E presto a Cormons “Città del vino” arriverà anche l’arte

“L’app Collio XR – Extended Reality rappresenta un tassello utilissimo a promuovere in un luogo meraviglioso come il Collio quel turismo emozionale che i visitatori oggi ricercano e che richiede, accanto a località fisiche, brand e prodotti come il vino e nuovi servizi”. Lo ha affermato l’assessore al Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, intervenendo al museo civico del Territorio di Cormons all’evento “Collio: laboratorio a cielo aperto dello sviluppo sostenibile”, secondo focus del programma triennale della Fondazione Cassa di risparmio di Gorizia, Carigo Green 3, realizzato con il contributo di Intesa San Paolo.

L’assessore regionale Bini.


L’app, come è noto, si basa sull’ascolto di otto diversi racconti per sette percorsi narrativi, arricchito dalla visione di contenuti virtuali e aumentati che si snodano sugli itinerari delle piste ciclabili già presenti nell’area del Collio. I racconti vanno dal fantasy al reportage, dal biografico al thriller e sono di diversa durata applicata a percorsi di differente chilometraggio.
Nell’occasione, Bini ha ricordato l’impegno importante che la Regione e PromoTurismoFvg stanno dispiegando da un anno e mezzo per lo sviluppo turistico del Friuli Venezia Giulia e ha annunciato “l’inclusione di Cormons in un progetto di valorizzazione delle principali località turistiche regionali, curato insieme all’assessore alla Cultura, Tiziana Gibelli, che prevederà l’installazione stabile di opere di artisti di altissimo valore internazionale”, assicurando così una ulteriore crescita culturale di una fra le più famose Città del vino del Friuli Venezia Giulia.
All’evento, insieme alla presidente della Fondazione Carigo, Roberta Demartin, sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Cormons, Roberto Felcaro, e il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin.
A parte l’utilizzo sul campo, l’app Collio XR può essere scaricata e visionata già a casa per avere un’anteprima delle otto esperienze proposte sul posto e selezionare il percorso fisico e narrativo desiderato. Il progetto di raccontare il Collio nell’orizzonte dei 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030 era stato preceduto, sempre a cura della Fondazione Carigo, dal riallestimento in chiave multimediale del museo di Monte San Michele.

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In copertina e qui sopra immagini dell’app dedicata al Collio.

Barbatelle “mondiali” volàno per un nuovo successo di Rauscedo

di Gi Elle

Un quarto delle barbatelle richieste dal mercato mondiale e i tre quarti di quelle destinate al mercato nazionale: sono dati che hanno fatto da sfondo alla recentissima edizione della rassegna “Le Radici del Vino” tenutasi con successo a Rauscedo. Ma sono anche quelli faranno da volàno a una serie di iniziative di valorizzazione del territorio che si estende tra le Grave sulla riva  destra del Tagliamento.
Quelli presentati dal Comune di San giorgio della Richinvelda sono interessanti progetti che permettono di valorizzare il territorio facendo conoscere un gioiello che contraddistingue il Friuli Venezia Giulia”, ha detto infatti il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga,  il quale ha definito in le diverse iniziative che l’amministrazione sangiorgina intende mettere in atto per promuovere e valorizzare una delle eccellenze che caratterizza questo territorio, ossia la produzione delle barbatelle.

Il governatore Fedriga.

Alla presenza del sindaco Michele Leon, sono stati illustrati a Fedriga – come informa una nota Arc – alcuni progetti a finalità turistica ma anche rivolti al recupero urbanistico del territorio. Al termine dell’incontro, il presidente della Regione ha espresso interessamento verso le varie iniziative “poiché permettono di valorizzare il territorio dal punto di vista turistico, facendo inoltre conoscere una peculiarità che contraddistingue il Friuli Venezia Giulia nel mondo. Non va dimenticato – ha aggiunto Fedriga – che Rauscedo produce un quarto delle barbatelle richieste dal mercato mondiale e i tre quarti di quelle destinate al mercato nazionale. In questa zona, quindi, è racchiuso un grandissimo potenziale che va valorizzato e sostenuto anche attraverso progetti come quelli proposti dal Comune ai quali la Regione riserverà particolare attenzione“.

