“Green Carnia Fest”, una riflessione per i cinque Comuni del monte Zoncolan

Al via oggi, primo luglio, “Green Carnia Fest”, dedicato alla sostenibilità in montagna. Per quattro giorni, fino a domenica prossima, il comprensorio del monte Zoncolan, con i Comuni di Cercivento, Ovaro, Paluzza, Ravascletto e Sutrio, sarà palcoscenico per l’edizione zero di una manifestazione che vuole porre l’attenzione, e riflettere, su una delle sfide principali che interesseranno il territorio montano, la sostenibilità. Cinque Comuni e una celebre montagna per costruire una nuova progettualità che sappia cogliere le enormi possibilità di questi territori e dare voce al suo capitale umano e naturale.

Giovanni Maria Flick

Il festival, promosso dalla Pro Sutrio con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, di PromoturismoFvg della Comunità montana della Carnia e di Fondazione Friuli, partirà dunque oggi con un evento inaugurale fortemente improntato alla “svolta” sostenibile, il convegno in programma, alle 18, a Sutrio alla Cjase dal Len: “In me non c’è che futuro. Far crescere la montagna nella sostenibilità” è il filo rosso su cui si confronteranno molti relatori, a cominciare da Stefano Zannier, assessore alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. E inoltre, coordinati dal giornalista Paolo Mosanghini, condirettore del Messaggero Veneto, interverranno Roberto Siagri, presidente Consorzio Carnia Industrial Park, Francesca Campora, direttore generale Fondazione Edoardo Garrone, Marco Bussone, presidente Uncem, Comunità ed enti montani, e Fabio Renzi, segretario generale di Symbola. Obiettivo di questo convegno, così come dell’intera iniziativa Green Carnia Fest, è di avviare una agorà nella quale dibattere intorno ad un progetto concreto che punti a coniugare le risorse della montagna (naturali, capitale umano, economiche, tradizionali, turistiche, enogastronomiche, culturali…) con strumenti nuovi e adeguati ad affrontare le nuove sfide e cogliere le grandi opportunità del momento, come quelle in arrivo con il Recovery Fund e la futura programmazione europea. Green Carnia Fest, quindi, come strumento per promuovere una cultura della sostenibilità presso cittadini, giovani, generazioni, imprese, associazioni e istituzioni, in vista del cambiamento necessario a raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Fra gli interventi di spicco a Green Carnia Fest, domani 2 luglio alle 18 (Cjase da Int di Cercivento) quello del giurista e accademico Giovanni Maria Flick, già presidente della Corte costituzionale: sarà l’occasione per dibattere sui temi del suo ultimo saggio “Elogio della foresta. Dalla selva oscura alla tutela costituzionale” (Il Mulino), e per approfondire alcune tra le questioni maggiormente dibattute a livello forestale e ambientale. In posizione “mediana” fra la categoria dei beni privati e quella dei beni pubblici si affaccia infatti quella dei beni comuni, come la foresta: ne vengono prospettati pregi e difetti, prospettive di sviluppo e collegamenti con le tradizioni e con il principio di solidarietà.

Molte le iniziative di escursione, scoperta, laboratorio: domani appuntamento ad Aplis di Ovaro, alle 10, con il laboratorio filosofico per ragazzi “La montagna immaginata”, mentre alle 14 all’albergo diffuso di Sutrio ecco il laboratorio didattico a cura del maestro Domenico Molfetta e dell’azienda Green Lady Bug di Sutrio “La coltivazione della Canapa in Carnia tra passato e presente”. Alle 16 a Ravascletto, alla Stalla Moro, visita e laboratorio didattico “La mungitura”. Sabato la giornata inizierà, dalle 9 alle 18, a Sutrio, all’Ort di Siore Marie, con l’animazione sportiva sostenibile “Fuori Luogo summer tour”, alle 12 la passeggiata con pic-nic “Le erbe officinali di Cercivento”, alle 16 a Paluzza, presso i laghetti di Timau, la Visita guidata alle località colpite dal Vaia a cura del Corpo Forestale regionale. Domenica 4 luglio la giornata inizierà alle 8.45 a Paluzza, all’Albergo diffuso La Marmote, con la Dimostrazione e approccio all’arrampicata, alle 12 a Ravascletto al Troi dai Sbilfs la Passeggiata con raccolta erbe e pic-nic nel prato. Alle 14 all’albergo diffuso Zoncolan di Ovaro l’attività E-Bike in malga con degustazione, mentre alle 16 inizierà la visita guidata, a Cercivento, della Bibbia a cielo aperto.

Info e dettagli: www.greencarniafest.it

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In copertina, un’immagine di Sutrio ai piedi del monte Zoncolan.

 

