Agroenergie, stamane a Tapogliano il rapporto di Confagricoltura Fvg

Il contributo dell’agricoltura alla produzione di energia rinnovabile elettrica dell’Italia si attesta all’11%: un traguardo raggiunto attraverso 48mila impianti e una capacità installata pari a 5 GW, con una produzione di 13 TWh. Si tratta di un supporto già notevole che presenta margini di crescita, come risulta dal Rapporto dell’Osservatorio sulle Agroenergie di Confagricoltura, che verrà presentato oggi 16 luglio, alle ore 11, a Villa Pace, a Tapogliano (via XXIV Maggio 1). Il Rapporto, tra l’altro sottolinea come, dal 2010 al 2023 il valore della produzione agricola legata all’energia rinnovabile (fotovoltaico, biogas, biomasse) si è decuplicata passando da 231,9 milioni di euro a 2.594,1 miliardi di euro.
Il documento, elaborato dalla Confederazione, ha analizzato database pubblici, report di mercato e diversi interlocutori esperti di mercato, nonché un campione di 400 aziende agricole di medie-grandi dimensioni sul territorio italiano e, perciò, propone una fotografia dell’esistente, nell’ambito delle agroenergie, e un’analisi delle prospettive di sviluppo da qui al 2030.
Philip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura Udine, che porterà i saluti istituzionali, spiega: «L’agricoltura è un settore strategico per la decarbonizzazione e le imprese agricole che investono in agroenergie hanno migliorato le performance nella produzione primaria. La produzione di energia si conferma un’opportunità per le nostre aziende, sia perché dà la possibilità di diversificare le fonti di reddito sia perché consente di aderire alla transizione ambientale, abbattendo le emissioni e contribuendo attivamente alla produzione di energia verde». Per Enel, che ha sostenuto la stesura del rapporto e anche questo incontro pubblico, i saluti saranno portati da Valentina Giarretta. Sarà, invece, Donato Rotundo, direttore dell’Area sviluppo sostenibile e innovazione di Confagricoltura, a presentare la sintesi del Rapporto. Roberta Papili, poi, responsabile Clima ed Energia di Confagricoltura, aggiornerà sugli incentivi nazionali e regionali. “La transizione energetica nelle aziende agricole fatta bene”, sarà l’approfondimento sviluppato da Stefano Mazzolini, direttore dell’Agenzia per l’Energia (Ape) Fvg, mentre, a seguire, il direttore di Ceviq, Michele Bertolami, parlerà dell’importanza della certificazione. In conclusione, Andrea Ravanini e Fosco Bellotto, di Enel, esporranno le specifiche proposte di prodotti dell’azienda energetica per il mondo agricolo.

La partecipazione all’incontro è libera e gratuita.

—^—

In copertina, pannelli sistemati fotovoltaici sul tetto di una stalla di bovini.

La protesta degli agricoltori a Pordenone: così le aziende lavorano in perdita. Zannier: doveroso essere oggi qui con voi

«È doveroso essere qui, anche per il modo pacifico con cui si è scelto di far sentire la voce dell’agricoltura. Oggi il sistema agricolo sconta una difficoltà difficilmente gestibile a livello locale, poiché spesso è indotta a livello europeo. Il settore sta affrontando un problema reale: il fatto che i costi di produzione siano superiori ai ricavi. Il mercato non tutela assolutamente la produzione primaria e, se pensiamo al bilancio di una media azienda agricola, gli interventi contributivi non permettono nemmeno il pareggio dei conti». Lo ha detto ieri mattina l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando alla manifestazione di protesta indetta dal Comitato spontaneo Agricoltori Pordenone. Al centro della manifestazione – che ha visto il raduno dei trattori nell’area del centro commerciale “Meduna”, con il successivo corteo che ha attraversato la città e un presidio in piazza XX Settembre – vi sono le difficoltà delle aziende agricole sul fronte del reddito, l’accordo Ue-Mercosur e l’eccessiva burocratizzazione, che rischia di soffocare le attività agricole.