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In copertina, la produzione di barbatelle di cui Rauscedo è leader a livello mondiale.

Ecco “Magnificat” spumante ultimo nato sui colli di Nimis

di Claudio Soranzo

NIMIS – Lo hanno chiamato “Magnificat” e dopo averlo assaggiato più volte, abbinato a pietanze e degustato in un calice largo e piatto che ne ha esaltato sapori e profumi, abbiamo concluso che il nome è davvero azzeccato. L’ultimo nato nelle Cantine Gori, a Nimis, è la grande novità del 2019, uno spumante vinificato con il Metodo Classico, che racchiude l’eccellenza ed esprime al contempo la gioia per il risultato raggiunto, dopo anni di studio e lavoro.
“Magnificat” entra così da protagonista nella lista dei vini di Cantine Gori, poste all’estremo lembo dei Colli orientali del Friuli, e soltanto in versione magnum, con bottiglie modello champagnotta da un litro e mezzo, che ne rendono l’evoluzione più stabile e protetta e ne esaltano le caratteristiche sensoriali. Un formato perfetto per uno spumante pensato per accompagnare grandi occasioni, rendere speciali momenti conviviali o diventare un dono oltremodo gradito.
La cuvée di Pinot nero al 60 per cento e Chardonnay al 40, uvaggi tipici dei Colli friulani, esprime al meglio un “terroir” da sempre votato alla produzione di vino e al quale le Cantine Gori sono profondamente legate. Quindi si può affermare che l’eccellenza di “Magnificat” nasca sul campo e poi cresca con un metodo di spumantizzazione totalmente artigianale.

Ma come avviene tutto ciò? E’ presto detto: si inizia con la raccolta, orientata tra gli ultimi giorni di agosto e i primi di settembre e, come per i vini fermi, viene eseguita manualmente in piccole cassette da 20 chili, poi si procede con la selezione effettuata con soffice diraspatura sul tavolo di cernita e si continua con la fermentazione in vasche d’acciaio. Quindi, l’imbottigliamento, fino alla sboccatura manuale, dopo una permanenza sui lieviti di almeno 24 mesi. Infine, niente zucchero o liqueur d’expédition, ma solo spumante della stessa cuvée per ottenere un “dosaggio zero” dal residuo zuccherino minimo, un gusto secco, elegante e naturale, sempre più apprezzato non solo dai wine lover, ma anche dai consumatori occasionali.
Abbiamo scritto naturale perché questa è una delle parole d’ordine di Cantine Gori, che quest’anno – proprio nel 10° anniversario della messa a dimora dei vigneti – ha festeggiato la prima vendemmia certificata biologica e ha potuto così celebrarla con le sue prime bollicine.

All’inaugurazione del nuovo prodotto, accanto al “Magnificat” è sfilata l’intera collezione di bianchi fermi firmati Cantine Gori: il Friulano, pura espressione del territorio, lo Chardonnay, frutto di un vitigno internazionale che trova da noi un habitat adatto, diventando così uno dei più caratteristici vini bianchi della regione; il Sauvignon, un altro vitigno internazionale che, grazie alle frequenti escursioni termiche giornaliere e al terreno fresco e asciutto, esalta le proprie caratteristiche. Infine, la Ribolla gialla, che nasce da un’uva autoctona conosciuta nel 1300 e da allora presente sulla tavola del Doge di Venezia, che in collina trova la sua collocazione ottimale.

Le Cantine Gori, sorte dall’amore per la terra e dalla volontà di valorizzarla, preservandone le caratteristiche che la rendono così unica e speciale, sono una realtà in grado di unire innovazione e tradizione, mettendo al primo posto la qualità e il rispetto per l’ambiente che la circonda. Oggi l’azienda produce tra le 60 e le 70mila bottiglie, con una resa di 50 quintali per ettaro: una scelta che privilegia la qualità e rende unico il prodotto. Nel 2019 la filosofia che da sempre contraddistingue le Cantine Gori ha maturato la prima vendemmia certificata biologica. Un attestato che parla di rispetto e dedizione per un territorio, per l’ambiente, per il vino e – per ultimo, ma non meno importante – per chi lo consuma.