Confagricoltura Fvg, dalla riforma Pac alle misure per il settore vitivinicolo

«Tra aiuti diretti e misure per lo sviluppo rurale, il 60 per cento dei fondi europei per l’agricoltura sarà finalizzato, con la nuova Pac, al miglioramento della sostenibilità ambientale, ma il bilancio è stato ridotto in termini reali rispetto a quanto assegnato al settore nel periodo 2014-2020». Lo rileva il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina, con riferimento ai lavori in corso del Consiglio Agricoltura della Ue. I ministri hanno dato il via libera all’accordo provvisorio sulla riforma della Pac raggiunto la scorsa settimana. Per l’agricoltura italiana la riduzione totale dei trasferimenti ammonta, fino al 2027, a 6,2 miliardi di euro, il 15 per cento in meno sul periodo 2014-2020.
«La nuova sfida ambientale impone agli agricoltori di investire in capitale umano e tecnologie – evidenzia Thurn Valsassina -. Un’esigenza che non si concilia con la contrazione delle risorse finanziarie dell’Unione; tanto più in contesto economico sempre più competitivo e mercati caratterizzati da elevata competitività, anche per la presenza di operatori della finanza. La lotta al cambiamento climatico, la tutela delle risorse naturali e la sovranità alimentare sono obiettivi strategici per l’Unione e per gli Stati membri – prosegue il presidente di Confagricoltura Fvg -. L’esito del negoziato sulla riforma della Pac non ha risposto in pieno, sul piano delle risorse finanziarie e degli strumenti, alle attese della società e degli agricoltori. Inoltre, come ha rilevato il ministro Patuanelli, non sono stati fatti sostanziali passi in avanti verso la semplificazione e la semplicità delle regole».
L’accordo sulla nuova Pac prevede la messa a punto di piani strategici che i singoli Stati membri dovranno sottoporre alla Commissione europea entro la fine dell’anno. La novità assoluta è che il piano dovrà includere anche i programmi per lo sviluppo rurale finora rientranti nell’esclusiva competenza delle Regioni.
«Abbiamo l’occasione – conclude il presidente di Confagricoltura Fvg – per dare un filo conduttore coerente e condiviso tra Amministrazione centrale e Regioni alle scelte complesse da fare per l’agricoltura italiana».

Philip Thurn Valsassina

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«Il Comitato congiunto del Settore vino, che vede la partecipazione delle amministrazioni e delle organizzazioni dei produttori di Francia, Spagna e, dall’ultima riunione, anche dell’Italia, ha previsto una serie di istanze che Confagricoltura sostiene con convinzione e che aveva avanzato da tempo. Apprezziamo molto, quindi, questo orientamento e confidiamo in un accoglimento di tali richieste a livello comunitario», è il commento di Michele Pace Perusini, presidente della Sezione economica viticola di Confagricoltura Fvg la decisione del Comitato in occasione della recente riunione alla quale ha partecipato anche Confagricoltura, per una transizione agevole dai programmi di supporto attuali a quelli futuri, così come l’introduzione, fra gli obiettivi della promozione, del consolidamento dei mercati e in particolare la richiesta di proroga per l’utilizzo delle autorizzazioni agli impianti vitati in scadenza nel 2021. Su questo ultimo punto le amministrazioni di Italia, Francia e Spagna hanno annunciato una lettera congiunta alla Commissione Europea per evidenziare l’importanza di estendere di un altro anno la validità delle autorizzazioni all’impianto in scadenza nel 2021 che i viticoltori non riescono a utilizzare per la difficile congiuntura economica legata al Covid.
«Abbiamo supportato in tutte le sedi nazionali e comunitarie questa richiesta – prosegue Pace Perusini – e annotiamo con grande favore l’iniziativa e lo spiraglio che sembra sia stato aperto dalla Commissione, come annunciato nell’ultima riunione del Comitato congiunto di settore. La Commissione, infatti, ha lasciato intendere che accoglierebbe la nostra richiesta modificando il testo comunitario per concedere la proroga di almeno un anno. Se confermato, sarebbe un grande successo per l’Italia ottenuto grazie al lavoro congiunto e alla tenacia dell’amministrazione che ha preso in considerazione le nostre richieste», conclude Pace Perusini. Da notare che l’adesione ufficiale dell’Italia al Comitato congiunto del Settore vino, con Francia e Spagna, ha consolidato i rapporti fra i tre Paesi europei che, insieme, rappresentano l’85% della produzione comunitaria.

Michele Pace Perusini

Debutta a Mortegliano dai fratelli Uanetto il secondo capitolo della “Nuova Cucina”

(g.l.) Ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo. Da tantissimi anni (una cinquantina!) non è più giorno di festa, trattandosi di una di quelle che sono state soppresse. Ma a Mortegliano sarà comunque festa, a tavola però. Perché proprio alla storica trattoria “Da Nando” dei fratelli Uanetto debutta proprio oggi il secondo capitolo de “La Nuova Cucina”, il progetto lungo un anno lanciato da Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori lo scorso settembre. Stasera, infatti, si terrà la prima delle 10 serate in programma fino al 29 luglio. Protagonisti i ristoranti associati al Consorzio presieduto da Walter Filiputti, con una ventina di locali emergenti della regione, i Nuovi Amici in cui il gruppo crede e con i quali sta condividendo il lavoro di ricerca e sperimentazione avviato nel 2020 in occasione del suo ventennale. Ad affiancarli ci saranno i 47 partner – fra vignaioli, distillatori e artigiani del gusto – che fanno parte dell’associazione della buona tavola. In tutto, una rete ben coesa di ben 86 soggetti, portabandiera di quanto di meglio offre l’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia, ben motivata a guardare avanti dopo i difficili mesi della pandemia.

La famiglia Uanetto di Mortegliano.


