Ucraina, è allarme di FedAgriPesca Fvg per l’impatto sulle filiere agricole

Agroalimentare Fvg a rischio a causa della guerra in Ucraina. È forte, infatti, la preoccupazione delle cooperative delle filiere per l’impatto sui mercati del conflitto scoppiato ormai tre settimane fa. Perciò, i rappresentanti delle cooperative agricole e della pesca del Friuli Venezia Giulia si sono riuniti a Udine, nella sede di Confcooperative Fvg, per fare il punto della situazione. Alla crescita dei costi energetici, si aggiungono le turbolenze sui prezzi delle commodities scambiate sui mercati internazionali, con aumenti record per i cereali, e gli impatti sulle filiere agricole. «Le tensioni sui prezzi e sui mercati, aggiunte alle perturbazioni sui commerci internazionali e a comportamenti speculativi, potranno colpire in maniera differenziata i diversi segmenti delle filiere agricole, mettendo in crisi molti produttori», è l’allarme di Venanzio Francescutti, presidente di FedAgriPesca Fvg, la Federazione regionale delle 131 cooperative della filiera agroalimentare (agricoltura e pesca) di Confcooperative, con 449 milioni di euro di ricavi e 9.773 soci produttori.

Venanzio Francescutti


Il presidente nazionale di FedAgriPesca, Giorgio Mercuri, in collegamento da Roma, ha sottolineato la necessità di un Piano straordinario e di emergenza per le colture strategiche: «È necessario anticipare i pagamenti diretti per sostenere il settore e sospendere i requisiti del greening liberando l’uso di terreni improduttivi. È forte, infatti, la richiesta europea di influenzare le intenzioni di semina primaverili a favore di mais, soia, girasole, sorgo e orzo, aumentando la capacità produttiva e garantendo un incremento della produzione nazionale. Già nel quadro della Pac attuale, inoltre, si può attivare la riserva di crisi liberando risorse per 500 milioni di euro».
Ma l’incremento della produzione è frenato dalle incertezze sulle condizioni di mercato e sul prezzo finale al momento del raccolto: incertezze che inducono le aziende agricole a un comportamento cauto. «C’è il fondato timore che i prezzi di produzione possano erodere i margini in maniera significativa – spiega infatti Francescutti – perché non solo cresce l’energia, ma anche ad esempio il costo di fertilizzanti e mangimi. L’urea ha superato i 100 euro al quintale, e sta diventando di difficile reperibilità. Al momento, le maggiori preoccupazioni – aggiunge il presidente di FedAgriPesca Fvg – vengono dal settore zootecnico, che affronta un drammatico aumento dei costi di produzione (dei mangimi, in primis), mentre il prezzo del latte alla stalla resta eccessivamente basso – attorno agli 0,40 euro/litro -, frenato anche da consumi in calo del 6-7 per cento». E mentre il comparto cerealicolo potrebbe non beneficiare a pieno del buon prezzo dei cereali a causa dell’impressionante crescita dei costi energetici (ma anche dei prodotti fitosanitari e dei carburanti), quello vitivinicolo deve affrontare pure le tensioni legate agli scenari export, complicato ulteriormente da problemi nel reperimento di bottiglie e capsule. Uno scenario complesso, dunque, che intanto deve già fare i conti con aumenti dei costi degli imballaggi: in legname del 61 per cento; in cartone del 31 per cento; in banda stagnata del 60 per cento; della plastica per l’agroalimentare, del 72 per cento; del vetro del 40 per cento. A questi si aggiungono le impennate, dal 400 per cento al 1.000 per cento, di container e noli marittimi.

Coltivazione di soia.


Il presidente regionale di Confcooperative, Daniele Castagnaviz, invita a non sottovalutare le difficoltà del comparto: «La filiera agroalimentare è centrale per il Paese e per il Friuli Venezia Giulia ed è un elemento distintivo della nostra riconoscibilità nel mondo. Servono, pertanto, misure straordinarie per sostenerne la competitività anche in questa fase difficile».
Preoccupati anche i produttori ortofrutticoli: conseguenze sui mercati potrebbero derivare, infatti, pure dall’invasione del mercato nostrano di prodotti, mele in particolare, abitualmente smerciate da Paesi come la Polonia, proprio sul mercato russo, e che nei prossimi mesi potrebbero essere riversate sui mercati dell’Europa occidentale, creando tensioni sui prezzi.

