai degustatori AIS: 76 eccellenze per viaggiare e scoprire la bellezza della nostra regione, di luogo in luogo, di vigneto in vigneto».
Intanto, con un incremento di iscritti del 15% nel biennio 2021-2023, Ais Veneto si conferma punto di riferimento per la diffusione della conoscenza del mondo del vino in generale e la valorizzazione dei vini veneti in particolare. Grazie all’impegno nella formazione di nuove figure professionali, la promozione del patrimonio enologico regionale e l’organizzazione di eventi per sommelier e wine lover, l’associazione conta oggi più di 500 nuovi iscritti in due anni – da dicembre 2021 a dicembre 2023 –, per un totale di 3977 soci (contro i 3458 del 2021).
«La crescita che stiamo registrando in questi anni è motivo di grande orgoglio – spiega Breda – perché da sempre il nostro obiettivo è diffondere la conoscenza e la cultura del vino. Dal 1971, anno di fondazione della nostra associazione, non ci siamo mai fermati, nemmeno durante il Covid. Anzi, i numeri sono aumentati anche durante la pandemia, grazie all’organizzazione di corsi online nel 2021, prima di tornare all’insegnamento in presenza nel 2022. Ogni anno, in tutta la regione, forniamo corsi per diventare Sommelier e molte occasioni, per chi ha già concluso il percorso, di perfezionare la preparazione con ulteriori livelli di approfondimento, aggiornamenti, seminari e corsi di specializzazione».
La crescita dell’associazione si accompagna infatti al lancio dei nuovi percorsi formativi previsti in partenza a gennaio e febbraio. Con un totale di 33 corsi, suddivisi in tre livelli e distribuiti capillarmente nelle province, Ais Veneto offre un’opportunità agli aspiranti sommelier di tutta la regione. Il primo livello fornisce una solida introduzione, coprendo aspetti chiave della viticoltura, dell’enologia e del servizio, conoscenze fondamentali per esercitare la professione di Sommelier. I corsisti possono imparare la corretta temperatura della mescita, acquisire informazioni sulla legislatura del settore e, oltre al vino, conoscere i fondamentali di birre e distillati, il tutto costantemente accompagnato da prove teoriche e pratiche sulla tecnica di degustazione.
Con il passaggio al secondo livello, i corsisti approfondiscono il legame tra il vino e il territorio, sia italiano che estero, mentre il perfezionamento costante della tecnica di degustazione diventa elemento discriminante per apprezzare ogni singola sfumatura ed esprimere un giudizio professionale e oggettivo. Infine, il terzo livello tratta la delicata arte dell’abbinamento cibo-vino attraverso prove pratiche di assaggio con diverse tipologie di alimenti e preparazioni. Al termine del percorso formativo, i corsisti affrontano un esame di abilitazione, in seguito al quale si consegue il titolo di sommelier. Per iscriversi e ottenere ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale di Ais Veneto: www.aisveneto.it/corsi.html

La manifestazione di Padova è gratuita per i soci Ais in regola con il tesseramento 2024.
Per informazioni visitare il sito di Ais Veneto: https://we.aisveneto.it/evento/1700

Tre giorni a Treviso per scoprire il Raboso e i grandi vini del Piave

Tre giorni per scoprire il Raboso e i grandi vini delle terre del Piave tra masterclass, banchi d’assaggio e delizie gastronomiche tipiche del territorio: è Alla Corte del Raboso, l’evento di Ais Veneto in programma dal 21 al 23 ottobre nel centro storico di Treviso, interamente dedicato alle uve tipiche del territorio. Un fitto calendario di appuntamenti permetterà ai partecipanti di conoscere da vicino la storia e le peculiarità di questo vitigno e del suo areale produttivo, assieme ai cibi della tradizione locale e alle bellezze storico-culturali della città sul Sile. La novità assoluta di questa edizione è il concorso Miglior Sommelier del Raboso, dove tra i tre semifinalisti vincerà chi si sarà distinto per conoscenze teoriche, capacità tecniche e degustative.

Grappolo di Raboso.


Si inizia sabato con l’Anteprima di Alla Corte del Raboso, dove sotto la Loggia dei Cavalieri, a partire dalle 15.30 e fino alle 18.30, si potranno assaggiare cinque referenze commentate dai sommelier Ais. Sempre dalla Loggia, alle 16, avrà inizio la visita guidata alla città tra dipinti e acque. Grazie al racconto di Edi Conson, guida turistica e sommelier, sarà possibile ammirare le bellezze di Treviso accompagnati in un breve itinerario ideato per l’evento. La prima giornata della manifestazione si chiuderà con un appuntamento gourmet al ristorante Ca’ dei Brittoni, dove un menù appositamente creato per l’occasione saprà appagare i palati più esigenti. Ad accompagnare i piatti ci saranno le migliori espressioni di Raboso e dei vini del Piave.
Domenica, a partire dalle 10.30, le splendide sale del Museo di Santa Caterina ospiteranno i banchi d’assaggio: 26 produttori di Raboso e dei vini autoctoni del Piave proporranno in degustazione oltre 90 referenze accompagnate da una selezione di artigiani del cibo per assaporare al meglio le tipicità trevigiane. Con il biglietto d’ingresso, oltre alla visita del complesso museale, è compreso anche un piatto di Radici e Fasoi preparato dall’omonima confraternita, che ne garantisce la qualità e la storicità. Alle 15.30 la Loggia dei Cavalieri ospiterà invece la degustazione Espressioni di Raboso – guidata dal presidente di Ais Veneto Gianpaolo Breda e dal direttore del Consorzio Vini Venezia, Stefano Quaggio – dove verranno raccontati i diversi stili di produzione delle aziende più rappresentative.
La manifestazione si chiuderà lunedì a Villa Dirce di Tezze di Piave, a Vazzola, patria del Raboso. Stefano Quaggio condurrà la prima parte della masterclass delle 11 dedicata al presente, al passato e al futuro del vitigno e del vino, passando poi il testimone a Gianpaolo Breda, che racconterà sei espressioni di Malanotte del Piave Docg. Seguirà il tour Le Bellussere, le Grave del Piave e il Borgo Malanotte guidato da Antonio Bonotto, titolare dell’azienda Bonotto delle Tezze, ed Elvio Forato, direttore della Cantina di Tezze, alla scoperta del territorio e dell’areale di produzione. A chiudere la manifestazione la proclamazione del Miglior Sommelier del Raboso, in programma a partire dalle 15.30.

