“NanoValbruna”, anche i giovanissimi alla scoperta della natura in Valcanale

Si è aperto all’insegna dell’esplorazione dei percorsi wild di Valbruna, per un’esperienza di autentica e profonda conoscenza della natura di questi splendidi angoli della Valcanale, la seconda edizione del festival green del Friuli Venezia Giulia “NanoValbruna”, che prosegue fino a sabato ospitando scienziati, imprenditori, docenti, artisti e professionisti del settore per parlare di ambiente, tutela degli ecosistemi, sostenibilità, nanotecnologie e Green economy.
Grande successo per i primi appuntamenti con Green Experience, il programma di turismo sostenibile curato da Francesco Chirico che proseguirà su prenotazione a partecipazione gratuita per tutta la durata del festival.


NanoValbruna – curata da Annalisa Chirico e promosso dall’Accademia di Gagliato Globale, ideata e presieduta da Paola Del Zotto Ferrari, anche coordinatrice scientifica dell’evento friulano – ha avviato nella giornata di ieri anche una delle sue attività cardine dedicata ai giovanissimi. NanoPiçule, vero fiore all’occhiello della manifestazione, presenta, infatti, giornate di laboratori per partecipanti dai 6 ai 14 anni, con divertenti e sorprendenti esperimenti scientifici, guidati da Marina Cisilino e Paolo Ganzini e da giovani ricercatori che vede tra l’altro la partecipazione dell’Arpa regionale con il progetto Adria Clim, coordinato dal professor Dario Giaiotti. Le attività stanno permettendo ai più piccoli di avventurarsi in un appassionante viaggio nel mondo della scienza e della nanoscienza affrontando tematiche legate all’economia circolare, alla sostenibilità, e all’ambiente.
Spiccano al festival anche i panel scientifici: in programma oggi, 21 luglio, i “Virtual Duets” con ospiti internazionali sul tema della sostenibilità tramessi in streaming da Palazzo Veneziano.
Domani è, invece, prevista la tavola rotonda dal titolo “Da lineare a circolare: il vantaggio di essere sostenibili” che vede la presenza dei professori Francesco Marangon, dell’Università di Udine, e Gianluigi Gallenti, dell’Università di Trieste, entrambi referenti per la Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile (Rus),in qualità moderatori di un confronto tra la project manager Elena Nicoletti, il direttore generale di Arpa Fvg Stellio Vatta, il presidente del gruppo Luci, Adriano Luci, il presidente di Legno Servizi e direttore generale del Cluster Legno Arredo e Sistema Casa, Carlo Piemonte, il responsabile nazionale di Ambiente ed Economia Circolare di Confartigianato Imprese, Daniele Gizzi, l’imprenditore e presidente di Carnia Industrial Park, Roberto Siagri, Stefania ed Edi Sarnataro di Montvert – Acquaponica Fvg, il docente dell’Università di Udine Antonio Massarutto, Germano Scarpa, presidente di Biofarma, e infine il dottor Flavio Gabrielcich a capo della Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile della Regione Fvg.
NanoValbruna è anche sede di due importanti eventi artistico-culturali che chiuderanno le giornate di festival a partire, venerdì 23 luglio, dall’evento “Non è solo camminare”, nell’ambito, della rassegna ideata dal Servizio foreste e Corpo forestale del Friuli Venezia Giulia “Palchi nei Parchi”, e gran finale sabato 24 luglio con un doppio appuntamento. Alle 17 atteso il concerto live in Val Saisera con l’Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani e la voce narrante del noto meteorologo e climatologo Luca Mercalli. Alle 20 davanti all’Hotel Saisera a concludere il festival l’appuntamento “NanoValbruna si racconta”, con una festa solidale aperta a tutti.

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In copertina e all’interno immagini che documentano le attività, anche per giovanissimi, finalizzate alla scoperta della Valcanale.

“Diamo un taglio alla sete”, a Nimis da 15 anni il vino per trovare l’acqua in Africa

Grandi vini da trasformare in… acqua! È quanto avviene a Nimis da ben 15 anni, dove la solidarietà non conosce ostacoli. Ed è proprio questo il messaggio che verrà lanciato anche nel prossimo weekend dai volontari di “Diamo un taglio alla sete Fvg”, l’organizzazione di volontariato che, appunto da tre lustri, sostiene la benemerita attività di ricerca dell’acqua del missionario comboniano Dario Laurencig, originario delle Valli del Natisone, imbottigliando un “vino solidale” (anzi due, un bianco e un rosso) “a costo zero”: dalla materia prima a tutto ciò che serve per la confezione, manodopera compresa, tutto viene donato con generosità. Le bottiglie (e i magnum, sempre richiestissimi) vengono poi distribuiti a fronte di offerte destinate proprio a fratel Dario: nelle prime 14 edizioni sono stati raccolti complessivamente oltre 450 mila euro, grazie ai quali sono stati realizzati pozzi di acqua potabile e sviluppati progetti di solidarietà nel settore della sanità e dell’educazione scolastica, nella regione del Turkana (Kenya) ed in Sud Sudan.

