Abete rosso in sofferenza per il bostrico: ecco le misure urgenti adottate in Fvg

«Lo stato di sofferenza dei boschi di abete rosso della nostra regione, causato dalla proliferazione del bostrico, così come ci viene costantemente segnalato da parte dei proprietari boschivi, amministratori pubblici, imprese boschive e singoli cittadini, ha richiesto l’urgente attivazione di misure di contrasto, e supporto, miranti a compensare la perdita di valore economico delle piante colpite. Per questo abbiamo disposto una riedizione nell’erogazione degli indennizzi». Lo ha spiegato l’assessore alle Risorse forestali, Stefano Zannier, che ha portato all’attenzione della Giunta Fedriga una delibera che definisce criteri e modalità per la concessione degli indennizzi da parte del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura, per contrastare la diffusione del bostrico (“Ips typographus”) ai sensi dell’articolo 1 bis 1 della Legge regionale 22/2002. La delibera è stata approvata dall’Esecutivo.

L’assessore Stefano Zannier.


«Tra gli obiettivi dell’importante provvedimento ci sono il contenimento della diffusione dell’agente patogeno, il ripristino della funzionalità degli ecosistemi forestali, la riduzione del rischio di innesco e della propagazione degli incendi boschivi per il permanere nelle foreste di materiale secco e, infine, quello di favorire il recupero e l’immissione sul mercato del legname attaccato dal bostrico», è entrato nel dettaglio, a margine, Zannier, precisando che si tratta di una riedizione della linea contributiva già utilizzata, con nuovi fondi e nuove condizioni per la loro assegnazione.
I beneficiari degli indennizzi sono i proprietari forestali pubblici e privati, o i loro delegati, quindi anche comproprietari, affittuari, locatari, concessionari, comodatari e le imprese forestali. Gli indennizzi sono concessi in conto capitale in misura forfettaria, in base ai metri cubi netti utilizzati di piante di abete rosso secche o deperite, a seconda del metodo di esbosco utilizzato (da 10 a 30 euro a metro cubo), in modo da ridurre i costi di utilizzazione e garantire così un margine di valore residuo al legname attaccato, incentivandone l’utilizzazione.
«Per poter dare in tempi rapidi una risposta a quest’emergenza – ha rimarcato, ancora a margine, Zannier -, a seguito della modifica della Legge regionale 13 dell’agosto 2002, numero 22 “Istituzione del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura”, con l’introduzione di un articolo dedicato all’emergenza bostrico, in attuazione del Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina, con questa delibera si definiscono i criteri e le modalità per la concessione degli indennizzi da parte del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura per contrastare la diffusione del bostrico».

Sono ammissibili a indennizzo gli interventi di utilizzazione che rispettano alcuni requisiti minimi: sono realizzati in lotti in cui il bostrico ha già attaccato, o sta attaccando, almeno il 60% delle piante da destinare all’utilizzazione: le piante devono essere abeti rossi secchi o deperiti, ovvero con chioma ancora verde ma sottoposti all’attacco dell’agente patogeno in corso – riscontrabile da “sintomi” caratteristici come caduta anomala d’aghi, presenza di fori sul fusto, accumulo di rosura alla base – e verificabile con specchiature della corteccia a titolo di sondaggio. La quota rimanente può essere costituita da piante anche in buone condizioni il cui prelievo è funzionale alle operazioni di utilizzazione o con chiome a stretto contatto con quelle attaccate dal bostrico.

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In copertina, un bosco di abete rosso devastato dal bostrico; all’interno, il pericoloso insetto e i danni che produce.