La bellissima Treviso.

Alla Corte del Raboso è patrocinato dal Comune di Treviso ed è organizzato da Ais Veneto in collabotazione con il Consorzio Vini Venezia.
Per informazioni e per acquistare il biglietto visitare il sito we.aisveneto.it/eventi/allacortedelraboso

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Una vendemmia “inclusiva”
ricordando Giorgio Cecchetto

I ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down – sezione Marca Trevigiana sono tornati in questi giorni all’azienda agricola Cecchetto Giorgio di Vazzola per il tradizionale appuntamento con la vendemmia inclusiva del Raboso del Piave. La diciannovesima edizione dell’iniziativa ha coinvolto i vignaioli per un giorno nella raccolta dei primi grappoli della varietà autoctona trevigiana. Aiutati da famiglie, amici e volontari, i giovani hanno pigiato ed estratto il mosto utilizzando un antico torchio e torneranno in primavera a riempire 1500 bottiglie vestendole con un’etichetta disegnata a mano e firmata. Saranno poi numerate e presentate al Vinitaly 2024, nello stand della Regione Veneto. “Quella di quest’anno sarà una vendemmia particolarmente sentita in quanto la prima senza Giorgio, che dal 2005 aveva dato inizio a questo progetto di solidarietà e inclusione – aveva detto alla vigilia Marco Cecchetto –. Questi ragazzi erano nel cuore di mio papà e con lui avevano un legame profondo. Erano infatti molte le occasioni durante l’anno in cui li coinvolgeva perché potessero esprimersi e farsi conoscere. Io e i miei fratelli, Alberto e Sara, abbiamo avuto modo di condividere con loro molte vendemmie e sicuramente porteremo avanti con entusiasmo questa e molte altre iniziative con l’Aipd”. L’iniziativa promossa dall’azienda nasce per rappresentare il territorio e la sua storia, per raccontare come il Raboso del Piave – unico vitigno autoctono a bacca rossa della Marca Trevigiana – possa essere solidale. I ragazzi sono protagonisti in tutte le fasi, dalla raccolta dell’uva all’imbottigliamento del vino, alla realizzazione dell’etichetta, fino appunto alla presentazione conclusiva a Vinitaly. Un progetto che si ripete di anno in anno e che, inserendosi nel Progetto di autonomia sociale di Aipd, vuole supportare l’intera collettività perché per Cecchetto è fondamentale fare impresa in maniera condivisa e inclusiva.

Federico Domeneghetti è il miglior Sommelier del Veneto 2023. E Manca è leader al Conegliano Valdobbiadene

Il Miglior Sommelier del Veneto 2023 è Federico Domeneghetti, professionista della delegazione di Padova che ha saputo conquistare il favore della Giuria grazie alla disinvoltura con cui ha affrontato le prove tecniche, vincendo così un viaggio studio in Portogallo, oltre all’ammissione di diritto alla Semifinale del Concorso Miglior Sommelier d’Italia 2023. Inoltre, in veste di ambasciatore del vino veneto a livello nazionale, Domeneghetti potrà essere coinvolto in eventi e attività di comunicazione legati ai vini della regione fino alla prossima edizione del Concorso. “Raggiungere questo traguardo è una grande emozione – afferma –. Faccio il sommelier di professione e misurarmi con altri professionisti mi aiuta a dare il massimo e a migliorare tutti i giorni. Ringrazio di cuore Ais Veneto e la delegazione di Padova per il supporto prezioso che mi hanno offerto lungo questo percorso, così come tutte le persone che mi sono state vicine”.
“Il Concorso di quest’anno – afferma Gianpaolo Breda, presidente di Ais Veneto – è stato particolarmente importante perché abbiamo registrato un aumento significativo nel numero degli iscritti, a dimostrazione di quanto il settore della sommellerie sia in crescita e quanto sia forte l’interesse dei professionisti del vino in Veneto”. Il Concorso Miglior Sommelier del Veneto è l’appuntamento annuale organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier Veneto in collaborazione con Ais nazionale, che ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere la figura professionale, nonché diffondere la cultura enologica.
Sono 19 i soci di Ais Veneto che hanno partecipato all’edizione 2023, andata in scena lunedì 2 ottobre a Longarone, per il secondo anno consecutivo, all’interno del programma di Dolomiti HoReCa, articolandosi in due fasi distinte. Durante la mattinata, nella sede dell’Istituto Professionale Alberghiero di Stato Dolomieu, si è tenuta la prova scritta consistente in una relazione dettagliata, finalizzata a valutare la preparazione tecnica e teorica dei partecipanti, e in un’analisi organolettica di due vini regionali. I tre migliori concorrenti, Federico Domeneghetti della delegazione di Padova, Enrico Panizzuti della delegazione di Venezia e Aldo Naddeo della delegazione di Verona, hanno avuto accesso alle finali svoltesi nel pomeriggio a Longarone Fiere, dove hanno affrontato la degustazione alla cieca di un vino della regione con domande di approfondimento, il riconoscimento di quattro distillati da tutto il mondo, un abbinamento formulato dalla Giuria e prove di accoglienza, servizio al tavolo con decantazione e comunicazione del vino.
La Giuria di esperti che ha eletto Federico Domeneghetti Miglior Sommelier del Veneto è stata composta da Sandro Camilli, presidente Ais Italia; Marco Aldegheri, vicepresidente Ais Italia; Carlos Santos, amministratore delegato Amorim Cork Italia Spa; Michele Manca, Miglior Sommelier del Veneto 2022; Andrea Maschio della distilleria Maschio Bonaventura; Maurizio Zanolla, responsabile area concorsi AIS Italia.

