Agricoltura e incentivi, oggi incontro al Consorzio Fvg

Nuovo appuntamento nel segno dell’agricoltura 4.0. Lo ha organizzato a Basiliano per oggi, 24 febbraio, alle 18.30, il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia. L’appuntamento, che sarà ospitato nella sede consortile in via Luigi Magrini 2 ed è organizzato in collaborazione con PiùSicura srl, si aprirà con il saluto di Mario Pezzutti, responsabile del settore meccanizzazione dell’azienda di Basiliano, per poi proseguire con la presentazione del bando Isi 2019 per l’acquisto di macchinari e attrezzature agricole e con il credito d’imposta sui beni strumentali, introdotto dall’ultima legge di Stabilità nazionale. A seguire, il pubblico potrà rivolgere domande o richieste di chiarimento ai relatori.

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In copertina, la locandina dell’incontro odierno a Basiliano.

LA RICETTA – L’aringa delle Ceneri

di Roberto Zottar

Siamo in pieno Carnevale e avendo già parlato di fritòle a Natale vi dovrei parlare dei crostoli, dolce del nostro strato patrimoniale latino, da crustula, cioè croste di pasta fritta, ma preferisco anticiparvi le tradizioni della Feria quarta cinerum, cioè del Mercoledì delle Ceneri che, secondo la tradizione imposta dal Concilio di Trento, segna l’inizio del periodo del “mangiar di magro” e, per i friulani, della stagione della “renga”, secondo il detto popolare «Pe Cinise si mangje la renghe».
Il “mangiar di magro” prevedeva l’astensione oltre che dai grassi e dai dolci anche dalle carni e, secondo una tradizione popolare, dalle carni degli animali presenti sull’arca di Noè. Sia le Suore Dimesse sia la contesssa Perusini nei loro ricettari riportano una minestra “Sòpe di spàrcs, cesarons, e croz, di vilie” cioè zuppa di vigilia di asparagi piselli e rane; l’uso di rane in un piatto di vigilia ci fa capire che non erano considerate carne, bensì pesce e quindi adatte al precetto di astinenza. Tra i piatti permessi, oltre ai bigoli in salsa di acciuga e cipolle fresche, tipici erano la minestra di “rûz fasùi” , ovvero di soli fagioli, che in altri periodi dell’anno era invece condita con il pestât, il baccalà e le sardelle col radicchio.

I piatti della tradizione:
Come aringhe si usano sia quelle sotto sale, conservate in barili di legno, sia quelle affumicate dal colore dorato. Leggende tramandate parlano di tempi di grande povertà dove la polenta veniva “condita” solo strusciando l’unica aringa affumicata appesa al centro della tavola per tutta la famiglia. La tradizione vuole che l’aringa, prima di esser consumata, vada fatta reidratare per una notte nel latte. Le aringhe si mangiano o crude, previa solo una loro marinatura, o cotte. Posso qui ricordare la frittata (frataia ‘ta la renga”) e la “sevolada cu lis rènghis”, la cipollata con le aringhe, una sorta di savôr servito caldo. La “renghe” o “cospetòn”, e questo termine genera confusione con le sardelle sotto sale, viene anche cotta sotto la cenere, avvolta in carta, con olio, fettine di cipolla e pepe o semplicemente cotta alla griglia e messa sott’olio. Nel Friuli di una volta c’era il rito di andare per osterie a mangiare “renghe e rati”: un abbinamento curioso e quasi dimenticato. Il rati, o ramolaccio, è un tubero dal sapore intenso e piccante, che crudo grattugiato o cotto ben si abbina con l’aringa affumicata. Il suo sapore ricorda quello del ravanello, ma è molto più carico e piccante, tanto che per indicare una persona stizzosa, irosa e “ruvida”, ci si riferisce a questo ortaggio: “jessi un rati”.

Vino:
Un fresco Friulano (ex Tocai) delle nostre Doc.

