LA RICETTA – Cjarsons con San Daniele

di Gi Elle

Si sono appena spenti i riflettori su Aria di Festa, la celebre manifestazione tutta dedicata al famoso prosciutto crudo di San Daniele. Alla quale su friulivg.com avevamo riservato la consueta “Ricetta del sabato” , che oggi replichiamo su questo nuovo sito che si occupa pure di enogastronomia: un piatto sicuramente gustoso, all’insegna della nostra tradizione. Attingendo infatti alla cucina popolare friulana, o meglio ancora a quella carnica, ecco il prosciutto di San Daniele che entra come componente di primo piano nei famosi “ciarsons”, protagonisti proprio pochi giorni fa della bellissima festa di Sutrio: un piatto semplice, ma ricco nel contempo, dai mille sapori. Lo abbiamo trovato curiosando sul sito www.ariadifesta.it. Eccolo, come sempre per quattro persone:

“Il tipico piatto della festa. È così che potremmo definire i Cjarsons o Cjalzons, i ravioli dalle mille varietà, capaci di raccontare la vita, le tradizioni e le tante sfaccettature di un territorio, la Carnia, meglio di un libro di storia. Non esiste infatti un’unica ricetta di questa specialità, che le donne carniche usavano preparare l’ultimo giovedì di gennaio come buon augurio per i raccolti futuri e che è diventata un caposaldo delle celebrazioni e ricorrenze a tavola. Se ne possono trovare di dolci o salati, alle erbe aromatiche o semplicemente con patate, cannella e uvetta sultanina, oppure ricotta affumicata e spinaci. Insomma farciti con tutto quello che la dispensa e la natura potevano offrire, tanto che le versioni differivano non solo di vallata in vallata, di campanile in campanile, ma addirittura di casa in casa. A tanta varietà culinaria abbiamo voluto contribuire anche noi, proponendo una ricetta che potesse contare sull’inconfondibile sapore del nostro ingrediente preferito: il Prosciutto di San Daniele.

“Cjarsons con San Daniele”

Ingredienti per la pasta:
250 g di farina 00
Acqua tiepida
1 uovo
Sale qb

Ingredienti per il ripieno:
3 patate
150 g Prosciutto di San Daniele
1 cipolla
Burro qb
Sale qb

Ingredienti per il condimento:
Burro qb
Parmigiano qb
Un pizzico di cannella

Preparazione:
Iniziate impastando la farina con dell’acqua tiepida e un pizzico di sale. Lavorate bene e lasciate riposare per circa mezz’ora. Lessate le patate e, quando saranno pronte, passatele nello schiacciapatate. In una padella fate dorare nel burro la cipolla tritata, aggiungete il prosciutto tagliato a dadini e rosolate brevemente. Unite la purea, aggiustate di sale e mescolate.
Stendete la pasta e ricavatene, con l’aiuto di un bicchiere, dei dischetti nel cui centro disporrete il ripieno di patate. Sbattete l’uovo, spennellatelo sui bordi dei dischi di pasta, richiudendoli poi a mezzaluna. Buttate i “cjarsons” in acqua bollente salata e, quando saranno venuti a galla, serviteli conditi con burro fuso, parmigiano e un pizzico di cannella.

Vino:
Un fresco Friulano dei Colli orientali. Ma se preferite un rosso va benissimo anche un giovane Merlot della stessa Doc.

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In copertina, i “cjarsons” preparati con il prosciutto di San Daniele.

 

 

Che cambio d’abito per la Cantina Produttori Cormons!

di Claudio Soranzo

Dev’essere buono il contenuto, ma bello anche il contenitore. Sotto questo aspetto la Cantina Produttori Cormons non ha rivali. Dopo aver prodotto un ottimo “Vino della Pace” e realizzato delle etichette artistiche, a concludere l’operazione restyling dell’importante “wine cellar” collinare è stata la nuova tinteggiatura degli edifici di produzione, amministrazione e vendita diretta.
A inaugurare il new look l’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Zannier, assieme ai vertici della Cantina e all’Area manager della Boero Bartolomeo Spa di Genova, che ha eseguito la nuova tinteggiatura con una tonalità grigio scuro per le costruzioni basse e oro per il “cubo” centrale con la gigantesca scritta “Cormòns” in rilievo in grigio. Un bellissimo colpo d’occhio per chi arriva dalla via Vino della Pace, con il color oro che contiene delle particelle di metallo che rifrangono la luce solare, al punto che in alcuni momenti della giornata l’effetto sulla vernice è formidabile, e si vede anche da lontano. Particolarmente affascinante poi al tramonto. Nel corso dell’opera è stato pure restaurato l’affresco che raffigura lo stemma di Cormòns, nonché vecchio logo della Cantina.