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In copertina e all’interno le botti d’invecchiamento e i vini bianchi Gori con l’etichetta di “Magnificat”.

LA RICETTA – Scampi alla “busara”

di Roberto Zottar

Con l’espressione “in busara” o “alla busara” si indica un particolare metodo di cottura in umido che ben si sposa con alcuni pesci e crostacei, in particolar modo con gli scampi. Il piatto ci arriva dalle tradizioni gastronomiche della città di Fiume, dell’Istria e della Dalmazia. Nel Golfo del Quarnaro gli scampi, di color rosso pallido e carapace sottile, trovano le migliori condizioni di profondità, temperatura e salinità e danno il meglio di sè con carni dolci, sapide e compatte che risultano tra le migliori del Mediterraneo.
Sul significato del termine “busara” si è discusso senza arrivare ad una soluzione univoca. C’è chi sostiene si riferisca a una pentola usata dai marinai per cucinare, altri ipotizzano che la parola possa derivare da “buzzo”, cioè stomaco, mentre nel Dizionario del Boerio del 1829, alla voce “buzara” si legge: “buggera, trottola, bagatella, cosa da nulla”, e a quella di “buzarar”: “frodare, ingannare, celare il vero”. Analoghe interpretazioni, come “svarione, bazzecola, inganno, imbroglio”, sono nel Dizionario di Mario Doria del 1987, che riporta però anche la dicitura “modo di cucinare il pesce”, soprattutto scampi e crostacei, ed afferma che in questo caso si può pensare ad un passaggio semantico della parola “imbroglio” a quella di “intruglio”. L’imbroglio era quello dei pescatori, che utilizzavano questo delizioso sughetto per nobilitare il pescato meno pregiato. Qualunque sia la sua origine, ciò che è certo è che questa ricetta è un’esplosione di profumi ed ha un sapore sublime.

La ricetta della “busara” di scampi è relativamente recente e, infatti, non si ritrova nei principali testi di cucina triestina antecedenti il 1950. La sua diffusione ed assimilazione è stata, però, così rapida ed apprezzata da rendere questo piatto oggi caratteristico della cucina locale.
In ogni famiglia c’è una “busara”, frutto di tradizioni tramandate: in Istria poi si usa solo aglio, in Dalmazia anche cipolla. In origine, la ricetta era in bianco e si è poi evoluta con l’aggiunta di paprika dolce o di conserva, che non ha acidità e che si abbina bene allo scampo, mentre ora prevale l’uso della passata di pomodoro.

Procedimento:
Scaldate in una padella mezzo bicchiere d’olio con 2 spicchi d’aglio, versate un chilo e mezzo di scampi e quando hanno preso colore aggiungete o conserva diluita o due grandi pomodori pelati e a dadini. Sfumate con due bicchieri di vin bianco, sale e pepe. Cuocete per 15’ e aggiungete, se serve per addensare, un cucchiaio di pangrattato e un cucchiaio di prezzemolo tritato.
Si abbina molto bene con degli spaghetti.

Vino:
I grandi bianchi della Doc Carso: Malvasia istriana e Vitovska.
Buon appetito!

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In copertina e qui sopra il gustosissimo piatto degli “scampi alla busara”.

Il Collio con un clic: domani tra i vigneti con la nuova App

Oggi la presentazione ufficiale a Cormons e domani mattina un’escursione tra i vigneti di Capriva per conoscere “dal vivo” attivando, con un semplice clic, un’ App appena creata che dà accesso a una nuova modalità di fruizione del territorio viticolo altamente immersiva e di forte impatto emozionale, caratterizzante l’esperienza che i visitatori potranno adesso vivere sul Collio grazie a un intervento fondato sull’innovazione tecnologica, nel segno della sostenibilità ambientale.