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In copertina, ecco la tradizionale “cipollata con le aringhe”.

I “Calici di Storia al Castello Canussio” invitano a Cividale

di Gi Elle

Chi non avrà la possibilità di partecipare all’ormai sempre più vicino Vinitaly, perché Verona non è proprio dietro l’angolo, potrà fruire di un’ottima occasione di degustare i vini del Vigneto Fvg  a due passi da casa.
Innanzitutto, nella bellissima Cividale, proprio all’ingresso arrivando da Udine a ridosso di piazza Picco, è infatti cominciato il conto alla rovescia della manifestazione “Calici di Storia al Castello Canussio”. L’appuntamento è fissato per domenica 1 marzo dalle 17.30 alle 22: ci saranno ben 100 vini in degustazione, presentati da trenta aziende vitivinicole, da accompagnare con una trentina di abbinamenti enogastronomici. Quindi, non tutto quello che, ovviamente, sarà presentato nel megastand Fvg della Fiera scaligera, ma certamente sì un “assaggio” appagante della nostra produzione di qualità. I biglietti si acquistano all’entrata della mostra, ma è consigliata la prenotazione. Info: Sandro 3335070403.
Calato il sipario su questo invitante appuntamento cividalese, un altro pure molto interessante si terrà nella vicina Manzano, il 7 marzo e quindi sempre prima del Vinitaly che invece dà appuntamento dal 19 al 22 aprile. Come già annunciato, Slow Food Friuli proporrà infatti “Know Wine”, iniziativa che si terrà dalle 17 alle 21 al ristorante Elliot. Ci saranno i rappresentanti di 25 produttori Slow Wine e ciascuno porterà due o tre vini rappresentativi della propria cantina. Le prenotazioni anche per questa mostra sono aperte. Scrivere a eventi.slowfriuli@gmail.com

Vite e vino colti dall’obiettivo: si parte da Savorgnano

L’incantevole vigneto panoramico, il bosco che circonda la tenuta di Aquila del Torre e l’antica “bressana” faranno da splendida cornice e da set fotografico naturale al nuovissimo workshop Scatto di Vino organizzato da Vino e Sapori Fvg. L’appuntamento è per sabato 29 febbraio a Savorgnano del Torre per il primo incontro dedicato alla fotografia di paesaggio, in un’area fra le più pregiate dei Colli orientali del Friuli: nel programma della giornata si alterneranno momenti di formazione teorica e sul campo a degustazioni di ottimi vini e prodotti locali, il tutto arricchito dai racconti del vignaiolo Michele Ciani, che darà il benvenuto e fornirà preziose indicazioni ai partecipanti per farli entrare in contatto con il territorio che poi andranno ad immortalare.

Nicola Picogna

Questo dunque il programma della giornata: dalle 10 alle 12 benvenuto del vignaiolo, presentazione del workshop e introduzione teorica; dalle 12 alle 13 light lunch a base di prodotti locali abbinati ai vini Aquila del Torre; dalle 13 alle 16 uscita fotografica nel vigneto panoramico e nel bosco che circonda l’azienda.
Il Workshop condotto da Nicola Picogna, fotografo e guida naturalistica, è dedicato all’apprendimento e al perfezionamento delle tecniche utilizzate nella fotografia di paesaggio. Verranno analizzate le potenzialità e le caratteristiche dei filtri fotografici, strumenti fondamentali anche nell’era della fotografia digitale. Parte rilevante dell’esperienza sarà l’approfondimento sulla composizione fotografica e non verranno dimenticate le tecniche di messa fuoco.

Vino e Sapori Fvg, da sempre impegnata nella valorizzazione della cultura del vino e del territorio regionale attraverso il turismo enogastronomico, propone un ciclo completo di workshop ospitati da selezionate aziende locali, che si terrà in diversi periodi dell’anno per immortalare la bellezza del paesaggio vitivinicolo friulano nelle varie stagioni e momenti della giornata.