Intanto, il già citato Michele Manca è risultato vincitore del terzo Trofeo Nazionale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg 2023, organizzato da Ais Veneto in collaborazione con il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg. Il concorso che ha visto il Sommelier di Rovigo conquistare il primo posto nella competizione si è tenuto nella sede del Consorzio, a Pieve Di Soligo (Treviso), dopo tre giorni dedicati all’alta formazione sul Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Dal 2004 ad oggi, Manca ha lavorato in Italia e all’estero all’interno di importanti realtà ristorative, scalando tutti i ruoli gerarchici del settore di sala, da Commis de Rang a Restaurant Manager. Nel 2012 ha conseguito la Laurea in Economia e Gestione di Impresa a Ferrara e nel 2014 si è diplomato Sommelier Ais. Direttore di Corso, referente panel per la propria Delegazione, degustatore Ufficiale e, appunto, Miglior Sommelier del Veneto 2022, si è recentemente classificato terzo al Master Chianti Classico 2023 e secondo al Gran Premio Sagrantino 2023. Attualmente lavora come Docente di Sala e Vendita presso l’Ipsaa “Bellini” di Trecenta (Rovigo) e come consulente presso alcune realtà ristorative.
“Sono orgoglioso – ha detto Michele Manca – di aver ottenuto questo riconoscimento e di rappresentare il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg nel corso del prossimo anno. Un risultato ottenuto grazie a un grande impegno e allo studio costante del territorio, delle sue peculiarità e delle aziende che ne fanno parte. Studiare, visitare la denominazione, assaggiare e ancora mettere alla prova le proprie conoscenze è il modo migliore di conoscere un vino e il territorio in cui nasce e di cui il calice si fa ambasciatore”. “Lavorare in sinergia con il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg – spiega il presidente Breda – ci permette di raccontare quanto il vino sia parte fondamentale del territorio e del suo paesaggio. Sono state tre giornate interamente dedicate all’alta formazione sull’areale produttivo riservate a comunicatori e operatori del settore che, partecipando a conferenze, seminari e visite al territorio, hanno avuto modo di aggiornarsi e di ammirare dal vivo tutta la bellezza di queste colline uniche al mondo dichiarate sito Patrimonio dell’Umanità Unesco”.
“Il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg lavora da sempre nel segno dell’eccellenza – afferma la presidente Elvira Bortolomiol –. Lavorare sui primi comunicatori del nostro vino è un passo fondamentale per garantire che il nostro prodotto sia presentato correttamente al consumatore e sia valorizzato come merita. Conoscere a fondo il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg significa conoscere uno dei prodotti simbolo del Made in Italy nel mondo, per questo abbiamo condotto i partecipanti in visita al territorio così che potessero cogliere l’intensità e la qualità del lavoro che ogni giorno ferve sulle nostre Rive come nelle nostre cantine. Il Trofeo Nazionale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è un momento di approfondimento e promozione del nostro prodotto ormai imprescindibile”.

Infine, tra settembre e ottobre – appuntamenti sono previsti anche all’inizio della prossima settimana – sono andati in scena i nuovi percorsi formativi di Ais Veneto dedicati a chi vuole diventare sommelier: in tutto 35 corsi, suddivisi in tre livelli, distribuiti capillarmente in tutta la regione. “Da sempre – afferma il presidente Breda – il nostro scopo è formare i comunicatori del vino. Ogni anno i corsi si rinnovano seguendo l’evoluzione del panorama vitivinicolo per dare ai futuri sommelier gli strumenti più idonei per affrontare le sfide del futuro. I questionari sottoposti ai corsisti riguardanti il grado di soddisfazione del percorso formativo hanno sottolineato un sempre maggiore interesse per l’enoturismo: chiedendo quali contenuti potessero rendere più stimolante la vita associativa, l’83% ha risposto indicando un maggior numero di eventi e una maggiore conoscenza degli itinerari enogastronomici. Se da un lato tutto ciò rappresenta un segno inequivocabile dell’importanza che l’enoturismo sta acquisendo, dall’altro, per Ais, rappresenta un obiettivo su cui puntare offrendo ai soci e ai nuovi iscritti più opportunità per vivere e conoscere il territorio, anche attraverso i nuovi corsi di formazione”.
Nei corsi di primo livello è stato possibile studiare elementi di viticoltura, di enologia e del servizio che rappresentano le basi della professione del Sommelier, a partire dalla corretta temperatura di mescita del vino fino all’organizzazione e alla gestione della cantina. Durante le lezioni, oltre che di vino, si è parlato anche di birre e distillati, il tutto costantemente accompagnato da prove teoriche e pratiche sulla tecnica di degustazione. Il secondo livello ha preso in esame le più importanti zone vitivinicole italiane ed estere e consente di cogliere il legame indissolubile tra vino e territorio. Il perfezionamento costante della tecnica di degustazione diventa così elemento discriminante per apprezzare ogni singola sfumatura ed esprimere un giudizio professionale e oggettivo. Nel terzo livello si è affrontata, invece, la tecnica della degustazione del cibo e del suo abbinamento con il vino attraverso prove pratiche di assaggio con le diverse tipologie di alimenti e di preparazioni. Al termine dell’intero percorso formativo è previsto un esame di abilitazione, superato il quale si consegue il titolo di Sommelier Ais.