“Collio: Laboratorio a cielo aperto dello Sviluppo Sostenibile” è infatti – come riferito anche ieri – il secondo focus messo in campo dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia che dallo scorso anno – sotto la guida della presidente Roberta Demartin – ha avviato il programma triennale “Fondazione CariGO GREEN³”, realizzato con il contributo di Intesa Sanpaolo. Dopo la prima fase, con il riallestimento in chiave multimediale del Museo del Monte San Michele, questo nuovo progetto ridefinisce la conoscenza del territorio del Collio in una chiave esperienziale ed emozionale basato sulla peculiarità dell’ascolto audio e dello “storytelling”. Un viaggio narrativo altamente a cui ogni visitatore può accedere con il proprio smartphone, grazie alla nuova App realizzata da Ikon, “COLLIO XR — Extended Reality”, basato sull’ascolto audio immersivo di 8 diversi racconti per 7 percorsi narrativi, arricchito dalla visione di contenuti virtuali e aumentati, che si snodano sugli itinerari delle piste ciclabili già presenti nell’area del Collio.
Per l’illustrazione pubblica della nuova App “Collio XR – Extended Reality” appuntamento  nella mattinata di domani, sabato, a Capriva con un’escursione aperta a tutti gli interessati a partecipazione libera. Partenza alle 10 dal Parco di Russiz Inferiore: dopo i saluti del sindaco Daniele Sergon e della presidente Roberta Demartin, inizio della passeggiata inaugurale con le “istruzioni per l’uso” della app mobile Collio XR da parte di Enrico Degrassi di Ikon. Sosta al Castello di Spessa e rientro con un momento conviviale a base di prodotti del Collio, a partire ovviamente dai rinomati vini.

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In copertina, colline piene di vigneti in veste autunnale a Capriva.

Ramandolo Docg a Ein Prosit con altri vini da muffe nobili

di Giuseppe Longo

Vini dolci, ottenuti dopo un lungo appassimento, che ha visto pure l’azione della muffa nobile, in scena oggi a “Ein Prosit” che, dopo l’anteprima di Tarvisio, gira ormai a pieno regime nella sua nuova location nel centro storico di Udine, dove si susseguiranno fino a lunedì prossimo, con punte di altissimo interesse soprattutto nel fine settimana, innumerevoli proposte che fanno perno sull’eccellenza enogastronomica del Friuli Venezia Giulia, ma non solo, con protagonisti i più bei nomi della ristorazione di questo particolare momento che vede la cucina trionfare in tutti i mezzi di comunicazione, oltre che sui social.
E fra i tanti appuntamenti in calendario per la giornata odierna, fermiamo l’attenzione proprio su uno molto particolare che non mancherà di suscitare interesse. All’Osteria Da Michele, in via Paolo Sarpi, ci sarà infatti in Gran Tour europeo dei nobili… vini: dagli itinerari aristocratici del ‘700 le tappe di un viaggio fra vini da muffa nobile e formaggi erborinati.

L’enologo Lorenzo Comelli e sotto alcuni formaggi erborinati.

Ma di che cosa si tratta? E’ previsto l’assaggio di ben cinque vini (con altrettanti formaggi) ottenuti con una sovramaturazione sulla vite e con una esposizione dei grappoli alle azioni appunto della muffa nobile: Ramandolo ’16 dell’azienda Filippon (Udine), Comtess ’17 San Michele Appiano (Bolzano), Scacco matto ’15 Fattoria Zerbina (Ravenna), Rieslingtrieren Auslese ’14 Zum eulentrum (Germania), Chateau doisy daene ’09 (Francia). Ma dal Paese d’Oltralpe si potrà degustare anche il famosissimo Chateau d’Yquem con il foie grass.