Questo, dunque, il calendario degli appuntamenti:

29 febbraio PAESAGGIO INVERNALEFoto Paesaggio
16 maggio PAESAGGIO PRIMAVERILEFoto Macro8
agosto – CALICI DI STELLEFotografare un evento
3-4 ottobre – REPORTAGE IN VENDEMMIARacconto per immagini

E’ possibile iscriversi entro mercoledì 26 febbraio.

Per informazioni e prenotazioni: Vino e Sapori Fvg. Tel. 0432611401-E-mail: info@vinoesapori.it–FB @vinoesaporifvg

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In copertina, una stupenda inquadratura dei vigneti Aquila del Torre sui Colli orientali del Friuli a Savorgnano.

Codroipo, a lezione gli allevatori di bovine da latte

Anche gli allevatori devono fare i conti con l’innovazione, con la necessità di migliorare continuamente in termini di gestione aziendale, benessere animale e mungitura solo per citare alcuni degli aspetti con i quali si misurano quotidianamente anche le stalle di casa nostra in una competizione che non permette più a nessuno di restare indietro. Lo sa bene l’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia che ogni anno organizza allo scopo un ciclo di incontri tecnici per consegnare, nelle mani dei propri soci, nuovi strumenti. Un appuntamento atteso dal popolo degli allevatori Fvg che a dimostrazione dell’interesse ha partecipato numeroso – non meno di duecento persone – ai primi eventi del “Programma di formazione tecnica per allevatori di bovine da latte” aperti dai saluti del presidente Renzo Livoni.
Dopo il primo incontro, nella sede dell’AAFvg a Codroipo, dedicato alle ricadute reddituali del benessere animale e in particolare di come questo diventi uno strumento importante in termini di sostenibilità e riduzione dell’uso di antibiotici, ne sono seguiti altri due in cui si è parlato “Gestione del post partum: come individuare le bovine malate” e di “Resilienza, fattore determinante per bovine da latte produttive ed efficienti”. Mentre domani,19 febbraio, il tema sarà “Nuove diagnosi di mastite con le cellule somatiche differenziali”; poi, il 4 marzo si parlerà di “Lettiera compost per vacche da latte” e il 25 marzo di “Assistenza della vacca al parto e della gestione del vitello”.
Sono previste anche due visite: l’11 marzo agli allevamenti Borgognoni Carla e Morenica a Lonato del Garda, in provincia di Brescia, e l’1 e il 2 aprile ad alcune realtà zootecniche del Tirolo. Infine, i corsi di formazione: per operatori di inseminazione artificiale bovina (dal 24 al 27 febbraio a Palazzolo dello Stella, previa iscrizione), per addetti alla mungitura (26 febbraio), di podologia bovina (dal 2 al 4 marzo), questi ultimi due entrambi a Codroipo. Per iscrizioni e informazioni rivolgersi alla segreteria dell’AAFvg (0432824209 oppure segreteria@aafvg.it).

Sempre folta la partecipazione.

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In copertina, bovine in un allevamento del Friuli Venezia Giulia.

Ultimo giorno a Pordenone con “Cucinare”: in scena Sacile e Valli del Natisone

di Gi Elle

Ultimo giorno con “Cucinare”, il salone di riferimento per gli appassionati di cucina e i professionisti della ristorazione del Nord Est in Fiera a Pordenone. Tra le varie iniziative in programma, oggi è la volta della Pro Loco Nediške Doline-Valli del Natisone, di San Pietro, che alle alle 13.30 darà la seconda dimostrazione della mattinata di come si preparano gli “Žličnjaki” ovveri gli gnocchi di acqua e farina con formaggio delle Valli. Mentre alle 12 e alle 15 cucinerà lo “Štakanje”, il pestato di patate con verdure di stagione e “ocvjerki” (lardo). Alle 16.30 e alle 18 è la volta, invece, della vicina Pro Loco di Sacile che preparerà gli gnocchi della nonna Anna con patate di Ovoledo e sugo d’anatra, oltre alle crespelle della tradizione a base di zucca.

