Confagricoltura Fvg e Agrisoluzioni srl hanno organizzato, per oggi 19 novembre, alle ore 15, alla Cantina Rauscedo di Codroipo, in via Zompicchia, un incontro informativo dal titolo: “Pac 2024-2025: impegni di condizionalità e rotazione delle colture”. A relazionare sul tema sarà il giornalista Ermanno Comegna, specializzato in politica agraria.
«A cavallo delle elezioni europee, la Politica agricola comune ha subito vari cambiamenti e interventi normativi – spiega Francesco Zanelli, vicedirettore di Confagricoltura Udine -. In vista delle semine autunnali, dunque, si è reso utile e necessario fare chiarezza sulla situazione e informare gli agricoltori in maniera aggiornata e puntuale».
La partecipazione all’incontro, organizzato nell’ambito dell’attività Sissar 2024, in collaborazione con la Regione Fvg, è libera e gratuita. Si consiglia, però, la prenotazione chiamando lo 0432.507013 o scrivendo ad assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it
Affettuoso ricordo di Sandro Comelli a Nimis: dalla grande serata-omaggio al nuovo successo di “Oro di Ramandolo”
di Giuseppe Longo
NIMIS – Sarebbe piaciuta anche a Sandro Comelli la bellissima riuscita di “Oro di Ramandolo”, la manifestazione promozionale che ieri, ancora una volta, ha avuto come punto di riferimento e di snodo la splendida azienda vitivinicola e agrituristica di borgo Valle nella quale è stato protagonista fino a un anno fa, quando si è chiusa la sua laboriosa “giornata”. Ma gli sarebbe piaciuta ancora di più l’affettuosa serata-omaggio che gli hanno voluto dedicare i tre figli – Paolo, Francesco ed Enrico -, assieme a mamma Livia, proprio nel primo anniversario della sua scomparsa nella cornice della cantina I Comelli. “Anin Insieme – Serata in ricordo di Sandro” il titolo del magnifico incontro che ha riunito tanti amici del grande vignaiolo assieme al coro “Vôs de Mont” nel quale cantano anche alcune belle voci di Nimis.
Alessandro Comelli

E anche a Sandro piaceva cantare, tanto che aveva fatto parte della “Corâl des Planelis” che, alla sua epoca, tante soddisfazioni aveva saputo regalare ai componenti ma anche al paese. E così il prestigioso gruppo vocale tricesimano ha eseguito un ricco e apprezzato programma, opportunamente presentato dal maestro Marco Maiero. Ma prima di cedere la “parola” al coro, aveva portato un saluto agli ospiti il primogenito Paolo Comelli che, con commozione, ha ricordato il padre scomparso a 78 anni sottolineando cosa ha significato la sua presenza all’interno di una famiglia veramente esemplare, sia come marito sia come padre. E a parlare dell’amico di sempre è stato poi Gianni Paganello, di appena tre giorni più giovane, che ha offerto un “ritratto” puntuale di quello che era Sandro a partire dagli anni della gioventù.
Ricordavo un anno fa, appena saputo della scomparsa, che Alessandro Comelli era ormai il “patriarca” della grande famiglia originaria di borgo Valle, impiantatasi prima dell’ultima guerra in Ariis a due passi dalla piazza di Nimis, quella che ricorda la tragedia del 1944. Figlio di Paolo, “Paulin di Pauli”, custode e conduttore di un’azienda da sempre fra le più in vista del paese, e nipote del grande Antonio, avvocato e indimenticabile presidente della ricostruzione post-sismica, il vitivinicoltore si è sempre distinto per serietà, laboriosità, lungimiranza e intraprendenza, tanto che oggi “I Comelli” sono veramente il fiore all’occhiello del “cru” Ramandolo Docg. E nel contempo ricordavo che questo è stato possibile grazie, e soprattutto, al suo intuito e alla sua volontà di continuamente innovare e crescere, anche grazie a una famiglia unita ed esemplare. Un’azienda prestigiosa che, dopo il terremoto e soprattutto da quando si sono potuti inserire attivamente i tre figli – Paolo, Francesco ed Enrico, appunto -, si è sviluppata in ogni suo aspetto, dal rinnovo e ampliamento dei vigneti ai piedi del monte Bernadia alla realizzazione di un agriturismo di grande fama nella vecchia casa di famiglia, dopo il suo meraviglioso restauro, alla costruzione della nuova cantina “sot el ronc de Madalene”, al centro di tante brillanti e frequentatissime manifestazioni – come la scorsa estate la bellissima serata delle “Notti del vino” – che hanno come motivo di richiamo i pregiati vini dei Colli orientali del Friuli, primo fra tutti il meraviglioso vino premiato dalla prima Denominazione di origine controllata e garantita del Friuli Venezia Giulia, quasi un quarto di secolo fa. E “Oro di Ramandolo” è la chiara dimostrazione di quanto questo “nettare” sia amato e ricercato, tanto che da settimane la manifestazione aveva già raggiunto il “sold out”, come si usa dire oggi. E questo rinnovato successo ha una importante radice anche in quanto aveva saputo fare Alessandro Comelli: i tanti amici che gli volevano bene sono sicuramente d’accordo!
Il ricordo di Paolo e Gianni. E il coro.


