Pinot grigio a gonfie vele: bottiglie su del 6%. Le Venezie restano pilastro a Nordest

Pinot grigio sempre a gonfie vele. Per la filiera produttiva del Triveneto, il 2021 va infatti in archivio con il segno più, registrando, nonostante le difficoltà e gli stravolgimenti che tutto il Settore ha dovuto affrontare, un’incoraggiante crescita del 6% sul precedente anno solare, per un totale imbottigliato di quasi 2,4 milioni di hl di Pinot grigio a Denominazione (fonte Organismi di Controllo) a significare un globale riconoscimento per il Sistema a Denominazione del Nordest. A trainare il trend positivo del comparto di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino è la Doc delle Venezie, cui va riconosciuto – con un totale di 1.840.889 hl imbottigliati (seconda denominazione italiana per questo parametro) – ben il 77,4% del Pinot grigio totale messo in bottiglia dall’Areale.

Albino Armani

La più grande Doc – Con i suoi quasi 27 mila ha di vigneto di cui 14 mila rivendicati Doc delle Venezie, la più estesa Denominazione a livello nazionale – che chiude il 2021 con un +5,11% di imbottigliato (+89.517 hl), circa 12 milioni di bottiglie da 0,75 l in più rispetto al 2020 e con un totale di quasi 229 milioni di contrassegni distribuiti da Triveneta Certificazioni (15 milioni in più dell’anno precedente) – rappresenta oggi una garanzia di stabilità del Nordest, essendo chiamata a gestire oltre al proprio potenziale anche i quantitativi riclassificati da parte delle altre DO territoriali (parliamo di ulteriori 400.000 hl circa tra Pinot grigio e Bianco Doc delle Venezie). «Garantiamo un importante equilibrio di Sistema delle Do del Triveneto a produzione di Pinot grigio», dice il presidente del Consorzio di Tutela, Albino Armani, che continua: «La nostra Doc rappresenta per tutte le aziende e i produttori un valido sostegno in termini di valore, posizionamento internazionale e qualità, grazie alla garanzia di tracciabilità e certificazione. Ricopriamo in un certo senso un ruolo di “Denominazione cappello» dell’intera filiera produttiva di Pinot grigio del Nordest e, grazie ad un dialogo sempre aperto tra tutti gli attori – e supportati del recente riconoscimento di tutela e rappresentanza “erga omnes” – ci impegniamo a lavorare congiuntamente per una politica ampia di programmazione della produzione, nell’interesse dei produttori che devono trarre il massimo riconoscimento sul mercato dalle DO cui scelgono di affidarsi».

Gestione condivisa – Già dal 2020 il lavoro di sinergia aveva portato ad una gestione condivisa grazie a misure di ampia applicazione, quale gli stoccaggi amministrativi (poi ripetuta nel 2021), seguita dalla scelta di sempre più Denominazioni di condividere il percorso di gestione tramite il blocco degli impianti, come è successo recentemente per le Do Garda, Grave, Friuli ed in precedenza per Valdadige, Trentino, Vicenza, Venezia e Arcole. Anche quest’anno, la Doc delle Venezie e le altre coesistenti sono chiamate a raccolta per confrontarsi e valutare un’ulteriore politica di contenimento delle produzioni, per agire nuovamente in modo coordinato e coeso. Un merito importante per il bilancio positivo degli ultimi mesi – che hanno osservato un andamento sempre in crescita con le medie stagionali degli anni precedenti – va anche al dinamismo degli imbottigliatori italiani ed esteri, che credono negli alti standard qualitativi della Denominazione e contribuiscono in modo significativo alla sua crescita in termini sia di imbottigliato sia di valore.

