Confagricoltura Fvg, monetizzare il vino trasformando il bene in un valore: a Prepotto il nuovo portale The Glass Élite

Si terrà domani, 30 ottobre, alle ore 10, nella sede dell’azienda vitivinicola Ca’ Lovisotto, a Poianis di Prepotto in via Ronchi 70, a cura di Confagricoltura Fvg e Agrisoluzioni, la presentazione del portale The Glass Élite. Si tratta di una piattaforma digitale B2B in cui gli operatori della filiera del vino, gli investitori professionali e i collezionisti possono interagire, acquistare e vendere vino in modo sicuro, trasparente e smart grazie alla tecnologia della Blockchain.
Come sottolineato dall’amministratrice unica, Alessandra Tugnolo: «Oltre la semplice tracciabilità, l’introduzione della tecnologia Nft nel mercato del vino implicherà un cambiamento radicale, una trasformazione del modo in cui funziona attualmente il mercato stesso e porterà alla realizzazione di una nuova economia, concreta, snella, sostenibile. Attraverso la piattaforma The Glass Élite sarà possibile, appunto, trasformare un bene in un valore, evitando di avere vino invenduto in cantina. Già alcune imprese vitivinicole friulane hanno creduto in questo nuovo modo di commercializzare e, convinti della potenzialità della piattaforma, vogliamo presentarla a tutti i vitivinicoltori della regione».
Le fà eco Francesca Maritan, Donna del Vino impegnata nel marketing e vendite per la valorizzazione dell’impresa agricola Ca’ Lovisotto: «Il mercato del vino è in evoluzione: esportazioni, trend di consumo e nuovi mercati offrono opportunità e sfide per i produttori e, per questo, abbiamo accettato di buon grado la possibilità di presentare, nella nostra impresa, il portale The Glass Élite». L’appuntamento è organizzato nell’ambito della consulenza specialistica Sissar, a partecipazione libera e gratuita con iscrizione obbligatoria utilizzando la mail: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it

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In copertina, una bella immagine dell’azienda Ca’ Lovisotto fra i suoi vigneti a Poianis.

Pinot grigio grande protagonista al vertice di Udine: il Vigneto Fvg secondo in Italia per la produzione del vino

«Quello del vino per noi è uno degli asset principali e se scendiamo in dettaglio sulle produzioni, notiamo subito che, per il Pinot grigio, il Friuli Venezia Giulia è la regione al secondo posto in Italia per produzione. Un territorio vocato, il nostro, che tra l’altro è il primo nella Penisola per percentuale di superficie agricola dedicata alla coltivazione delle viti, che supera di molto la media nazionale. L’interesse nell’accrescere la sinergia con le aziende protagoniste del comparto è senza dubbio alto: grazie a incontri, scambi di esperienze e confronti come quello di oggi, sia la parte istituzione che quella privata possono individuare potenzialità e strumenti per favorire un ulteriore sviluppo in questo strategico settore produttivo».

Zannier ieri al convegno di Udine.

Lo ha sottolineato l’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, che nella mattinata di ieri è intervenuto a Udine, negli spazi del salone del Castello, all’annunciato convegno “Tra nuovi modelli e sfide del mercato”, un momento di confronto tra operatori ed esperti del settore del vino promosso dal Consorzio Doc delle Venezie alla quale ha preso parte anche il suo presidente, Albino Armani. Zannier ha anche partecipato alla cena di gala organizzata dallo stesso Consorzio nella Casa della Contadinanza, sempre in Castello a Udine, evento al quale sono stati invitati autorità del mondo del vino, i presidenti dei Consorzi interessati alla varietà del Pinot grigio, organismi di controllo e consiglieri del Consorzio delle Venezie.
Nel riconoscere «Grande capacità ed equilibrio nella gestione» al Consorzio, e nel ringraziare organizzatori e intervenuti, l’esponente della Giunta Fedriga ha fatto notare: «Quando parliamo di vitigni, poter contare su una denominazione con dei numeri così ampi, su una così elevata capacità di gestione del mercato, significa avere garantita la stabilità necessaria per i singoli imprenditori: per riuscire a programmare le proprie attività aziendali e avere sostenibilità economica, che è alla base di qualunque impresa». Il Pinot grigio è, infatti, in cima alla classifica dei vini più esportati a livello globale. L’82% della produzione italiana si trova nella Doc delle Venezie e il 42% dei vigneti di Pinot grigio si trova in Italia, al primo posto, quindi, per la coltivazione di questo vitigno a livello mondiale.
Il Consorzio Vini Doc delle Venezie è stato istituito nel 2017 dalla volontà comune della filiera produttiva del Nord Est per creare uno dei più importanti esempi di sistema a Denominazione multiregionale d’Italia, includendo in un unico territorio il Friuli Venezia Giulia, il Trentino e il Veneto. Il suo obiettivo è quello di promuovere lo stile distintivo del Pinot grigio italiano che, nel Triveneto, esprime appieno le sue caratteristiche di bianco fruttato, leggero e versatile.