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In copertina, “Oro di Ramandolo” ieri mattina alla cantina I Comelli a Nimis.
La Latteria Sociale Turnaria di Trivignano compie 100 anni: fra gli eventi celebrativi anche un libro storico di Enos Costantini
Serviva una festa comunitaria per celebrare il 100° anniversario della nascita della Latteria Sociale Turnaria di Trivignano Udinese. Così, per domani e sabato, sono state organizzate una serie di iniziative per ricordare questo bel compleanno. Domani, al Teatro Parrocchiale (Area Gruppo Alpini, via Palma), a partire dalle ore 19.30, ci sarà pertanto un momento di approfondimento, con Francesco Zaccheo, dell’Associazione Allevatori Fvg, su: “Le latterie sociali in Friuli: salvaguardia del latte crudo e del saper fare”, seguito da un intervento di Paola Valdinoci, su: “Il valore nutrizionale del formaggio”. Al termine, la presentazione e la proiezione del filmato dedicato al centenario della Latteria di Trivignano Udinese.
Sabato, a partire dalle 9, sarà possibile partecipare alle visite guidate della Latteria durante la produzione del formaggio. Dalle 10, dopo i saluti delle autorità, del presidente della Latteria, Stefano Azzano, della presidente di Confcooperative Alpe Adria, Serena Mizzan, e del presidente di Confcooperative Fedagripesca Fvg, Venanzio Francescutti, Enos Costantini presenterà il libro scritto per l’occasione e dedicato alla storia centenaria della Latteria. Prima del taglio della torta, non mancherà il saluto conclusivo dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier.
Nata nel febbraio 1924, la Latteria Sociale Turnaria di Trivignano Udinese non ha mai interrotto la propria attività salvo, per un paio d’anni, durante il secondo conflitto mondiale, riprendendo immediatamente l’operatività nel 1946.
Attualmente, la compagine sociale è composta da 6 soci che conferiscono circa 10 mila quintali di latte prodotto mungendo, annualmente, oltre 250 vacche. Il 90% del latte lavorato è destinato a formaggio Latteria, per un totale di oltre 14 milz forme all’anno; il restante 10% del latte lavorato è destinato a prodotti freschi tra cui mozzarella, stracchino, caciotta, yogurt e anche panna cotta.