Fratel Dario con l’acqua che sgorga.

Lo scorso anno, pur con le difficoltà conseguenti alla pandemia, l’imbottigliamento è stato fatto in modalità “protetta”, e la tradizionale festa è stata solamente virtuale. Festa che quest’anno invece ci sarà (nel rispetto di tutte le norme anti-Covid) sabato 24 e domenica 25 luglio: all’aperto, sul piazzale della cantina “I Comelli”, a Nimis, attrezzata con i tradizionali maxi-tendoni e allargata ai prati adiacenti, per consentire un maggior distanziamento.

I volontari non saranno impegnati nell’imbottigliamento del Vitae bianco e rosso, già effettuato (con la storica collaborazione del laboratorio mobile del Centro di riferimento enologico di Giuseppe Lipari) nelle giornate precedenti, e potranno pertanto concentrarsi sull’accoglienza e sull’ordinato svolgimento della festa, che si aprirà sabato prossimo alle 18. In coerenza con il claim “da 15 anni insieme con gioia, musica e solidarietà”, si alterneranno sul palco due gruppi musicali che si possono ormai definire habitués: le “Officine ritmiche” e i “Power flower”. L’assaggio dei vini (saranno in degustazione sia quelli imbottigliati nel 2020, sia quelli del 2021) saranno accompagnati dai piatti delle “Cucine del mondo”, un tour gastronomico che oltre ai “classici” italiani (come lo gnocco fritto ed il tiramisù) proporrà in degustazione assaggi multietnici che spazieranno dal Portogallo (con le Pastes de Bacalhau) allo Sri Lanka, dall’Argentina (con Empanadas e Alfajores) al Pakistan, dalla Spagna all’Afghanistan, al Messico e al Perù. Un “giro del mondo gastronomico” reso possibile dalla collaborazione con Diamo un taglio alla sete dell’Associazione Cinampa di Udine e di tanti amici provenienti da Paesi lontani, residenti ormai nella nostra regione.

L’imbottigliamento dei vini.

Domenica, invece, la festa riprenderà con l’apertura dei chioschi, a partire dalle 12. La proposta gastronomica avrà il suo pezzo forte nel tradizionale “spiedone”, con contorno di patate fritte. Per gli amanti dei carboidrati, pizza e piadina con farciture varie. Non mancheranno i prodotti degli sponsor tradizionali, ovvero i salumi della Wolf Sauris; il gelato di Fiordilatte (Giancarlo Timballo) di Udine; lamponi e mirtilli caldi della Pro Loco di Avasinis; le frittelle di mele della Pro Loco di Sutrio, oltre all’immancabile IllyCaffè.

Il programma musicale – che sarà intercalato dagli interventi parlati dei testimonial dell’Associazione – è quello di una vera e propria maratona: in scaletta gli ottoni degli Splumats, la voce di Sabrina Grimaz, i gruppi Sand of Gospel & Saint Lucy, Yerba project, Parsound, Galaxy, Coletto Free Mask Syndicate.
Per i più piccoli ci sarà, come di consueto un attrezzato parco giochi con gonfiabili e intrattenimento. La sicurezza sarà garantita dalla Croce Rossa Italiana (sezione di Tarcento) che sarà presente con i suoi mezzi e volontari. Per garantire la tracciabilità è obbligatoria la registrazione, che è consigliabile, per evitare code, effettuare in anticipo sul sito eventbrite.it. Ulteriori informazioni sono disponibili in internet al sito www.diamountaglioallasete.it

Un po’ di refrigio per i bambini.

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In copertina, ecco il Vitae bianco e rosso della solidarietà per l’Africa.