Bovine di Pezzata rossa.

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In copertina, produzione di mele in Friuli: anche questo settore è a rischio.

 

AGRIFLASH.FVG – E non solo…

Fondi per l’agroalimentare Fvg – Su proposta dell’assessore regionale alle risorse Agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, la Giunta regionale ha approvato uno spostamento di risorse integrative, a seguito di una ricognizione dei fondi assegnati ai bandi dove si sono evidenziate delle economie, in modo tale da utilizzare in maniera più efficiente le stesse risorse. «Andiamo a supportare così, fattivamente, investimenti sul territorio per la trasformazione, la commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli – ha detto Zannier -. Le risorse saranno assegnate tramite due bandi: il primo è quello cui si può accedere mediante il “pacchetto giovani”, con una disponibilità complessiva di circa 130 mila euro. Il secondo è quello cui si può accedere mediante i “progetti di filiera”, dell’importo di oltre 700 mila». L’operazione rientra nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Fvg. «Mai come in questo momento di difficoltà sul fronte di reperimento di materie prime, è necessario puntare sulle risorse che offrono i nostri prodotti di territorio – ha rimarcato Zannier -. La promozione del comparto, anche tramite i “progetti di filiera”, favorirà lo sviluppo dell’agroalimentare, aiutando l’economia del Friuli Venezia Giulia e i produttori del settore primario, quello su cui si fonda l’intera rete che porta dal campo fino alla tavola e al negozio».

Spilimbergo sempre più verde – «Piantumare alberi è un’operazione significativa se compiuta in aree pianeggianti e densamente abitate perché contribuisce non solo a rivitalizzare il paesaggio ma anche a migliorare la qualità dell’aria in zone antropizzate». Lo ha detto l’assessore Stefano Zannier, partecipando a Spilimbergo alla messa a dimora di alcune piante donate dai vivai del Servizio foreste all’amministrazione comunale della Città del mosaico. Alla presenza del sindaco Enrico Sarcinelli, del presidente della Pro Loco Roberto Mongiat e dell’europarlamentare Marco Dreosto, l’esponente dell’esecutivo regionale ha dapprima provveduto ad interrare una delle essenze arboree nel parco situato nella zona Peep e, successivamente, al posizionamento di un ulivo nelle rive dei giardini municipali, zona di pregio naturalistico e sottoposta a vincolo ambientale. «La piantumazione di alberi – ha detto Zannier – ha senso laddove ce n’è realmente bisogno. In un territorio come quello della nostra regione, la necessità si manifesta nelle aree urbane, nelle zone pianeggianti e in generale in quelle che nel tempo sono state private della presenza di queste essenze vegetali. Molto meno significato ha invece compiere un’operazione del genere nelle aree della nostra montagna: qui c’è sempre il timore di dar vita ad abbattimenti indiscriminati, quando invece vi è la reale necessità di gestire un patrimonio che va implementandosi a dismisura e che ha bisogno di una oculata gestione. Queste piante – ha concluso l’esponente dell’Esecutivo Fedriga – sono tutte essenze autoctone, originate da semi raccolti nei nostri territori che poi hanno germinato e sono cresciute nei nostri vivai, messe poi a disposizione delle pubbliche amministrazioni e dei privati». Nello specifico, sono state in tutto 200 le piante donate dalla Regione Fvg attraverso i vivai del Servizio Foreste all’amministrazione comunale. Le essenze arboree utilizzate sono in prevalenza quelle di quercia, frassino, carpino e tiglio. Oltre alla zona Peep, gli alberi sono stati messi a dimora anche nell’area del circolo culturale di Istrago, nei pressi del campo sportivo di Vacile e nella zona del laghetto Le Telisse di Barbeano, località individuate dal Comune di Spilimbergo. Come ricordato dal sindaco, l’iniziativa prende le mosse da un progetto avviato assieme alla Pro loco durante la manifestazione “Di erbe, di natura e benessere” che prevedeva la piantumazione di un albero ogni cento abitanti.