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In copertina, grappoli di Pinot grigio il vitigno leader nelle Venezie.

Castagnevizza, domani torna l’asta dei vini eccellenti (presentati a Vienna) della Contea di Gorizia per la Pace

Domani, 26 ottobre, al convento della Castagnevizza, a Nova Gorica, la III asta di vini eccellenti, presentati nei giorni scorsi a Vienna. Dopo il successo delle prime due edizioni, torna infatti il terzo capitolo dell’Asta dei Grandi Vini della Contea di Gorizia per la Pace, organizzata dell’Associazione dei Cavalieri della Classificazione dei Cru dell’Imperatrice Maria Teresa.
L’idea di organizzare un’asta è nata alcuni anni fa, quando lo storico e giornalista Stefano Cosma ha raccontato a Charles-Louis de Noüe, venuto dalla Francia nella Goriška Brda per produrre vini, che la classificazione ufficiale di Bordeaux, redatta nel 1855, non è la prima al mondo! Infatti, la Contea di Gorizia ne fece una già nel lontano 1787. Così il nobile vigneron ha pensato di portare qui l’esperienza de “La Vente des Hospices de Beaune” che ha permesso ai produttori della Borgogna di essere il centro di un evento mondiale, che attira i più grandi amanti del vino, i collezionisti, gli importatori, i giornalisti e gli influencer. «Tutto questo per accrescere le potenzialità della nostra area vitivinicola transfrontaliera: quella dell’antica Contea di Gorizia, che comprende i territori del Brda, Vipava e Kras, dal lato sloveno, e Collio, Isonzo, Carso, Aquileia e una piccola parte dei Colli Orientali, in Italia» spiega il visconte. Il luogo scelto fin dal 2022 è il Monastero di Castagnevizza (Nova Gorica), dove è sepolto l’ultimo re di Francia, Carlo X.


Il Monastero ha compiuto quattro secoli ed è entrato da poche settimane nella lista dei monumenti culturali nazionali della Slovenia. «Il monastero rappresenta un punto di riferimento distintivo nel paesaggio e un elemento riconoscibile nello spazio delle due città al confine italo-sloveno. Parte degli elementi protetti del monumento sono anche i beni mobili – spiega il padre superiore Niko Zvokelj – tra cui l’intero fondo della Biblioteca Škrabec, una delle collezioni più ricche della Slovenia, che comprende circa 16.500 volumi, datati dal XV al XXI secolo. La chiesa barocca è decorata con ricchi stucchi e arredi, e sotto di essa si trova la cripta dei Borbone. Il sito ha ospitato il 25 settembre la cerimonia di apertura delle Giornate europee del patrimonio culturale e della Settimana del patrimonio culturale slovena». Fin dall’inizio, l’asta benefica si è svolta nelle suggestive cantine seicentesche del monastero, con padrini fra’ Niko Žvokelj e Riccardo Illy, console onorario di Francia. Il primo Capitolo ha avuto come battitore Stephan Aubert, della casa d’aste Artcurial da Parigi, l’anno scorso Giulia Princivalli, della Casa d’aste Stadion di Trieste, e quest’anno viene il prestigioso Dorotheum di Vienna: banditori Camilla Tinnacher e Philipp von Hutten.

Nei mesi scorsi i Cavalieri si sono riuniti alla Castagnevizza, per definire i dettagli del prossimo capitolo dell’asta benefica, che si terrà nel fine settimana del 24-25-26 ottobre. È stata fatta anche una visita alla chiesa, per apprezzare i lavori di restauro degli affreschi della volta del presbiterio, sostenuti proprio con il ricavato delle aste passate. Nel 2022 i lotti erano costituiti da 18 barrique, nel 2023 sono stati 17 e il prossimo 26 ottobre le barrique saranno ancora 17, messe dalle aziende italiane Attems, Castello di Spessa, Ritter de Zahony, Rocca Bernarda, Subida di Monte, Villa Russiz e Korsic Wines, oltre che dalle slovene Klet Brda, Kmetija Princic, Kristancic, Marjan Simcic, Nebò Winery, Vina Leban, Vina Stekar, Vini de Noue Marinic e Zarova, più l’opera d’arte di Marco Nereo Rotelli. Il Dorotheum ha voluto organizzare un’anteprima, ospitando a Vienna una degustazione lo scorso 15 ottobre (foto allegate). Anche quest’anno la cena di gala sarà al castello di Spessa e ad affiancare gli chef stellati sloveni Tomaž Kavčič e Uroš Fakuč, ci sarà Raffaele Ros (Scorzè).
Appuntamento quindi a domattina, alle 11, nelle cantine del monastero, restaurate con i fondi del progetto Vina prijateljstva in miru iz čezmejnega ter prvega klasificiranega območja Grand Cru-jev na svetu, finanziato con Interreg Italia-Slovenija Fondi per i piccoli progetti GO! 2025. Ogni lotto è costituito da una barrique il cui contenuto potrà essere assaggiato già venerdì 25 ottobre, a partire dalle 14. Il catalogo è consultabile sul sito www.contea.wine. Quest’anno si possono fare le offerte anche online sul sito del Dorotheum per lotti da 12 bottiglie, 48, 90 bottiglie, 150 o per tutta la barrique (300 bottiglie): la base d’asta è a 10€/bottiglia, 3.000€ una barrique: https://www.dorotheum.com/it/a/109301/