Rilancio per l’economia boschiva: la meccanizzazione crea nuove imprese

Se un tempo era guardato e rifuggito come un mestiere difficile e faticoso, il lavoro dell’operatore boschivo oggi vive una nuova primavera. Le imprese al lavoro nei boschi della montagna friulana sono in crescita, così come gli addetti e la quota di prelievo annuo, che dai 160mila ettari di qualche tempo fa è passata a 200mila e continua a crescere a ritmo sostenuto. Merito dei continui investimenti in attrezzature, che richiedono però formazione continua. Anche, soprattutto, in materia di sicurezza. Una necessità cui Confartigianato-Imprese Udine e Legno servizi stanno rispondendo attraverso l’organizzazione di appuntamenti di formazione sul territorio, l’ultimo dei quali è andato in scena venerdì a Paluzza e ha visto partecipare, in qualità di relatore, Antonello Poles dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale.

La riunione a Paluzza.

Mirco Cigliani

Pienone in sala come non se ne vedeva da anni. «Il numero dei partecipanti dimostra come il tema sia di quelli sentiti e di come vi sia necessità di poter contare su appuntamenti di formazione», afferma Mirco Cigliani, vicepresidente di Legnoservizi e consigliere del Cluster Legno Fvg, a margine dell’evento. L’occasione è buona per fare il punto su un settore in grande evoluzione. «Il lavoro in bosco è cambiato tantissimo – spiega -. Oggi si opera con macchine, attrezzature importanti che hanno attirato l’interesse dei giovani, spingendoli in diversi casi ad aprire impresa per un lavoro a stretto contatto con l’ambiente forestale».
Le aziende che lavorano nell’ambito del prelievo boschivo in Fvg sono 145, di cui 70 con volumi importanti, e danno lavoro nella montagna friulana a quasi 300 persone. «Il nostro – aggiunge il titolare della Primo Cigliani di Arta Terme – è un mondo che si sta rinnovando e che richiede continua formazione». La risposta a questa necessità di chiama “Sistema Sicurezza Fvg”, progetto messo a punto da Legno Servizi assieme a Confartigianato-Imprese Udine che offre alle aziende appuntamenti di formazione dedicati sia ai titolari che ai dipendenti e che vuole essere l’avvio di un percorso di valorizzazione del Cesfam a Paluzza quale centro di riferimento per l’economia del bosco regionale. «Il nostro obiettivo – prosegue – è di costruire fianco a fianco con la Regione una nuova primavera per il centro di Paluzza, dove vorremmo portare corsi di specializzazione, tecnologie innovative per i lavori in bosco, nonché creare un punto di confronto e dialogo sull’economia della filiera bosco-legno regionale. Con particolare attenzione al tema della sicurezza, che per un lavoro come il nostro è fondamentale».


A metter mano sul patrimonio boschivo che è l’oro (ancora poco valorizzato) della montagna friulana, dove l’accrescimento del bosco arriva in linea teorica a 1 milione di metri cubi l’anno e il prelievo, che pure sta crescendo, oggi si ferma a 200mila metri cubi. «I fatturati sono aumentati, triplicati addirittura grazie alla meccanizzazione delle operazioni che consentono di aumentare la quota di prelievo e al contempo di ridurne il costo sempre nel rispetto del territorio – aggiunge Cigliani -. Cresciamo anche grazie agli importanti investimenti che la Regione Fvg ha fatto e sta facendo sulla viabilità forestale, tassello fondamentale insieme alla certificazione per lo sviluppo sostenibile delle foreste. L’obiettivo ora è arrivare a 300mila metri cubi e lo dico con grande orgoglio: quando appena pochi anni fa il prelievo si fermava a 150mila metri erano ditte da fuori che venivano ad aiutarci, perché non avevamo i mezzi, oggi invece il prelievo è doppio e ce lo gestiamo in autonomia, grazie al lavoro di squadra di questi ultimi anni, che ha visto imprese, associazione di categoria, Cluster e Regione lavorare assieme, regalando al lavoro in bosco una vitalità tutta nuova – conclude l’imprenditore -, che si traduce in posti di lavoro, economia e cura del territorio».

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In copertina e all’interno fasi delle lavorazioni boschive in Carnia.