«Una situazione complessiva di disagio – ha evidenziato l’esponente della Giunta Fedriga – che però richiede molta attenzione. Può esserci la tendenza a cercare di strumentalizzare politicamente il momento di difficoltà che il comparto sta attraversando, da parte di qualcuno che rischia di fare campagne sulla pelle degli stessi agricoltori, senza portare alcun vantaggio al settore». «Le istituzioni – ha precisato poi l’assessore – hanno il compito di conoscere le problematiche in modo specifico, per poter fornire le migliori risposte possibili e garantire i relativi servizi alle imprese. Il nostro obiettivo è quello di individuare soluzioni a un vero e proprio caos che sta attanagliando l’intero sistema europeo, il quale troppo spesso – ha rimarcato l’esponente della Giunta regionale – concepisce l’attività agricola quasi esclusivamente come una gestione del territorio, e non invece come un’attività economica di produzione alimentare e di creazione di reddito per le imprese e per le famiglie che vi lavorano».
«O si supera questa visione in cui il mondo agricolo non viene affatto valorizzato – ha avvertito Zannier – oppure assisteremo a un progressivo abbandono delle attività, con il rischio di dover reperire i prodotti in altre aree del mondo, esponendoci al pericolo di importare produzioni che non garantirebbero certo le stesse qualità e caratteristiche dei prodotti dei nostri territori, sottoposti al vaglio di un sistema di controlli a volte persino eccessivamente rigoroso».
Rispetto alle oltre diecimila imprese agricole del Friuli Venezia Giulia, l’assessore ha voluto ricordare: «Nel 2024 la Regione ha stanziato complessivamente 250 milioni di euro per il comparto agricolo, una cifra che non è stata allocata nemmeno a livello nazionale. Con il sistema autonomo dei pagamenti sui contributi, gestito attraverso l’ente pagatore regionale, diventato operativo lo scorso anno, ci stiamo allineando, consapevoli dei disagi, ma anche del fatto che le novità introdotte con la nuova Pac necessitano di un periodo di assestamento, il quale, una volta superato, non ripresenterà difficoltà in futuro. L’Amministrazione regionale – ha concluso Zannier, che si è poi spostato al presidio nel centro della città – sta facendo la propria parte. Non è certo sufficiente a risolvere tutti i problemi del settore agricolo, ma la collaborazione continua con l’intero sistema della rappresentanza delle categorie aiuta ad agire congiuntamente per perseguire gli interessi collettivi, tutelando il comparto primario».

—^—

In copertina e all’interno due immagini della protesta degli agricoltori a Pordenone alla quale ha partecipato anche l’assessore regionale Stefano Zannier.

Ieri a Udine il punto su un anno disastroso per l’apicoltura regionale. Zannier assicura gli operatori Fvg: faremo tutto quanto sarà possibile

«Il dialogo costruttivo resta un elemento fondamentale per cercare soluzioni concrete in un momento in cui non è scontato che tutto si possa fare e che si possa fare per tutti. Se pur non mancheranno la disponibilità e il sostegno della Regione, dobbiamo tenere presente che il settore apistico ha le stesse regole di quello dell’agricoltura come attività economica. Gli spazi di manovra che abbiamo devono comunque confrontarsi con quelle regole e, quando si parla di api, a partire dal livello europeo rilevo una profonda ipocrisia perché da un lato l’Ue ne evidenzia le assolute qualità dal punto di vista ambientale ma dall’altro è stringente e, a volte, limitante per il sostegno del comparto, come ad esempio sui contributi pro alveare. Queste limitazioni nascono perché il punto di vista è prettamente produttivo, e l’incremento delle produzioni è legato ai regolamenti comunitari come quelli agricoli. E’ quindi importante ampliare il dialogo perché le regole slegate dalla parte economica che potrebbero aiutare in via continuativa il comparto apistico fanno riferimento ad altri referati e non a quello dell’agricoltura».