Partner d’Oltreconfine – Fondamentale il sostegno dei partner d’Oltreconfine, quindi – in primis Germania, Uk e Usa nell’ordine –, imbottigliatori cui la Doc nell’ultimo anno ha consegnato 198.795 hl (+3,11% rispetto al 2020) e dei grandi acquirenti esteri che, “anche a fronte dell’incremento del valore economico del Pinot grigio delle Venezie (dati mercuriali delle Camere di Commercio alla mano, a partire dal mese di giugno e fino a dicembre 2021 ha registrato un aumento di circa il 30%) continuano a lavorare sulla nostra Denominazione”, spiega il presidente del Consorzio di Tutela. In particolare, giungono testimonianze incoraggianti dagli Stati Uniti, dove il MW Nicholas Paris, Direzione Wine & Spirits Education per il colosso E. & J. Gallo Winery dichiara che il trend attuale negli Usa tende a gratificare in generale i vini premium o luxury, e ciò si riflette anche nell’offerta di Pinot grigio: «Negli Usa i trend stanno certamente premiando le categorie di Pinot grigio (di tutto il mondo) Premium, Super e Ultra Premium e Luxury con percentuali di crescita che vanno dal +2 al +7%, a discapito dell’offerta non-premium, di prezzo popolare, che ha osservato invece una significativa flessione. In particolare, i nostri Pinot grigio italiani premium entry-level (come il nostro Ecco Domani Doc delle Venezie), premium e quelli di lusso sono andati bene, superando anche negli ultimi due casi la media generale del mercato, con percentuali a doppia cifra». Questi dati mostrano chiaramente come i fattori di qualità, garanzia e provenienza per i consumatori statunitensi diventino anno dopo anno più determinanti nel processo d’acquisto ed aprono la strada verso una mirata attività di promozione per il Pinot grigio delle Venezie, per rendere familiari le implicazioni e le specifiche contenute nel concetto di Denominazione d’Origine, di certificazione, di sicurezza, di controllo sia della materia prima che della sua trasformazione.

I segnali del Regno Unito – Anche dal Regno Unito, secondo mercato di riferimento per la Doc, arrivano segnali importanti, come afferma Giorgio Pizzolo, presidente di Enoitalia e consigliere in seno al CdA del Consorzio di Tutela, «il Pinot grigio delle Venezie si conferma anche nel 2021 il primo vino bianco fermo venduto in Uk dalla nostra azienda con un trend di crescita positivo rispetto all’anno precedente, grazie anche agli investimenti che l’azienda ha saputo fare su brand storici, tra i quali Voga Italia, che hanno saputo attrarre nuovi consumatori. La ripresa dell’on-trade, soprattutto nella seconda parte dell’anno, ha sicuramente favorito l’inversione di tendenza verso il 2020, confermando l’alto interesse da parte del consumatore inglese per questa denominazione».

Il Consumatore globale – Il Consorzio di tutela ha svolto in questi anni un grande lavoro di rafforzamento del valore identitario – terroir e areale produttivo, certificazione e tracciabilità – del Pinot grigio delle Venezie, legato soprattutto alle misure straordinarie di gestione oggi in vigore, che hanno portato anche all’aumento del valore economico. «Finalmente la Doc inizia a ricevere il riconoscimento economico e sociale meritato. Il nostro Cda continua a lavorare per mantenere questo trend positivo e ci impegneremo con gli altri Consorzi a mantenere alto il livello di condivisione dei temi attuali sempre con la volontà di una visione futura condivisa ed attenti nell’incentivare produzioni di qualità rispettose dell’ambiente e più rispondenti alle richieste del Consumatore globale», chiude Nazareno Vicenzi, responsabile Area tecnica del Consorzio Doc delle Venezie.

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In copertina, alcuni bei grappoli di Pinot grigio in un vigneto friulano.

Casarsa lavora per i vini di primavera e per la grande mostra degli spumanti

Si lavora per la “ripartenza” della storica Sagra del Vino nel consueto periodo primaverile: dopo la fortunata edizione estiva del 2021, la Pro Loco Casarsa della Delizia Aps sta iniziando a ragionare attorno al ritorno della grande manifestazione al suo consueto periodo. Per questo sono state incontrate le associazioni locali che gestiscono i chioschi enogastronomici e con le quali in questi anni c’è sempre stato un proficuo rapporto di collaborazione. Presenti la Sas Casarsa con il suo presidente Claudio Colussi, le Vecchie glorie col presidente Antonino Giordano, la Libertas con il presidente Adolfo Molinari, la Polisportiva con il referente Ilario Lombardi, il diSegno con Stefania Pilosio, mentre si sono collegati online l’associazione Lenza Delizia e la Corale Casarsese (la quale non gestirà più il suo tradizionale chiosco, ma rimarrà una delle colonne storiche della manifestazione).