Confagricoltura Udine, ecco le priorità per il rieletto presidente Giavedoni

Applicazione della Pac, rafforzamento del settore vitivinicolo e Consorzi di bonifica sono le priorità per il prossimo triennio di Giovanni Giavedoni che è stato appena riconfermato alla presidenza di Confagricoltura Udine. Lo ha rieletto, all’unanimità, l’assemblea dei soci riunitasi a Soleschiano di Manzano dove non si è mancato di celebrare il 75° anno della fondazione del sindacato degli imprenditori agricoli friulani, avvenuta nel 1946.
«Il prossimo triennio – ha spiegato l’imprenditore di Camino al Tagliamento – ci vedrà impegnati sul fronte della riforma della Pac, in grande ritardo e che ci preoccupa soprattutto sugli aspetti concreti della sua applicazione, sulla necessità della semplificazione burocratica e sulla qualità e quantità degli interventi mirati alle aziende. Nella nostra regione – prosegue Giavedoni – bisognerà lavorare per ricomporre il settore vitivinicolo, cercando una necessaria sintesi fra i vari interessi poiché il comparto è in forte sofferenza a seguito degli effetti della pandemia. Infine, accenderemo un faro sui rinnovi delle cariche apicali dei Consorzi di bonifica che non devono essere sottratti dalle scelte gestionali degli imprenditori agricoli».
Ad affiancare il presidente Giavedoni saranno i nuovi consiglieri: Stefano Bolzanello, Paola Giovannini e Alessandro Morassutti, assieme ai riconfermati Caterina De Puppi, Alessio Dorigo, Filiberto Martinengo di Maniago, David Pontello, Cristiano Rosselli Della Rovere, Valter Scarbolo e Philip Thurn Valsassina, che è il presidente regionale degli imprenditori agricoli.

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In copertina, il riconfermato presidente di Confagricoltura Udine Giovanni Giavedoni.

«Collio e Brda meritano il titolo Unesco». Oggi Sirk e Gravner protagonisti a Topolò

«Il Brda-Collio ha tutti gli elementi per ottenere il riconoscimento di patrimonio dell’umanità. Citando Draghi, anche io sento il dovere di dichiarare “whatever it takes”, la Regione ed io personalmente faremo qualunque cosa sia necessaria». È quanto ha affermato l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, a chiusura della seduta dell’ufficio di presidenza della V commissione consiliare che, come informa Arc, si è riunito a Capriva del Friuli per le audizioni in merito alla candidatura Unesco del Brda-Collio. «Il lavoro scientifico ha avuto delle difficoltà tecniche iniziali, ma ora ha preso la rotta giusta, dimostrando che questo territorio merita il riconoscimento. Adesso abbiamo un dossier di candidatura di assoluto livello. Il Friuli Venezia Giulia è pronto, assieme al partner sloveno, a proseguire verso la candidatura alla tentative list. Ora è il momento della diplomazia ed entro il mese di ottobre avremo chiarezza sulla situazione. Ci auguriamo che il percorso possa essere completato così com’è iniziato con la partnership Slovenia Friuli Venezia Giulia, ma, qualora vi fossero problemi, noi proseguiremo comunque verso la tentative list».

La riunione di Capriva.

Presieduta dal consigliere regionale Diego Bernardis, già sindaco di Dolegna del Collio e convinto promotore dell’iniziativa per il riconoscimento alla zona collinare a cavallo del confine italo-sloveno il titolo di Patrimonio dell’Umanità, la seduta della Commissione è stata l’occasione per illustrare lo stato della ricerca svolta dal Comitato tecnico ristretto composto da Francesco Marangon, Lucia Pillon, Stefano Cosma e Federico Pizzin. In questa fase, il lavoro è finalizzato all’ingresso nella tentative list del Centro del patrimonio mondiale Unesco, nella sezione dei beni culturali transfrontalieri. La tentative list italiana contiene attualmente 43 candidature (alcune di vecchia data altre recenti), ma questa, ulteriore, è una delle poche transfrontaliere. La denominazione della candidatura si compone delle tre diciture in sloveno, italiano e friulano Brda/Collio/Cuei che identificano il territorio collinare appunto tra Italia e Slovenia.
I criteri, tra quelli definiti dall’Unesco, a cui la candidatura afferisce, sono relativi alla straordinarietà di un insieme tecnologico e di un paesaggio che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana e l’eccezionalità di interazione tra l’uomo e l’ambiente. Il lavoro si sta concentrando su elementi quali l’ubicazione geografica e il clima specifico, le particolarità geologiche, le caratteristiche ed eccezionalità tecnologiche, la lavorazione agricola e la resilienza. In questo approccio scientifico assume valenza particolare il terrazzamento del Collio che qui ha la tipica denominazione di “ronco”. Questo paesaggio rurale trova denominazioni specifiche in tre Catasti settecenteschi, quello teresiano, quello dell’Ufficio tavolare e il Catasto giuseppino. Ma l’opera più sistematica ed uniforme va ricondotta al Catasto dei secoli XIX e XX avviato da Napoleone nel 1807 e proseguito con l’operato dell’imperatore Francesco I d’Austria, le cui mappe sono custodite all’Archivio di Stato di Gorizia.