Così l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, al XVI meeting organizzato dal Consorzio apicoltori della provincia di Udine, e moderato dal giornalista Rossano Cattivello, su “Un nuovo futuro per un’apicoltura sotto pressione. Clima, nuovi parassiti e mercato richiedono strategie inedite”: l’appuntamento ieri mattina nell’auditorium dell’istituto salesiano Bearzi a Udine dove gli allevatori di api del Friuli Venezia Giulia si sono ritrovati. L’esponente della Giunta Fedriga ha sottolineato l’importanza di alimentare il confronto e lavorare sull’unità per riuscire a dare risposte alle problematiche del comparto.
Ad aprire i lavori è stato il presidente del Consorzio, Marco Felettig, da poco eletto in occasione del rinnovo del direttivo a cui sono seguiti l’intervento di Zannier e il contributo di Cattivello sulla percezione nella pubblica opinione dei problemi dell’apicoltura. Per le relazioni tecniche sono invece intervenuti esperti di livello nazionale: Antonio Nanetti del Crea di Bologna che ha trattato l’impatto dei cambiamenti climatici, Franco Mutinelli dell’Izsve il cui contributo ha riguardato il contrasto alla presenza di un nuovo potenziale acaro che colpisce le api, mentre Giancarlo Naldi, direttore dell’Osservatorio nazionale miele, ha affrontato il tema del mercato con analisi e proposte. Il presidente nazionale dell’Unaapi, Giuseppe Cefalo, è intervenuto, invece, sull’importanza dell’associazionismo a supporto dei singoli apicoltori.

____________________________________

Confagricoltura Fvg, webinar
oggi sulla legge di bilancio

Per oggi, alle 16.30, in collaborazione con Agrisoluzioni srl e la Regione Friuli Venezia Giulia, Confagricoltura Fvg ha organizzato un webinar online su Google Meet. L’incontro avrà come relatore Daniele Hoffer, responsabile fiscale di Confagricoltura Vicenza, e si concentrerà sulle novità per il settore agricolo contenute nel Decreto per la riforma fiscale delle imposte sui redditi e nella Legge di Bilancio per il 2025. La partecipazione è gratuita, ma con prenotazione obbligatoria rivolgendosi a: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it; telefono 0432.507013.

____________________________________

Il settore, per Felettig, si trova davanti a sfide epocali da affrontare uniti, perché grandi e piccoli apicoltori svolgono un ruolo essenziale non solo per l’economia e la filiera alimentare, ma anche per l’impollinazione della produzione agricola e dell’intero ecosistema locale. Felettig ha tracciato una sintesi del 2024 definendolo come «un anno disastroso, l’ultimo di una serie di stagioni infelici per l’apicoltura». Gli apicoltori, però, non si sono lasciati scoraggiare e hanno cercato di far fronte alla situazione con tutti i mezzi, garantendo la sopravvivenza delle proprie colonie, mai come quest’anno vicine alla morte per fame. Ma, nonostante questi sforzi, il sistema produttivo apistico è entrato in crisi con aziende pronte a chiudere i battenti per mancanza di reddito e liquidità. Gli apicoltori, tuttavia, hanno saputo fare fronte comune e si sono rivolti alle istituzioni con un grido d’allarme che è stato ascoltato. Il neo presidente ha, infatti, ringraziato l’assessore Zannier che ha raccolto quel grido d’allarme con una misura concreta: un contributo straordinario elargito a favore delle aziende apistiche che traggono un reddito significativo dall’apicoltura, andando così a mettere in sicurezza più della metà degli alveari allevati in regione. Il Friuli Venezia Giulia, come ha riferito Felettig, è stata la prima regione, e fino a un mese fa l’unica, ad avere dedicato un occhio di riguardo al settore.


Durante l’incontro, il presidente Felettig ha manifestato l’esigenza del Consorzio di una nuova sede, perché gli uffici attuali non sono più funzionali all’attività che viene svolta; sul punto, Zannier ha mostrato disponibilità assicurando al sistema la vicinanza e la presenza della Regione Fvg: «Faremo tutto quello che si può fare, troverete sempre aperta la mia porta». Nel dettaglio, il settore, in regione, conta 1.800 apicoltori che gestiscono 38 mila alveari ed è minacciato dai cambiamenti climatici, da un nuovo parassita e anche dal mercato, in cui importazioni a basso costo e poco trasparenti stanno penalizzando le produzioni locali. Sotto il dato produttivo, per esempio, nella provincia di Udine (che rappresenta il 66% degli alveari) il raccolto complessivo del 2024 ha visto una contrazione del 68%, con punte negative per il miele di acacia che si è addirittura azzerato. Tornando all’aspetto dimensionale, gli apicoltori con meno di 50 alveari a testa rappresentano il 91% delle attività e il 42% delle arnie, mentre quelli che svolgono l’attività in maniera professionale e spesso anche esclusiva sono un centinaio con il 45% degli alveari.