Antonio Tesolin (Pro Casarsa)


«Un incontro ricco di spunti – spiega il presidente della Pro Casarsa, Antonio Tesolin – in cui abbiamo iniziato a ragionare su come potrebbe essere la Sagra del Vino 2022 anche alla luce di quanto siamo riusciti a realizzare la scorsa estate, mettendo alla prova un sistema di gestione di accesso all’area festeggiamenti e della zona chiosco che ci ha lasciato diversi elementi su cui riflettere. L’edizione estiva è stata positiva e ora adesso avvieremo il ragionamento con amministrazione comunale e la Cantina La Delizia per definire al meglio la cornice per il ritorno alla cadenza primaverile. Noi alla Pro Loco ci crediamo, lo stesso le associazioni locali che hanno espresso la forte volontà di esserci nell’edizione 2022. La grande festa di primavera è molto amata e ne è riprova il fatto che in questi giorni stiamo ricevendo molte telefonate ed e-mail di attività economiche che vogliono conoscerne le date, non appena saranno definite, per essere presenti».
Un’edizione quella del 2022 che, oltre all’aspetto enogastronomico, sicuramente dedicherà parte del programma a Pier Paolo Pasolini a cento anni dalla sua nascita, nonché punta a prevedere momenti di socialità per tutte le fasce di età nonché eventi musicali e sportivi. «Aspettiamo di capire – conclude Tesolin – come evolverà il quadro sanitario nelle prossime settimane, ma non stiamo lasciando passare il tempo senza le prime programmazioni. D’altronde, la Sagra del Vino e la collegata selezione di spumanti regionali Filari di Bolle sono apprezzati in Friuli Venezia Giulia e non solo, visto che fanno parte del programma della candidatura che ha visto il Comune di Duino Aurisina vincere quale capitale italiana delle Città del Vino per il 2022. Inoltre, la manifestazione ha ricevuto anche il marchio di Sagra di Qualità da parte dell’Unione nazionale Pro Loco, proprio per il suo impegno storico nella valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche».

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In copertina e qui sopra due immagini della mostra degli spumanti.

Dal Friuli al mondo, la potatura della vite ora sarà insegnata anche online

Ad un anno dalla nascita, Vine Master Pruners Academy by Simonit&Sirch, la prima piattaforma digitale al mondo dedicata alla formazione sulla potatura della vite e alla gente di vigna, lancia dal Friuli i nuovi corsi Vine Pruner Advanced. Già disponibili dal 13 gennaio, oltre a lezioni online e video on-demand, offrono anche sessioni pratiche in presenza e danno la possibilità di ottenere i relativi certificati dopo il superamento di un esame da tenersi in vigna. Vine Master Pruners Academy è ideata e creata da Simonit&Sirch, unico gruppo internazionale specializzato e accreditato nel settore della formazione del personale addetto alla potatura manuale dei vigneti, che ha formato nel corso degli anni oltre 15 mila professionisti con l’istituzione di varie Vine Pruning Scholls nei più importanti distretti vitivinicoli del mondo. Non solo: la Vine Master Pruners Academy – con oltre 8 mila iscritti – è anche la più grande Community di potatori. Un’impresa innovativa, prima nel suo genere, che dall’ottobre scorso ha come main sponsor Felco Sa, leader mondiale nella produzione di utensili per la potatura.

Vine Master Pruners Academy offre un percorso formativo completo ed approfondito, organizzato su più livelli, che permette di acquisire abilità crescenti fino al raggiungimento dell’ambito titolo di Vine Master Pruner. Il corso introduttivo “Diventa Vine Pruner” ed i corsi del primo livello Vine Pruner, disponibili su vinemasterpruners.com, sono svolti interamente online e comprendono anche webinar con Marco Simonit direttamente dalla vigna. Sempre dal 13 gennaio, gli studenti dell’Academy, iscritti ai corsi di livello Vine Pruner, possono approfondire i loro studi con i corsi di livello successivo, Vine Pruner Advanced. Questi corsi, che analizzano approfonditamente le forme di allevamento Guyot e Cordone speronato, consentono di seguire lo sviluppo delle piante dalle prime fasi dell’allevamento fino al raggiungimento delle età più avanzate. Gli esami e le sessioni pratiche per l’inverno e primavera 2022 si terranno in varie sedi in Italia: Campania, Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Veneto.