Per quanto riguarda in particolare il Vigneto Fvg, sarà appunto in scena il Ramandolo Docg dell’azienda Filippon di Lorenzo Comelli, il quale nelle sue vigne di Nimis sottopone i preziosi grappoli di Verduzzo a una lunghissima maturazione sulle piante, dove i grappoli, oltre a subire un appassimento naturale che porta a una concentrazione degli zuccheri, consente anche un attacco di muffe nobili – da non confondere con la muffa grigia (Botrytis cinerea) , dannosissima, perché insedia i germi della fermentazione acetica –, le quali attribuiscono al nuovo vino aromi e profumi tutti speciali, che ricordano quelli che si colgono tra i grandi bianchi del Reno. Comelli, enologo con studi nel prestigioso Istituto di San Michele all’Adige, a Trento, visto anche l’ottimo stato sanitario, lascerà anche quest’anno le uve sulle viti molto a lungo, come avvenne proprio per il vino oggi in degustazione a Udine, derivato dalla vendemmia 2016. Caso vuole che, proprio di quella stagione, possiamo corredare queste brevi note con alcune fotografie molto significative scattate il 15 novembre proprio di tre anni fa e che “spiegano” chiaramente il procedimento usato da Comelli – Filippon, appunto, dallo storico soprannome della sua famiglia – per ottenere questo autentico nettare, emblematico di quell’Oro di Ramandolo che tornerà in scena il 9 novembre. Ma che oggi chi lo desidera lo potrà degustare proprio all’Osteria Da Michele, nell’ambito di Ein Prosit nuovo formato, assieme ad altri splendidi vini ottenuti con la tecnica “sposata” anche da Lorenzo Comelli per il suo Ramandolo Docg.

Nimis, i grappoli di Verduzzo in appassimento il 15 novembre 2016.

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In copertina, i grappoli di Verduzzo sottoposti da Lorenzo Comelli a sovramaturazione sulla vite.

Rosazzo, con Pessina oggi alle radici del Friuli agricolo

di Gi Elle

Non solo vino, bensì tutta l’agricoltura friulana sarà sotto la lente, questo pomeriggio, nella nuova puntata dei “Colloqui dell’Abbazia 2019”, a Rosazzo. Ospite dell’odierno appuntamento – come sempre, sala della Palma, ore 18, nell’ambito della serie “Il viaggio della Carta geografica di Livio Felluga” – sarà l’archeologo Andrea Pessina che, moderato dalla giornalista Margherita Reguitti coordinatrice della fortunata rassegna, parlerà dell’avvincente tema: “I villaggi del grano” – La nascita dei primi sistemi agricoli in Friuli. Un viaggio senza dubbio affascinante nella storia della nostra terra che consentirà di capire quale sia stata la sua evoluzione dai secoli più remoti, passando da un’agricoltura primordiale di mera sussistenza a una strategica espressione dell’economia regionale con produzioni di alta qualità, come testimoniano le stesse colline di Rosazzo, emblema dell’eccellenza raggiunta nel settore della vite e del vino.
Seguiranno altri due appuntamenti a coronamento di questa nuova stagione dei “Colloqui”: l’8 e il 22 novembre, sempre di venerdì e sempre alle 18. Tutti gli incontri, come pure quello odierno, saranno conclusi con un brindisi con gli eccellenti vini contraddistinti appunto dalla famosa Carta geografica ideata da Livio Felluga e che ha fatto il giro del mondo, facendo conoscere non sono queste etichette inconfondibili ma l’intero Vigneto Fvg.

Andrea Pessina

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In copertina, la storica Abbazia di Rosazzo in una foto di Luigi Vitale.

Ecco la piattaforma Ribolla gialla, domani il debutto alla Civibank

di Gi Elle

Civibank ha “sposato” con convinzione il progetto riguardante la Piattaforma Ribolla gialla, che avevamo tratteggiato nei giorni scorsi nelle sue linee generali, tant’è che ha inviato una lettera a numerosi imprenditori vicini all’Istituto di credito invitandoli a partecipare all’evento di presentazione appunto della “Piattaforma Digitale Integrata www.ribollagialla.org, con cui si punta alla promozione dello storico vitigno autoctono e del cluster vitivinicolo, nel suo complesso, del Friuli Venezia Giulia: l’incontro si terrà domani, venerdì, nella sede centrale di CiviBank a Cividale, in via Senatore Guglielmo Pelizzo, con inizio alle ore 18.