Ricordiamo che le 10 serate saranno veramente speciali ed emozionanti, dato che vi saranno proposti dei menu inediti, creati da due chef dei ristoranti del Consorzio e due dei locali Amici. Sei le portate: dopo uno speciale benvenuto della cucina creato a otto mani, seguiranno uno o due antipasti, uno o due primi, il secondo e il dolce. Accompagneranno i piatti cinque vini selezionati, più uno per i dolci. A completare l’esperienza culinaria, ci saranno squisiti prodotti dei partner del progetto, dessert creati da maestri pasticceri e cioccolatai della regione, assieme ai distillati.
I piatti sono stati pensati dagli chef appositamente per questa serie di eventi, con il preciso scopo di sublimare la tradizione, rendendola contemporanea ed esaltando i gusti attraverso nuove visioni e tecniche. Ognuno ha seguito un proprio percorso: alcuni sono partiti dai prodotti del Friuli Venezia Giulia, lavorando un ingrediente tradizionale in modo completamente diverso dal solito. Altri hanno attualizzato un piatto storico, pur continuando ad utilizzare gli stessi ingredienti. Altri ancora hanno usato tecniche moderne per esaltare, alleggerire, rimodernare le ricette tradizionali.
I menu sono pubblicati su www.fvg-lanuovacucina.it, dove sono raccontati tutti gli attori di questa innovativa esperienza. Le cene si terranno nei locali associati a Friuli Venezia Giuli Via dei Sapori, con l’eccezione di Trieste, dove la serata sarà ambientata sul mare, ospitata da un ristoratore Amico. La prenotazione è obbligatoria e va fatta direttamente ai ristoranti; il sito è sempre aggiornato sulle ultime disponibilità di prenotazioni. Oggi, dunque, la prima serata. Poi questa settimana, come detto, ce ne sarà un’altra: l’1 luglio l’appuntamento è alla Lokanda Devetak di San Michele del Carso.

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In copertina, uno chef di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori.

 

Cibo-benessere e peperoncino in due proposte sull’alimentazione

(g.l.) Due interessanti appuntamenti legati alla nostra alimentazione sono in programma nei prossimi giorni a Udine e a Tavagnacco, a cura del Caffè letterario udinese e dell’Accademia italiana del peperoncino, intonati ai cibi fautori di benessere e alla sempre più apprezzata, e salutare, “dieta mediterranea” nella quale proprio l’elemento piccante ha un ruolo decisivo, da grande protagonista. Ecco pertanto le due proposte in dettaglio.

UDINE – L’attivissimo sodalizio culturale diretto da Maria Sabina Marzotta – il “Caffè letterario udinese”, appunto -, ha organizzato per mercoledì 30 giugno, alle ore 17.30, alla Odòs Libreria Editrice, in vicolo della Banca 6, un incontro sul tema “Alimentazione e benessere, Cibi creatori di empatia”. Relazionerà la dottoressa Francesca Degano, erborista, mentre la conduzione della serata e il dibattito saranno a cura della stessa presidente Marzotta. La quale scrive: «Siamo lieti di invitarvi a partecipare all’incontro in presenza, dopo tanti mesi di isolamento forzato. Sarà una piacevole occasione per riprenderci i nostri spazi culturali». Per motivi organizzativi è consigliata la prenotazione al numero 347.5527712.

Maria Sabina Marzotta

TAVAGNACCO – Primo Aperitivo piccante, invece, giovedì 1 luglio al ristorante pizzeria Al Parco di Tavagnacco, in piazza di Prampero. Si tratta di un invitante brindisi in amicizia per festeggiare la ripartenza organizzato dalla Delegazione di Udine – Friuli Venezia Giulia dell’Accademia italiana del peperoncino, che ha sede a Diamante in Calabria. Ecco i motivi che hanno consigliato la stuzzicante iniziativa: il primo appuntamento accademico post-Covid e pure il primo nella nuova sede della delegazione friulana. E poi «perché – dicono gli organizzatori – siamo sicuri che ne seguiranno altri». La quota di partecipazione è di 10 euro a persona: prenotazione obbligatoria entro oggi, 28 giugno, all’indirizzo elettronico peperoncino.fvg@gmail.com oppure via telefono (o messaggio Whatsapp) al numero 335.6987484.

Due belle proposte, quindi, da prendere al volo, non solo per i loro contenuti, ma anche perché segnano, finalmente, una vera e propria ripartenza fisica delle iniziative che prevedono l’incontro di persone che, come è noto, da oggi all’aperto non hanno più l’obbligo della mascherina. Un primo e tanto auspicato segnale di ritorno alla normalità, condizione di vita di cui tutti abbiamo veramente grande bisogno.

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In copertina, un cesto di piccantissimi peperoncini, fondamentali nella “dieta mediterranea”.

Valchiarò, 30 anni d’esempio festeggiati con Nexus “superbianco” d’Italia

di Giuseppe Longo

TORREANO – «Eravamo in piena vendemmia, e per la morte di Galliano abbiamo sospeso per qualche giorno la raccolta delle uve di una vigna antica di Tocai friulano, che è andata in surmaturazione. Pensavamo di aver rovinato l’annata, invece seguendo le indicazioni del nostro enologo Gianni Menotti abbiamo ottenuto un vino strepitoso. I risultati lo confermano… ma siamo sicuri che da lassù anche Galliano abbia fatto la sua parte». Si è commosso, fino alle lacrime, Lauro De Vincenti, amministratore e “portavoce” della Valchiarò, ricordando Galliano Scandini, fondatore dell’azienda e cantiniere, scomparso cinque anni fa. Ma il socio, pur nel dolore della prematura dipartita, ha lasciato un dono agli amici produttori di Torreano: quello di poter ottenere, proprio con il ritardo della vendemmia, un bianco stupendo – che fino a una quindicina di anni fa si chiamava appunto Tocai friulano, mentre ora dobbiamo accontentarci soltanto del suo aggettivo… – classificatosi al vertice di una importante Guida nazionale. Un riconoscimento, quello meritato dal loro Nexus, “superbianco” d’Italia, che ha fatto onore a tutti i Colli orientali del Friuli.

Zannier, Devincenti e Sabbadini.