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In copertina e all’interno immagini della recente mostra dei vini a Vienna.

 www.contea.wine

 https://www.dorotheum.com/it/a/109301/

“TriestEspresso Expo” evento strategico per l’economia Fvg. E domani con l’Amdc si parla di sviluppo tecnologico del caffè

«Triestespresso Expo è un evento importantissimo per Trieste e il Friuli Venezia Giulia. Questa città da secoli respira l’aroma del caffè grazie ai suoi rinomati locali storici, le tante industrie del settore presenti e i palazzi del centro che, come la sede della Regione, hanno ospitato rinomate compagnie di navigazione che sono state protagoniste dello straordinario sviluppo economico ed emporiale del capoluogo regionale». Lo ha sostenuto l’assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, che ieri mattina ha partecipato all’inaugurazione ufficiale di TriestEspresso Expo 2024, l’unica fiera mondiale dedicata all’espresso con visitatori già confermati da 48 Paesi. L’evento, ospitato dal Generali Convention Center fino al 26 ottobre, è organizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia attraverso la sua società in house Aries, in collaborazione con l’Associazione Caffè Trieste e con la co-organizzazione e il contributo del Comune di Trieste.

«Siamo soliti raccontare il Friuli Venezia Giulia attraverso alcuni prodotti enogastronomici come il vino e il formaggio che hanno il sapore del nostro Carso e il profumo del nostro mare. Certamente non possiamo dire la stessa cosa del caffè, che però – ha sottolineato Roberti – ha avuto un ruolo determinante nella trasformazione di Trieste da piccolo centro a grande porto franco dell’Impero austroungarico. Una posizione commerciale di rilievo, implementata nel tempo, che ancora oggi fa di Trieste una delle capitali di questo prodotto a livello nazionale e internazionale”. Nel portare i saluti del governatore Fedriga e dell’intera Giunta regionale, l’assessore Roberti ha rimarcato la valenza globale di questa fiera biennale, giunta alla sua undicesima edizione. “TriestEspresso Expo – ha aggiunto l’assessore – da molto tempo celebra questa tradizione, mettendo in contatto alcune realtà eccellenti del nostro territorio con importanti player del settore che in questo contesto possono conoscere nuove torrefazioni e dare un significativo contributo alla crescita dei traffici».
Nel corso dell’evento inaugurale è stata enfatizzata l’internazionalità della manifestazione. Sono presenti, infatti, visitatori provenienti, tra gli altri, da Corea del Sud, India, Uganda, Arabia Saudita, Etiopia, Burundi, Lettonia, Cina, Ruanda, Serbia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Romania, Germania, Austria, Croazia e molti altri Paesi.

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E domani, 26 ottobre, con inizio alle ore 10, nella Sala “Josef Ressel” del Generali Convention Center del Porto Vecchio di Trieste (viale Miramare 24/2), avrà luogo una tavola rotonda sul tema “Lo sviluppo tecnologico e scientifico nel mondo del caffè”. Promossa dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste, nell’ambito della manifestazione “TriestEspresso Expo”, l’iniziativa affronterà aspetti di massima attualità della più recente e rapida evoluzione che sta investendo anche questo settore merceologico.

Roberto Nocera


A discuterne effetti e prospettive interverranno l’ingegner Roberto Nocera, direttore generale de “La San Marco” Spa, la nota società di Gradisca d’Isonzo produttrice di macchine e attrezzature per caffè, Lucio Del Piccolo, studioso e collezionista caffeicolo a livello mondiale, e Marino Petracco, ingegnere chimico e appassionato cultore della materia, per oltre un trentennio ricercatore scientifico presso la Illycaffè. Nell’occasione, sarà anche “celebrato”, il nuovo partenariato tra l’Associazione Museo del Caffè e il museo di macchinari e reperti de “La San Marco” costituito a Gradisca nella sede aziendale. Si tratta, nello specifico – come precisa il presidente della Amdc Gianni Pistrini -, dell’undicesimo rapporto di “gemellaggio” e collaborazione che l’associazione triestina ha instaurato negli anni (fra i più recenti e significativi quello con il prestigioso Museu do Cafe di Santos), sempre con l’obiettivo di divulgare la storia, la cultura e le peculiarità del “prezioso chicco”.