Dai Cjarsons carnici alla Pitina, dagli asparagi alla zucca, i gusti tipici del Friuli Venezia Giulia grazie proprio alle Pro Loco sono infatti approdati anche quest’anno a “Cucinare”. Le aderenti al Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia – guidato dal presidente Valter Pezzarini – sono ospiti dello stand di PromoTurismoFvg (padiglione 8), dove propongono al pubblico degli showcooking nei quali sono utilizzati come materie prime i migliori prodotti locali certificati del Friuli Venezia Giulia.
Ricordiamo che, asssieme agli chef delle Pro Loco, anche i visitatori hanno la possibilità di cucinare: come lo scorso anno, sono otto le postazioni a disposizione – per un totale di 16 posti – che permetteranno a pubblico e appassionati di partecipare attivamente alle lezioni preparando le ricette proposte dai cuochi in cattedra (per prendere parte all’iniziativa è necessario accreditarsi al punto informativo dello stand di PromoTurismoFvg, fino a esaurimento posti).

La Regione con orgoglio partecipa a “Cucinare”, evento di riferimento del Nord Est per professionisti e appassionati del mondo “food”, cluster importante per l’attrazione turistica del Friuli Venezia Giulia su cui l’Amministrazione regionale ha puntato fin dall’inizio della legislatura inserendo l’enogastronomia tra gli obiettivi di PromoTurismoFvg, aveva evidenziato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, all’inaugurazione dell’evento che, nelle sue tre giornate, attraverso ospiti, corsi, degustazioni, show cooking e le offerte di 130 espositori provenienti da tutta Italia, si occupa di cucina in tutte le sue declinazioni.
Nell’occasione, l’assessore Bini – riferisce una nota Arc – ha sottolineato come quello pordenonese sia un modello territoriale, economico, gestionale e di ricerca di eccellenza, che ha saputo selezionare una classe dirigente di grande capacità in grado di valorizzare le risorse del territorio. La Regione, attraverso PromoTurismoFvg, è main partner della manifestazione ed è presente in fiera con uno stand realizzato in collaborazione proprio con il Comitato Regionale Pro Loco FVG e la Strada dei Vini e Sapori Friuli Venezia Giulia. Anche quest’anno la proposta di “Cucinare” è stata strutturata in quattro percorsi tematici per permettere ai visitatori di seguire i filoni più vicini ai propri interessi, consentendo di personalizzare l’esperienza in fiera in base alle preferenze dando vita a percorsi tarati su temi quali Salute, Territorio, Cucina green e Tendenza&Ricerca.

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In copertina e qui sopra ecco due immagini del salone “Cucinare”.

(Foto Arc Pozzetto e Fiera Pordenone)

“Know wine” con Slow Food a Manzano tra le rarità di Fvg e Slovenia

Un assaggio speciale, alla scoperta di vini diversi dalle “solite etichette” e di assoluta eccellenza. È di Slow Food Friuli l’idea di proporre “Know Wine”, iniziativa che si terrà sabato 7 marzo, dalle 17 alle 21, al ristorante Elliot di Manzano: le prenotazioni sono aperte. Know Wine va a braccetto – non solo nelle assonanze del nome – con Slow Wine, l’originale selezione vinicola, racchiusa nella nota Guida, che Slow Food propone ogni anno a esperti, appassionati e curiosi. Di fatto, si sposa con Elliot Wine Culture «il nuovo pensiero di Elliot Restaurant – spiegano i titolari del locale – che si propone di valorizzare il territorio vitivinicolo di Fvg e Slovenia, un modo per presentare e presentarsi, raccontando le storie dei propri vini e quelle dei loro produttori».