Ed è proprio con Nexus che si è brindato ai 30 anni (come sono passati in fretta!) dell’azienda, nata quasi per caso. «Cinque amici, compaesani che si conoscono da sempre, produttori di vino a livello amatoriale (essendo tutti impegnati professionalmente in altri settori) – parole del giornalista Bepi Pucciarelli, che ha introdotto la festa in cantina – si ritrovano una sera a tavola e decidono di unire le proprie forze ed i piccoli vigneti delle rispettive famiglie con l’obiettivo di produrre vino buono. Nasce così il progetto della Valchiarò, che diventa realtà davanti al notaio nel giugno del 1991». La compagine sociale è attualmente composta, oltre che da Lauro Devincenti, da Armando Piccaro, Luigi Balutto, Ivana Causero, Doris Devincenti, Sabina Malignani e Bruno Scandini. La produzione annua (ottenuta da 13 ettari di vigneto, parte aziendali, parte di proprietà dei soci) si attesta intorno alle 40 mila bottiglie. La gamma dei vini prodotti comprende i bianchi Friulano, Sauvignon, Pinot grigio, Ribolla gialla, Verduzzo friulano e Picolit; i rossi Merlot, Refosco dal peduncolo rosso ed il Torre Quâl, uvaggio di Merlot, Cabernet e Refosco affinato in legno. Non manca ovviamente un vino spumante, è Il Cìt, da uve Pinot grigio.

A distanza di sei lustri, si può quindi ben dire che la formula era ed è vincente: nella moderna sede che sorge tra i vigneti alle porte di Togliano, soci vecchi e nuovi, con i loro familiari, hanno festeggiato il 30° anniversario alla presenza dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier e di numerosi amici, brindando appunto con il Nexus, Friulano Doc Friuli Colli orientali, al quale la guida Winesurf 2020 (seguito vademecum online e gratuito dei vini italiani) ha assegnato il punteggio più alto in assoluto dopo aver degustato alla cieca 1403 bianchi provienienti da tutta Italia. Un prestigioso riconoscimento, come ha voluto sottolineare anche il presidente del Consorzio di tutela che ha sede a Corno di Rosazzo, Paolo Valle, presente al brindisi con il direttore Mariano Paladin e il responsabile della comunicazione Matteo Bellotto. Consorzio che ha appena varato la “Friuli Colli Orientali e Ramandolo Tasting Academy”, la struttura realizzata in coincidenza con i 50 anni della Doc (che risale appunto al 1970). Parole di plauso anche dal sindaco di Torreano, Roberto Sabbadini, orgoglioso che nel suo Comune a due passi da Cividale ci sia una realtà così importante, da fiore all’occhiello.

Parla Valle presidente dei Colli.

Prima di loro, facendo anche gli onori di casa, Lauro De Vincenti aveva sintetizzato storia e obiettivi dell’azienda. Una bella esperienza di vino e amicizia, quella della Valchiarò (il nome deriva dal torrente che attraversa il territorio comunale di Torreano) che parte dalla felice intuizione di “fare squadra”. Un esempio da imitare, come ha sottolineato nel suo saluto l’assessore Zannier: «E necessario – ha affermato l’esponente della Giunta Fedriga – trovare una strada comune per promuovere in maniera unitaria il settore vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia al di fuori dei confini regionali, valorizzando le competenze che questa terra sa esprimere. Non possiamo più andare in ordine sparso, ma c’è necessità di unire le forze e trovare coesione, mettendo da parte alcune peculiarità in nome di un’immagine collettiva capace di portare benefici all’intero comparto. Sotto questo aspetto il territorio dei Colli orientali è un esempio virtuoso, perché il Consorzio lavora per la qualità del prodotto e, nel contempo, per rafforzarne la commercializzazione collocando i vini sul mercato al giusto prezzo». E, in questo, la Valchiarò è stata una vera e propria “apripista”. Una bella realtà, insomma, che merita d’essere presa come esempio. Infatti, il Vigneto Fvg, mentre la Valchiarò nasceva e si consolidava, ha fatto passi da gigante ponendosi all’attenzione del mondo, soprattutto con i suoi grandi e inimitabili bianchi – e Nexus ne è una conferma -, ma potrebbe fare ancora meglio se supportato da maggior coesione e unità d’intenti. E allora tanti auguri al vignaioli friulani e in primo luogo a quelli della Valchiarò. Per almeno altri trent’anni di crescita e di soddisfazioni.

I soci brindano con l’assessore.

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In copertina, ecco la sede della Valchiarò alle porte di Togliano.

La Nuova Cucina Fvg, capitolo secondo: dieci serate in un mese, martedì il via

Conto alla rovescia per il secondo capitolo de “La Nuova Cucina”, il progetto lungo un anno lanciato da Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori lo scorso settembre. Il 29 giugno, infatti, si terrà la prima delle 10 serate in programma ogni martedì e venerdì, fino al 29 luglio. Protagonisti saranno i ristoranti associati al Consorzio presieduto da Walter Filiputti, con una ventina di ristoranti emergenti della regione, i Nuovi Amici in cui il gruppo crede e con cui sta condividendo il lavoro di ricerca e sperimentazione avviato nel 2020 in occasione del suo ventennale. Ad affiancarli ci saranno i 47 partner – fra vignaioli, distillatori e artigiani del gusto – che fanno parte dell’associazione della buona tavola. In tutto, una rete ben coesa di ben 86 soggetti, portabandiera di quanto di meglio offre l’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia, ben motivata a guardare avanti dopo i difficili mesi della pandemia.