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In copertina, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti; all’interno, immagini della giornata inaugurale.

Quando uova non significa soltanto frittata: stasera a Codroipo il nuovo libro dello chef Germano Pontoni protagonista anche con zucca e dieta mediterranea

di Giuseppe Longo

PASIAN DI PRATO – «”Le uova… non solo frittate – Dalla tradizione al gourmet”, come dire tutto dall’A alla Z, con un sacco di notizie utilissime che bisogna conoscere già all’atto dell’acquisto. Se andiamo dal contadino, cioè da chi ha le galline, il problema ovviamente non esiste. Ma al supermercato la musica cambia. Per esempio, sapevate che c’è un numero che va da 0 a 3, ovvero un “codice”, che indica il tipo di allevamento delle ovaiole? Più basso è, maggiore è la garanzia che quelle uova siano “bio”. Il 3, ovviamente, si riferisce ai poveri volatili che non sanno e non possono volare, costretti a vivere in gabbia e quindi “in batteria”». Questo un passo, significativo peraltro, della mia prefazione al nuovo libro uscito dalla felice penna di Germano Pontoni e che il Maestro di Cucina presenterà questa sera, alle 19.30, al Valentin Sosta Golosa, in via Udine 62 statale Pontebbana, a Codroipo. Dopo il saluto introduttivo di Valentino Bert, seguirà l’intervento istituzionale del presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin. Quindi, io stesso avrò l’onore di presentare il volume dedicato alle uova, ai loro benefici effetti sulla nostra salute – ovviamente con misura, s’intende… – e quindi ai tanti modi per cucinarle e offrire ricette gustose: appunto, non solo frittate! Nell’occasione, dialogherò anche con Maura Pontoni, sorella dell’autore e direttrice editoriale de L’Orto della Cultura che ha stampato l’opera dedicata a uno fra gli alimenti più popolari, “gettonati” ma anche convenienti.

Ma non finisce qui l’impegno nel settore enogastronomico friulano di queste giornate per Germano e Maura Pontoni. I quali interverranno, infatti, sabato prossimo al nuovo incontro, il quarto, sulla Dieta mediterranea nel Friuli Venezia Giulia che si terrà, alle 10, nella sede dei Vigneti Pittaro (proprio a due passi da quella della presentazione odierna). E tutto questo dopo aver animato la riuscitissima serata di sabato scorso a Pasian di Prato, nella super-sede della Pro Loco, dove il nostro chef ha proposto con la consueta maestria un momento di studio e conviviale dedicato alla gastronomia legata alla zucca, prodotto tipico dell’autunno, versatile e amato dai buongustai, che si presta a tante preparazioni. Come le “mignaculis” della quali Pontoni ha dato una dimostrazione in diretta. Piatto che è stata degustato, assieme ad altre bontà, il tutto accompagnato dai vini dell’azienda Pribus di Privano (ex Tenuta Beltrame). Nell’occasione, ha espresso il suo compiacimento Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, sodalizio che sostiene con convinzione ed entusiasmo tutte queste importanti iniziative. Mentre la serata è stata organizzata anche con la preziosa collaborazione della chef carnica Gabriella Fior, Mirella Peressutti e Monia Vasti.
Ma tornando al libro sulle uova e alla loro “scala” di valutazione, nella prefazione ricordo ancora: «La preziosa informazione – ricordatevene quando andate in negozio – ce la dà il produttore friulano Sergio Pascolo che nella sua azienda di Coseano ha fatto diventare una vera e propria “missione” la produzione di uova biologiche: le esporta perfino a Shanghai, in Cina, come ha raccontato con orgoglio durante un riuscitissimo convegno sulla dieta mediterranea – pardon, “adriatica” – al ristorante Caneo di Fossalon, a Grado, tra i canneti della foce dell’Isonzo. E il suo scritto si pone in perfetta sintonia con quello della dottoressa Maria Rosaria Peri, dietista, che espone l’alto valore nutritivo delle uova in relazione al rilevante contenuto proteico (e non solo), ma nel contempo consiglia di non mangiarne più di tre o quattro alla settimana perché, ahinoi, il colesterolo – temiamolo sempre, per mantenere pulite le nostre arterie! – è piuttosto elevato».


«E prima di passare alle tantissime ricette, da quelle della tradizione friulana a quelle che la fantasia del Maestro di Cucina ha saputo generare e proporre affinché siano apprezzate da tutti, a cominciare dai bambini, il libro – concludevo nella mio intervento introduttivo – offre anche un simpatico “quadretto” dell’indimenticabile Otto d’Angelo, artista di Silvella davvero impareggiabile nell’offrirci nitidi ritratti di vita agreste e di civiltà contadina, che qui si intrecciano con i ricordi di Anita Salvador, testimone della vita di campagna in quel di Teor, nella pianura del nostro Friuli. Un volumetto, insomma, semplice, di facile consultazione e lettura – come peraltro tutti quelli usciti dalla penna del nostro cuoco-scrittore – che ci offre una vera e propria “miniera” di informazioni sul pianeta uovo. Un alimento che ci piace, indubbiamente, che si presta a mille usi, ma che conosciamo troppo poco. Ora, però, le nostre lacune possono essere colmate proprio grazie a questo piccolo-grande libro che L’Orto della Cultura si è incaricato di pubblicare». E concludevo. «Grazie Germano per queste “perle” che ci continui a regalare!». Doveroso, vero?