Ecco l’assessore regionale Zannier con i vertici della Cantina cormonese.

Una tonalità, la nuova, che ricorda la preziosità dei vini, il forziere del “Vino della Pace” e delle botti decorate dagli artisti, e l’oro antico del Picolit. L’azienda Boero ha un particolare legame con il Friuli Venezia Giulia, in quanto possiede anche il marchio Veneziani, quello delle note vernici navali sorto a Trieste nel 1863. Ai primi del ‘900 direttore commerciale della Veneziani e poi manager della filiale inglese fu nientemeno che lo scrittore Italo Svevo (Ettore Schmitz). Sposato con Livia Veneziani, passava spesso le vacanze nella villa di Lucinico, il paese del presidente della Cantina, Filippo Bregant. Lo scorso novembre, per la prima presentazione del libro “Il ricettario di casa Svevo”, i numerosi brindisi sono stati fatti con alcuni spumanti offerti dalla Cantina stessa.
Così ora, dopo aver cambiato il logo dell’azienda, il packaging (vincendo alcuni premi al Vinitaly 2018) ed essersi messa l’abito elegante, la Cantina Produttori Cormons corre più spedita verso altri traguardi, riguardanti la produzione di alcuni dei migliori vini del territorio, capitanati da un “Vino della Pace” non più ricavato da centinaia di barbatelle  arrivate a Cormons da ogni parte del mondo, ma da un blend studiato alla perfezione. Un uvaggio che rappresenta la punta di diamante della produzione, formato da un mix di cinque varietà, sapientemente dosate, che possa diventare il vino di riferimento della Città di Cormons, capoluogo indiscusso del vino regionale. Cinque grandi bianchi del territorio mixati con armonia intorno al 30% di Friulano, un altro 30% di Chardonnay, un buon 20% di Malvasia e il rimanente 20% quasi equamente diviso fra Pinot bianco e Ribolla gialla. Il vino ricavato ha riposato per 12 mesi in botti di quercia di tre essenze diverse e 6 mesi in bottiglia. La prima bottiglia della nuova produzione, vendemmia 2017, era stata stappata all’Enoteca di Cormòns lo scorso 14 maggio in occasione della presentazione ufficiale del nuovo vino, con la nuova etichetta su cui è riprodotto un disegno realizzato dal maestro Roberto Capucci, stilista di fama mondiale.

Alcune bottiglie da collezione e lo storico marchio restaurato.

Durante il brindisi inaugurale il nuovo direttore generale della Cantina Alessandro Dal Zovo ha ricordato che la prestigiosa guida Gilbert & Gaillard ha conferito il Gold award nell’International challenge del 2019 proprio al “Vino della Pace”, come pure al Pinot grigio e al Friulano Doc Collio, prodotti dall’azienda cormonese. Nel giro in cantina abbiamo pure ammirato alcune botti dipinte da artisti di fama, che fanno della “wine cellar” una vera e propria galleria d’arte enoica.

Preziose botti decorate.

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In copertina, come ora si presenta all’esterno la Cantina Produttori.

Il sapore del mare e i grandi vini Fvg nel “Fish nic” a Grado

di Gi Elle

Ma che bello! A Grado un vero e proprio pic nic – anzi “Fish nic” – con i sapori del mare e i grandi bianchi del Vigneto Fvg. Nell’Isola del Sole, dopo il successo della scorsa stagione, a grande richiesta ritornano gli appuntamenti gourmet appunto con il Fish nic” in laguna che consentono di gustare piatti raffinati e prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia (vini, olio, pesce, prodotti da forno) in una location spettacolare: l’isola Valle del Moro, una ex valle da pesca. Il primo appuntamento è in programma domenica 30 giugno.