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In copertina, il casaro al lavoro per preparare l’ottimo formaggio di Trivignano.
Vongole sparite, fasolari e cozze sempre di meno: crisi climatica e mucillagini stanno uccidendo la molluschicoltura
«I pescatori del Friuli Venezia Giulia sono solidali con le preoccupazioni dei colleghi veneti che hanno avviato una manifestazione di protesta a oltranza – dicono Achille Ghenda, responsabile del settore pesca di FedAgriPesca Fvg e Marino Regeni, presidente del Consorzio Gestione Molluschi di Monfalcone (Cogemo) -. Si è creata una situazione che sta mettendo in ginocchio un intero settore economico». «Già da dieci anni, nel litorale friulano – spiega Ghenda – le vongole della specie “Chamelea gallina” non si pescano più causa della loro mancanza. Dal 2013 sono stati avviati alcuni tentativi di introduzione e moltiplicazione che, però, non hanno dato i frutti sperati. A ciò si aggiunge il fatto che, come ben sanno i consumatori, anche la vongola verace (“Ruditapes philippinarum”) è praticamente sparita dal nostro mare. In più, durante la primavera-estate del 2024 sono venuti a mancare anche l’80-90% dei fasolari (“Callista chione”) e il 70-80% delle cozze (“Mytilus galloprovincialis”). In questa situazione, tutta l’attività della pesca ai molluschi sta vivendo un momento drammatico e di grande difficoltà economica e occupazionale».
Le cause di questi fenomeni sono ancora al vaglio degli enti di ricerca incaricati, ma le alte temperature estive, l’abbondante portata di acqua dolce, l’aumento delle mucillagini e la presenza invasiva del granchio blu, sicuramente hanno dato il loro contribuito. L’anomalo evento alluvionale che ha caratterizzato il mese di maggio 2024, ha innescato una serie di eventi che, agevolati dall’innalzamento delle temperature medie delle acque marine a causa della crisi climatica (+1,5 °C di media negli ultimi 40 anni), hanno portato allo sviluppo del fenomeno della mucillagine, generatosi nelle acque dell’Alto Adriatico dopo un lungo periodo di assenza, che ha creato problematiche diffuse ai diversi settori economici delle attività in mare. La fase successiva è la deposizione sugli strati inferiori della colonna d’acqua, con conseguente scarso ricambio di ossigeno per mancato rimescolamento delle acque a causa di sbalzi di temperatura, che si ripercuote sui banchi naturali di molluschi. Strati mucillaginosi molto compatti ed estesi verticalmente compromettono il ricambio gassoso e impediscono la sedimentazione del plancton e delle particelle che possono avere valore alimentare; una copertura omogenea rende inefficaci i tentativi di allontanamento anche per le specie dotate di ampia motilità; la persistenza del fenomeno comporta l’esaurimento delle riserve degli individui e il consumo dell’ossigeno disciolto al di sotto degli strati di mucillagine. Questo fenomeno si propone a seguito della presentazione contemporanea di determinati elementi e, nel 2024, il fenomeno si è verificato accentuato, come non accadeva da diversi anni.
Con il proseguire dell’estate si sono riscontrati vari fenomeni di moria la cui causa è ascrivibile all’elevata temperatura misurata nella colonna d’acqua sul fondo (anche maggiore di 28 °C) che compromette la sopravvivenza dei molluschi bivalvi dei fondali marini. A causa del combinato disposto di questi fenomeni un’intera economia e tutto l’indotto sono al collasso. «Con tutta la nostra preoccupazione, dunque – dicono Ghenda e Regeni – facciamo appello agli Amministratori pubblici e agli Enti competenti perché attivino misure urgenti per uscire da questa situazione, con maggiore ricerca e un puntuale monitoraggio della situazione ecologica lagunare».

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In copertina e qui sopra due immagini della drammatica situazione della molluschicoltura.
Sapori del Carso, domenica giù il sipario tra i vigneti dell’inconfondibile Terrano
A chiusura della manifestazione “Sapori del Carso”, domenica 17 novembre la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 9.30 alle 13 una facile escursione: “A Dutovlje (Duttogliano, a Sežana) e sul percorso del vino Terrano”. Con le guide Barbara Bassi e Tanja Coretti. Un itinerario ad anello fra la landa, i fenomeni geologici e i vigneti – ora con le foglie dai caldi colori autunnali – da cui viene prodotto un Terrano davvero inconfondibile e di alta qualità. Si passerà inoltre fra borghi dell’antico paese, ricchi di testimonianze storiche ed architettoniche, con viste panoramiche sul Carso interno e sui rilievi del Monte Lanaro.
Ritrovo alle 9.10, davanti alla chiesa di Dutovlje (Sežana); parcheggi nelle vicinanze. Costi: adulti 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. L’escursione, come detto, è l’ultima della stagione di Curiosi di natura. Altre informazioni, anche su altre attività, sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

“Sapori del Carso”, iniziativa di valorizzazione dell’enogastronomia locale, è stata realizzata dall’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena), con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di Spirit Slovenia.