E infatti, nella serata a Manzano, ci saranno i rappresentanti di 25 produttori Slow Wine e ciascuno porterà due o tre vini rappresentativi della propria cantina. «I vini di queste aziende negli ultimi anni ci hanno piacevolmente sorpreso, spesso oltre le aspettative», affermano i curatori Elisa de Nardo, Savio del Bianco e Richard Baudains.
Il gruppo di lavoro che ogni anno assaggia buona parte della produzione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia e della Primorska «crede – aggiungono – che la definizione di un territorio enologico ad alta vocazione turistica, come il nostro, abbia il dovere di essere descritto nel modo più esaustivo possibile, perciò con “Know Wine” vogliamo proporre un assaggio anche di vini un po’ meno “sotto i riflettori” del classico wine show biz. Per comprendere a fondo la potenzialità di un territorio, frequentando enoteche e ristoranti, chi vive, frequenta o passa in Friuli Venezia Giulia per turismo, deve poter trovare anche questi vini».
Spesso, infatti, scegliendo il vino, si tende a scegliere solo le etichette più “famose” o comunque quelle “già sentite nominare”. «Lo riteniamo riduttivo – precisano gli organizzatori – ed è un peccato non spingersi più in là, dove spesso si trovano delle produzioni assolutamente speciali. Questo ci ha motivato a proporre il nostro evento alla scoperta delle cantine che, oltre a produrre vini di grande qualità, rappresentano la diversità e unicità del nostro territorio e un elemento di novità per il gruppo di degustatori di Slow wine».

La degustazione sarà accompagnata da diversi stuzzichini preparati dallo chef Andrea Fantini e dal suo team. Per accogliere al meglio i partecipanti, Slow Food consiglia di prenotare la propria presenza (e la tasca porta-calice) scrivendo a eventi.slowfriuli@gmail.com, indirizzo a cui è possibile chiedere ulteriori informazioni sulla serata e sui costi.

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In copertina, vini in degustazione e qui sopra vigneti in Fvg.

 

LA RICETTA – “La Raza cui râs” (con le rape)

di Roberto Zottar

Da fine novembre e per tutto l’inverno l’anatra è una delle pietanze friulane più tipiche. Ci sono anatre domestiche primaverili di taglia piccola e sapore più delicato e anatre autunnali più grasse e con un gusto più marcato. É annoverata tra le carni rosse, da frollare poco e in cottura si sposa molto bene con la frutta come agrumi, melagrana, mele, pesche, ciliegie, castagne.
Scegliete un’anatra con zampe lucide, poco rugose, giovane ma con il becco solido e, se spiumata, con pelle uniforme. Se preparata da voi, togliete la ghiandola odorifera uropigea che si trova sopra la coda e che all’animale serve per impermeabilizzare le piume.
L’anatra è un prodotto fortemente radicato nella cultura gastronomica italiana con cotture al forno, allo spiedo, alla griglia, in umido, in bottaggio con verze, anche se la moda attuale privilegia i soli petti cotti velocemente al sangue. In Friuli occidentale, per influenza veneta, sono molto gustosi i “bigoli co l’anara”.
Nell’immaginario comune la preparazione più tipica è l’anatra all’arancia, ricetta che si fa risalire alla tradizione francese, “canard à l’orange”, ma che in realtà è originaria della cucina toscana con il medievale paparo alla melarancia, piatto portato poi a Parigi da Caterina de Medici.
Un capolavoro della cucina cinese è l’anatra laccata alla pechinese, dove la pelle è resa croccante in cottura laccandola con una salsa al miele dopo essere stata staccata dalla carne soffiando con una cannuccia.
La ricetta che racchiude in sé il mito stesso della più alta cucina internazionale è la “Canard à la Presse” del famoso ristorante stellato Tour d’Argent di Parigi. Il locale è stato fondato nel 1582, ma la ricetta è “solo” del 1890: davanti ai commensali il petto è cotto con la salsa bigarade ottenuta con i succhi della carcassa della bestia messa in una pressa d’argento appositamente costruita.
La mia ricetta di oggi per voi, “Raza cui râs”, anatra con le rape, è invece molto più semplice, ma gustosissima: l’ho assaggiata a casa di una nobile famiglia di Romans proprietaria della farmacia del paese da più di 200 anni. Come ingredienti solo rape ed un’anatra tagliata a pezzi piuttosto piccoli, senza nessun condimento. In una pentola con coperchio a chiusura perfetta mettere uno strato di rape tagliate a dadini, sale e pepe; poi dei pezzi di anatra salati e pepati, poi ancora rape poi ancora anatra e rape fino alla fine, terminare con rape. Chiudere bene il coperchio e infornare a forno medio per 4 o 5 ore. Servire anatra e rape scolando il grasso che si è formato sotto. Il curioso abbinamento di anatra e rape è ricordato anche nel ricettario della Contessa Perusini e nel Larousse Gastronomique, ma risale addirittura ad Apicio che nel suo De Re Coquinaria la riporta una ricetta di Anatem ex rapis.
Buon appetito!