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In copertina, Germano Pontoni con Gabriella Fior; all’interno, altre immagini della serata con la zucca a Pasian di Prato, durante la quale ha portato un saluto anche Renata Capria D’Aronco per il Club per l’Unesco di Udine.

Da Vinitaly Usa di Chicago nuove prospettive per le eccellenze Fvg

«Una vetrina d’eccellenza e carica di opportunità, quella di “Vinitaly International 2024”, a Chicago, per i produttori del Friuli Venezia Giulia. Chiudiamo questa prima edizione in Illinois, negli Stati Uniti, con un bilancio più che positivo, che parla di un presente e di futuro di sviluppo, col rafforzamento di canali consolidati e lo sviluppo di nuovi mercati per le produzioni vitivinicole del nostro territorio: già riconosciute di alta e altissima qualità all’estero, le realtà imprenditoriali del Friuli Venezia Giulia hanno avuto modo di presentarsi a nuovi buyer, stringendo proficue alleanze e creando sinergie in una terra che apprezza e ricerca con evidenza il Made in Italy e l’enogastronomia della nostra terra. Si conferma il traino del food&wine friulano e giuliano nei percorsi di attrattività e di richiamo economico e turistico capaci di far crescere la nostra regione e darle sempre maggiore visibilità e riconoscibilità nel mondo». Così l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che in questi giorni ha partecipato alla prima edizione di “Vinitaly Usa”, una fiera con oltre mille buyer internazionali presenti, con la partecipazione di 230 aziende e di 1.650 etichette in degustazione.

«È un mercato, quello degli Stati Uniti, che riserva molte e grandi soddisfazioni per i nostri prodotti: un mercato che va ben compreso per poterlo poi affrontare al meglio. Un elemento emerge con chiarezza e ne siamo molto soddisfatti: il Friuli Venezia Giulia è già conosciuto come nome di rilievo e come eccellenza per le produzioni vinicole, in particolare per i vini bianchi: è un segnale importante, che ci rende orgogliosi. Ci conforta rispetto a una concreta valutazione per l’individuazione di spazi commerciali, da affrontare col supporto di un sistema che già conosce e apprezza la qualità di quanto proponiamo in regione e al di fuori dei suoi confini. Ora si tratta quindi di supportare al meglio il sistema imprenditoriale per riuscire a far incontrare la domanda con l’offerta».
«Si tratta di un’edizione estremamente interessante, organizzata con una formula molto diversa da quelle tipiche alle quali siamo abituati – ha osservato Zannier -. La nostra Regione è presente in fiera con lo stand della Collettiva di Ersa e le aziende che hanno partecipato, ma vi sono anche altre realtà produttive del Friuli Venezia Giulia che avevano già prenotato le postazioni attraverso un’iniziativa personale. Abbiamo compreso come sia necessario concentrarci, con ancora più attenzione rispetto alle modalità di approccio alla distribuzione, così da trovare la migliore formula di connessione tra i buyer e i nostri imprenditori».
«Il grande clima di attenzione e di interesse verso l’Italia e i suoi vini, assieme all’incontro tra produttori e buyer, rappresenta un’opportunità preziosa per rafforzare la presenza del vino del Friuli Venezia Giulia negli Stati Uniti – ha rimarcato Zannier -. Ersa e PromoturismoFvg hanno gestito l’area della nostra regione con uno spazio istituzionale di promozione turistica ed enogastronomica, con sei aziende della Collettiva di Ersa: Darius, Talis Wine, Bucovaz, I Feudi di Romans, Sturm e Colutta. Molto buono l’afflusso di clienti americani e la presenza di istituzioni locali tra le quali le camere di commercio e le amministrazioni locali».
«La masterclass sui vini svoltasi nella giornata di domenica con Master of Wine americano è andata sold out – ha concluso l’esponente dell’Esecutivo Fedriga -. Nella giornata di lunedì si è svolta poi la presentazione della destinazione turistica ed enogastronomica Friuli Venezia Giulia, con una folta presenza di tour operator, agenzie di viaggio, un rappresentante del consolato e le istituzioni di Chicago, oltre a investitori, operatori del food&wine, buyer e la presidenza di Vinitaly. È seguita un’altrettanto partecipata degustazione di piatti e prodotti regionali preparati dallo chef Tiziano Gortan, un conterraneo che vive in Colorado, in abbinamento ai vini del Friuli Venezia Giulia. Rientriamo con un bagaglio di soddisfazioni importante che ci permetterà di valorizzare ulteriormente le eccellenze del nostro territorio nel mondo».