—^—

In copertina, un’ape bottinatrice al lavoro; all’interno, l’incontro al Bearzi presente l’assessore Stefano Zannier.

(Foto Regione Fvg)

Scuole Aperte di Cefap Fvg invitano a Codroipo e Paluzza dove nasceranno i futuri professionisti dell’agricoltura

Il Cefap apre le porte delle sedi di Codroipo e Paluzza per le giornate di “Scuole Aperte” 2024/2025. Studenti e famiglie sono invitati a conoscere da vicino le proposte dei corsi di formazione dedicati all’agricoltura, all’agroalimentare e alla gestione ambientale montana, finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Le giornate di “Scuole Aperte” sono una vera e propria immersione nel mondo Cefap. Si potranno scoprire percorsi formativi unici che combinano lezioni teoriche con esperienze pratiche sul campo. Oltre alle presentazioni dei programmi, i partecipanti avranno la possibilità di sperimentare attività coinvolgenti, assaggiando e toccando con mano le creazioni degli studenti.

La sede Cefap di Codroipo.

Sede Cefap di Codroipo

Sabato 30 novembre, dalle ore 15 alle 17.30: Festa del Ringraziamento. Un pomeriggio dedicato ai prodotti da forno e di gastronomia: pane, focacce, pizze e pasta prenderanno forma sotto le mani degli studenti, partendo dalle materie prime stagionali. Si potrà assistere alle preparazioni e gustare le delizie appena sfornate.
Sabato 14 dicembre, dalle ore 15 alle 17.30: Bianco Natale. Ci sarà un laboratorio dedicato alla lavorazione del latte e alla preparazione di formaggi freschi, burro, ricotta e altre bontà casearie. Anche durante questo pomeriggio si potranno assaporare i prodotti preparati dagli allievi.

Sede Cefap di Paluzza

Sabato 14 dicembre, dalle ore 15 alle 17.30: Laboratorio di lavorazione del legno. Un pomeriggio dedicato alla tradizione artigianale, con dimostrazioni di intaglio e creazione di oggetti in legno.
Sabato 11 gennaio, dalle ore 15 alle 17.30: Il viaggio del seme. Si potrà seguire il ciclo di vita delle piante dalla semina alla crescita: un percorso affascinante dedicato al mondo naturale e agricolo.

Le giornate di “Scuole Aperte” sono pensate per gli studenti che hanno terminato le secondarie di primo grado e stanno scegliendo il loro futuro. Il team di Cefap sarà a disposizione per rispondere a domande, fornire dettagli su iscrizioni e sbocchi professionali, e guidare i ragazzi (e i genitori) verso la scelta più adatta per ciascun percorso. CeFAP è pronto ad accompagnare nuovi talenti nella costruzione di un’agricoltura sostenibile, moderna e innovativa. Per maggiori dettagli e per prenotare la visita, è utile consultare il sito: https://www.cefap.fvg.it/it/33132/scuole-aperte.

—^—

In copertina, uno studente impegnato nel laboratorio di industrie agrarie.

Confagricoltura, la fauna selvatica diventa opportunità. Creare una filiera di carne tutta “Made in Fvg”

«La crescita esponenziale degli ungulati selvatici ha reso necessario lo sviluppo di strategie di gestione della popolazione con il coinvolgimento sinergico dei cacciatori e degli agricoltori. Da questo legame fra i primi custodi dell’ambiente è nata la volontà di vedere, nel problema ungulati, un’opportunità economica, sostenibile e salubre per l’intero comparto. Ormai da tempo si parla dei danni che cinghiali, cervi e caprioli stanno arrecando all’agricoltura, senza dimenticare il potenziale pericolo per la sicurezza degli automobilisti e dei motociclisti ma, come Ente Tutela Fauna, siamo da sempre convinti che non basti lamentarsi, bensì cercare una concreta risposta».