Walter Filiputti

Le 10 serate in programma saranno veramente speciali ed emozionanti, dato che vi saranno proposti dei menu inediti, creati da due chef dei ristoranti del Consorzio e due dei locali Amici. Sei le portate: dopo uno speciale benvenuto della cucina creato a otto mani, seguiranno uno o due antipasti, uno o due primi, il secondo e il dolce. Accompagneranno i piatti cinque vini selezionati, più uno per i dolci. A completare l’esperienza culinaria, ci saranno squisiti prodotti dei partner del progetto, dessert creati da maestri pasticceri e cioccolatai della regione, assieme ai distillati.
I piatti sono stati pensati dagli chef appositamente per questa serie di eventi, con il preciso scopo di sublimare la tradizione, rendendola contemporanea ed esaltando i gusti attraverso nuove visioni e tecniche. Ognuno ha seguito un proprio percorso: alcuni sono partiti dai prodotti del Friuli Venezia Giulia, lavorando un ingrediente tradizionale in modo completamente diverso dal solito. Altri hanno attualizzato un piatto storico, pur continuando ad utilizzare gli stessi ingredienti. Altri ancora hanno usato tecniche moderne per esaltare, alleggerire, rimodernare le ricette tradizionali.

I menu sono pubblicati su www.fvg-lanuovacucina.it, dove sono raccontati tutti gli attori di questa innovativa esperienza. Le cene si terranno nei locali associati a Friuli Venezia Giuli Via dei Sapori, con l’eccezione di Trieste, dove la serata sarà ambientata sul mare, ospitata da un ristoratore Amico. La prenotazione è obbligatoria e va fatta direttamente ai ristoranti; il sito è sempre aggiornato sulle ultime disponibilità di prenotazioni. Il costo è il medesimo per tutte, 80 euro.

Il calendario

29 giugno – Da Nando (Mortegliano)
assieme agli chef di: Ai Fiori, La Bonteca, Pura Follia

1 luglio – Lokanda Devetak (San Michele del Carso)
assieme agli chef di: Al Carnia, AB Osteria Contemporanea, Darsena

6 luglio – La Taverna (Colloredo di Monte Albano)
assieme agli chef di: La Torre, Antica Ghiacceretta, Osteria Dvor

8 luglio – Al Grop (Tavagnacco)
assieme agli chef di: Tavernetta All’Androna, Caffetteria Torinese, Alla Casasola

13 luglio – Vitello d’Oro (Udine)
assieme agli chef di: Mondschein, Enoteca di Buttrio, Hostaria la Tavernetta

15 luglio – Ai Tre Merli (Trieste)
assieme agli chef di: Al Gallo, La Buteghe di Pierute, San Michele

20 luglio – Al Paradiso (Pocenia)
assieme agli chef di: Ristorante Ilija, La Pigna, La Luna

22 luglio – Costantini (Collalto di Tarcento)
assieme agli chef di: Al Ponte, 1883 Restaurant&Rooms, Il Piron dal Re

27 luglio – La Subida (Cormons)
assieme agli chef di: La Torre, Barcaneta, Da Alvise

29 luglio – Ristorante Ilija (Tarvisio)
assieme agli chef di: Da Toni, Sal de Mar, Valeria 1904

LA RETE DI
FRIULI VENEZIA GIULIA. LA NUOVA CUCINA – CAPITOLO 2

Ristoratori di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori (www.friuliviadeisapori.it):
Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, All’Androna di Grado, Campiello di San Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, Ristorante Ilija di Tarvisio, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo di Monte Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di San Michele del Carso, Mondschein di Sappada, Vitello d’Oro di Udine.

Nuovi Amici:
Sono 21 i ristoranti emergenti che sono stati selezionati per partecipare al progetto. Rappresentativi delle aree regionali, contribuiscono con le proprie ricette e il coinvolgimento nella comunicazione del progetto a lanciare il messaggio della Nuova Cucina.
1883 Restaurant & Rooms di Cervignano del Friuli, AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Caffetteria Torinese di Palmanova, Alla Casasola di Maniago, Alla Luna a Gorizia, Antica Ghiacceretta di Trieste, Barcaneta di Marano Lagunare, Bonteca di Cordenons, Da Alvise a Sutrio, Valeria 1904 di Trieste, Darsena a San Giorgio di Nogaro, Dvor di S.Floriano del Collio, Enoteca di Buttrio, Hostaria La Tavernetta di Udine, Il Piron Dal Re di Codroipo, La Buteghe di Pierute di Illegio, La Pigna di Lignano Sabbiadoro, Pura Follia di Givigliana Rigolato, Sal De Mar di Muggia, San Michele di Fagagna, Tre Merli di Trieste.

Al percorso gastronomico dei 39 ristoranti si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.

21 vignaioli e 1 distillatore:
Albino Armani, Castello di Spessa, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga, Nero Magis, Petrussa, Picech, Ronco delle Betulle, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich. Nonino Distillatori.

19 artigiani del gusto con produzioni di eccellenza:
La pasta artigianale Macino di Roberto Franzin di Aquileia; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; il prosciutto crudo di San Daniele di DOK Dall’Ava; il prosciutto cotto e gli insaccati di Dentesano; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; i formaggi e i prodotti della Latteria di Cividale e Valli del Natisone; i formaggi del Consorzio Montasio; i conigli allevati all’aperto di Coniglionatura di Precenicco; il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; le farine e il baccalà del Mulino Zoratto di Codroipo; i tartufi di Muzzana Amatori Tartufi; i pani e i dolci del Rizzo Caffè e Bistrot di Tarcento; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; i dolci della Pasticceria Simeoni di Udine; i dolci e i cioccolati delle Pasticcerie Mosaico e Cocambo di Aquileia; i dolci e le torte della Pasticceria Maritani di Monfalcone e Staranzano; il caffè di Oro Caffè di Udine; l’Aceto Sirk; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns.