Gustus, Doc Colli Berici
festeggia oggi e domani
le sue 50 vendemmie

La Doc Colli Berici e Vicenza si appresta a celebrare i suoi primi 50 anni a Gustus – Vini e Sapori di Vicenza. La manifestazione, in programma oggi e domani al Conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza, sarà un appuntamento imperdibile per gli amanti del vino. Proprio in questi giorni si avvia al termine la vendemmia – in questi ultimi giorni si stanno raccogliendo le uve Garganega e si sta ultimando con Cabernet sauvignon e Carmenère – che conferma l’ottima annata, con dati analitici che confermano la qualità eccezionale delle uve e una quantità in linea con le aspettative. I soci viticoltori della Doc sono riusciti a superare le difficoltà provocate dall’alta pressione peronosporica e dai lievi fenomeni grandinigeni che si sono verificati tra metà luglio e agosto. Le uve portate in cantina sono sane e promettono grandi vini, soprattutto rossi. Per gestire in modo ottimale i diversi tempi di maturazione, i produttori hanno saputo pianificare in più passaggi la raccolta, che ha garantito la massima qualità della produzione. “L’annata 2023 riveste un significato speciale non solo perché è la nostra cinquantesima vendemmia – afferma Silvio Dani, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza –, ma anche e soprattutto perché la raccolta di quest’anno è stata un banco di prova impegnativo che ha prodotto risultati sorprendenti: un traguardo straordinario e simbolico che testimonia la continua dedizione e passione dei nostri viticoltori per la produzione di vini di alta qualità, come si potrà constatare a Gustus”.
Gustus – Vini e Sapori di Vicenza si prepara dunque a diventare il palcoscenico principale per celebrare la Doc Colli Berici. Il direttore dei Consorzio Giovanni Ponchia sottolinea l’eccezionale rilevanza di questa edizione: “Sarà un’occasione straordinaria per celebrare la longevità della Doc, e non potremmo essere più felici di farlo, anche grazie alla masterclass di sabato che proporrà vini di 50 anni fa”. Grande la rappresentatività enologica del territorio con ben 30 produttori dei Colli Berici e 7 aziende di Gambellara, per un totale di 120 etichette in degustazione. Oltre ai banchi d’assaggio, aperti al pubblico dalle 17 alle 22 di oggi e dalle 17 alle 21 di domenica, gli ospiti potranno deliziarsi con cibo di eccellenza. Grazie ai finger food della bottega gastronomica I Giovani Leoni di Lonigo e degli chef de Il Camaleonte di Alonte, Gustus offrirà un’esperienza gastronomica unica, arricchita dall’intrattenimento jazz eseguito dagli studenti del Conservatorio.
Gustus si avvale della collaborazione con i sommelier di Ais Veneto e dei partner di qualità Asiago Formaggio Dop, Monte Veronese Formaggio Dop e Salumificio Castelli. I biglietti per i banchi di assaggio saranno disponibili all’ingresso al costo di 20 euro, oppure si possono acquistare in prevendita sul sito di Gustus al prezzo di 15 euro. La riduzione sarà applicata anche a tutti i soci Ais, Onav, Fisar, Fis e Slow Food che sceglieranno di acquistare il biglietto all’ingresso dell’evento. Ogni biglietto includerà un calice, un coupon per degustazioni libere e un piatto di specialità gastronomiche. Già sold-out invece le masterclass di oggi e domani.

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In copertina, Federico Domeneghetti raggiante per la vittoria; all’interno, con i finalisti e il presidente di Ais Veneto Gianpaolo Breda. Quindi, Michele Manca, affermatosi al Trofeo Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg 2023 e uno scorcio dei Colli Berici.

“Vinetia Tasting” nel weekend a Treviso e lunedì a Milano ci saranno i vini dell’Ugm

Due interessanti appuntamenti enologici sono in programma in questi giorni a Treviso e a Milano. Ecco, in dettaglio, entrambe le proposte.

TREVISO – Sabato 11 e domenica 12 marzo torna a Treviso Vinetia Tasting – Il Veneto nel calice: un fine settimana firmato Ais Veneto alla scoperta delle eccellenze enoiche della regione, selezionate dai degustatori della Guida ai vini del Veneto Vinetia.it. La manifestazione si aprirà con l’Anteprima, un breve percorso degustativo condotto dai Sommelier Ais in programma alle ore 15.30 di domani alla Loggia dei Cavalieri. Il porticato sarà anche il punto di ritrovo per la visita Treviso tra dipinti e acque, una piacevole passeggiata tra le bellezze architettoniche e artistiche in programma domani alle 15 e domenica alle 16. La prima giornata di Vinetia Tasting si chiuderà con un esclusivo appuntamento gourmet in cui il protagonista indiscusso sarà ancora una volta il vino, con le selezioni di Alba Vitae, abbinato alle raffinate interpretazioni dei sapori del territorio: A cena con Vinetia si terrà alle 20 al ristorante Ai Brittoni, situato al pianterreno del palazzo duecentesco Ca’ dei Carraresi, affacciato sul Cagnan Grande e sull’Isola della Pescheria.
Domenica prossima, alle 10.30, ci sarà l’apertura ufficiale dei banchi di assaggio nel Salone Borsa Merci della Camera di Commercio di Treviso e Belluno, dove sarà possibile degustare le eccellenze di 80 aziende vinicole selezionate dalla Guida ai vini del Veneto Vinetia.it. La sala conferenze al piano superiore ospiterà invece quattro masterclass organizzate in collaborazione con Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Consorzio Tutela Vini Lessini Durello, Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave e con l’Associazione G.R.A.S.P.O., Gruppo di ricerca ampelografica sostenibile per la preservazione della biodiversità viticola. Alle 11 ci sarà il primo incontro Lessini Durello – Bollicine del vulcano, seguito, alle 13, da Soave – Tra passato, presente e futuro e, alle 15, dalla masterclass Amarone – L’ambasciatore del Made in Italy nel mondo. A chiudere la giornata di approfondimento l’appuntamento con Vini d’altri tempi – Vini da vitigni rari, in programma alle ore 17.
Oltre al tasting e alle masterclass, alle ore 10.30 nel salone di Palazzo dei Trecento si terrà il convegno La grammatica del gusto: l’evoluzione del menù e della carta vini, che indagherà le origini del menù e della carta vini e la loro trasformazione nel corso del tempo. I relatori saranno Alessandro Scorsone, cerimoniere di Palazzo Chigi, Alessia Cipolla, curatrice della mostra Note di Pranzi: i menù nella storia – in programma a Casa Robegan di Treviso dal 4 marzo al 1 aprile –, Marco Colognese, food writer e critico enogastronomico, e il presidente di Ais Veneto Gianpaolo Breda. Infine, per gli estimatori del tabacco ci sarà la possibilità di scoprire i sigari Italico in abbinamento ad alcuni distillati della Distilleria Bonaventura Maschio.
Vinetia Tasting – Il Veneto nel calice è patrocinato dagli enti Regione del Veneto, Città di Treviso e Camera di Commercio di Treviso e Belluno.
Per acquistare il biglietto e prenotarsi all’evento visitare il sito www.vinetia-tasting.it