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In copertina e all’interno vigneti del Carso in cui si produce il rosso Terrano.
A Tramonti di Sopra nel weekend torna la Festa della Pitina: ci sarà anche il Mercato della Terra con tanti produttori
Torna la festa in onore della pitina Igp, primo presidio Slow Food del Friuli Venezia Giulia, la polpetta di carne affumicata e speziata (ovina, caprina o originariamente di camoscio e capriolo), nata per conservare la carne nei mesi autunnali e invernali, in zone tradizionalmente povere. Appuntamento, pertanto, sabato 16 e domenica 17 novembre nel cuore della Val Tramontina, nel borgo di Tramonti di Sopra, che si trasformerà nel Mercato della Terra (coperto), una mostra delle eccellenze enogastronomiche, a partire dalla pitina e dagli altri presìdi Slowfood regionali e nazionali, per decine di produttori presenti che arrivano dal Fvg, dall’Italia e anche dall’estero.
Nella grande cucina della festa (sempre coperta e riscaldata), i cuochi dell’Alleanza di Slow Food prepareranno le loro creazioni a base di pitina e non solo: si tratta di chef del territorio e alcuni che arrivano da oltre confine. Ai fornelli ci saranno il cuoco specializzato in cucina vegana Davide Larise, Michela Fabbro del ristornate Rosenbar di Gorizia, Luca Lot di Ca’ Naonis di Pordenone, Roberto Ferraro di Borgo Titol (Tramonti di Sopra) e Anna Ruminska da Breslavia in Polonia. Ovviamente, non può mancare la cucina della Pro Loco di Tramonti di Sopra. Per degustare un buon bicchiere di vino e accompagnare i piatti degli chef, basterà scegliere tra le decine etichette dell’Enoteca della Festa.

Programma – Durante i due giorni di festa, ci saranno degustazioni, incontri e presentazioni: sabato 16 alle 14 degustazione sensoriale guidata con i prodotti del mercato, a seguire la tavola rotonda dedicata alle produzioni sostenibili in alta quota e alle 17 la presentazione della Guida Slow Wine 2025.
Domenica prossima si inizierà alle 10.30 il laboratorio “Arcimboldo: festa degli orti” per i bambini (dai 3 anni in su), alle 11 la presentazione della Pitina con degustazione finale di un piatto della tradizione e alle 15 la tavola rotonda per adulti e bambini dedicata a “La merenda buona, sana e giusta” con i prodotti del mercato.
L’evento è organizzato dal Comune di Tramonti di Sopra e dalla Condotta del Pordenonese di Slow Food, con la Proloco di Tramonti di Sopra e l’Associazione Produttori Pitina Igp, in collaborazione con Regione Fvg e con la Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio.
Pitina Igp – La pitina nasce nel 1800 nella zona di Frassaneit, una delle borgate del comune di Tramonti di Sopra (PN), dall’esigenza di non sprecare nulla e di conservare la carne di camoscio e capriolo: tagliata a coltello, la carne veniva impastata con sale, pepe nero, aglio e erbe, lavorata a forma di polpetta, ricoperta di farina di polenta per chiudere i pori e messa sul caminetto ad affumicare in modo da preservarla più a lungo possibile.
Oggi, la pitina si mangia cruda tagliata a fette sottili dopo almeno 30 giorni di stagionatura, ma è ottima anche cucinata: può essere scottata nell’aceto e servita con la polenta, rosolata nel burro e cipolla e aggiunta nel minestrone di patate, o ancora fatta al cao, cioè cotta nel latte di vacca appena munto.

www.festadellapitina.com
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In copertina e qui sopra la Pitina Igp; all’interno, una stupenda panoramica di Tramonti di Sopra.
San Martino, Dolegna del Collio premia i vitivinicoltori Livon (da 60 anni realtà in evidenza nel Vigneto Fvg) e il giornalista Toni Capuozzo attento ai problemi del mondo ma vicino anche all’amato Friuli
di Giuseppe Longo
DOLEGNA – Due grandi nomi quest’anno sono risultati i titolari degli ambiti Premi che Dolegna del Collio assegna nella ricorrenza di San Martino e della tradizionale Festa del Ringraziamento. Tenuti segreti, come è consuetudine, fino al momento della consegna, sono stati accolti da calorissimi applausi gli annunci dell’assegnazione del Falcetto d’oro, creato ventotto anni fa dalla sezione Coldiretti, alla Famiglia Livon che da 60 anni esprime una delle realtà più in vista del Vigneto Fvg, e della Foglia d’oro, il riconoscimento istituito dal Comune collinare nel 2001, al giornalista friulano Toni Capuozzo, notissimo volto di Mediaset inviato per molti anni sui fronti più caldi del pianeta, ma da sempre attento anche alle piccole cose della sua terra, a cominciare da quelle della vite e del vino. La consegna dei Premi è avvenuta ieri, ricorrenza del Santo di Tours, in una mattinata inondata da un sole limpidissimo, da vera “estate di San Martino”. E il tutto è avvenuto all’interno della splendida barricaia della Vineria di Vencò, un “gioiello” che i Livon esibiscono con orgoglio.