Dopo Vaia il bostrico, boschi in pericolo: una riflessione con vicino/lontano mont

Dopo la tempesta Vaia, del 2018, un’altra calamità sta colpendo i nostri boschi: l’infestazione di bostrico, un coleottero che attacca l’abete rosso, condannando a morte ampie porzioni di foresta. Su tutte le Alpi centro-orientali la situazione è drammatica. E anche in Carnia l’infestazione dilaga. C’entra la crisi climatica in atto, ma c’entra anche la passata gestione forestale. Come agire nell’emergenza? Come saranno i boschi del futuro?
Sarà il giornalista, scrittore e dottore forestale Luigi Torreggiani – già ospite di vicino/lontano mont lo scorso anno – a guidare la passeggiata didattica che la rassegna propone per cercare di rispondere a queste domande domani 9 settembre, dalle 10, con ritrovo ai Piani di Vâs, punto di partenza del sentiero che sale al rifugio Chiampizzulon. Torreggiani, che scrive per la rivista Sherwood, conduce il podcast “Ecotoni” e ha realizzato per il quotidiano Domani e la Compagnia delle Foreste il reportage vocale “Vaia”, sarà coadiuvato da: Erika Andenna, dottore forestale, appassionata di “studi di futuri” e direttrice del Consorzio Boschi Carnici; Iris Bernardinelli, ispettore fitosanitario di Ersa; Mirco Cigliani, impresario forestale e presidente della cooperativa Legnoservizi; e Pier Paolo De Biasio, commissario forestale all’Ispettorato forestale di Tolmezzo. Per partecipare basta prenotarsi scrivendo a prenotazioni@vicinolontano.it. Per chi lo desidera, dopo il pranzo facoltativo al ristorante Aplis di Ovaro (costo 20 euro), nel pomeriggio sarà possibile visitare la storica Segheria veneziana presso il Centro turistico-ambientale Aplis. Alle 17, a Cjasa da Duga a Salârs di Ravascletto, Torreggiani porterà i risultati della mattinata in occasione del finissage della mostra fotografica di Ulderica da Pozzo “In tal bosc. Alberi sentieri storie”, commentandoli con l’autrice delle immagini sull’onda delle suggestioni portate dalle letture a cura di Massimo Somaglino dalle straordinarie pagine di “Storia di alberi e della loro terra” (Marsilio) e “Il duca” (Einaudi) di Matteo Melchiorre.
Domenica 10 settembre, alle 17, vicino/lontano mont tornerà invece a far tappa a Cave del Predil. Uno dei luoghi più suggestivi delle Alpi Giulie, l’interno della ex miniera, diventerà lo speciale scenario di un evento musicale. Il cantautore tarvisiano Miky Martina – che è anche tecnico del Soccorso Alpino e come tale aveva partecipato alla seconda edizione di vicino/lontano mont in un incontro dedicato alla sicurezza in montagna – porterà le sue canzoni e le sue storie di vita, vissute in montagna, fin dentro le viscere del Monte Re, accompagnato come sempre dalla sua chitarra e dall’armonica. L’evento, a ingresso libero, si realizza in collaborazione con la Cooperativa Pluriservizi Valcanale che al termine del concerto offrirà a tutti i partecipanti un aperitivo. Si consigliano abbigliamento pesante e calzature adeguate. In miniera la temperatura è compresa tra i 6 e i 9 gradi e l’umidità è elevata.

Informazioni e programma dettagliato: www.vicinolontano.it
Tutti gli eventi sono a ingresso libero, salvo dove diversamente specificato

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In copertina, ecco una emblematica immagine della salute dei nostri boschi in una foto scattata da Ulderica Da Pozzo.