“La Ribolla gialla – si legge nella missiva – è un prodotto di chiara potenzialità economica ed un traino per l’ampliamento della notorietà del settore vitivinicolo della nostra regione, sia a livello nazionale che internazionale. La nuova Piattaforma Digitale Integrata, con dominio www.ribollagialla.org, è finalizzata a presentare sul mercato la Ribolla gialla, i suoi produttori e contemporaneamente tutti gli attori che contribuiscono a creare valore rendendo unica nel suo genere la filiera vitivinicola della nostra regione”.
E ancora: “Il Friuli Venezia Giulia gode di clima e territorio favorevoli per ottenere prodotti di assoluta eccellenza, ma non sarebbe altrettanto se non si sommassero ulteriori eccellenti specificità come il vivaismo viticolo leader al mondo, le industrie impegnate nello sviluppo di tecnologie enologiche d’avanguardia, le competenze dei migliori consulenti agrari ed enologici, il sistema della formazione tecnica ed universitaria, oltre naturalmente all’esperienza e alla storica professionalità dei produttori del territorio. Allo stesso tempo, la Piattaforma – si sottolinea – vuole fornire l’opportunità di accedere a servizi mirati ed evoluti offerti dai partner, dal campo bancario a quello logistico, per concorrere a rafforzare la competitività delle imprese associate al progetto. Estrema importanza viene inoltre data all’interazione col territorio e alla sua promozione, tramite la sinergia con PromoTurismoFvg e Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia“.

Ecco dunque il programma della serata che, come detto, prenderà il via alle 18 con l’accreditamento e l’apertura lavori. Interverranno:
Claudio Fabbrogiornalista ed agronomo
Enos Costantiniautore e divulgatore di cultura agraria
Michele Zanardopresidente del Comitato nazionale vini presso il Mipaaf
Paolo Valdesoloenologo ed esperto di vitivinicoltura friulana
Giovanni Cattaruzziperito agrario consulente qualità e innovazione
Doriano Dreasresponsabile del Progetto
Lucio Gomierodirettore generale di PromoTurismoFvg

Gli onori di casa saranno fatti da Michela Del Piero, presidente di Civibank. Al termine, intorno alle 19.30, ci sarà un brindisi di chiusura lavori, con protagonista, ovviamente, la Ribolla gialla.

La sede centrale di Civibank.

Per ulteriori informazioni e segnalazioni di partecipazione gli interessati potranno scrivere  all’indirizzo di posta elettronica marketing@civibank.it

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In copertina e all’interno grappoli e vigneti di Ribolla gialla nel Cividalese, sui Colli orientali.

 

Collio, un Laboratorio a cielo aperto: a Cormons il nuovo focus CariGo

di Gi Elle

Signore e signori, ecco il Collio. Con un clic… Una nuova modalità di fruizione del territorio altamente immersiva e di forte impatto emozionale caratterizza, infatti, l’esperienza che i visitatori potranno adesso vivere su queste meravigliose colline del Goriziano – protette dalla prima Doc istituita in Friuli Venezia Giulia oltre mezzo secolo fa – grazie a un intervento fondato sull’innovazione tecnologica, nel segno della sostenibilità ambientale.
Come avevamo già annunciato all’inizio dell’estate, “Collio: Laboratorio a cielo aperto dello Sviluppo Sostenibile” è il secondo focus messo in campo dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia che dallo scorso anno – sotto la guida della presidente Roberta Demartin – ha avviato il programma triennale “Fondazione CariGO GREEN³”, realizzato con il contributo di Intesa Sanpaolo, che delinea le linee strategiche dell’azione della Fondazione per il triennio 2018-2020 per la valorizzazione del territorio isontino.

Dopo la prima fase, con il riallestimento in chiave multimediale del Museo del Monte San Michele, questo nuovo progetto – realizzato con la collaborazione dei Comuni coinvolti e di soggetti privati locali – racconta il Collio attraverso i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile di Agenda Onu 2030. Ancora ideato e realizzato dall’impresa di Staranzano Ikon digital farm, guidata da Enrico Degrassi e Manuela Tomadin, con il coordinamento paesaggistico dalla Land Italia di Andreas Kipar, il progetto ridefinisce la conoscenza del territorio del Collio in una chiave esperienziale ed emozionale basato sulla peculiarità dell’ascolto audio e dello “storytelling”.
Un viaggio narrativo altamente immersivo a cui ogni visitatore può accedere con il proprio smartphone grazie alla nuova App realizzata da Ikon, “COLLIO XR — Extended Reality”, basato sulla narrazione e sull’ascolto audio di 8 diversi racconti per 7 percorsi narrativi, arricchito dalla visione di contenuti virtuali e aumentati, che si snodano sugli itinerari delle piste ciclabili già presenti nell’area del Collio.