MILANO – Manca poco all’atteso appuntamento di lunedì 13 marzo che vedrà i produttori associati nell’Union des Gens de Métier protagonisti dell’esclusivo banco d’assaggio, riservato a operatori del settore, all’Hotel Principe di Savoia di Milano, dalle 10 alle 18. L’Ugm riunisce uomini e donne dediti al mestiere della fermentazione, accomunati da un modo rispettoso e libero di coltivare la terra. Al centro la persona e una comunanza di intenti ed esperienze tra nuove e vecchie generazioni, che si confrontano trasversalmente e condividono conoscenze, capacità e qualità personali nel lavoro e nella vita quotidiana.
Saranno presenti Philippe Alliet (Chinon), Eric Bordelet (Calvados, Sydre et Poiré), Manuéla e François Chidaine (Montlouis-sur-Loire), Olivier Clape (Cornas), Véronique Cochran (Côtes de Bourg), Louis-Benjamin Dagueneau (Pouilly Fumé), Elian Da Ros (Côtes du Marmandais), Létizia e David Duband (Nuits St Georges), Maxime Graillot (Crozes-Hermitage), Marc Imbert (Corsica), Charlotte e Antonie Kreydenweiss (Alsazia), Christophe Peyrus (Pic Saint Loup), Daniel Ravier (Bandol), Thérèse e Michel Riouspeyrous (Irouléguy), Jean-Marc Roulot (Mersault), Anselme e Corinne Selosse (Champagne), Stéphanie e Michel Theron (Haut-Médoc), Milena e Aldo Vajra (Barolo).
Oltre ai 18 vigneron membri dell’associazione partecipanti – tra cui G.D. Vajra è l’unica azienda italiana – si uniranno altri 9 ospiti italiani legati all’associazione dalla condivisione dei medesimi valori e da rapporti di amicizia: dal Trentino-Alto Adige Clemens Lageder di Alois Lageder e Emilio Zierock di Foradori, dalla Lombardia Isabella e Emanuele Pelizzati Perego di Ar.Pe.Pe, dall’Emilia Romagna Alberto e Giovanni Paltrinieri e Chiara Condello, dalla Toscana Aljoscha, Antonia e Arianna Goldschmidt di Corzano & Paterno, dal Friuli Mateja Gravner di Gravner, dal Veneto Matilde Poggi de Le Fraghe e dal Piemonte Christoph Künzli de Le Piane.
L’Union des Gens de Métier è anzitutto “un gruppo di donne e uomini liberi, legati ai mestieri della terra e rispettosi degli equilibri dell’ambiente”. I loro prodotti racchiudono “terroir, giustizia e nobiltà”. A partire dal diritto all’originalità e alla differenza l’Ugm difende valori che uniscono il benessere del corpo a quello dello spirito, “un impegno che si nutre di amicizia, passione e gastronomia”. Il Métier che accomuna i soci è quello della fermentazione: ne fanno parte vigneron che, con i loro vini, rappresentano le diverse Aoc francesi – Appellation d’origine contrôlée (il corrispettivo della nostra Doc – Denominazione di origine controllata) ma anche un viticoltore italiano, un produttore di sidro da vecchie varietà di mele e pere e un panificatore. In tutti si ritrova lo stesso tratto: minimo intervento, grande attenzione all’ambiente, con un approccio principalmente biologico e in alcuni casi biodinamico.
Attualmente fanno parte dell’Union des Gens de Métier 23 produttori, tra cui gli unici italiani sono Aldo e Milena Vaira di G.D. Vajra, azienda vinicola indipendente, interamente a conduzione familiare, con base a Barolo, nel cuore delle Langhe.
L’ultima occasione italiana che aveva visto protagonisti i membri dell’Ugm era stata una memorabile masterclass al Vinitaly del 2011, dal titolo Terroirs Ugm. Racconti dell’Union des Gens de Métier, dove quindici interpreti dei terroir francesi e italiani si erano raccontati attraverso i loro vini più rappresentativi. Altre degustazioni si erano tenute ad Aubervilliers al Théâtre Zingaro il 6 giugno 2016, alla Somerset House di Londra il 5 giugno 2017, al Pavillon Wagram di Parigi l’11 giugno 2018, a San Pietroburgo nel 2019, all’Hôtel Les 5 Terres di Barr in Alsazia il 22 novembre 2021 e al Salons George V a Parigi il 13 giugno 2022.