Grandi vini e bollicine Fvg sull’isoletta per il “Fish nic”.

Le valli da pesca sono aree di laguna delimitate da argini o recinzioni dove si pratica la “vallicoltura”, una tipologia di allevamento del pesce estensiva. Le valli, le cui dimensioni possono variare notevolmente da poche decine di ettari sino a oltre un migliaio, nonostante siano di fatto un ambiente artificiale, sono fondamentali nel preservare il delicato ecosistema lagunare. Per tale motivo il Consorzio Grado Turismo ha pensato di valorizzare questo stroardinario patrimonio naturalistico-culturale (si tratta infatti di una pratica assai antica, ricordata già in documenti dell’XI secolo) organizzando un piacevole momento di convivialità, che coniuga l’aspetto legato alle tradizioni con quello enogastronomico. A far conoscere i prodotti tipici del territorio ci penseranno i resident chef che, in diverse postazioni sull’isola, prepareranno gustosi e raffinati piatti e coinvolgeranno i partecipanti in un piacevole show cooking.

All’ora del pranzo, dopo il drink di benvenuto, all’ombra degli alberi, viene sistemato tutto ciò che serve a godersi in serenità il pic nic (coperte, posate, bicchieri, tovaglie, cuscini). A quel punto, ogni partecipante riceve il proprio cestino con le pietanze preparate dagli chef in diversi punti dell’isola, con due postazioni di salato, una con le bevande e una con prodotti dolci. I cibi saranno abbinati a vini Doc friulani. Durante il “Fish nic” sarà possibile degustare anche il Santonego®, il tipico liquore gradese a base di un mix di erbe di laguna, tra cui spicca l’assenzio marino. Terminato il pranzo, ci si può rilassare, chiacchierare, giocare o passeggiare.
Per l’appuntamento del 30 giugno, gli chef proporranno appunto un menù a base di pesce, con un occhio attento anche alla preparazione di gustosi piatti vegetariani. La prenotazione è obbligatoria, fino all’esaurimento dei posti disponibili. Il costo, omnicomprensivo, è fissato in 80 euro per gli adulti e 30 per i bambini. Il ritrovo dei partecipanti è al porto Mandracchio, alle 10.30, per imbarcarsi a bordo dei taxi boat e raggiungere l’isola. Rientro previsto per le 16.15. Altri due appuntamenti con il “Fish nic” sono in programma per domenica 4 agosto e domenica 9 settembre.

Il “Fish nic” alla prima edizione.

Per informazioni e prenotazioni:
Consorzio Grado Turismo
Telefono 043180383
www.grado.it/eventiexperience@grado.it
www.grado.itinfo@gradoturismo.org

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In copertina, arrivano i cestini del “Fish nic” con tante squisitezze.

Jadér, quando uno spumante si veste d’estate

di Gi Elle

Un fresco spumante d’estate? Ci sta – si usa dire oggi -, eccome! E allora perché non presentare le classiche “bollicine” anche con un abito adatto? E’ quello che hanno pensato, e fatto, i Viticoltori Friulani La Delizia di Casarsa che ora lanciano la “Summer Edition” di Jadér, la cuvée che è un riuscito progetto della cantina in riva al Tagliamento, interamente curato dalle vigne sulle Grave fino alla scelta dell’etichetta, e che continua ad essere sempre più richiesto (+15% di vendite nel primo semestre 2019). Per rispondere ancora di più alla domanda nasce quindi la prima “Summer Edition”, versione speciale dello Jadèr in tiratura limitata, solo 30 mila bottiglie e solo per i mesi estivi, con una nuova etichetta che omaggia l’arte degli anni ’70-’80 e che vuole essere un inno alle sere d’estate e al divertimento.
“Si tratta di uno dei primi progetti del genere nel panorama italiano degli spumanti – ha commentato il direttore commerciale dei Viticoltori Friulani La Delizia, Mirko Bellini -, di sicuro il primo per quanto riguarda la bollicine friulane: ci siamo accorti che Jadèr è sempre più il prodotto immagine della nostra azienda, il quale associa a sè concetti come prestigio, l’essere giovani e frizzanti, amare la vita notturna e aver voglia, sempre con responsabilità ovviamente, di divertirsi. Da qui l’idea di potenziare l’offerta, visto che comunque sarà in commercio anche la bottiglia con l’etichetta classica dello Jadér. I fatti ci stanno dando ragione: solo nella prima settimana abbiamo ricevuto prenotazioni per 15 mila bottiglie dai nostri clienti, che credono molto nel prodotto: per questo li ringraziamo”.