6 partner tecnici:
Bliz Concessionaria Peugeot, Citroën e DS di Tavagnacco, Castions di Strada e Trieste; Globus di Pavia di Udine; Lis Lavanderia di S.Vito al Tagliamento; Monaco Ristorazione di Udine; Publicad di Udine; Soplaya di Udine.

Il progetto La Nuova Cucina vede la collaborazione di Regione FVG, PromoTurismo FVG, Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

Per informazioni
Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori www.fvg-lanuovacucina.it – Tel. 0432.530052

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In copertina e all’interno alcuni dei piatti ideati dagli chef di  Fvg Via dei Sapori per La Nuova Cucina.

 

Cantine Aperte, anche il bis fa centro. E ora un invito a visitare i vigneti

(g.l.) In Friuli Venezia Giulia Cantine Aperte piace, e molto, anche d’estate. Il bis dello scorso fine settimana, dopo la tradizionale data di maggio, è stato infatti coronato dal successo, dimostrando la validità anche della nuova formula introdotta dal Movimento turismo del vino. “Chiuse” quindi le cantine, rimangono però aperti i Vigneti anche in questo weekend, come pure in quelli successivi.
Ben 37 aziende vitivinicole regionali hanno, dunque, aperto nuovamente le loro porte per accogliere turisti e appassionati per la prima edizione di Cantine Aperte Bis che si è svolta sabato 19 e domenica 20 giugno. Visite in cantina e nei vigneti, degustazioni, Pranzi e Cene con il Vignaiolo, esperienze indimenticabili di scoperta e conoscenza del territorio: tutto questo si è rinnovato anche grazie alla grande professionalità ed entusiasmo dei vignaioli che si sono attivati per rendere sicuro e piacevole il nuovo weekend con i grandi vini Fvg.
Molto apprezzato anche il primo appuntamento del 2021 con “DegustaMente – Risveglio sensoriale in vigna” di sabato 19 giugno: una piacevole occasione per rilassare il corpo e la mente grazie alla mindfulness, prima di assaporare con più consapevolezza il vino e i prodotti del territorio.
“Quest’anno il Movimento Turismo del Vino Italia – commenta la presidente del Movimento Fvg, Elda Felluga – ha deciso di dare la possibilità a tutte le cantine nazionali di organizzare Cantine Aperte Bis: un’ulteriore piacevole occasione d’incontro per vivere il territorio e le sue peculiarità. Sempre alto l’interesse degli enoappassionati nel visitare cantine e vigneti e, soprattutto, nel vivere il mondo del vino attraverso la narrazione del vignaiolo. Desidero ricordare che le iniziative del Movimento continueranno ogni fine settimana con Vigneti Aperti. Un grazie di cuore a tutte le cantine che si sono prodigate nell’accoglienza, tenendo alta la bandiera dell’enoturismo.”
Anche in questa edizione estiva il calice di Cantine Aperte ha mantenuto il suo carattere solidale sostenendo in maniera concreta diverse associazioni culturali locali, rappresentative delle arti musicali, teatrali e del territorio: Associazione Teatrale Friulana, Dietro Teatro, Compagnia Teatrale Ndescenze, Pro Loco Amici di Strassoldo, Primorsko, Percoto Canta, Corale Caminese e Incanto.
Ricordiamo infine che dal 30 maggio sono aperte le iscrizioni al 22° Concorso Internazionale “Spirito di Vino” che viene annualmente indetto da Mtv Fvg e raccoglie le più belle e divertenti vignette satiriche sul tema del vino realizzate da vignettisti di tutto il mondo. I partecipanti possono inviare le loro opere fino al 16 ottobre 2021; tutto le informazioni sul sito www.spiritodivino.cloud

Cantine Aperte Bis in Friuli Venezia Giulia è organizzato dal Movimento Turismo del Vino FVG con il supporto di PromoTurismo FVG e il sostegno di CiviBank. Si ringraziano per la collaborazione gli sponsor tecnici: Ceccarelli Group, Acqua Dolomia, Juliagraf, Il Maggese / Novalis, Latteria di Venzone e Latte Carso e Q.B. Quanto Basta.

Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Via del Partidor 7 – Udine
Tel +39 0432 289540 – 348 0503700
info@mtvfriulivg.it – www.cantineaperte.info

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In copertina e all’interno due immagini di “DegustaMente” dello scorso weekend in Fvg.

 

Allevamenti, pesante il ciclone Covid in Fvg: latte ai minimi e venti stalle chiuse

(g.l.) In Friuli Venezia Giulia il prezzo del latte è letteralmente crollato e venti stalle non ce l’hanno fatta, tanto che si sono dovute rassegnare alzando bandiera bianca. L’onda d’urto dovuta al ciclone pandemico, infatti, c’è stata e pure pesante, sebbene vada osservato che, fortunatamente, rispetto ad altri settori quello dell’allevamento, tutto sommato, ha resistito alla batosta Covid. «Non siamo ancora riusciti a superare definitivamente gli effetti della pandemia, che naturalmente ci sono stati, ma tutto sommato non hanno inciso pesantemente dal punto di vista dell’andamento economico finanziario», ha detto ieri mattina il presidente dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia, Renzo Livoni, aprendo l’assemblea dei soci a Codroipo che ha approvato i conti dell’anno passato e il bilancio di previsione 2021. Nonostante la tenuta complessiva, non sono però mancati i problemi, appunto anche gravi. In alcuni periodi dell’anno scorso, specie durante l’estate, il settore ha pagato infatti gli effetti delle speculazioni sui beni agroalimentari, che hanno generato riflessi negativi anche a monte. A farne le spese è stata ancora una volta, soprattutto la zootecnia da latte. All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale delle Risorse agricole, Stefano Zannier, che ha portato il saluto della Giunta Fedriga, soffermandosi sui problemi del settore alla luce dell’emergenza sanitaria e sulle misure messe in atto per fronteggiarla.