Wine in Venice, a gennaio 20 produttori sul primo Red Carpet del vino italiano

Ais Veneto sarà giudice di qualità dei venti produttori vitivinicoli che sfileranno sul primo Red Carpet del vino italiano durante Wine in Venice, manifestazione di cui l’Associazione è partner. Infatti, dal 28 al 30 gennaio, Venezia diventerà la capitale del vino con un ricco programma di tavole rotonde, talks e laboratori dedicati al futuro del settore enologico. Tra gli obiettivi della prima edizione l’assegnazione delle Wine Wild Card, un riconoscimento a venti aziende, una per ciascuna regione italiana, che hanno contribuito a portare avanti i valori chiave della manifestazione: sostenibilità, innovazione ed etica. Saranno proprio questi criteri a risultare fondamentali per l’ammissione all’evento.
La tre giorni, organizzata da Winetales, Beacon, Venezia Unica e WineHo, racconterà le eccellenze del territorio in alcuni dei luoghi più prestigiosi del capoluogo veneto, come la Scuola Grande della Misericordia e Ca’ Vendramin Calergi, e sarà occasione di incontro tra produttori, operatori di settore, appassionati del mondo del vino, comunicatori ed esperti. Tra questi, Ais Veneto sarà ancora una volta partner di un evento culturale che pone il vino al centro dell’attenzione.
«Wine in Venice – spiega Gianpaolo Breda, presidente di Ais Veneto – rappresenta un’occasione importante per raccontare i valori racchiusi in un calice. Quando assaggiamo un vino, infatti, scopriamo anche il suo territorio d’origine e la visione di chi lo produce, sorseggiamo una storia unica e una cultura millenaria. Questo evento ci dà quindi l’opportunità di raccontare il vino in luoghi di straordinaria bellezza, oltre che di discutere su temi fondamentali per il futuro del settore».
Il ricco programma di Wine in Venice segue le tematiche dell’evento: sabato 28 gennaio sarà dedicato alla sostenibilità, domenica 29 all’innovazione, lunedì 30 all’etica. Nella stessa occasione verrà inoltre assegnato il Premio Export Italia di Uniexport Manager, la principale associazione di professionisti italiani dell’export. Per rimanere aggiornati sul programma e per maggiori informazioni visitare il sito www.wineinvenice

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Ais, Longarone proclama Michele Manca miglior sommelier del Veneto per il 2022

Il 2022 ha visto il ritorno del Concorso Miglior Sommelier del Veneto, iniziativa a cadenza annuale indetta dall’Associazione Italiana Sommelier Veneto al fine di valorizzare la figura professionale e incrementare la divulgazione della cultura del vino. Il Concorso si è appena svolto a Longarone (Belluno), articolandosi in due fasi distinte. Nella mattinata 11 soci Ais Veneto si sono riuniti nella sede dell’Istituto Professionale Alberghiero di Stato Dolomieu per sostenere la prova scritta, divisa in un questionario, atto a verificare le preparazione tecnica e teorica dei candidati, e in un’analisi organolettica con assegnazione di punteggio di due vini del Veneto. Nel pomeriggio, a Longarone Fiere, sono seguite le semifinali, riservate ai quattro concorrenti che avevano ottenuto i punteggi più alti nella prova scritta: Michele Manca della delegazione di Rovigo, Francesco Casarin ed Enrico Panizzuti di Venezia e Aldo Naddeo di Verona. I semifinalisti si sono sfidati a coppie in una degustazione con descrizione organolettica di due vini anonimi e in una prova di abbinamento formulata dalla Giuria. In finale sono giunti Panizzuti e Manca, impegnati nella degustazione alla cieca di un vino veneto con domande di approfondimento, il riconoscimento di tre distillati dal mondo e, infine, in una prova di comunicazione. Michele Manca si è distinto per grande sicurezza nella prova tecnica e capacità di lettura con un’accurata analisi organolettica del vino, aggiudicandosi il riconoscimento in denaro nonché l’ammissione di diritto alla Semifinale del Concorso Miglior Sommelier d’Italia del 2022 organizzata da AIS nazionale. A comporre la Giuria: Maurizio Zanolla, responsabile concorsi Ais Italia; Marco Aldegheri, vicepresidente Ais Italia; Andrea Maschio della distilleria Maschio Bonaventura; Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia 2017; Alessio Serafini, Miglior Sommelier del Veneto dell’ultima edizione 2019; Cristian Maitan, Miglior Sommelier Veneto 2018.

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In copertina, il sommelier Michele Manca raggiante per la sua vittoria a Longarone.

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Un assaggio di “Jazz & Wine” Anteprima oggi, 10 ottobre per il festival “Jazz & Wine of Peace” di Cormòns, la collaudata manifestazione che ha la capacità di coniugare due elementi, la musica jazz e il vino del Collio, impossibili da non apprezzare con la loro amplissima gamma di suoni e sapori. La rassegna enologico-musicale si terrà da mercoledì 19 a domenica 23 ottobre e coinvolgerà oltre al Comune di Cormòns numerose località tra Collio friulano e sloveno: 25 in totale gli spettacoli sul territorio, che vedranno protagonisti le grandi stelle del jazz e i musicisti della nuova scena nazionale e internazionale. A questi si aggiungeranno otto appuntamenti enogastronomici di “Jazz & Taste”.

Zannier alla fiera di Rauscedo“In un settore, come quello agricolo, nel quale la maggior parte delle leggi e delle disposizioni regolamentari vengono emanate a Bruxelles, il punto debole è che le realtà produttive europee non sono riuscite a creare un’azione di lobby autorevole in grado fare valere le ragioni di un sistema che rischia di andare incontro a un serio problema di sostenibilità economica”. Lo ha detto a Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier intervenendo, nell’ambito dell’evento “Le radici del vino” – manifestazione che si è conclusa ieri con grande successo -, al convegno L’evoluzione della cocciniglia farinosa in Friuli Venezia Giulia, una problematica in forte espansione. Come ha spiegato l’assessore, gli obiettivi dell’Unione europea – rispetto agli obblighi di contenimento delle patologie che colpiscono le coltivazioni e in relazione alla contemporanea riduzione dei prodotti utilizzabili – sono estremamente complicati da poter conseguire. Infine, l’aver imposto a livello comunitario un limite già predeterminato di produzione biologica (il 25 per cento di superfice coltivata entro il 2030), che non tiene conto degli andamenti del mercato, potrebbe concretamente mettere in difficoltà le imprese.