L’enoteca a “Filari di Bolle”.

Elemento caratterizzante dell’edizione limitata la rivoluzionaria scelta comunicativa, con una grafica che dall’etichetta si è allargata al collo della bottiglia e alle confezioni di cartone. Per la “Summer Edition” sono state scelte immagini fresche, che evocano i ricordi degli anni ‘70 della Hippy e Beat Generation, fino ad arrivare ai disegni morbidi e colorati della Pop Art degli anni 80’. La “Summer Edition” sarà commercializzata nel formato bottiglia da 0,75 litri e in quello Magnum da 1,5.
Ma non è finita qui: a novembre arriverà la “Winter Edition”, perché le bollicine piacciono anche nella stagione fredda. “La versione invernale – ha spiegato Bellini – proseguirà con la stessa filosofia, con una nuova immagine che cambierà ulteriormente l’etichetta: parlando con i nostri agenti, che con impegno e passione portano i nostri vini in tutta Italia, abbiamo capito che c’è già grande attesa anche per questa prossima uscita. Jadér è quindi sempre più il nostro spumante-brand dal grande futuro”.

Non solo il mercato, ma anche gli addetti ai lavori hanno riconosciuto questa ventata di freschezza portata nel comparto delle bollicine dalla cuvée friulana: alla Selezione Spumanti Filari di Bolle, in maggio, aveva ricevuto il premio per il miglior rapporto qualità-prezzo, mentre il concorso internazionale Mundus vini ha assegnato la propria medaglia d’argento proprio a Jadér.
“L’anno scorso – ha concluso il direttore commerciale – abbiamo chiuso con 500 mila bottiglie di Jadér vendute, ora nei primi sei mesi del 2018 siamo già a 300 mila: il prodotto piace e ci permette di essere presenti in un settore delle bollicine che sarà sempre più richiesto, quello degli uvaggi a base Glera (vitigno dal quale si produce il vino Prosecco, ndr). Il Prosecco, compreso quello La Delizia, continua ad avere una grande domanda ma al fianco di questa c’è anche quella per le cuvèe che sarà sempre più interessante per le cantine: noi in questo filone ci siamo, già da tempo, grazie a un progetto lungimirante, lanciato con coraggio ma sempre con i piedi ben piantati a terra come da tradizione della nostra azienda”.

Gli spumanti valutati dagli esperti.

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In copertina, il direttore commerciale Mirko Bellini con Jadér “estivo”.

Grande domenica con “Wine Around” a Lignano Pineta

di Gi Elle

Grande domenica con i vini oggi a Lignano Pineta, nel Parco del Mare nei pressi del piazzale Marcello D’Olivo. Si tratta di “Wine Around” che, cominciata venerdì e proseguita ieri, ritorna nella città balneare per la seconda edizione in collaborazione con la Guida Vinibuoni d’Italia, Lignano Pineta e il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro. Sono in vetrina e in degustazione oltre 500 vini provenienti da tutta Italia con le cantine del territorio e i banchi di assaggio della citata Guida – la stessa che si è occupata della regia nella recente Fiera regionale dei vini di Buttrio -, birre artigianali e gastronomia d’eccellenza. L’ingresso, libero, sarà consentito dalle 17 alle 24: sono previsti pure oggi pacchetti degustazioni a partire da 5 euro.
Anche per la giornata odierna, dunque, sono annunciati tre appuntamenti dedicati ai vini e ai vitigni tipici del Friuli Venezia Giulia, con un vero e proprio tour all’interno delle interpretazioni dei varietali, guidati da Giovanni Munisso, tecnologo alimentare e divulgatore enologico, in cui saranno protagoniste le etichette delle cantine aderenti alla rassegna. Ogni percorso tematico prevede 8 assaggi al costo di 10 euro e comprende in omaggio il bicchiere e l’apposita tasca per poter accedere alle degustazioni del festival. I temi di oggi: Gli spumanti friulani incontrano i Salumi Levoni, alle 18; I bianchi friulani, identità e territorio, alle 19.30; Il grande fascino dei rossi friulani, alle 21.
E per quanto riguarda i vini, appuntamento giovedì prossimo, alle 18, sempre a Lignano Pineta, con la bella manifestazione letteraria che prevede la presentazione di un libro seguita da una degustazione, raccontata dallo stesso Munisso. Si avvicenderanno di volta in volta, le aziende Modeano, San Simone, De Lorenzi Vini, Podere Marcello, Grillo Iole, Tonutti Vini e Vigneti, Principi di Porcia e Brugnera, Alessio Dorigo, Cà Ronesca, Tenuta Cà Bolani e Strada del Vino e dei Sapori Fvg.