Roberta Demartin 

«Consapevole della sua fondamentale funzione per la crescita della comunità isontina, la Fondazione ha avviato il programma triennale CariGO GREEN³ per valorizzare il proprio territorio attraverso interventi innovativi e sostenibili, a partire dalle risorse già esistenti, come nel caso dei percorsi “slow Collio” – spiega la presidente Demartin -. Come sul San Michele, si è voluto partire da quello che già pubblico e privato avevano avviato in termini di infrastrutture e di esperienze di sostenibilità per attivare una nuova e inedita modalità di fruizione dei luoghi con l’utilizzo, ancora una volta, dell’innovazione tecnologica come uno “strumento” di valorizzazione dell’identità più profonda e spesso insondata del territorio, per riportarne in luce memorie e racconti».
Scaricando l’App CollioXR il visitatore potrà adesso selezionare l’esperienza desiderata e avviare il percorso prescelto: a disposizione 8 racconti tra il fantasy e il reportage, la fantascienza e il genere storico o biografico fino al thriller e il racconto di guerra. Tutti gli itinerari – di diverse tipologie di chilometraggio e durata – potranno essere percorsi a piedi o in bicicletta, grazie ai percorsi ciclabili esistenti. I contenuti audio si attivano in corrispondenza dei luoghi previsti dalla narrazione mentre l’utilizzo di un visore cardboard permette di accedere ai contenuti di realtà virtuale e visionare sequenze immersive legate ai racconti. Lungo i percorsi, inoltre, alcuni pannelli informativi forniscono contenuti in Realtà Aumentata.

La presentazione del progetto, in programma domani 25 ottobre, alle 15 al Museo Civico del Territorio di Cormons, vuole essere un’occasione per riflettere sulla relazione tra paesaggio, innovazione e sostenibilità con rappresentanti di istituzioni, enti, fondazioni, progettisti che lavorano sul paesaggio e sulle nuove tecnologie al servizio dei territori. Dopo i saluti del sindaco Roberto Felcaro, la presidente di Fondazione Carigo, Roberta Demartin, introdurrà il progetto “Fondazione CariGO GREEN³: rendere visibile l’invisibile”, seguita dal paesaggista Ceo di Land Italia, Andreas Kipar, e dal Ceo di Ikon, Enrico Degrassi, che interverrà su “La tecnologia a sostegno dello sviluppo del territorio”. Spazio quindi all’open talk con Federico Delfino, presidente della Commissione di Ricerca Scientifica di Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio), Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione con il Sud, che interverrà su uno dei focus del progetto: la sostenibilità sociale e l’educazione alla sostenibilità; ancora, l’intervento di Renzo Simonato, direttore Regionale di Intesa Sanpaolo per Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, Davide Ciferri, responsabile Valutazione d’Impatto Sostenibilità di Cassa Depositi e Prestiti, e Luciano Forlani,  segretariato Asvis – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Atteso in apertura l’intervento del direttore del quotidiano “Il Piccolo”, Enrico Grazioli.
La mattinata di sabato sarà, invece, dedicata all’illustrazione della nuova app “Collio XR – Extended Reality”, con un’escursione aperta a tutti gli interessati a partecipazione libera. Partenza alle 10 dal Parco di Russiz Inferiore di Capriva: dopo i saluti del sindaco Daniele Sergon e della stessa presidente Roberta Demartin, inizio della passeggiata inaugurale con le “istruzioni per l’uso” della app mobile Collio XR da parte di Enrico Degrassi di Ikon. Sosta al Castello di Spessa e rientro con un momento conviviale a base di prodotti del Collio.

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In copertina e all’interno immagini del progetto multimediale dedicato alla zona Doc del Collio Goriziano.