Vino:
Un giovane Merlot delle Doc Fvg.

L’anatra e le rape.

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In copertina, ecco il celebre piatto dell’anatra all’arancia.

 

Domani a “Cucinare” protagonista il libro di Elisa Isoardi

È uno dei volti più noti della televisione: ogni giorno, all’ora di pranzo, Elisa Isoardi entra nelle case degli italiani al timone de “La prova del cuoco”, l’appassionante sfida quotidiana di cucina a squadre. Da un impegno televisivo di lungo corso, che l’ha avvicinata al mondo dell’enogastronomia e dell’agricoltura, la padrona di casa della più grande festa della cucina italiana, ha tratto ispirazione per il suo libro “Buonissimo. La grande avventura della cucina italiana”, edito da Rai Libri: 120 ricette e due grandi chef, un racconto della cucina italiana tra tradizione e innovazione, che sarà al centro dell’incontro in programma domani, alle 15.30, a Pordenone Fiere (Arena Eni Gas e luce), nell’ambito di “Cucinare” 2020.

Attesissima, Elisa Isoardi sarà dunque protagonista dell’incontro promosso da Fondazione Pordenonelegge e condotto da Valentina Gasparet, curatrice del festival. L’occasione per sfogliare insieme il volume che coniuga una visione consolidata e una più innovativa della cucina italiana, grazie all’apporto di due chef diversi e complementari: Alessandra Spisni, alfiere della cucina della “vecchia scuola”, si incontra e si confronta con la cucina più moderna e sperimentale di Natale Giunta. E nella sezione del libro dal titolo “Adesso tocca a me”, Elisa Isoardi, da eccellente padrona di casa, raccoglie – bilanciando due visioni del cucinare differenti ma in grado di convivere – tante ricette che possono soddisfare il gusto di chi vuole cimentarsi con la tradizione culinaria del nostro Paese, senza rinunciare anche a un tocco più contemporaneo e sofisticato.

Piemontese, nativa di Cuneo, dal 2018 Elisa Isoardi è alla guida de “La prova del Cuoco”: personaggio di punta di Rai1 sin dal suo esordio in “Guarda che Luna” nel 2005, da allora ha condotto numerose trasmissioni, tra cui “Effetto Sabato”, “Uno mattina”, “Buono a sapersi” e “A conti fatti”. Le precedenti esperienze a “La Prova del Cuoco” risalgono al 2009 e 2010, sempre nel 2010 è stata alla conduzione di “Linea Verde”.

A Cucinare 2020, lo chef Natale Giunta affiancherà l’incontro di presentazione con la dimostrazione in diretta di una ricetta tratta dal libro.

Info e dettagli sull’evento, nel sito www.cucinare.pn

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In copertina, Elisa Isoardi regina alla Rai con “La prova del cuoco”.