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In copertina, gli spumanti Fvg nel primo incontro di oggi.

Feste a San Gervasio col Cabernet Volos: la prima vendemmia

di Silvio Bini

L’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico della Frazione di San Gervasio, istituita formalmente nel 1977 con le elezioni del primo Comitato di Gestione, rappresenta una tappa storica nel millenario cammino attraverso il quale la proprietà collettiva è stata parte inscindibile e fondamentale per la vita e l’esistenza della comunità sangervasina.
Attualmente gestisce, in Comune di Carlino, terreni agricoli siti lungo via Bosco Bando, il Parco Civico di San Gervasio posto lungo via Muzzana e il Centro civico Sarvâs (ex scuole elementari) dove l’Amministrazione Separata ha la sua sede legale. Dentro una vecchia logica campanilistica, la piccolissima comunità di San Gervasio ha saputo, nei tempi moderni, salvare la propria identità con iniziative legate al proprio territorio, mai fuori luogo, anzi, propositive di uno sviluppo culturale e sociale, proprio di una grande squadra.
Domani nella piccola frazione carlinese si festeggeranno i Santi patroni, Gervasio e Protasio, martiri del III secolo. Si terrà la solenne celebrazione della messa, nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, accompagnata dal Gruppo Corale di Carlino ( ore 9.30 ), cui seguirà l’ incontro nel Parco civico. L’ associazione Sarvâs, impegnata nel mantenere vive le tradizioni, gli usi e costumi della comunità, ha organizzato la degustazione del Vin dal Perdòn 2018, un vino realizzato appositamente per la festa annuale, proveniente da uve dei vigneti di San Gervasio, donate dalla popolazione della frazione e pigiate in maniera tradizionale dai ragazzi del posto. Cose strapaesane? I giovani, però, guardano sempre al futuro, così l’ anno scorso sono state messe a dimora in un terreno vicino al Parco, sempre di proprietà dei Beni civici, 100 viti di Cabernet Volos, un vino che nasce da piante resistenti alle malattie, frutto della ricerca dell’Università di Udine. Un favore al prossimo ambiente, chissà, un giorno senza pesticidi, voluto da un mondo piccolissimo, ma vitale. Quest’anno si procederà alla prima vendemmia, poi il nuovo Cabernet, con il suo aroma intenso e fruttato, diventerà il vino per eccellenza di tutte le occasioni di festa della minuscola comunità di San Gervasio. Magari, da qui, spiccando il volo…

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In copertina, grappoli del Cabernet Volos, il vino delle feste di San Gervasio.

Quel vecchio, amato Friuli che continua a vivere a Precenicco

di Silvio Bini

“In Friuli certe tradizioni per fortuna persistono”. E’ il commento di tale Silvano di Pietra Ligure, su Tripadvisor, dopo aver sostato a Precenicco, a La Cantine di Gigi e Cristi, un posto di ristoro, quasi un frasca, com’erano una volta le accoglienti osterie con cucina e l’agriturismo delle origini, come non capita di vedere più, o comunque non tanto spesso.

Gigi e Cristi con i figli.