Le eccellenze Fvg nelle foto di Luigi Vitale da oggi in mostra a Trieste

di Gi Elle

“Una nuova espressione di bellezza che emerge dagli intrecci fra storia, natura, architettura, industria e le genti che fanno parte di questa terra straordinaria”. Ecco il Friuli Venezia Giulia, con le sue eccellenze anche enogastronomiche, visto e raccontato da Luigi Vitale, il foto-giornalista al centro della grande mostra in programma da oggi al 22 novembre nella prestigiosa sede del Consiglio regionale, in piazza Oberdan, a Trieste. E’ intitolata, infatti, “Friuli Venezia Giulia – viaggio nella terra dell’oro” la rassegna multimediale che sarà inaugurata ufficialmente alle 13.30, alla presenza del presidente dell’Assemblea Fvg, Piero Mauro Zanin, e che poi per un mese esatto potrà essere visitata dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, e il venerdì dalle 9.30 alle 13.30. La cerimonia inaugurale sarà coronata da un brindisi offerto dal Movimento Turismo del Vino Fvg.

Giovani pastori a Sauris.

Ma vediamo in dettaglio di che cosa si tratta. “Friuli Venezia Giulia – viaggio nella terra dell’oro” è un progetto culturale ideato da Luigi Vitale che ha intrapreso appunto un suggestivo viaggio attraverso le terre e le genti della nostra regione. Un importante lavoro di documentazione che si trasforma in un itinerario emozionale di immagini – ce ne sono ben quaranta! – e storie nelle pagine dei tre libri pubblicati da OP ART editore. Le opere editoriali, rispettivamente “viaggio nella terra dell’oro”, “artisti & artigiani nella terra dell’oro”, “uomini lavoro industria”, raccolgono complessivamente in oltre 1000 fotografie esempi di quelle eccellenze – ambientali, storiche, produttive, turistiche – che questo territorio è in grado di offrire. E il ricco corpo d’immagini trova la sua naturale evoluzione nella realizzazione proprio di questo progetto espositivo “Friuli Venezia Giulia – viaggio nella terra dell’oro”, che è espressione e compendio dei tanti aspetti che caratterizzano la nostra piccola ma affascinante regione, piena di risorse di cui spesso ignoriamo l’esistenza e che invece meritano d’essere conosciute e valorizzate, assecondando quanto fatto con vera maestria proprio da Luigi Vitale.

L’evento espositivo di Trieste diventa così una preziosa occasione proprio per valorizzare e far conoscere le particolarità del nostro territorio e quindi per presentare il Friuli Venezia Giulia con un rinnovato profilo iconografico che ne delinea una immagine inedita tutta da scoprire. Gli emozionanti e coinvolgenti scatti fotografici di Luigi Vitale e le preziose testimonianze video degli artisti – Sergio Altieri, Toni Zuccheri, Serse, Enzo Valentinuz, Celiberti -, dialogano infatti con lo spettatore suggerendo – come osservavamo all’inizio – “una nuova espressione di bellezza che emerge dagli intrecci fra storia, natura, architettura, industria e le genti che fanno parte di questa terra straordinaria”.
Un grande evento culturale, dunque, che rende giusto merito a questo nostro Friuli Venezia Giulia, fatto di tantissime cose belle e pure buone – si pensi alle eccellenze enogastronomiche! –, e che dobbiamo essere spronati ad amare con forza e convinzione, valorizzandolo e difendendolo per consegnarlo il più possibile integro alle future generazioni. E l’invito ce lo dà proprio questa grande opera di Luigi Vitale.

Il Carso di Dario Zidaric.

“Friuli Venezia Giulia – viaggio nella terra dell’oro”
40 opere fotografiche di Luigi Vitale
5 documentari: Sergio Altieri, Toni Zuccheri, Serse, Enzo Valentinuz, Celiberti
Catalogo Mostra
SEDE ESPOSITIVA Consiglio Regionale di Trieste
INAUGURAZIONE 23 ottobre 2019 ore 13.30­
Orari visita dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30, e il venerdì dalle 9.30 alle 13.30

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In copertina, particolare di una immagine colta da Luigi Vitale sulle suggestive colline di Rosazzo.