Come è tradizione, la cerimonia è stata preceduta dalla parte religiosa, cominciata con la benedizione di una ventina di trattori schierati nel piazzale, assieme alle numerose autovetture. Celebrante don Joseph, cooperatore della Parrocchia di Cormons che da anni ha in carico anche la piccola comunità di Dolegna, il quale durante la Messa ha insistito molto sul significato di “dire grazie” al termine della stagione dei raccolti. Sul cui esito si è soffermata, al termine del rito, Marta Venica, presidente della Coldiretti locale, la cui apprezzata analisi è stata seguita dal saluto dell’avvocato Guglielmo Pelizzo, vicepresidente di Civibank, lo storico istituto di credito cividalese oggi facente parte del Gruppo Sparkasse, sempre a fianco in qualità di “main sponsor” della manifestazione autunnale. Sono quindi intervenuti il presidente provinciale della Coldiretti, Martin Figelj, e il consigliere regionale Diego Bernadis, già sindaco di Dolegna, che hanno messo l’accento sulla presenza dell’organizzazione nell’assecondare l’attività degli agricoltori e l’attenzione che l’amministrazione guidata da Massimiliano Fedriga riserva sempre a favore del settore primario attraverso la delega assegnata all’assessore Stefano Zannier. Infine, ha preso la parola il sindaco Carlo Comis, esprimendo compiacimento per la continuità della sentita manifestazione rinnovando la vicinanza dell’ente locale all’attività agricola, di cui lui stesso è espressione, che ha messo in tutta evidenza la piccola Dolegna del Collio divenuta grande, non solo per la bravura dei coltivatori tutti provetti vignaioli, ma anche grazie ai due prestigiosi riconoscimenti che hanno reso questa Giornata del Ringraziamento una fra le più note e attese dell’intero Friuli Venezia Giulia, proprio per il valore degli assegnatari dei Premi scelti ogni anno con scrupolosità da una commissione presieduta dall’agronomo Claudio Fabbro al quale, impossibilitato a intervenire, è andato un caloroso applauso.




Infine, il momento clou della festa con la consegna appunto dei Premi, dando lettura degli attestati che ne motivano l’assegnazione. Il Falcetto d’oro, come detto, è stato consegnato nelle mani di Matteo Livon, a suggello della lunga attività dell’azienda fondata nei primi anni sessanta dal nonno Dorino e che proprio a Dolegna produce il prestigioso Tiare Blu, mentre la Foglia d’oro è andata al giornalista Toni Capuozzo, attento commentatore televisivo delle tensioni che agitano il nostro tempo, soprattutto le guerre in Ucraina e in Medio Oriente. Entrambi hanno ringraziato con emozione, orgogliosi per essere stati omaggiati attraverso questi importanti segni di stima e amicizia. Anche quest’anno la cerimonia è stata presentata e coordinata dal giornalista Nicolò Gambarotto, editore di Top. E accanto alla folta partecipazione di agricoltori e tecnici del settore primario, fra i numerosi ospiti c’erano i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, il sindaco della contermine Prepotto, Mariaclara Forti, la dottoressa Augusta Marrosu, già prefetto di Gorizia sempre presente a queste belle manifestazioni, il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Franco Iacop, e il coordinatore regionale delle Città del vino – di cui anche Dolegna del Collio fa parte -, Tiziano Venturini, titolare del Falcetto 2023. Insomma, anche questa si è rivelata una riuscitissima giornata che ha confermato quanto sia sentita da residenti e non, per cui tutti si sono lasciati con il proposito di tornare al Ringraziamento che si terrà il giorno di San Martino del prossimo anno. Dove? Ancora presto per dirlo perché Comune e Coldiretti scelgono ogni anno una “location” diversa così da far sentire coinvolte tutte le frazioni.