Sapori nelle Valli del NatisonePartita con il piede giusto la Fiera di San Pietro al Natisone. La tradizionale manifestazione, fino al 30 ottobre, propone altri tre weekend all’insegna dei sapori con i prodotti tipici del territorio valligiano: inoltre, ogni sabato mattina visite guidate nelle aziende e ogni domenica a pranzo uno showcooking a cura dell’Associazione cuochi. E nell’ambito di questo tradizionale contenitore c’è anche la sesta edizione di “Sapori nelle Valli”: dopo la Tradizione dolciaria, vale a dire dagli strucchi alla gubana (ieri anche le premiazioni nell’ambito della gara della gubana casalinga). Quindi sarà protagonista la Castagna nelle Valli, nei giorni 15 e 16 ottobre, parlando di storia, tradizioni e utilizzo del prodotto. Poi il 22 e 23 ottobre sarà, invece, la volta di Mele e miele, dall’impollinazione alla frutta, per concludere nei giorni 29 e 30 con Farine e formaggi e gli abbinamenti della tradizione. Ricordiamo che “Sapori nelle Valli” è un’associazione di 17 produttori della filiera agroalimentare delle Valli del Natisone che ha lo scopo di creare una sinergia sul territorio per promuoverne i prodotti, i paesaggi, le attività sportive e tutti i servizi che offre quest’area del Friuli che comprende sette Comuni.

Le castagne a Valle di Soffumbergo Dopo il riuscitissimo primo fine settimana, a Valle di Soffumbergo, in Comune di Faedis, la Pro Loco è pronta anche nei prossimi due weekend ad accogliere i visitatori nella sua “Festa delle castagne e del miele di castagno”, uno degli appuntamenti tradizionali dell’autunno in Friuli Venezia Giulia giunto alla 41ma edizione. Tanti eventi per tre week-end consecutivi di ottobre: dopo quello appena passato, l’invito è nei giorni 15 e 16, 22 e 23 ottobre.

Le Dolomiti del Pordenonese La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, ha approvato lo schema di accordo di collaborazione per la partecipazione per l’anno 2022 alle attività di promozione delle Dolomiti Friulane nell’area pordenonese ed inserite nella manifestazione Dolomiti Days. “La Regione, attraverso il servizio biodiversità che coordina le attività in materia di Dolomiti Unesco – ha riferito Zannier – ha già in atto un accordo di collaborazione con la Comunità di montagna della Carnia per la promozione delle Dolomiti Friulane nell’area udinese, pertanto è stato ritenuto opportuno contattare la Magnifica Comunità di montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio, per proseguire anche nel 2022 nell’area pordenonese il percorso di collaborazione che sancisce la partecipazione dei due Enti alle attività promozionali”. Con l’accordo, infatti, le parti disciplinano la collaborazione in merito alla promozione delle Dolomiti Friulane, nonché la conservazione, la comunicazione e la valorizzazione del bene Dolomiti Unesco patrimonio dell’umanità. Sono diverse le attività previste, fra cui mostre d’arte contemporanea, convegni e workshop su diversi temi, in particolare la rigenerazione di spazi abbandonati, la cultura contemporanea della montagna, i paesaggi montani e boschivi da svolgersi nelle ex scuole elementari comunali ora adibite a spazio espositivo, nell’edificio denominato “Nuovo Spazio di Casso” nel Comune di Erto e Casso. Altre attività verranno svolte anche nei Comuni pordenonesi interessati dal riconoscimento Unesco e aventi come obiettivo la conservazione, comunicazione e valorizzazione del bene Dolomiti patrimonio mondiale Unesco. Per la realizzazione del progetto, è prevista una spesa complessiva di euro 30 mila corrisposti dal Servizio biodiversità alla Magnifica Comunità di montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio per il rimborso delle spese inerenti le attività dell’accordo.

Conto alla rovescia per “Rosso Bordò”C’è un filo rosso cha attraversa il Montello, i Colli Asolani e i Colli Euganei: è quello della grande tradizione dei “bordolesi” veneti, i vini che saranno protagonisti di “Rosso Bordò”, un’inedita rassegna vinicola in programma domenica 16 ottobre a Palazzo Giacomelli, nel centro di Treviso. L’iniziativa, voluta dal Consorzio Vini del Montello assieme al Consorzio Vini Colli Euganei, presenterà al pubblico gli storici vini da uvaggio bordolese (Cabernet, Merlot, Carmenère) prodotti nelle denominazioni trevigiane Montello Docg e Montello Asolo Doc (con la sottozona Venegazzù) e nella denominazione padovana Colli Euganei Doc. Ospiti d’onore, i rari vini a base di Recantina, l’uva autoctona a bacca rossa riscoperta sul Montello e sui Colli Asolani, grazie al progetto di recupero coordinato dal Consorzio. I produttori presenti ai tavoli di degustazione saranno oltre una ventina, con circa cinquanta vini in libero assaggio. La manifestazione rientra nel calendario delle celebrazioni di Padova Treviso Venezia Rovigo Capitale della Cultura d’Impresa 2022, progetto promosso da Assindustria Venetocentro e Confindustria Venezia-Rovigo, e si inserisce tra le iniziative che il Consorzio Vini del Montello ha ideato per valorizzare le pagine che lo scrittore trevigiano Giovanni Comisso dedicò al Montello, ai Colli Asolani e al Monte Grappa, zone di produzione del Montello Docg e del Montello Asolo Doc, in un’operazione culturale che si avvale della collaborazione dell’Associazione Amici di Giovanni Comisso. La rassegna fruisce inoltre del supporto di Banca di Asti. “Rosso Bordò” aprirà al pubblico dalle ore 10 alle ore 18. Il costo del calice è di 5 euro.