Lugo, Livoni e Zannier.

MUNGITURE AVARE – Dai 39 centesimi di febbraio, il prezzo pagato alla stalla per un litro di latte era sceso a 38 centesimi a marzo, per poi toccare i minimi termini, appena 34 centesimi, tra luglio e agosto. «Dinamiche – ha affermato il presidente Livoni – ingiustificate perché se è vero che da un lato il blocco della ristorazione durante il lockdown ha azzerato il mercato legato all’Horeca, è vero anche che i consumi di prodotti lattiero-caseari nella grande distribuzione organizzata sono cresciuti a doppia cifra, così come quelli di altri prodotti agroalimentari». Logica avrebbe voluto che vi fosse un bilanciamento. Così invece non è stato. E a farne le spese, ancora una volta, sono state le stalle. In 20 non hanno retto l’onda d’urto e hanno chiuso. Ma le difficoltà non si sono limitate alla zootecnia da latte. «La carne bovina così come quella suina e tutto il comparto delle carni bianche ha subito cali delle quotazioni per chilo che in certi momenti hanno sfiorato il -50%», ha fatto sapere ancora Livoni rilevando che queste dinamiche non sono passate senza mietere qualche vittima: «Chi ha potuto immagazzinare – ha aggiunto -, congelando il prodotto, è riuscito a sopravvivere, ma diversi operatori del settore hanno dovuto ammainare bandiera. L’attuale ripresa dei consumi ci dirà ora se, chi è riuscito a superare il 2020, sarà in grado di restare sul mercato».

MALGA MONTASIO OK– Nell’ambito dell’attività associativa, si è giovata della pandemia malga Montasio, che nell’estate 2020 ha raccolto migliaia di visitatori in fuga dalle città, dall’afa e ovviamente dal Covid. Al contrario, l’anno non è stato eccellente per il rifugio Divisione Julia, struttura che l’Aafvg ha preso in affitto dal Cai nel maggio 2019 per farne un’importante vetrina dedicata al prodotti delle stalle associate. Se nel periodo estivo, così come in malga Montasio, il rifugio ha fatto ottimi risultati, nel periodo invernale le restrizioni applicate dal Governo per il manifestarsi della seconda ondata di Covid-19 hanno limitato fortemente l’attività di ristorazione e alloggio. «La beffa – ha evidenziato il direttore Andrea Lugo – si è avuta poi nella parte finale dell’anno, quando sono iniziate le abbondanti nevicate, promessa di una stagione “sold-out”, che invece non c’è stata».

SEME BOVINO IN CINA – Durante l’estate scorsa, il Centro tori e stalloni di Moruzzo, unica struttura regionale nel campo della riproduzione delle specie animali allevate, oltre ad aver rafforzato il canale di esportazione del seme bovino con la Turchia, ha aperto un nuovo canale commerciale con la Cina, grazie a una partnership con Horizon Genetics, azienda che si occupa dell’esportazione del seme bovino in America e nel Far East. «Le prime esportazioni sono state effettuate a cavallo del 2020 e 2021 ed ora si stanno implementando ulteriormente essendo trascorsi i 6 mesi di quarantena necessari per l’autorizzazione all’esportazione. Questo progetto – ha sottolineato Lugo – dovrebbe tendere a regime ad una produzione e successiva esportazione di circa 300.000 dosi all’anno che rappresenteranno un considerevole sbocco di mercato per le nostre capacità produttive».

CONTROLLI FUNZIONALI – L’attività “core“ dell’associazione è naturalmente proseguita a beneficio delle quasi 1.000 aziende associate. Nonostante il calo delle bovine controllate, passate dai 35.506 capi del 2019 ai 33.022 del 2020, dovuto sostanzialmente a un paio di grosse realtà zootecniche che hanno cessato l’attività oltre ad alcune perdite fisiologiche di strutture zootecniche di piccola dimensione, la percentuale del latte controllato in regione rimane ad alti livelli: 2.172.559 sono infatti i quintali di latte monitorato nell’anno tramite i controlli funzionali, l’81,7% del totale di 2.657.733 quintali di produzione regionale complessiva. «Un grazie va a tutto il personale – hanno concluso Lugo e Livoni – per l’impegno, la dedizione e la collaborazione che ci ha consentito, anche nell’anno della pandemia, di essere sempre al fianco degli allevatori, sia per le necessità tecniche che per quelle morali, volvendo un ruolo ancor più insostituibile che in passato».

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In copertina e all’interno immagini di allevamenti e di malga Montasio sulle Alpi Giulie.