Gigi e Cristi sono una coppia inossidabile, come la fama che si sono giustamente costruita nel tempo. Se oggi il turista lascia la strada principale per Lignano, è perché sa che sulla provinciale a ridosso di quel minuscolo, ma vivace paese che si chiama Precenicco, c’è La Cantine dove l’ambiente, l’ospitalità, i vini, i taglieri di salami nostrani, di formaggi di latteria e di frico (e la “polente rustìde”), ti invitano a stabilire una tregua con il mondo, a ritrovare i gusti, anche quelli della semplicità, del garbo e della calma ritemprante. I vini, di propria produzione, sono ottimi, perché sono di compagnia, inducono alla chiacchierata, accompagnano i sapori agresti con il giusto estro. Insomma, La Cantine di Gigi e Cristi è un pezzettino del Friuli più amato, quello familiare e rustico, per quella cordialità che accomuna, nel rito quotidiano, gente di ogni età. Anche d’inverno, quando il locale si riempie per la partita della Juventus, con Gigi in prima fila. E d’estate all’aperto, come sarà stasera 21 giugno, quando, per salutare la stagione più attesa, ci sarà Piano Bar in Frasca, con il Trio (tastiera, contrabbasso e voce), come sempre in buona e numerosa compagnia. Dalle otto di sera alle undici. Dopo, magari, a Lignano…

Stasera ci sarà il Piano Bar in Frasca.

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In copertina, vini e prodotti tipici, una festa per i buongustai.

Bollicine di Prosecco Fvg per festeggiare a Lignano l’Hemingway Fotografia

di Gi Elle

Appuntamento speciale oggi a Lignano Sabbiadoro nell’ambito degli “Incontri con l’autore e con il vino 2019”, per la serata al Centro Kursaal che offrirà l’opportunità di conoscere il Premio Hemingway per la Fotografia. Alle 18.30, Riccardo Zipoli dialogherà infatti con Italo Zannier e con il presidente di Giuria, Alberto Garlini.
Il vino che accompagnerà la serata, raccontato dal tecnologo alimentare Giovanni Munisso, sarà il Perlae Naonis – Millesimato Prosecco Doc Brut dell’azienda San Simone. Una curiosità: questo Millesimato nasce per celebrare i 35 anni di produzione di Prosecco della cantina di Porcia e per ricordare, come testimoniato già in epoca romana da Plinio, le origini friulgiuliane, o meglio carsiche, del vitigno Glera: nel Comune di Prosecco, nei pressi di Trieste, da dove si è diffuso in larga parte della regione e soprattutto in Veneto, dando vita appunto al “fenomeno Prosecco”, bollicine che hanno conquistato il mondo e che da alcuni anni sono tutelate dalla Doc interregionale istituita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, facendo leva appunto sul nome geografico del paese sito sul Carso, a ridosso del Golfo di Trieste.
Dal gusto rotondo, cremoso, persistente, moderatamente alcolico, dotato di freschezza e briosità, di una morbida sapidità e di un’acidità vivace, questo Prosecco ha una complessità di profumi fruttati invitanti e ampi, dalla mela alla pera, dall’albicocca agli agrumi, e floreali dai fiori di glicine e di acacia alla rosa, con una piacevole nota di mandorla glassata al retrogusto.
Le aziende scelte per coronare la presentazione dei libri sono Modeano, San Simone, De Lorenzi Vini, Podere Marcello, Grillo Iole, Tonutti Vini e Vigneti, Principi di Porcia e Brugnera, Alessio Dorigo, Cà Ronesca e Tenuta Cà Bolani, con la partecipazione anche della Strada del Vino e dei Sapori Fvg.
Ricordiamo che il fotoartista Riccardo Zipoli è autore del volume “In Domo Foscari” (Marsilio) che, con grande eleganza e qualità tecnica, ha celebrato i 150 anni dell’Università di Venezia: un suggestivo esempio di come i fotografi possono raccontare con poetica sensibilità, e non solo banalmente elencare e illustrare il soggetto. L’architettura dello storico Palazzo sul Canal Grande viene esaminata e filtrata anche nei dettagli, cogliendone i silenzi e le atmosfere, facendo infine emergere in questo saggio visivo la storia di un luogo e di un’attività culturale di rilievo mondiale qual è l’Università Cà Foscari.