I corsi Vine Pruner Advanced fanno parte di un percorso di alta formazione, che permette di migliorare, crescere ed imparare il Metodo di potatura Simonit&Sirch, diffuso e applicato nei più importanti distretti vitivinicoli del mondo. «Vine Master Pruners Academy è una grande casa per la gente di vigna di tutto il mondo dove imparare, osservare, conoscere e confrontarsi – spiega Marco Simonit, ceo e co-founder di Simonit&Sirch -. È un luogo dove poter condividere l’esperienza creata negli anni di lavoro per aiutare le vigne di tutto il mondo a diventare più forti, più sostenibili, longeve e valorizzare ed elevare la professione del potatore».

Informazioni – VINE MASTER PRUNERS ACADEMY – www.vinemasterpruners.com – info@vinemasterpruners.com

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In copertina e all’interno Marco Simonit in una dimostrazione pratica, oltre a due schemi di potatura.

 

Agea-lumaca, in Fvg per i pagamenti Ue nascerà un organismo autonomo Ersa

La Regione Fvg ha imboccato la strada per costituire un nuovo autonomo Organismo pagatore degli aiuti comunitari per il Friuli Venezia Giulia che sarà operativo per effettuare i pagamenti dal 2024 e consentirà all’Amministrazione regionale di affrancarsi dalla gestione dell’organismo pagatore nazionale Agea. Lo ha riferito alla II Commissione consiliare l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, il quale ha illustrato, come informa Arc, le motivazioni che hanno portato a questa scelta e le modalità da adottare per avviare l’iter di costituzione del nuovo organismo.

L’assessore Stefano Zannier.


«Il ritardo nei pagamenti da parte di Agea è ormai strutturale», ha affermato Zannier annunciando che ci sarebbe stato un incontro tra il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, tutti gli assessori regionali competenti e i vertici di Agea per fare il punto su alcune criticità. «Nel frattempo – ha aggiunto l’assessore -, altre Regioni tra cui Marche, Abruzzo e Campania, stanno uscendo dal sistema Agea che ad oggi gestisce solo 13 Regioni su venti e domani potrebbe gestirne nove».
Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, la prima ipotesi, ovvero l’adesione del Friuli Venezia Giulia all’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura (Avepa) risultava preferibile, ma è stata poi abbandonata a fronte di alcuni approfondimenti tecnico-amministrativi. «Hanno pesato sia valutazioni relative agli oneri delle risorse umane per la Regione Veneto, sia la procedura di riconoscimento, che secondo il Mipaaf non si sarebbe potuta limitare a un aggiornamento del riconoscimento di Avepa per l’estensione delle funzioni, ma avrebbe dovuto ripercorrere integralmente l’iter come nel caso di un’istituzione ex novo», ha spiegato l’assessore.
«Abbiamo quindi deciso di costituire un organismo pagatore interamente interno al Friuli Venezia Giulia con una dotazione organica propria», ha dichiarato Zannier. Ulteriori valutazioni tecniche hanno portato alla decisione di costituire una componente interna all’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia (Ersa), con una direzione a sé stante distinta da quella di Ersa che ne garantisca l’autonomia e una struttura amministrativa simile a quella del Veneto, ma proporzionalmente adeguata alle procedure di cui l’organismo pagatore si dovrà fare carico. «Attualmente stiamo ancora valutando se portare in carico al nuovo organismo sia la gestione del primo che del secondo pilastro della Programmazione comunitaria o se affidargli inizialmente solo una gestione parziale. Di certo, il passaggio avverrà gradualmente e valuteremo in corso d’opera se sia più opportuno abbandonare del tutto Agea o lasciare in capo ad essa alcune gestioni, almeno provvisoriamente», ha aggiunto il titolare dell’Agricoltura Fvg. Per rendere operativa la struttura verranno avviati percorsi assunzionali specifici per dotarsi di una pianta organica attualmente stimata in 53 addetti, con un costo medio nei prossimi anni attorno ai 3 milioni di euro l’anno. «È una scelta ambiziosa e complessa – ha rimarcato Zannier -, ma divenuta necessaria se si considera che l’attuale capacità di pagamento è di alcuni mesi, mentre il Veneto con Avepa impiega 45 giorni a liquidare i beneficiari». L’attuale Programmazione agricola comunitaria (Pac), prorogata a causa del Covid fino al 2023, conta su una dotazione finanziaria del solo Psr di 398 milioni di euro; la prossima programmazione, che abbraccerà l’arco temporale 2023-2027, dovrebbe assegnare al Friuli Venezia Giulia una dotazione ancora incerta, ma comunque del medesimo ordine di grandezza rapportata alle sole cinque annualità.