Intanto, due famosi vignaioli del Collio saranno protagonisti oggi a Topolò, il piccolo paese delle Valli del Natisone, in Comune di Grimacco, postosi in evidenza in questi anni per le sue iniziative culturali. Tutto è pronto, infatti, per l’evento “zero” di Ikarus annunciato per il pomeriggio odierno: un piccolo assaggio del Festival che prenderà il via ufficiale a settembre. Dalle 17, infatti, saranno sulla scena di Stazione Topolò due “genius loci” del territorio collinare goriziano, Joško Sirk, il patron della Subida di Cormons, e Joško Gravner, il vignaiolo controcorrente di Oslavia famoso nel mondo per i suoi vini nati secondo natura.

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In copertina e qui sopra immagini del Collio italiano e di quello sloveno.

Rosazzo, conclusi i Colloqui in Abbazia al Vigne Museum oggi sboccia la musica

di Giuseppe Longo

MANZANO – È appena sceso il sipario sulla sezione primavera-estate dei “Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” che si alza quello su Vigne Museum dove proprio oggi, 16 luglio, sboccia la musica. Si conferma, così, sempre più un attivissimo polo culturale questo prestigioso angolo dei Colli orientali del Friuli dominato dal monastero benedettino e circondato da vigneti che hanno scritto la storia della viticoltura della nostra regione. Ospiti del “tempio” friulano dell’arte e della contemporaneità dedicato al patriarca del Vigneto Fvg, scomparso nel 2016 ultracentenario e al quale si deve il rilancio produttivo proprio di queste meravigliose colline, oggi “cru” fra i più conosciuti e blasonati d’Italia, saranno il chitarrista di fama internazionale Federico Casagrande e il computer-music designer Carlo Laurenzi, dell’Ircam (Istituto per la ricerca e la coordinazione acustica/musicale di Parigi, tempio europeo dell’avanguardia), per un concerto-spettacolo in quadrifonia.

Federico Casagrande…

… qui con Carlo Laurenzi.

Un eccezionale evento “fuori porta” per More Than Jazz. La rassegna musicale organizzata da SimulArte per l’estate udinese, infatti, fa tappa su queste colline per uno dei suoi concerti proposti in collaborazione con amministrazioni e realtà del Manzanese. E quale migliore scenografia per una vera e propria immersione musicale nella natura se non al Vigne Museum, suggestiva realizzazione vicinissima all’Abbazia in cui da alcuni anni arte, cultura della contemporaneità, scienza, ambiente e territorio si mescolano, e si interrogano, nel segno della sperimentazione delle arti visive, performative e musicali. Sarà qui, dunque, nel cuore dei Colli orientali, che stasera, alle 21.30 (sperando, ovviamente, nella clemenza del tempo), verrà proposto il concerto del duo Casagrande-Laurenzi. Lo spettacolo, intitolato “Le miroir magique” e inserito nel programma “Il Contemporaneo al Vigne Museum”, offrirà l’occasione per una vera e propria immersione nel suono grazie ad un impianto audio, appunto, in quadrifonia.

Elda Felluga

Silvia Parmiani

Un nuovo incontro, dunque, da segnare in agenda fra i vigneti di Rosazzo, che ha quale motore propulsivo l’azienda vitivinicola fondata proprio da Livio Felluga e che ha nella figlia Elda la sua attenta e appassionata regista. Venerdì scorso, infatti, si era conclusa con successo la ricordata sezione sezione primavera-estate dei “Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”. Anche questo ultimo incontro, curato con la collaborazione di Margherita Reguitti, ha proposto un interessante e “gustoso” itinerario alla scoperta della ricchezza ineguagliabile dell’italico Stivale. Protagonista, in questo caso, la Toscana e in particolare Arezzo e la sua zona, con la presentazione di un’agile guida curata da Roberto Rossi e Cristina Cristofoli, che hanno condotto per mano i numerosi ospiti convenuti nella sala abbaziale in un “viaggio” molto invitante per quanto riguarda storia e paesaggi, ma anche enogastronomia, incalzati dalle pertinenti domande e “provocazioni” di Elena Commessatti, direttore editoriale della collana Incentro. Una vera e propria avventura con sorprese e colpi di scena nella città etrusca, di ieri e di oggi, patria anche di Francesco Petrarca e Giorgio Vasari, resa famosa dagli affreschi di Piero della Francesca.
Elda Felluga ha concluso l’incontro ricordando l’ottima riuscita di questa prima tranche dei “Colloqui dell’Abbazia”, che hanno il marchio della inconfondibile “carta geografica” ideata proprio dal padre Livio per presentare i suoi vini, e dando appuntamento in settembre per la sezione autunnale. Un saluto ha portato anche l’assessore alla Cultura del Comune di Manzano, Silvia Parmiani, esprimendo il plauso della civica amministrazione per queste iniziative che concorrono a una ulteriore notorietà e valorizzazione di questa importante area del Friuli.
Infine, ancora due parole su Vigne Museum. Realizzata nel 2014 dall’architetto Yona Friedman con l’artista Jean-Baptiste Decavèle proprio in occasione dei 100 anni di Livio Felluga, la struttura permanente è curata dal 2018 dall’omonima associazione. «Attraverso convegni, workshop di formazione, progetti di artisti internazionali, concerti e performance – spiega Elda Felluga, presidente del sodalizio culturale – vogliamo proporre un programma interdisciplinare di eventi tra arte, architettura e scienza per una riflessione sulle diverse tematiche legate all’ambiente, al paesaggio, alla tutela del territorio e alla costruzione di una società più consapevole. Sempre e comunque nell’ottica della tradizione e sperimentazione, simbolo dell’intraprendenza e della tenacia friulana».
Esattamente come il concerto che sarà proposto oggi, in cui l’incontro tra le sonorità classiche e folk della chitarra suonata da Casagrande si fondono con gli elementi elettroacustici di Laurenzi, dando così vita a un linguaggio nuovo in cui le due dimensioni dialogano e si influenzano a vicenda. Una bella serata, insomma, con cui riaprire questo prestigioso spazio culturale proprio all’insegna della musica.