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In copertina, la consegna del Falcetto d’oro alla Famiglia Livon; all’interno, la Foglia d’oro al giornalista Toni Capuozzo, i saluti del sindaco Carlo Comis, della presidente di Coldiretti Marta Venica, del vicepresidente di Civibank Guglielmo Pelizzo e del consigliere regionale Diego Bernardis; infine, la benedizione di trattori e autovetture impartita da don Joseph della Parrocchia di Cormons.
Confagricoltura Fvg, le imprese vanno a scuola di competitività con Scalettaris
«La recente esperienza maturata partecipando agli eventi fieristici, ci ha ulteriormente dimostrato che, anche per gli imprenditori agricoli, è sempre più importante conoscere al meglio come comunicare il proprio prodotto senza improvvisazioni poco gradite al mercato. Sono stati proprio gli stessi imprenditori – segnala Dacia Cozzo, responsabile eventi e marketing di Confagricoltura Fvg -, a sollecitarci nel creare una vera e propria scuola di competitività e, attraverso la consulenza specialistica Sissar (finanziata dalla Regione), tutto ciò sarà possibile».
Sono nati così i corsi per rafforzare la competitività aziendale che verranno tenuti da Francesco Scalettaris, esperto in comunicazione e marketing del vino, e che vedranno impegnati in aula gli imprenditori agricoli per 4 lezioni di 3 ore cadauna. Lunedì 11 novembre, a partire dalle ore 18 e fino alle 21, nella sede di Confagricoltura Gorizia e Trieste (via Vittorio Veneto 19), si terrà la prima lezione del corso “Rafforza la tua competitività: parlare meglio per vendere meglio”. L’evento formativo proseguirà negli stessi locali e orari nelle giornate del 13, 18 e 20 novembre. La partecipazione sarà completamente gratuita, in quanto rientrante proprio nell’attività di consulenza specialistica Sissar. Però, la prenotazione è obbligatoria scrivendo a: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it
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In copertina, bella cantina di un’azienda associata a Confagricoltura Fvg.
Gemona “Città del Formaggio” che difende la storia e la tradizione delle eccellenti latterie turnarie
«La Festa del formaggio di Gemona è un evento che mette assieme non solo i valori di una produzione casearia, ma il valore complessivo di un intero territorio. Lo dimostra la tradizione delle latterie turnarie che continuano il proprio lavoro con eccellenza». Lo ha sottolineato l’assessore regionale Barbara Zilli che ha preso parte, su delega del governatore Massimiliano Fedriga, all’inaugurazione della 24ma edizione di “Gemona, formaggio e… dintorni”, la fiera dedicata ai prodotti caseari che si svolge fino a domani coinvolgendo tutto il centro cittadino. «Se pensiamo al legame che questa festa ha anche con l’origine del Montasio – che fu prodotto per la prima volta dai monaci di Moggio – ci rendiamo conto che quello che stiamo salvaguardando è anche un emblema di benessere, di buon cibo e di sana alimentazione», ha aggiunto la concittadina amministratrice regionale.