“Cucinare”, a Pordenone con le Pro Loco Fvg in scena i sapori tipici

Dai Cjarsons carnici alla Pitina, dagli asparagi alla zucca, i gusti tipici del Fruli Venezia Giulia grazie alle Pro Loco approdano anche quest’anno a “Cucinare”, il salone di riferimento per gli appassionati di cucina e i professionisti della ristorazione del Nordest in programma in Fiera a Pordenone dal 15 al 17 febbraio. Le aderenti al Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia saranno ospiti dello stand di PromoTurismoFvg (padiglione 8), dove proporranno al pubblico degli showcooking nei quali saranno utilizzati come materie prime i migliori prodotti locali certificati del Friuli Venezia Giulia.
“Saremo presenti – ha commentato il presidente del Comitato regionale, Valter Pezzarini – per il quarto anno consecutivo a questa fiera gastronomica così importante nel panorama del Nordest. Con entusiasmo siamo pronti a far conoscere, tramite i volontari delle nostre attive Pro Loco, alcuni tra i prodotti tipici più gustosi della regione declinati in imperdibili ricette tradizionali. I visitatori potranno assaggiarle e ci auguriamo possano poi ricercarle poi lungo l’anno nelle varie manifestazioni organizzate dalle nostre aderenti le quali hanno nell’aspetto enogastronomico di qualità uno dei loro punti di forza”.

Ecco il calendario degli showcooking. Sabato 15 febbraio si parte con la Pro Loco Sutrio che darà vita a due piatti tradizionali: alle 10.30 e alle 13.30 cucinerà i tipici “Cjarsons”, il primo piatto tipico della Carnia in cui emerge la ricotta affumicata, e poi alle ore 12 “La Pite”, la torta di mele carnica realizzata con una varietà di pomi antichi dell’Alto Friuli. Sarà poi il turno della Pro Loco Alta Val Malina di Attimis che, in tre momenti, alle 15, alle 16.30 e alle 18 proporrà il suo risotto alle fragole, preparato con riso friulano coltivato a Pocenia.
Nella giornata di domenica 16 febbraio si terrà, invece, una vera e propria staffetta culinaria tra tre Pro Loco: Pro Cordenons, Pro Porcia e Pro Venzone. La prima, quella cordenonese, si presenterà alle 10.30 con un “roestli” di patate con Pitina e formaggio latteria stagionato e poi alle 12 con un sandwich fritto con crema di asparagi e trota affumicata. Mentre la Pro Porcia darà vita, alle 13.30, ad un cestino di Montasio croccante con orzotto alla zucca e granella di mandorle e alle 15 a rotolini dolci di mascarpone e arance caramellate e rotolini salati con ricotta e radicchio rosso. A chiudere, la Pro Venzone preparerà alle 16.30 e alle 18 la torta “Il borgo dei borghi”, ovvero un dolce a base di zucca ispirato al territorio da cui proviene.
Lunedì 17 febbraio è, infine, la volta della Pro Loco Nediške Doline-Valli del Natisone (di San Pietro) che alle 10.30 e alle 13.30 darà dimostrazione di come si preparano gli “Žličnjaki” ovveri gli gnocchi di acqua e farina con formaggio delle Valli. Mentre alle 12 e alle 15 cucinerà lo “Štakanje”, il pestato di patate con verdure di stagione e “ocvjerki” (lardo). Alle 16.30 e alle 18 è, poi, la volta della Pro Loco di Sacile che preparerà gli gnocchi della nonna Anna con patate di Ovoledo e sugo d’anatra e le crespelle della tradizione a base di zucca.

Assieme agli chef delle Pro Loco anche i visitatori della fiera avranno la possibilità di cucinare: come lo scorso anno, sono otto le postazioni a disposizione – per un totale di 16 posti – che permetteranno a pubblico e appassionati di partecipare attivamente alle lezioni preparando le ricette proposte dai cuochi in cattedra (per prendere parte all’iniziativa è necessario accreditarsi al punto informativo dello stand di PromoTurismoFvg, fino a esaurimento posti).

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In copertina, i “Cjarsons”, tipico piatto della Carnia in scena alla Fiera di Pordenone.