Il fotoartista Riccardo Zipoli.

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In copertina, bollicine di Prosecco oggi protagoniste a Lignano.

Con il “Premio Silvia Lunelli” Gabriel Rossi sulla via della cucina

di Gi Elle

Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, tra la speciale serata in Castello, a Udine, per celebrare in anteprima i 25 anni di Friuli Doc, e le prossime cene spettacolo – c’è molta attesa, in particolare, per quella ormai mitica sul Lungomare di Grado –, ha “ritagliato” uno spazio importante anche per un’iniziativa che punta dritta dritta alla valorizzazione ulteriore e alla crescita dell’enogastronomia. Come? Sostenendo un giovane cuoco nella sua formazione. Perché è proprio nelle nuove leve che risiede la speranza dello strategico settore economico, volano imprescindibile, grazie alla sua qualità, per lo sviluppo turistico Fvg.
E’ infatti Gabriel Rossi, di Alesso – frazione di Trasaghis, sul lago dei Tre Comuni -, il vincitore della sesta edizione del Premio Silvia Lunelli, voluto dalla famiglia in ricordo dell’amata figlia, prematuramente scomparsa l’11 giugno 2013, a soli 28 anni. Silvia si era laureata in giurisprudenza e aveva una grande passione per la gastronomia e la cultura che la sottende: perciò i suoi genitori, Roberto e Daniela, hanno istituito in suo ricordo un Premio per la formazione di giovani chef del Friuli Venezia Giulia, con l’obiettivo di farli diventare “ambasciatori” della cucina e dei prodotti della nostra regione.
Così, Gabriel Rossi è stato premiato dal dottor Roberto Lunelli nel corso di un commosso incontro tenutosi nella sala convegni dell’Astoria Italia, a Udine, durante il quale – come negli anni passati – è stata appunto ricordata la figura di Silvia, la cui scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile nella famiglia, negli amici e nelle persone che la conoscevano e la stimavano.

Due momenti della consegna del Premio Lunelli a Gabriel Rossi.

L’obiettivo preciso del Premio è stato fin dalla prima edizione quello di dare ai vincitori una formazione non solo pratica, ma anche teorica e culturale affinché possano acquisire esperienza e strumenti per entrare nel mondo del lavoro con consapevolezza e strumenti più ampi possibile. Ad accompagnare passo passo Gabriel Rossi sarà quindi Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, il consorzio fra ristoratori, vignaioli e produttori top gamma dell’agroalimentare regionale guidato da Walter Filiputti, che ha elaborato il progetto e lo segue fin dalla prima edizione. L’unicità del riconoscimento è il fatto che i ragazzi hanno la possibilità di lavorare in importanti cucine, fianco a fianco con chef famosi, dato che trascorrono un anno in 5 ristoranti del gruppo. Possono così mettere alla prova le proprie aspirazioni e le proprie capacità e, nel contempo, hanno la possibilità di comprendere – vivendole in prima persona – le soddisfazioni, ma anche le difficoltà e le problematiche insite nella professione di cuoco. E capire se questa è veramente la loro strada.