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In copertina e all’interno immagini della partecipazione dei produttori friulani al Vinitaly di Chicago presente l’assessore regionale Stefano Zannier.

(Foto Regione Fvg)

Pinot grigio delle Venezie, sabato convegno al Castello di Udine tra nuovi modelli produttivi e sfide di mercato

Pinot grigio delle Venezie e prospettive di mercato sotto la lente. Sabato 26 ottobre, alle ore 10, nel Castello di Udine, è in programma infatti il convegno organizzato dal Consorzio Doc delle Venezie intitolato “Tra nuovi modelli e sfide di mercato”. Torna, così, sotto i riflettori la Doc delle Venezie, la prima denominazione italiana per estensione che riunisce gli operatori della filiera produttiva del Pinot grigio di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – territori viticoli che producono l’85% del vino ottenuto da uve Pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale – con un’importante occasione di confronto e di discussione promossa con l’obiettivo di coinvolgere imprese, operatori, opinion leader e stampa di settore su temi strategici per il futuro del settore e della Doc delle Venezie.


In occasione del prossimo forum, dunque, il Pinot grigio Doc Delle Venezie sarà ancora una volta protagonista di talk di approfondimento che toccherà dapprima il quadro normativo e gli scenari di cambiamento, per arrivare all’analisi del profilo commerciale del primo vino Doc bianco fermo per volumi di esportazione – pari a 230 milioni di bottiglie per il 95% destinate al commercio estero –, nonché il più grande modello di integrazione interregionale d’Italia, con un’area di produzione pari a 27 mila ettari di vigneto e una filiera produttiva costituita da 6.141 viticoltori, 575 imprese di vinificazione e 371 imprese di imbottigliamento.
Dopo i saluti delle autorità, i lavori si apriranno con la prima tavola rotonda intitolata “Il Pinot grigio Doc delle Venezie nell’evoluzione del contesto vitivinicolo politico e normativo”, che andrà ad analizzare le priorità della filiera nell’ambito del quadro regolamentare europeo che caratterizza il settore vitivinicolo, attualmente inserito in uno scenario di profondo cambiamento. Tra gli argomenti di grande attualità, la recente riforma delle indicazioni geografiche, che ha introdotto nuovi strumenti utili al rafforzamento del mercato ed un rinnovato ruolo dei Consorzi di tutela, e l’andamento dei lavori nell’ambito del gruppo di alto livello sulle politiche del vino recentemente istituito dal Commissario Ue all’agricoltura che consentirà di tracciare entro il 2025 una strategia che avrà impatto sulle future politiche di settore.
Un approfondimento tecnico e politico che vedrà il contributo di rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle organizzazioni e della ricerca quali Paolo De Castro (relatore dell’Europarlamento della riforma Ig), Riccardo Ricci Curbastro (European Federation of Origin Wines), Luca Rigotti (Gruppo Vino Copa Cogeca), Antonella Rossetti (Wine Institute FarmEurope), Diego Saluzzo (Unione Giuristi della Vite e del Vino) e Michele Morgante (Istituto Genomica Applicata Università di Udine).
Gli attori del mercato si incontreranno invece nel secondo dibattito, dal titolo “Il Pinot grigio Doc delle Venezie e il mercato del vino in Grande Distribuzione”, per approfondire la posizione della Doc nell’ambito della Gdo, principale canale distributivo. Ci troviamo di fronte a uno scenario mutevole per ciò che riguarda le abitudini di consumo e gli equilibri tra i canali di vendita e, in questo contesto e con l’obiettivo di rafforzare il mercato interno, per cui diventa fondamentale condividere riflessioni e indicatori per analizzare, a partire dall’attuale situazione di mercato, le sfide e le opportunità, così come la capacità di adattamento e le potenziali ricadute che i nuovi trend potranno avere sulla filiera del Pinot grigio Doc delle Venezie, con l’obiettivo di rispondere con efficacia alle esigenze della domanda e alle rinnovate dinamiche che guidano le scelte d’acquisto.
A discutere dell’attuale situazione e soprattutto degli scenari e delle prospettive future, interverranno voci di organizzazioni specializzate in indagini di mercato, dinamiche della distribuzione moderna e nella mediazione come Tiziana Sarnari (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), Patric Lorenzon (Associazione nazionale agenti d’affari in mediazione e agenti di commercio) e Vittorio Cino (Centromarca – Associazione Italiana dell’Industria di Marca), oltre a importanti realtà facenti parte della filiera – rappresentata in questa sede da Alessandro Mutinelli di Italian Wine Brands Spa, Silvano Nicolato di Vitevis e Pierluigi Guarise di Collis Veneto Wine Group – nonché della Grande Distribuzione, con la presenza di Eleanna Pizzinelli e Alessandro Cassanelli, rispettivamente responsabile bevande e buyer vini di Coop Italia. L’evento è su registrazione e, considerando il numero limitato di posti, la presenza è in ogni caso soggetta a conferma.