Oltre alla titolare delle Finanze, era presente l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier che ha definito l’evento «parte della tradizione e momento che valorizza le produzioni tipiche in un contesto, qual è Gemona, in cui c’è sempre stata una forte e identitaria produzione casearia». Secondo Zannier, «più parliamo di questi prodotti e più consentiamo a questo mondo di generare economia nonchè di conservare il territorio».
L’inaugurazione, sotto la loggia dello storico palazzo municipale, è coincisa anche con la premiazione dei tre migliori caseifici in gara: la latteria sociale di Marsure di Aviano, la latteria sociale di Brazzacco, il caseificio Della Savia di Basiliano. Lo scorso giugno l’Onaf (Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggi), che vanta 35 anni di attività nel settore, promotrice in Italia della tecnica dell’assaggio come strumento di promozione dei formaggi di qualità, ha conferito a Gemona – primo Comune in Friuli Venezia Giulia – il titolo di “Città del Formaggio”. Un riconoscimento importante che mette in evidenza il ruolo economico e culturale che il Comune ha assunto nel tempo, quale sede di produzioni casearie identitarie nel contesto sociale, grazie alla presenza attuale sul territorio di tre aziende diversificate (Latteria turnaria di Campolessi, Latteria di Moseanda e Malga Cuarnan), all’organizzazione della manifestazione “Gemona, formaggio e… dintorni” e al progetto di valorizzazione delle latterie turnarie.
La manifestazione, promossa dalla Pro Glemona con l’Amministrazione comunale, gode del marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia” e del supporto dell’Ersa, di Coldiretti, dell’Ecomuseo delle acque del Gemonese oltre che di numerosi partner di categoria e privati.
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In copertina e all’interno ecco due immagini della cerimonia inaugurale a Palazzo Boton.
(Foto Regione Fvg)
Gli Archi della Schippers domani tra gli uliveti di Malchina (sul Carso di Sistiana) esempio di transizione ecologica e sostenibilità per la tutela dell’ambiente
(g.l.) E ora il nuovo concerto degli Archi della Schippers avrà quale suggestiva, e non comune, cornice un rigoglioso uliveto del Carso, nel pieno della raccolta dei suoi preziosi frutti – regina incontrastata di queste pietraie è la rustica Bianchera – che ci regaleranno un olio extravergine fra i più pregiati d’Italia. Questo avverrà domani a Malchina, suggestivo paesetto nell’entroterra di Sistiana. La formazione cameristica diretta da Carlo Grandi, che rivestirà anche il ruolo di violino concertatore, sarà infatti ospite, a mezzogiorno, dell’azienda Carsolivo. Si tratta dell’ottavo appuntamento, come sempre con ingresso libero, con “Le Stagioni del Carso Isontino”. Saranno proposti gli Scherzi Armonici sulle Quattro Stagioni dell’Anno di Giovanni Antonio Guido (Genova, 1675-1729). Nell’ambito del concerto, che si annuncia di sicuro effetto anche perché amplificato proprio dalla originalità del luogo appunto durante la raccolta delle olive, ci saranno pure delle letture di opere della poetessa Oriana Sandrin D’Ascenzi.
Archi della Schippers col maestro Grandi.

«La realizzazione dell’uliveto – spiega il maestro Grandi – è uno splendido esempio di transizione ecologica e di sostenibilità ambientale, che ha preso vita da un profondo studio scientifico, sia a livello progettuale sia nel corso della sua realizzazione, a cura del professor Luigi Remo Tamburrini». Proprio riguardo alle motivazioni e alle scelte adottate nella realizzazione dell’azienda carsolina proporrà alcune riflessioni lo stesso illustre sanitario, coinvolgendo anche l’uditorio in un approfondimento di tematiche alquanto interessanti che guardano al futuro del nostro stile di vita, più in sintonia con l’ambiente e le bellezze della natura. E il Carso, in questo periodo, con i meravigliosi colori di un autunno ormai “esploso” ovunque, non ha nulla da invidiare.
Come detto in altre occasioni, si tratta di un nuovo concerto dei quattordici organizzati dall’Associazione Thomas Schippers, presieduta dall’avvocato Cristiano Gobbi, correlati anche con visite guidate ed escursioni storiche in siti carsici di alto valore storico e ambientale, nonché legati ad aziende che si occupano, appunto, di eco-sostenibilità in un’ottica di conservazione e valorizzazione dell’identità culturale e naturalistica del territorio. La zona che vede il maggior numero di esecuzioni, come evidenziato anche dal titolo del progetto musicale, è quella del Carso Isontino, ma in questa occasione lo “sconfinamento” avviene per pochi chilometri di differenza su quello triestino nel Comune di Duino Aurisina. Proprio per rendere merito, anche attraverso la musica, all’impegno del medico-olivicoltore nel creare un’azienda modello al passo con i tempi che ci chiedono sempre più attenzione proprio all’eco-sostenibilità e alla salvaguardia di quel bene prezioso che è l’ambiente. E così, poeticamente, le note degli Archi della Schippers si fonderanno con i colori del Carso, il verde degli uliveti e il rosso acceso di scotani e sommachi. Colori che soltanto questo ambiente unico sa regalare a chi lo visita e lo ama.
Olive Bianchera

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In copertina, l’ingresso a Carsolivo l’azienda esempio di eco-sostenibilità.