Gabriel Rossi sì è segnalato nel gruppo dei più promettenti studenti dell’ultimo anno del corso di Servizi per enogastronomia e l’ospitalità alberghiera dell’Isis Jacopo Linussio di Tolmezzo, che si sono cimentati con la preparazione di un piatto ed hanno avuto un colloquio con la giuria del Premio, di cui facevano parte la signora Daniela Lunelli, lo stesso Filiputti e alcuni ristoratori di Fvg Via dei Sapori. Diciannove anni, appunto di Alesso,  Gabriel ha una grande passione per il mestiere del cuoco, verso cui dimostra una particolare attitudine. E lo ha già potuto dimostrare durante le esperienze di Alternanza Scuola Lavoro fatte sia in Friuli Venezia Giulia (“Da Nando” a Mortegliano e “Antica Osteria Le Grise” a Talmassons) che in un importante ristorante veneto, quello del pentastellato “Hotel Bauer” di Venezia. Mai banale, con la giusta dose di ambizione, molta strada ancora ovviamente da fare, nei piatti – secondo la giuria – rispecchia la sua personalità e il carattere creativo e deciso. In lui, tanta voglia di imparare, ma anche di mettersi alla prova, tant’è che ha partecipato già nel 2016 e nel 2017 al Concorso Beppino D’Olivo, sfida fra gli aspiranti che degli istituti professionali della regione.
Fra poco Gabriel Rossi inizierà il suo percorso formativo e sarà accolto nelle cucine dei ristoranti “La Taverna” di Colloredo di Monte Albano, “Da Nando” di Mortegliano, “Mondschein” di Sappada, “Campiello” di San Giovanni Natisone, “Sale Pepe” di Stregna. Parallelamente Walter Filiputti gli offrirà la possibilità di fare un importante percorso culturale nel mondo del cibo e del vino, principalmente (ma non solo) regionale, con lezioni teoriche e visite ai laboratori degli artigiani del gusto e alle cantine che fanno parte di Fvg Via dei Sapori. Da parte sua, Gabriel avrà pochi, ma precisi obblighi: si dovrà impegnare a tenere un comportamento corretto sia nel lavoro che nelle vita privata e a trasferire i valori e i contenuti appresi durante il suo stage ai compagni più giovani, nel corso di una giornata che si terrà l’anno prossimo al Linussio e si concluderà con un breve corso di cucina.

L’esperienza fatta grazie al Premio Lunelli è stata proficua per i suoi predecessori che, finito lo stage, hanno capito che quella era la loro strada e, grazie a quanto imparato a contatto con chef e associati di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, hanno trovato posto in importanti cucine (come Chiara Pauli ora al tristellato “Vittorio” di Brusaporto o Aurora Coassin che lavora “Al Vitello d’Oro” di Udine), oppure torneranno carichi di idee e con un bel bagaglio di esperienze al ristorante di famiglia, come potrebbe accadere al vincitore del 2018 Luca Scarsini tornando a “La bottega di Pierute” di Illegio, la bella trattoria familiare.

Tutti i giovani cuochi premiati.

Per informazioni: Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, Telefono 0432538752 – info@friuliviadeisapori.it – www.friuliviadeisapori.it

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In copertina, Gabriel Rossi titolare del Premio Lunelli 2019.

 

I vini della Riviera sotto la lente degli intenditori

di Gi Elle

I vini della Bassa, vale a dire quelli delle zone Doc Aquileia, Annia e Latisana, saranno oggi sotto la lente degli intenditori. Entra così nel vivo la 58ma Selezione del vino di Aquileia e della Riviera Friulana. A Terzo si riuniscono, infatti, le commissioni di assaggio, istituite e coordinate da Assoenologi Fvg. La seduta di degustazione, presenti enologi, sommelier, rappresentanti dell’Onav e giornalisti specializzati, è convocata per questo pomeriggio, alle 18.30, nella sede della Tenuta Ca’ Bolani (l’anno scorso si era tenuta invece a Villa Iachia, a Ruda). La organizzazione è a cura del Consorzio per la tutela dei vini Doc Friuli Aquileia, presieduto da Franco Clementin.
Sta per vivere dunque la sua giornata-chiave l’ormai famoso concorso enologico, uno dei principali del Vigneto Fvg. Come è noto, la Selezione del Vino di Aquileia e della Riviera Friulana ha lo scopo di valorizzare e promuovere la migliore produzione di questa importante area vitivinicola del Friuli Venezia Giulia, e quindi premiare lo sforzo delle aziende delle citate Doc Aquileia, Latisana e Annia, stimolandole al continuo miglioramento qualitativo dei loro prodotti. L’anno scorso, come si ricorderà, la consegna dei riconoscimenti alle cantine meglio classificate dalle giurie era avvenuta a Scodovacca nell’ambito della “Festa del Refosco dal peduncolo rosso”.
Per ulteriori informazioni, gli interessati alla Selezione possono telefonare al 3312140996 oppure digitare info@viniaquileia.it oppure www.viniaquileia.it

Vigneto di Refosco ad Aquileia. 

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In copertina, un tavolo di degustazione l’anno scorso a Ruda.