Piano di controllo del cormorano – L’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale ha espresso parere favorevole all’attuazione del Piano di controllo del cormorano a scopo deterrente in alcune aeree chiave per la conservazione di temolo e trota marmorata. Può così proseguire l’iter di approvazione del Piano regionale di controllo dell’uccello acquatico, strumento regolatore che una volta approvato darà la possibilità di intervenire con prelievi mirati, effettuati da operatori abilitati, per i prossimi di cinque anni nel periodo che intercorre tra il 1 ottobre e il 15 marzo. Secondo l’assessore Stefano Zannier «questo importante risultato raggiunto consentirà di iniziare una attività strutturata e continuativa nel tempo, nel pieno rispetto delle indicazioni fornite da Ispra, e potrà contribuire a salvaguardare l’importante lavoro svolto da Etpi relativamente all’immissione dei pregiati esemplari di trota marmorata e di temolo; darà inoltre una prima risposta alle sollecitazioni più volte formulate dal territorio rispetto alla massiccia presenza di cormorani». Sono già in corso le fasi di coordinamento tra i competenti servizi regionali ed Etpi per definire le modalità operative al fine di essere prontamente efficaci fin dalla prima data utile di intervento, mentre nel contempo verranno definiti i percorsi formativi per gli operatori. Riguardo al controllo del cormorano a tutela dell’attività di itticoltura, sono in fase di pubblicazione i decreti autorizzativi per i quali è già stato acquisito il parere positivo di Ispra; anche in tali aree, pertanto, sarà consentita l’attività di controllo.

Vinophila, dialogo con moda e design – Il settore vitivinicolo italiano è impegnato in un percorso di conquista della giusta corrispondenza tra valore intrinseco e riconoscimento economico. Da qui nasce l’idea di un dialogo con i settori moda e design, già capaci di colmare il gap che vedeva l’inventiva e l’eccellenza sartoriale penalizzate dal prezzo di mercato. Giovedì 17 marzo, dalle 16.30 alle 18, in occasione dell’inaugurazione di Vinophila, il primo metaverso dedicato al vino e alle bevande alcoliche, ospiti di rilievo del wine, del fashion e dell’arredamento dialogheranno guidati dal moderatore Beppe Giuliano, direttore responsabile di The Italian Wine Journal. I partecipanti condivideranno storie e strategie di successo adottate dai rispettivi settori sui mercati internazionali, offrendo spunti utili a valorizzare e veicolare la qualità della filiera vitivinicola italiana. Interverranno: Gilda Bojardi, direttrice della rivista Interni; Donatella Cinelli Colombini, presidente dell’Associazione nazionale Donne del vino; Gaetano Marzotto, presidente del Gruppo vinicolo Santa Margherita; Mirco Cervi, chief digital officer Italian Design Brands; Lorenzo Biscontin, ideatore e fondatore di Vinophila. Link: zoom.us/j/8544417573?pwd=Z0FSL2taYzJ5MVN2a3FDVkJJeGJDdz09