Gianluigi D’Orlandi

Così il rieletto presidente Gianluigi D’Orlandi che prosegue: «Insieme a Confagricoltura Fvg abbiamo invitato i direttori delle Riserve a un incontro per parlare fattivamente della possibilità di creare una vera e propria filiera della carne di selvaggina friulana. In proposito, molto utile è stata l’esperienza della filiera “Selvatici e buoni” sviluppata dalla Fondazione Una che, attraverso le parole dell’onorevole Marina Berlinghieri, ha tracciato la via da percorrere e soprattutto la possibilità di riuscita. Il tema dei controlli e della salubrità della carne è stato sviscerato, invece, dal direttore regionale, Manlio Palei e dal maresciallo capo Farinacci, del Nas di Udine che hanno meglio specificato l’entità e la complessità dei controlli a cui vengono sottoposte le carni per una maggiore garanzia del consumatore. A conclusione della giornata – aggiunge D’Orlandi – c’è stata la visita al centro di lavorazione carni dell’azienda agricola Conti di Maniago che ha ottenuto il bollino di certificazione per poter fornire un primo punto di raccolta per gli ungulati cacciati. La struttura, situata a Manzano, in località Soleschiano (contattabile al numero di telefono 348.7808899), è aperta tutti i martedì pomeriggio, anche se, al fine di fornire il miglior servizio ai cacciatori, si sta valutando l’opportunità di spostarla al lunedì. Molte volte i cacciatori ci segnalano come – prosegue D’Orlandi -, la distanza da Manzano non gli permetta di raggiungere l’azienda agricola Conti di Maniago o il numero di esemplari cacciati sia importante. Questo poteva essere un problema a cui abbiamo ovviato rapidamente coinvolgendo la Friulcarni che si è dimostrata fin da subito disponibile a recuperare e pagare il cacciato».
«Il mercato – segnala Cristian Battilana, contitolare della Friulcarni di Basiliano -, è particolarmente interessato alla carne di selvaggina in quanto presenta meno grassi e ha un alto contenuto di acidi grassi Omega 3, proteine e sali minerali come ferro e zinco. Creare una filiera di carne di ungulati “Made in Fvg” – prosegue Battilana – è sicuramente un percorso impegnativo a cui però, come azienda, siamo particolarmente interessati e, in tal senso, ribadisco la nostra disponibilità a recuperare, pagando naturalmente, gli ungulati cacciati in regione contattandoci a qualsiasi ora al numero telefonico 335.5213352». Una carne che, come proposto da Giorgio Zaglia, titolare dell’omonimo agriturismo di Precenicco, potrebbe essere inserita pure nei menù delle strutture agrituristiche quale prodotto agricolo di qualità dandone maggiore visibilità e conoscenza anche fra i turisti di passaggio.

—^—

In copertina, ecco un cinghiale fotografato nelle campagne friulane.

Cia Fvg: l’ok europeo su Dop e Igp ci rende più competivivi e sostenibili. E ora va in archivio la questione Prosek

«Da Bruxelles, finalmente, una mano tesa alla nostra agricoltura. Il via libera al testo unico sulle produzioni di qualità dà prova di un’Europa capace anche di lavorare per un modello agroalimentare europeo più solido, orientato alla semplificazione e davvero a tutela degli agricoltori». A dirlo, il presidente regionale di Cia-Agricoltori Italiani, Franco Clementin, soddisfatto per l’approvazione definitiva del nuovo Regolamento per le Indicazioni geografiche (con una maggioranza di quasi il 90%), arrivata dopo due anni di negoziato tra Parlamento Ue, Consiglio e Commissione. Rispettata, come auspicato da Cia Fvg, l’impalcatura portante della riforma: ora si potrà contare su uno strumento all’altezza di un’Italia che nel panorama delle Ig resta il primo Paese al mondo con 885 Denominazioni, tra cibo e vino, e un valore complessivo alla produzione di 19,1 miliardi di euro.