 

 

Cooperative agroalimentari Fvg e slovene più vicine e aperte alla collaborazione

Cooperatori del Friuli Venezia Giulia e della vicina Slovenia pronti a sviluppare rapporti ancora più stretti. A Lubiana si è riunito, infatti, il congresso della Zadružna Zveza Slovenije, l’Associazione delle cooperative agricole slovene. Ospite “virtuale” – collegato da Udine in streaming – anche il presidente di Confcooperative Fvg, Daniele Castagnaviz (Associazione di settore che riunisce quasi 600 cooperative regionali, 135 delle quali afferenti al settore agroalimentare), il quale ha illustrato le esperienze delle cooperative friulane e italiane nell’ambito della digitalizzazione.
«Abbiamo accolto con piacere l’invito a partecipare a questo incontro – è il commento di Castagnaviz -perché la Slovenia rappresenta un ponte fondamentale per la proiezione internazionale del movimento cooperativo italiano e per lo sviluppo di progetti transnazionali nell’ambito dei programmi europei. Nei prossimi anni vogliamo rafforzare la vocazione internazionale della cooperazione del Fvg, sia per sostenere i processi di internazionalizzazione che per cogliere le opportunità di collaborazione che fornisce la programmazione europea del settennato 2021-2027».
Zadružna Zveza Slovenije riunisce 60 cooperative agricole slovene, con ben 13 mila agricoltori associati. Molte di queste imprese si concentrano sulla lavorazione e commercializzazione dei prodotti conferiti dai soci agricoltori e impiegano 2.600 lavoratori, rappresentando un significativo generatore di nuovi posti di lavoro nelle aree rurali. In 150 anni di storia, le cooperative sono diventate un importante motore di sviluppo della campagna slovena e oggi, oltre ai 350 punti vendita distribuiti sull’intero territorio sloveno, rivestono un ruolo di primo piano raggiungendo quote di mercato estremamente rilevanti nel lattiero-caseario (75 per cento), allevamento di bovini da carne (68 per cento), allevamento di suini (36 per cento), vitivinicoltura (68 per cento), cerealicoltura (33 per cento), coltivazione di patate (27 per cento) e altri ortaggi (26 per cento).

Il congresso di Lubiana.

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In copertina, Daniele Castagnaviz presidente di Confcooperative Fvg.

 

Soia ormai prima in Fvg. Il Consorzio agrario: occhio alle speculazioni prezzi

Superato il solstizio d’estate, è tempo di fare il punto anche per il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia, prima azienda del settore primario regionale, con 25 centri di raccolta e tre essiccatoi di lavorazione capaci di stoccare 1,4 milioni di quintali di cereali.

Davide Bricchi


Archiviato un primo semestre positivo, in linea con l’anno scorso nonostante i mesi di aprile e maggio non siano stati dei più favorevoli e abbiano causato anzi la perdita di alcune semine, il direttore generale Davide Bricchi, assieme al responsabile del settore ammassi Daniele Diamante, guarda in prospettiva alle dinamiche internazionali che immancabilmente influenzeranno anche l’agricoltura regionale. «L’ultimo anno – spiega – è stato caratterizzato da forti tensioni sui mercati internazionali sia per i cereali che per la soia. Le ragioni? Da un lato l’andamento climatico avverso, dall’altro l’aumento dei consumi registrato soprattutto in Cina, causa quest’anno di un’ulteriore erosione del -7,7% delle scorte mondiali, il più basso dell’ultimo quadriennio, record negativo destinato a crescere considerata la previsione di un aumento dei consumi di cereali in questo 2021, stimata in 2,1 milioni di tonnellate, +1,3% rispetto alla campagna 2017-2018». Andamento climatico, aumento dei consumi e viceversa calo delle scorte sono sfociati in un’impennata dei prezzi che non sembra destinata a terminare. Favorevole (ma rischiosa) per gli agricoltori, deleteria per gli allevatori, che devono fare i conti con l’ennesimo aumento dei costi.
In Fvg, ricordiamolo, la superficie a seminativi è di 120mila ettari totali 50mila dei quali a soia, che si afferma per superfici la prima coltura, seguita da 48mila ettari a mais per finire con grano, orzo, sorgo, girasole e colza principalmente.
«Negli ultimi mesi – fa sapere ancora Bricchi – mais e soia hanno subito fortissime oscillazioni dei prezzi, con rialzi che hanno superato il 50% del loro valore nei momenti di picco per attestarsi intorno a una media del +40%». A incidere non sono stati solo il clima e l’andamento dei consumi. «Hanno pesato molto logiche speculative, legate alla grande liquidità presente sui mercati finanziari e al ristagno dell’economia causato dal Covid. In questo contesto, le materie prime sono diventate il bene rifugio per gli investitori, che hanno riparato sulle derrate agricole, ma anche sui metalli quali ferro e rame. «In questo contesto – sottolinea Diamante – il Consorzio ha svolto e sta svolgendo un ruolo strategico, cercando di accompagnare i suoi 2.200 soci con un mix di formule contrattuali e ai contratti di precampagna – +120% quelli stipulati per la soia -, nei quali il prezzo viene fissato ex ante, affianca contratti in fase di raccolta e anche post, così da spalmare il rischio». Logica opposta alle vendite spot sul mercato, dove il rischio invece diventa molto alto. «Agli agricoltori consigliamo di affidarsi a noi – conclude Diamante – perché giocare con le oscillazioni del mercato comporta un rischio altissimo». Il futuro? L’auspicio di Bricchi è che «la ripresa economica sposti l’interesse degli investitori e che insieme alle buone stime produttive porti a un riequilibrio delle quotazioni riducendo le forti oscillazioni degli ultimi mesi e confermando prezzi che diano la giusta remunerazione alle aziende con l’arrivo del nuovo raccolto».

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In copertina, la coltura della soia in Friuli Venezia Giulia è leader.