Ais Veneto, vino e solidarietà Fare del bene attraverso la cultura del vino: è questo l’obiettivo di Alba Vitæ, iniziativa benefica di Ais Veneto che ogni anno sostiene una realtà sociale del territorio attraverso la vendita di una tiratura limitata di alcuni dei migliori vini della regione. La dodicesima edizione di Alba Vitæ vede il passaggio di testimone dalla delegazione Ais Veneto di Venezia a quella di Belluno, che ha deciso di sostenere l’associazione p63 Sindrome Eec International APS Onlus. L’organizzazione no profit aiuta le persone affette da malattie rare, in particolare dalle mutazioni del gene p63, al fine di promuoverne l’inclusione socioculturale e sanitaria. Tra le eccellenze enologiche venete, il vino scelto per Alba Vitæ 2022 è lo spumante Lessini Durello Riserva Extra Brut 2014 di Giannitessari: con il ricavato delle vendite l’associazione p63 Sindrome Eec International APS provvederà all’apertura a Belluno di uno sportello di ascolto riservato alle malattie rare. “Alba Vitæ è il frutto della vite, da sempre simbolo di vita, rinascita e bellezza – spiega Gianpaolo Breda, presidente di Ais Veneto –. Un appuntamento in cui mettiamo la cultura del vino al servizio della solidarietà e che di anno in anno diventa più atteso e sentito tra i nostri soci. Si tratta inoltre di un’importante occasione di dialogo con il territorio regionale, che non passa solo attraverso la valorizzazione della migliore tradizione enologica veneta, ma anche dal sostegno a iniziative meritevoli”.  Il Lessini Durello Riserva Extra Brut 2014 di Giannitessari è uno spumante complesso, fine ed elegante. Da uve 100% durella, si presenta in una brillante veste oro antico con riflessi bronzo. Al palato è intenso, avvolgente e lunghissimo nella persistenza, con sentori di crosta di pane scuro, acacia e note di miele. L’edizione limitata del Lessini Durello Riserva Extra Brut 2014 sarà acquistabile fino all’8 gennaio prossimo al costo simbolico di 55 euro sulla pagina web di Ais Veneto (solidale.aisveneto.it/solidale), con la possibilità di ritiro nella sede di una delle sette delegazioni provinciali.

Quel Syrah della ToscanaArriva sul mercato Hide Igt Costa Toscana 2017 di Bulichella, azienda biologica di Suvereto (Livorno), decima vendemmia del vino dedicato al fondatore e ispiratore, Hideyuki Miyakawa. Hide è un Syrah in purezza, un vitigno che Bulichella vinifica dagli anni Duemila, con il primo impianto risalente alla fine del decennio precedente. Un vino rosso che emerge per il profilo organolettico tipicamente varietale e al tempo stesso caratterizzato da un’espressione originale. Hide si ottiene mediante vinificazione in legno con l’ausilio di barriques aperte utilizzando, oltre a uve attentamente selezionate, anche parte di grappolo intero e una percentuale di raspi, che può variare in funzione delle caratteristiche dell’annata.  Dal colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, si presenta al naso ampio e penetrante, ricco di sentori speziati e piccoli frutti a bacca rossa. È pieno e succulento, con tannini fitti e vellutati; il finale è lungo e scorrevole. Si abbina a carni rosse, barbecue e piatti strutturati. Hide è un vino con un’etichetta “parlante” che narra a fondo di Hideyuki. Frutto della collaborazione tra lo scenografo Francesco Sala e due nipoti di Hideyuki, Orso e Nicolò Miyakawa, è il racconto della sua storia e delle sue passioni: i viaggi, i motori, il suo passato come imprenditore nel mondo dell’automotive design, i vigneti e il grande amore per l’Italia, che dalle terre del Sol Levante lo ha portato nel 1983 a mettere radici a Suvereto. La produzione di Hide per l’annata 2017 si attesta su un numero limitato di bottiglie, pari a 880.

Il Cannonau che sfida il tempoCannonau di Sardegna Doc Riserva 2019 di Antonella Corda è un vino nato per celebrare il famoso vino per il quale l’eleganza è un’attitudine e l’equilibrio è un’ispirazione. Viti allevate ad alberello producono le uve per la nuova etichetta della cantina da un terreno particolarmente ciottoloso, in grado di esaltare il microclima della zona caratterizzato dai venti di maestrale e dal sole di Sardegna. Il risultato è un vino rosso rubino con riflessi violacei, dal sorso morbido e avvolgente. Il profumo è ricco e articolato. Mora e marasca, mirto, elicriso e una delicata nota d’incenso si sposano elegantemente. “Con questo vino – spiega la produttrice – ho voluto scoprire note finora inesplorate del nostro Cannonau, capaci di sfidare il tempo. Dalle mie uve e grazie a un lungo e delicato affinamento ho cercato di cogliere e di trasmettere tutta l’affascinante complessità del territorio di Serdiana”. Un vino che al suo debutto ha già raccolto punteggi considerevoli e numerosi riconoscimenti: James Suckling, tra le penne più illustri della critica enoica a livello internazionale, gli ha assegnato 97 punti e lo descrive come caratterizzato da tannini setosi, elegante intensità che rimane persistente al palato e finale fumée. Suckling lo definisce un vino “superbo, da bere dopo il 2024”. Si è inoltre aggiudicato i Tre Bicchieri nella Guida ai Vini d’Italia 2023 del Gambero Rosso ed è candidato ai Platinum Award, massimo riconoscimento della guida The WineHunter Award 2022 di Helmut Köcher, presidente e fondatore del Merano WineFestival. Il Cannonau di Sardegna Doc Riserva 2019 della Cantina Antonella Corda è in vendita nelle enoteche e nei negozi specializzati al costo di circa 50 euro.