Cristina Cristofoli, Elena Commessatti, Roberto Rossi e il numeroso pubblico.

Lo spettacolo, come tutti quelli proposti da More Than Jazz, è a ingresso gratuito, ma con prenotazione obbligatoria sul sito www.morethanjazz.it o www.vignemuseum.com, via telefono al numero 0432.1482124 anche oggi dalle 16 alle 19 o via e-mail all’indirizzo biglietteria@simularte.it

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In copertina, ecco un’immagine del Vigne Museum sui colli di Rosazzo in una foto di Luigi Vitale.

 

Ma il vino nasce già in vigna: invito a scoprirlo anche in questo weekend

Attenzione per l’ambiente, cura della natura e del terreno sono importanti presupposti per una viticoltura sostenibile e rispettosa. «Grazie agli appassionati racconti dei viticoltori – assicura il Movimento turismo del vino Fvg, guidato da Elda Felluga – avrete la possibilità di scoprire come il vino nasca già in vigna e conoscere il loro impegno per la preservazione della natura e delle risorse del terreno».


Sabato 17 e domenica 18 luglio, l’appuntamento settimanale con Vigneti Aperti si arricchisce in un’ottica sostenibile: oltre alle visite in cantina e in vigna, vi aspettano passeggiate con un asinello di 25 anni, degustazioni di vini biologici, picnic immersi nella natura, apericena in giardino e molto altro.
Una valida e originale proposta turistica per scoprire o riscoprire i nostri suggestivi paesaggi, i luoghi di eccellenza del vino, ricordando che tutto il percorso produttivo prende forma proprio dalla terra: potatura, legatura, sfogliatura e vendemmia sono tutti elementi indispensabili per la nascita e la maturazione dei nostri eccellenti vini. L’iniziativa è pensata come una piacevole e rilassante occasione di incontro all’aria aperta, adatta a turisti, appassionati e famiglie (bambini e ragazzi potranno imparare entrando direttamente a contatto con la natura): dopo aver ascoltato i racconti della vigna e conosciuto le diverse fasi di lavorazione, gli adulti potranno deliziarsi con una piacevole degustazione dei vini aziendali accompagnata da prodotti tipici.
Le aziende vitivinicole che aderiscono all’iniziativa sono: I Magredi a San Giorgio della Richinvelda in provincia di Pordenone, mentre in quella di Udine trovate Barone Ritter de Zàhony, Cantina Puntin e Tarlao ad Aquileia, Dario Coos a Ramandolo, de Claricini a Moimacco, Elio Vini a Grupignano, Ferrin Paolo a Camino al Tagliamento, Le Due Torri a Corno di Rosazzo, Spolert Winery a Prepotto e Villa Vitas a Strassoldo. In provincia di Gorizia, invece, vi aspettano Borgo Conventi a Farra d’Isonzo e Pascolo a Dolegna del Collio.
Tutti gli enoturisti che vogliono essere informati sulle news della manifestazione e le aziende aderenti nei vari weekend trovano ogni informazione sul sito www.cantineaperte.info e sui social media dell’associazione Facebook MtvFvg e Instagram mtv_friulivg. E come diceva Luigi Veronelli: «Per capire il vino, bisogna camminare la vigna!».

Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Tel +39 0432.289540 – 348.0503700
info@mtvfriulivg.it – www.cantineaperte.info

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In copertina e all’interno immagini di Vigneti Aperti in Friuli Venezia Giulia.

 

Duino Aurisina, ecco Calici di stelle 2021. E poi il via sul Ponte dello Schioppettino

Saranno Prepotto e Dolegna del Collio a proporre sabato 31 luglio congiuntamente, sul Ponte dello Schioppettino, il primo evento del calendario di Calici di stelle 2021 in Friuli Venezia Giulia organizzato dalle Città del Vino. Si tratta del tradizionale appuntamento estivo con la degustazione dei migliori vini del territorio, che vede uniti i due Comuni divisi dal torrente Judrio e le rispettive Pro Loco. Il tutto assieme al Coordinamento regionale del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino, che in questi giorni sta ultimando il programma della manifestazione organizzata a livello nazionale con il Movimento Turismo del Vino e Italia – Agenzia nazionale turismo, mentre a livello regionale c’è il sostegno di PromoturismoFvg, Strada Vino e Sapori Friuli Venezia Giulia e BancaTer.

Sul Ponte dello Schioppettino.

Il calendario completo di Calici di Stelle delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia sarà presentato a Duino Aurisina – Devin Nabrežina giovedì 22 luglio all’Osmiza Pipan Klaric, frazione Malchina (posti su invito limitati e solo su prenotazione). «Alla conferenza stampa – ha anticipato Tiziano Venturini, coordinatore regionale e assessore comunale di Buttrio alla Città del Vino, promozione turistica e sviluppo economico – sveleremo il programma che andrà dal 31 luglio al 13 agosto con appuntamenti che coinvolgeranno Città del Vino inserite nelle varie zone Doc della nostra regione. L’anno scorso siamo stati tra le poche regioni capaci di organizzare l’evento dopo il lockdown e praticamente l’unica che lo ha fatto senza ridurre il programma rispetto alle edizioni precedenti. In questo senso Duino Aurisina, che gentilmente ospita la conferenza stampa, si lega a Prepotto e Dolegna del Collio, che sul Ponte dello Schioppettino proporranno congiuntamente il primo evento del calendario di Calici di stelle sabato 31 luglio».

Lo Schioppettino, Ribolla nera, è uno dei pochi vini al mondo che ha un ponte a esso dedicato: unisce Prepotto, nella zona Doc dei Colli orientali, a Dolegna, situata nel Collio. Due comunità amiche e unite all’interno delle Città del Vino. «Proprio sul ponte – spiegano i sindaci di Prepotto, Mariaclara Forti, e di Dolegna, Carlo Comis – degusteremo Schioppettino di Prepotto, Ribolla gialla e altri grandi vini dei nostri territori: i calici ci uniranno per una serata che a partire dalle 19 del 31 luglio, con anche alcune proposte gastronomiche particolari e momenti musicali, aprirà l’edizione 2021 di Calici di stelle in Friuli Venezia Giulia. Siamo lieti di avere l’onore di aprire il calendario, brindando alla ripartenza, con i due nostri Comuni e le rispettive Pro Loco».

Ma prima come detto spazio ai vigneti, con i loro profumi e sapori, della zona Doc Carso. «Siamo onorati – affermano il sindaco di Duino Aurisina, Daniela Pallotta, e l’assessore al Turismo, agricoltura e politiche per il mare, ambiente e Carso Massimo Romita – di ospitare la conferenza stampa di Calici di stelle, nello splendido contesto dell’Osmiza Pipan Klaric nella meraviglia del nostro Carso, a poca distanza dal mare, dal monte Hermada legato alle memorie della Grande Guerra e al confine di Stato che nella nuova Europa è un confine di pace attraversato dai vigneti di Vitovska, Terrano e altri vini autoctoni. Il successo progettuale per la candidatura a Capitale delle Città del Vino, con il plauso dell’Associazione nazionale che ci ha collocato idealmente sul podio dietro ai vincitori di Barolo, ci ha convinti ulteriormente nella bontà del nostro impegno per la valorizzazione del nostro territorio attraverso l’enoturismo, senza dimenticare che siamo anche Città dell’Olio. Insieme al coordinamento regionale delle Città del Vino e alle nostre associazioni, a partire dalla Pro Loco Mitreo, siamo pronti per una grande edizione di Calici di stelle».

Vigneti sul Carso.

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In copertina, il coordinatore Fvg delle Città del vino Tiziano Venturini.