Il legno friulano (con l’abete rosso) testimonial all’Expo Dubai 2020

«Una delle ricchezze del Friuli Venezia Giulia è indubbiamente quella dell’abete rosso da cui nasce anche il legno di risonanza, patrimonio prezioso dei boschi regionali. Questo è uno dei motivi per i quali abbiamo lavorato sul tema e abbiamo prodotto un piacevole oggetto d’arredo che ne rappresenta, a mio avviso, una bella e utile sintesi – spiega la giovane designer friulana, Marta Caldana, -. Così è nato il Woo-d-fer, una cassa acustica naturale, in legno di abete rosso che, sulla scrivania, sostiene elegantemente il cellulare e ne amplifica i suoni durante le videoconferenze e le chiamate. È il frutto di uno studio specifico sul concept, il design, la forma “acustica” e la stabilità, divenuto un simbolo rappresentativo del bosco-legno regionale, tanto che l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, l’ha scelto come omaggio per gli ospiti presenti alla giornata del Fvg all’Expo Dubai 2020 riscuotendo un fortissimo apprezzamento».
Il progetto è stato ideato e realizzato dalla cooperativa Legno Servizi di Tolmezzo, realtà di riferimento per lo sviluppo del settore bosco-legno regionale, utilizzando legno certificato Pefc proveniente dai boschi dell’Alta Carnia fornito dall’impresa boschiva Del Fabbro Maurizio a cui sono seguite le lavorazioni di Domini Legnami di San Pier d’Isonzo, Arredo Italiana di San Giovanni al Natisone e di Antonia Cardin di UnostudioX (Pordenone) per la comunicazione grafica. A dimostrazione di come possano nascere dei magnifici prodotti “100 per cento Fvg” grazie alla valorizzazione delle filiere regionali.
«È per noi particolarmente importante – spiega Carlo Piemonte, presidente di Legno Servizi – dare valore al bosco e al legno della nostra regione iniziando dal coinvolgimento attivo delle diverse filiere che partono dalle imprese boschive per arrivare alle aziende del legno strutturale, dell’imballaggio, della carta e dei pannelli, così come quelle dell’artigianato artistico che, proprio utilizzando l’abete rosso, è capace di creare dei fantastici strumenti musicali conosciuti in tutto il mondo. Non dimentichiamo, inoltre, che per lo sviluppo sostenibile dei boschi sia per noi fondamentale dare valore sia alla materia prima che al territorio, ponendo in evidenza eventi legati al bosco come ad esempio “Risonanze” di Malborghetto che valorizza tale tipologia di legno e che attrae ogni anno centinaia di persone alla scoperta delle bellezze forestali della nostra regione».

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In copertina, l’originale Woo-d-fer e qui sopra un bosco di abete rosso.

 

Foreste Fvg, dalla Regione un milione di euro per i danni del bostrico

(g.l.) Anche il patrimonio forestale del Friuli Venezia Giulia ha un nemico molto temuto, essendo all’origine di gravissimi danni alla risorsa legno, tanto che c’è la necessità di correre ai ripari con adeguati provvedimenti. A tal fine, la Regione Fvg provvederà ad erogare indennizzi del valore complessivo di 1 milione di euro per compensare la perdita di valore economico delle piante colpite dalla diffusione del bostrico (tipografo o dell’abete rosso). Lo ha deciso l’Esecutivo Fedriga approvando un’apposita delibera su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e alle foreste, Stefano Zannier.

Il bostrico nemico dell’abete rosso.


Il provvedimento – come informa una nota Arc – definisce i criteri e le modalità per  la concessione degli indennizzi da parte del Fondo regionale per la gestione delle emergenze in agricoltura per contrastare la diffusione del temuto coleottero (Ips typographus – Linnaeus, 1758). I risarcimenti in misura forfettaria, che variano dai 15 ai 35 euro al metro cubo, verranno liquidati in conto capitale in base al volume netto di piante di abete rosso (Picea abies, peccio) secche o deperite, a seconda del metodo di esbosco utilizzato. In questo modo viene garantito un margine di valore residuo al legname attaccato incentivandone l’uso.
“Con questo provvedimento – spiega l’assessore Zannier – si intende contenere la diffusione dell’agente patogeno, ripristinare la funzionalità degli ecosistemi forestali, ridurre il rischio di innesco e propagazione degli incendi boschivi per il permanere in foresta di materiale secco e favorire il recupero e l’immissione sul mercato del legname attaccato. I beneficiari degli indennizzi sono i proprietari forestali pubblici e privati o loro delegati ovvero comproprietari, affittuari, locatari, concessionari, comodatari e le imprese forestali”.
Ma cos’è il bostrico? Si tratta, in due parole, di un insetto considerato molto pericoloso che, come detto, colpisce principalmente gli abeti rossi, ma anche altre specie di conifere. Normalmente, il parassita attacca e si riproduce nel legno malato o già morto, ad esempio alberi caduti, ceppi o tronchi tagliati. La misura più efficace per combatterne le infestazioni è la rimozione degli alberi colpiti e di tutto il potenziale materiale riproduttivo (alberi deboli o caduti, tronchi con corteccia) prima che la nuova generazione di adulti emerga dalla corteccia.

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In copertina, ecco le caratteristiche pigne dell’abete rosso.