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Il Pinot grigio delle Venezie Doc è sponsor della seconda stagione de “Il Mio Viaggio a NY TV Show”, il docureality prodotto da Flair Media Production dedicato al mondo dei viaggi e condotto da Piero Armenti, urban explorer, influencer e fondatore del tour operator Il mio viaggio a New York e di Travelmorbido. Disponibile on demand su Mediaset Infinity, il programma si compone di quattro episodi, ognuno della durata di trenta minuti, in cui una coppia di turisti italiani viene guidata da Armenti alla scoperta dei luoghi più inediti, inaspettati ma anche di quelli più conosciuti e trendy della Grande Mela. In qualità di sponsor, il Pinot grigio delle Venezie Doc comparirà in ogni puntata del programma, protagonista di alcuni momenti dedicati, come un brindisi in aeroporto prima della partenza o durante una serata trascorsa dai turisti in un rooftop o, ancora, all’interno di un locale italiano.
«L’obiettivo del Consorzio è quello di rafforzare il posizionamento e la visibilità della nostra Doc nei mercati di riferimento, a partire da quello domestico, avvicinandoci sempre di più al consumatore finale», commenta Stefano Sequino, direttore del Consorzio di tutela Doc delle Venezie, che continua: «Un format che accompagna i turisti per le strade di New York, tra l’altro piazza molto affezionata al Pinot grigio italiano, diventa la cornice ideale per promuovere e valorizzare la denominazione d’Origine delle Venezie, bandiera dell’eccellenza Made in Italy nonché naturale protagonista di occasioni conviviali grazie alle caratteristiche di freschezza e versatilità che l’hanno reso celebre nel mondo».

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In copertina, il Pinot grigio nelle sue due tipologie produttive: bianco e ramato.

Confagricoltura Fvg, aziende da domani a Buttrio per le lezioni di competitività

«La recente esperienza maturata durante la presenza a Friuli Doc ci ha ulteriormente dimostrato che, anche per gli imprenditori agricoli, è sempre più importante conoscere al meglio come comunicare il proprio prodotto senza improvvisazioni poco gradite al mercato. Sono stati proprio gli stessi imprenditori – segnala Dacia Cozzo, responsabile eventi e marketing di Confagricoltura Fvg – a sollecitarci nel creare una vera e propria scuola di competitività e, attraverso la consulenza specialistica Sissar (finanziata dalla Regione), tutto ciò sarà possibile».
Sono nati, così, i corsi per rafforzare la competitività aziendale che verranno tenuti da Francesco Scalettaris, esperto in comunicazione e marketing del vino, e che vedranno impegnati in aula gli imprenditori agricoli per 4 lezioni di tre ore cadauna. Domani 21 ottobre, a partire dalle ore 18, all’azienda Conte d’Attimis Maniago, di Buttrio, si terrà la prima lezione del corso “Rafforza la tua competitività: parlare meglio per vendere meglio”. Il corso proseguirà negli stessi locali e orari nelle giornate del 24, 28 e 29 ottobre. La partecipazione formativa sarà completamente gratuita, in quanto rientrante proprio nell’attività di consulenza specialistica Sissar. Però, la prenotazione è obbligatoria scrivendo a: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it

“Farine di Flôr” e “Formandi”, oggi bontà e tradizione di Carnia invitano a Sutrio

Oggi, 20 ottobre, Sutrio, caratteristico borgo della Carnia, farà da cornice a “Farine di Flôr” e a “Formandi”, popolare manifestazione autunnale dedicata a due fra i prodotti più tipici della montagna friulana, ovvero le farine tradizionali e i formaggi di malga. La festa comincerà alle 10 con il percorso di degustazione lungo le vie del paese. Protagonisti i piatti della tradizione a base di farine e di grani antichi, preparati dalle associazioni del territorio. Si potranno così assaggiare Tocj di vore, Meste, Brut Brusat ed altre pietanze che un tempo venivano preparate in tutte le case ed ora sono ancora riproposte anche in alcune trattorie e ristoranti. In accompagnamento cinque birre artigianali dei birrifici del Friuli Venezia Giulia (Bondai di Sutrio, Casamatta di Enemonzo, Birrificio Di Mont di Cedarchis di Arta Terme, Birra di Naon di Porcia e Birrificio Foran di Castions di Strada).