Cesconi guida i Vignaioli indipendenti – Lorenzo Cesconi, produttore in Trentino, è il nuovo presidente di Fivi, la Federazione italiana vignaioli indipendenti. È stato eletto a Piacenza durante l’assemblea ordinaria dei soci che ha visto anche il rinnovo del consiglio direttivo della Federazione. Cesconi succede a Matilde Poggi che è stata alla guida di Fivi per nove anni e che attualmente ricopre il ruolo di presidente di Cevi, Confédération Européenne des Vignerons Indépendants. Lorenzo Cesconi, 43 anni, gestisce con i fratelli e il padre l’omonima azienda agricola con 20 ettari di vigneto suddivisi tra la zona di Pressano e della Valle dei Laghi. Fa parte del consiglio direttivo della Federazione dal 2013 ed è stato vicepresidente nell’ultimo triennio. «Ringrazio i vignaioli e i consiglieri che mi hanno dato fiducia e hanno scelto di affidarmi il ruolo di presidente di questa grande famiglia che è Fivi – ha detto Cesconi –. Una famiglia che è cresciuta in numero di associati, siamo ormai quasi a 1400, ma anche come autorevolezza: Fivi è ormai riconosciuta sia a livello politico che sindacale come un interlocutore serio e affidabile. Credo nei valori che il concetto di vignaiolo esprime: lavorare nel e per il territorio, applicando la stessa filosofia, legata ai valori della terra, dal vigneto alla cantina fino alla vendita. Il mio impegno come presidente è di continuare il lavoro di chi mi ha preceduto, Costantino Charrere e Matilde Poggi. Conto sull’aiuto di tutti per farlo al meglio perché FIVI è fatta di braccia, tante braccia e teste che lavorano per raccogliere i frutti che ci dona la terra». Oltre a lui sono stati riconfermati nel ruolo di consiglieri Rita Babini, Emilia Romagna; Paolo Beretta, Marche; Luca Ferraro, Veneto; Luigi Maffini, Campania; Gaetano Morella, Puglia; Diletta Nember, Lombardia; Ermes Pavese, Valle d’Aosta, e Stefano Pizzamiglio, Emilia Romagna. Entrano nella squadra sei nuovi consiglieri: Ludovico Maria Botti, Lazio; Francesco Maria De Franco, Calabria; Walter Massa, Piemonte; Pietro Monti, Piemonte; Monica Raspi, Toscana, Stefan Vaja, Alto Adige.

L’agroalimentare Fvg può volare negli Usa: dazi invariati

di Gi Elle

Buone notizie a Ferragosto per l’export dell’agroalimentare Fva che può volare tranquillo negli Stati Uniti d’America. I dazi Usa sulle importazioni di prodotti italiani restano, infatti, invariati. Scongiurati gli aumenti – fino al 100 per cento del valore – che erano stati in discussione nei giorni scorsi. Lo fa sapere Confagricoltura sulla base della nota ufficiale diffusa dall’Ufficio del Rappresentante statunitense per i negoziati commerciali (Ustr).
«È un’ottima notizia – dichiara il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – perché l’inasprimento dei dazi avrebbe posto un ostacolo in più sulla strada verso la piena ripresa del sistema agroalimentare italiano dopo l’emergenza sanitaria. Un particolare ringraziamento va al Governo e alla nostra rappresentanza diplomatica per l’efficace azione svolta nei confronti dell’amministrazione statunitense». Confagricoltura ricorda, infatti, che gli Usa sono il primo mercato di sbocco del Made in Italy agroalimentare fuori dall’Unione Europea. Nel 2019 l’export di settore ha superato i 4,5 miliardi di euro. I vini, da soli, incidono sul totale per 1,5 miliardi (40 milioni di euro per il Fvg dei 130 complessivamente esportati nel mondo).

Via libera anche ai vini.


«È anche importante rilevare che gli Stati Uniti hanno formalmente espresso la disponibilità a negoziare con la Ue un accordo che metta fine al contenzioso ultradecennale sugli aiuti pubblici ai gruppi Airbus e Boeing – aggiunge Michele Pace Perusini, presidente della Sezione economica viticoltura di Confagricoltura Fvg -. Si tratta di una disponibilità che va colta con la massima urgenza da parte della Commissione europea, per raggiungere un’intesa che consenta di eliminare i dazi che gravano sui nostri prodotti dall’ottobre dello scorso anno ed evitare le tensioni periodiche che si accumulano, soprattutto sui vini, sottoposti alla cosiddetta scelta a “carosello”. Nel contempo – conclude Pace Perusini – serve mantenere il sostegno al dettaglio e al consumo locale che, in questo momento di ripresa dopo l’emergenza sanitaria, restano fondamentali». I dazi, pari al 25 per cento del valore, si applicano attualmente su formaggi, salumi, agrumi e liquori, per un totale di circa 500 milioni di euro.

Michele Pace Perusini

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In copertina, il prosciutto di San Daniele re dell’agroalimentare Fvg.