Franco Clementin


Nel dettaglio, Cia Fvg plaude: allo snellimento delle procedure con tempi certi sia per la modifica dei disciplinari che per l’approvazione delle nuove Ig; al rafforzamento del ruolo riconosciuto ai gruppi di produttori nei Consorzi, con più poteri e responsabilità, e al focus sul turismo enogastronomico; alla protezione delle Ig come ingredienti e alle misure del dossier che mirano a consolidare la protezione delle Ig online e sui nomi dei domini. E ancora, l’inquadramento più chiaro della Commissione Ue e quello dell’Euipo, l’Ufficio dell’Ue per la Proprietà Intellettuale che, nella gestione dei marchi, avrà compito solo consultivo e su questioni amministrative. Importante il no allo sfruttamento delle Ig e, quindi, all’uso di menzioni generiche come Prosek (che tanta preoccupazione aveva destato nel mondo enologico del Fvg); l’attenzione al “pacchetto vino” che rimane nel regolamento Ocm, salvaguardandone la specificità e, infine, lo spazio dedicato alle pratiche sostenibili come asset da valorizzare.
«Nella salvaguardia e promozione di Dop e Igp, l’Europa è sulla buona strada e la riforma approvata può, ora, dettare la linea – conclude Clementin -. Siamo grati all’onorevole Paolo De Castro per il lavoro svolto, senza dimenticare mai la centralità di un reddito adeguato per i produttori di qualità visto che, in regione, la Dop economy vale 1,620 milioni di euro (il 63% del Pil agroalimentare del Fvg), posizionandoci come sesta “potenza” tra le regioni italiane.

Aquafarm (anche oggi a Pordenone) mette a fuoco i problemi dell’itticoltura e della pesca in Friuli Venezia Giulia

«I mondi dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura si stanno confrontando con una duplice problematica che desta forti preoccupazioni nel settore. Da un lato, ci sono le tematiche legate alla siccità, alla carenza della risorsa idrica e alle complicazioni che gli allevamenti a mare e in laguna subiscono a causa delle morie di pesci o di infiltrazioni di specie aliene. Dall’altro, l’aspetto economico, con numerose aziende messe in difficoltà dall’aumento dei costi di produzione, e un impianto regolatorio troppo complesso, impossibile da gestire. La vera sfida del presente è quella di semplificare il più possibile il sistema per tornare a renderlo autosostenibile».

L’incontro con l’assessore Zannier.

Con queste parole l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha portato il saluto istituzionale al convegno di apertura della settima edizione di Aquafarm, manifestazione organizzata in collaborazione con l’Associazione piscicoltori italiana (Api) e l’Associazione mediterranea acquacoltori (Ama) in corso, ieri e oggi, alla Fiera di Pordenone. Si tratta dell’unico evento internazionale in Italia dedicato esclusivamente ad acquacoltura e pesca, rivolto a tutta la filiera dai ricercatori ai produttori di tecnologie, dagli allevatori ai trasformatori e alla grande distribuzione.
Alla presenza di numerose autorità locali e nazionali, Zannier ha sostenuto la necessità di ripensare le modalità di attuazione degli obiettivi comunitari che, «pur essendo condivisibili nei contenuti, sono imbrigliati dagli ostacoli burocratici a cui le imprese si trovano a far fronte. Ben venga l’assegnazione di risorse economiche – ha osservato l’esponente della Giunta Fedriga -, ma queste rischiano di rimanere fini a se stesse se non accompagnate da una revisione dei regolamenti. Per ogni euro di contributo assegnato, le aziende non ne traggono beneficio se non per pochi centesimi».
Aquafarm prosegue con un ampio spazio dedicato agli stand espositivi e con un intenso programma di convegni di alto spessore scientifico, con l’obiettivo di creare importanti occasioni di aggiornamento professionale e di incrementare le occasioni di business per tutti i portatori di interesse del settore.

—^—

In copertina, immagine di un allevamento di trote in Friuli Venezia Giulia.