Un percorso pieno di gusto – tra piatti della tradizione e birre artigianali – che celebra la cultura contadina locale. Una cultura rurale e genuina, di cui altro sovrano è il formaggio di Malga, al quale è dedicata sempre oggi “Formandi”, mostra-mercato della miglior produzione casearia della montagna friulana, prodotti nella stagione di monticazione 2024, accompagnati dalla polenta rustica e fumante dei polentari locali. La degustazione si terrà nell’Ort del sior Matie, il salotto a cielo aperto del paese, in via Roma 35/B.
Nel pomeriggio, alle 16, si potrà fra l’altro assistere a un’inconsueta Asta di formaggi di malga, che darà la possibilità di aggiudicarsi anche forme particolarmente pregiate e solitamente introvabili. Rivolta principalmente agli addetti ai lavori (ristoranti, negozi di formaggi ed alimentari) interessati ad acquistare i prodotti della monticazione 2024 e pezzature speciali, l’asta si terrà in Sala Kaiser (viale Val Calda, 1). La partecipazione è gratuita, è richiesta la prenotazione poiché i posti sono limitati, chiamando lo 0433.778921 o via email a prolocosutrio23@gmail.com
A fare da contorno a “Farine di Flôr” e “Formandi” – che rientrano nelle attività di animazione del territorio prevista dal Bando Borghi PNRR “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco” – laboratori e momenti di approfondimento e divertimento per grandi e piccoli.

Per informazioni:
Pro Loco Sutrio – Tel: 0433.778921
www.prolocosutrio.com – prolocosutrio23@gmail.com
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In copertina e all’interno alcune belle immagini della scorsa edizione.

Da 25 anni “Ein Prosit”. E così Udine è la capitale mondiale dell’alta gastronomia

«Udine si conferma capitale mondiale dell’alta gastronomia, con un ricco programma capace di attrarre in Friuli Venezia Giulia e nel capoluogo friulano i grandi nomi della cucina, a livello nazionale e internazionale. Proprio per questo, abbiamo voluto che “Ein Prosit” fosse anche una vetrina delle eccellenze della nostra regione, in particolare di quelle a marchio Io Sono Friuli Venezia Giulia, che verranno conosciute e utilizzate dagli chef». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, a margine della presentazione della 25ma edizione di “Ein Prosit” nella sede della Regione di Udine.
«Ein Prosit è una manifestazione che gode di altissima reputazione, anche fuori dai confini nazionali, un brand riconosciuto che potrà aiutarci a promuovere Udine anche dal punto di vista dell’immagine turistica», ha aggiunto l’assessore, che però ha voluto evidenziare tra gli eventi di quest’anno la cena il cui incasso verrà devoluto a favore dell’Associazione per i bambini autistici. «Ritrovo nel programma molte proposte che l’Amministrazione regionale ha suggerito, come la contaminazione dell’evento in tutta la città per evitare che restasse limitato all’interno dei ristoranti: “Ein Prosit” sarà l’occasione perfetta per mettere in vetrina i nostri prodotti a chi visiterà la città, farli apprezzare dai grandi chef e, visto il carattere internazionale della manifestazione, contribuire ad esportali e farli entrare ufficialmente nei menu dei grandi ristoranti del mondo», ha aggiunto Bini.
Già quasi tutte prenotate le cene dell’evento promosso a Udine dal Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, Sella Nevea e Passo Pramollo in collaborazione con l’assessorato alle Attività Produttive Promoturismo FVG per la Regione e, tra gli altri, il Comune di Udine e la Fondazione Friuli e numerosi sponsor privati. «La dimostrazione che il sistema economico crede in questo evento con interesse sempre crescente», ha osservato Bini. La venticinquesima edizione della manifestazione si terrà da oggi a domenica 20 ottobre, dopo l’anteprima di ieri a Buttrio dedicata alla stampa estera e con il coinvolgimento di una accurata selezione degli chef del panorama italiano della The World’s 50 Best Restaurants, dal 19 al 22 ottobre, nella città di Udine.
Sono previsti complessivamente oltre 140 eventi e 52 cene nel programma elaborato in collaborazione con Paolo Vizzari e Manuela Fissore, che per il quinto anno si svolgerà non solo nel centro di Udine, ma coinvolgerà anche le realtà circostanti. Novanata gli chef che arrivano da oltre 20 Paesi del mondo: tra questi Carlo Cracco, Quique DaCosta, Niko Romito, Enrico Crippa, Mauro Uliassi, Norbert Niederkofler, Massimiliano Alajmo, Diego Rossi, Riccardo Camanini, Antonia Klugman, Ana Ros, Bruno Verjus, Pia Leon, Christophe Pelè, Emmanuel Renaut, Andreas Caminada, Mauro Colagreco e Virgilio Martinez. Il 98 per cento delle cene sono già prenotate, 60 sono i giornalisti già accreditati, ha reso noto il direttore del Consorzio di promozione turistica del Tarvisiano, Claudio Tognoni, alla presentazione, alla quale è intervenuto anche il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi. Molti gli eventi speciali: quattro percorsi lungo le vie della città e molto altro sul programma visitabile su www.einprosit.org