E ora riparte anche “Borderwine”: i suoi vini naturali debutteranno a Udine

Riecco “Borderwine” che per la prima volta sarà a Udine. Grande notizia, dunque, per gli amanti del vino senza chimica: il Salone transfrontaliero del Vino naturale torna per la quinta edizione dopo lo stop forzato del 2020 dovuto all’emergenza Covid. L’edizione della ripartenza segna, infatti, un importante cambio di location e si sposta da Cividale al capoluogo friulano: così, domenica 25 e lunedì 26 luglio, dalle 18 alle 23.30, il giardino esterno del Cinema Visionario ospiterà 30 vignaioli tra Friuli Venezia Giulia, Italia, Austria e Slovenia, numerosi produttori locali, degustazioni, aperitivi, musica ed incontri.
Tra gli eventi, la masterclass verticale dedicata alla Vitovska, antico vitigno autoctono a bacca bianca del Carso, e la performance live a fumetti del duo friulano Francesco Scalettaris e Gio Di Qual, autori del libro illustrato “Conoscere il vino. Manuale a fumetti per bere con gusto” che insegna attraverso i loro disegni come si produce, come si assaggia e come si abbina il vino al cibo.  Ad accompagnare i vini rigorosamente naturali delle cantine ci saranno le creazioni della storica Osteria “Pieri Mortadele” di riva Bartolini, nel cuore di Udine, che per l’occasione diventa “Pierin Tarantolato”, grazie alla speciale collaborazione con la Libreria Tarantola, assieme alla quale gestirà il cartellone del giardino del Visionario per tutta l’estate.
«“Borderwine” vuole essere un viaggio enogastronomico tra diversi confini, proprio come è la nostra cultura regionale, a partire dalla tavola e dal bicchiere – spiegano gli ideatori, Valentina Nadin e Fabrizio Mansutti –, questa edizione rappresenta per noi e per tutti i produttori presenti un momento importante simbolico in cui ritrovarsi e confrontarsi dopo un periodo difficilissimo, davanti ad un buon bicchiere di vino. Essere a Udine, in più, ci rende più attrattivi e più facilmente raggiungibili anche in termini dell’indotto turistico che il salone può creare sul territorio, come testimoniano le collaborazioni con l’hotel Suite Inn e Là di Moret, in ottica di valorizzare la città di Udine come destinazione turistica».
I criteri per poter partecipare come produttori a “Borderwine” rimangono ferrei: scelta dei terreni, rispetto della loro biodiversità, esclusione di qualsiasi tipo pesticidi, additivi o di manipolazione chimica o fisica. Tanto che produrre vino naturale per questo Salone significa guardare al futuro non solo dell’enologia, ma dell’agricoltura in genere, opponendosi alla logica che vuole una produzione continua e massiccia ad ogni costo.

L’ultima edizione a Cividale.

L’ingresso a “Borderwine” costerà 20 euro, 35 per le due giornate. I biglietti sono acquistabili in prevendita sul sito gustait.com

 

Cimice asiatica, via libera al Piano nazionale di controllo biologico

È stato appena approvato dalla Direzione generale per il Patrimonio naturalistico del Ministero della Transizione ecologica il nuovo Programma 2021 di “Controllo biologico della cimice asiatica mediante la liberazione del suo antagonista, la piccola vespa samurai, nome scientifico Trissolcus japonicus”, preparato e redatto dal Crea Difesa e Certificazione, in qualità di Istituto nazionale di riferimento per la protezione delle piante. Ne dà notizia Il Punto Coldiretti, ricordando poi che pure quest’anno sarà possibile intervenire, con il contributo essenziale del Crea, per contenere questo pericoloso insetto alieno, che tanti danni ha arrecato soprattutto alla frutticoltura di gran parte del Centro Nord, e pure in Friuli Venezia Giulia, mettendo in ginocchio interi comprensori produttivi. Basti pensare che, nel 2019, intere aree frutticole produttive in gran parte d’Italia hanno perso ben oltre il 70% del raccolto.
L’impegnativo e importante Piano nazionale, coordinato scientificamente e operativamente dal Crea Difesa e Certificazione, per difendere l’agricoltura Italiana da questa temibile avversità, ha come obiettivo primario – conclude Coldiretti – la ricostituzione di un equilibrio naturale rotto dall’arrivo della cimice. Il Programma mira, infatti, a ricondurre le popolazioni del dannosissimo insetto a livelli di non dannosità.

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In copertina, la dannosissima cimice asiatica e qui sopra la vespa samurai sua antagonista naturale.