Maltempo, aziende agricole devastate. Zannier: subito le prime misure urgenti

«La conta dei danni anche per i settori dell’agricoltura e dell’allevamento, nelle aree maggiormente colpite dalle ultime devastanti ondate di maltempo in Friuli Venezia Giulia, si sta rilevando davvero disastrosa con condizioni estremamente critiche. Danni importanti sia alle produzioni, ma anche alle strutture e ai mezzi delle aziende agricole. Pesantissima la situazione in alcuni allevamenti e stalle completamente scoperchiate e all’interno delle quali è inevitabile mantenere la presenza dei capi di bestiame. In queste ore è necessario che gli operatori mantengano la calma ed effettuino il più rapidamente possibile le stime dei danni». Lo ha detto ieri mattina l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ha compiuto un sopralluogo visitando alcune aziende agricole e alcuni impianti zootecnici che hanno registrato ingentissimi danni nelle aree maggiormente colpite dal maltempo.

«Già oggi pomeriggio – ha annunciato l’assessore Zannier – in Consiglio regionale attiveremo le prime misure urgenti. È anche necessario che a livello nazionale vengano attivati gli strumenti adeguati per poter affrontare una situazione davvero pesantissima e complicata che gli operatori del settore non possono certamente affrontare soltanto con i loro mezzi. In queste ore la Regione appronterà urgentemente – ha ribadito l’esponente della Giunta Fedriga – tutti gli strumenti possibili per essere vicina alle aziende dell’agroalimentare e del comparto zootecnico attendendo di avere rapide risposte rispetto all’attivazione delle procedure di intervento e di aiuto anche da parte del governo nazionale».
Nella giornata di martedì l’assessore Zannier aveva già annunciato l’attivazione delle procedure per richiedere il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento dannoso al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, oltre alle altre possibili forme di intervento a sostegno delle aziende agricole della regione. «Siamo di fronte – ha sottolineato ancora l’assessore – a eventi atmosferici e grandinate senza precedenti accompagnate da venti straordinari e piogge torrenziali che in molti casi hanno distrutto anche gli stessi impianti anti-grandine. I danni sono di proporzioni enormi. Risultano devastate, non solo le coltivazioni che vedono i raccolti compromessi, ma anche moltissime strutture e coperture delle stalle, serre e dei capannoni agricoli».

—^—

In copertina e all’interno danni subiti dalle aziende agricole esposti all’assessore Zannier.

Ai nastri di partenza NanoValbruna 2023: da oggi sotto le Alpi Giulie si parla di ambiente, cibo, agricoltura e sostenibilità

Ai nastri di partenza NanoValbruna, il Festival Green del Friuli Venezia Giulia che riunirà da oggi fino a martedì 1° agosto a Valbruna scienziati, imprenditori e docenti asieme a centinaia di giovani e giovanissimi da tutto il mondo per parlare di ambiente e tutela degli ecosistemi, nel segno del tema dell’edizione 2023 “Cibo, agricoltura e sostenibilità”. Una manifestazione di respiro internazionale ideata e realizzata da ReGeneration Hub Friuli sotto il coordinamento di Annalisa Chirico e Francesca Milocco e in collaborazione con l’Accademia Gagliato Globale di Paola del Zotto Ferrari.

In programma, nel cuore delle Alpi Giulie, una settimana ricca di attività tra panel scientifici, workshop formativi, appuntamenti con aziende innovative dove spiccano i “Meeting with”, gli incontri one-to-one tra scienziati, ricercatori, manager e i giovani presenti alla manifestazione. Al centro delle prime due giornate di festival (oggi e domani) gli appuntamenti di NanoPičule, i laboratori di sperimentazione scientifica per i più piccoli a cura Marina Cisilino e Gianpaolo Ganzini, dove spicca quest’anno l’analisi degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu rispetto alla promozione di un’agricoltura sostenibile e di un uso sostenibile dell’ecosistema, con particolare riferimento alle colture locali. Preziosi saranno gli interventi di esperti del settore che racconteranno le loro esperienze: Daniela Piussi, biotecnologa ed esperta di spezie locali; Paolo Settimi, direttore del Biodistretto, Ilaria Vuerich, giovane imprenditrice bio di un’azienda locale, Carlo Cussigh, apicoltore.
Partono nella prima giornata anche le Green Experience – curate da Francesco Chirico – escursioni di turismo sostenibile che quest’anno prevedono 15 differenti proposte per un totale di 160 km di percorsi attraverso 5 Comuni della Valcanale. Con il supporto di 10 guide locali vengono proposte differenti esperienze, tra e-bike, forestbathing, sedute di yoga e uscite con i cani da slitta. A questi si aggiunge quest’anno un particolare percorso “storico-naturalistico”: e proprio la guida e appassionato di storia Davide Tonazzi inaugurerà le escursioni nel Parco Tematico “AbschnittSaisera”, un museo all’aperto dedicato alla Grande Guerra nel cuore della Val Saisera.
Tra gli eventi di spicco di NanoValbruna 2023 la seconda edizione del contest internazionale “B.A.I.T.E. Innovation Award”, concorso rivolto a giovani ricercatori e aspiranti imprenditori che presenteranno i loro progetti di start up innovative e sostenibili: a scegliere il vincitore una Giuria Internazionale. Atteso il 31 luglio a NanoValbruna un evento di rilevanza mondiale con una delegazione ONU proveniente da Europa, Stati Uniti e Australia, protagonista di un meeting internazionale dove si parlerà di cibo e agricoltura sostenibile: un incontro ispirato al summit internazionale tenutosi lo scorso autunno alle Nazioni Unite. A suggellare l’edizione nella serata di martedì 1^ agosto l’incontro con la reporter scientifica multimedia Silvia Lazzaris tra i collaboratori di Will Media, vero fenomeno dell’editoria di questi ultimi anni.

Tutto il programma e le prenotazioni su www.nanovalbruna.com

—^—

In copertina e all’interno immagini della passata edizione di NanoValbruna.

Guerra, siccità e crisi bancarie mettono in ginocchio anche l’agricoltura Fvg

«Guerra, siccità, crisi bancarie, stanno impattando seriamente sull’intero sistema economico, agricoltura compresa. Siamo colpiti dall’aumento dei prezzi e dell’inflazione e questa instabilità si riversa su imprese e famiglie, senza considerare che l’emergenza siccità (il 30% delle colture è già oggi a rischio), soprattutto per gli agricoltori ma non solo, esige una politica di governo concreta e veloce come mai si è visto sino a ora», ha esordito Franco Clementin presidente di Cia Fvg-Agricoltori Italiani esponendo la situazione dell’agricoltura regionale davanti al candidato alla presidenza del Friuli Venezia Giulia, Massimo Moretuzzo.

Moretuzzo e Clementin


«Chiediamo alla politica regionale diversi impegni nei primi 100 giorni del prossimo governo. Insistiamo su alcuni punti. Imprescindibile la difesa dell’agricoltura e dell’agroalimentare, settore trainante del Pil nazionale e regionale, ma anche contenitore di migliaia di posti di lavoro. Le aziende sono sempre pronte a impegnarsi sulla sostenibilità, sulla digitalizzazione, sulla trasparenza, ma allo stesso modo aspettano risposte certe per il futuro. Grazie al Pnrr, finalmente, si potrebbero costruire infrastrutture più moderne per la gestione dell’acqua. Risale a diversi anni fa il progetto ideato dalla Federazione dei consorzi di bonifica per la realizzazione di invasi che non è mai stato recepito, ma che è indispensabile a fronte della siccità che ha distrutto i raccolti. Ora è venuto il tempo di un Commissario, altrimenti la situazione sarà disastrosa nell’estate prossima o, forse, già a partire dalla tarda primavera. Infine, non meno importante, chiediamo una diversa gestione del territorio (sull’agrovoltaico, sulle infrastrutture e sul consumo di suolo, ad esempio) e della fauna selvatica (cinghiali, caprioli, nutrie, cormorani) che mette a rischio la sicurezza delle persone», ha sottolineato infine Clementin.
Il candidato Moretuzzo ha ascoltato anche gli interventi dei presenti e ha espresso le sue critiche a quelli che, secondo lui, su questi argomenti sono stati gli errori dalla attuale Giunta regionale. Non sono mancate, infine, le proposte contenute nel programma della coalizione.

—^—

In copertina, ecco i gravissimi effetti della siccità sulla coltura del mais.