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In copertina, si provvede all’aratura dei terreni in vista delle semine.

La Peste suina africana ora allarma gli allevatori di Confagricoltura Fvg

«Il focolaio di Peste suina africana (Psa) scoperto nei giorni scorsi in provincia di Alessandria (Piemonte), ci preoccupa molto», dice David Pontello, responsabile del comparto suinicolo di Confagricoltura Fvg. «È la prima volta che l’infezione si manifesta sul territorio italiano (Sardegna esclusa) e ciò comporta, a esempio, che alcuni Paesi hanno già bloccato le loro importazioni di carne e trasformati suini nazionali (Cina, Giappone, Taiwan, Serbia), considerando la nostra Penisola non più “indenne da Psa”, con gli immaginabili contraccolpi economici per l’intera filiera suinicola, insaccati e salumi compresi. Difatti, già questo provoca una perdita di circa 20 milioni di euro al mese, per il comparto nazionale. Se verrà confermato, come già indicato dall’Istituto Zooprofilattico dell’Umbria e delle Marche, Centro di referenza nazionale per le malattie da pestivirus, che l’origine dell’infezione (altamente contagiosa, ma non trasmissibile agli esseri umani) proviene da una o più carcasse di cinghiali infetti, si ripropone la tematica, anche per la nostra regione, del controllo non solo dello stato sanitario dell’intera popolazione suinicola e della fauna selvatica, ma della numerosità della popolazione dei cinghiali. Certamente, in passato la nostra Regione ha già pianificato degli interventi di controllo degli allevamenti (sostegno alle misure di biosicurezza) e limitazione della proliferazione dei selvatici, ma a questo punto c’è da chiedersi se le misure adottate siano state sufficienti o, nell’ottica di quanto sta accadendo, vadano implementate. Il Friuli Venezia Giulia, a questo punto, si trova al centro di tre diversi focolai epidemici: quelli provenienti da Est (Polonia, Slovacchia, Romania, Serbia, Ungheria), da Nord (Belgio e Germania) e, ora, quelli ora provenienti da Ovest (Piemonte e Liguria). Se è vero, come dicono alcuni specialisti, che il virus si sposta alla velocità di 3-5 km all’anno, il tempo per agire con efficacia deve subire necessariamente un’accelerazione per tutelare un comparto che vale l’8,5 per cento della Plv agricola regionale. In questa fase, poi – conclude Pontello – è anche fondamentale il rigore delle informazioni ai consumatori, evitando altresì qualsiasi speculazione commerciale».

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In copertina e qui sopra suini allevati e un branco di cinghiali.

 

Ecco il 2022 dei Ristoranti Buon ricordo. E San Daniele annuncia un nuovo piatto

(g.l.) Anno nuovo con diverse novità per quanto riguarda i Ristoranti del Buon ricordo, associazione nazionale che ne riunisce otto anche in Friuli Venezia Giulia. Vale a dire Hotel Ristorante Là di Moret di Udine, Lokanda Devetak 1870 di Savogna d’Isonzo, Ristorante Osteria La Pergola di San Daniele, Trattoria Alla Luna di Gorizia, Locanda Al Castello di Cividale, Ristorante Al Sole di Forni Avoltri, Storico Ristorante Al Ponte di Gradisca d’Isonzo e Trattoria Da Toni di Gradiscutta. E proprio La Pergola ha annunciato il cambio di specialità, come prevede possa avvenire periodicamente lo statuto dell’ormai storico sodalizio: il nuovo piatto sarà dunque “Ravioli al San Daniele in salsa Montasio”. Ma ecco un giro d’orizzonte su tutte le novità più recenti.

Le new entry…

NEW ENTRY – La Locanda Capolago di Colico (Lecco) e i ristoranti Torcolo di Verona, La Fratta di Verucchio (Rimini), Romanè e Trattoria Santa Pupa di Roma, Al Pescatore di Gallipoli (Lecce), Da Ercole a Crotone: dalla Lombardia alla Calabria, sono questi i 7 nuovi ristoranti che dal 2022 entrano a far parte della prima associazione di ristoratori nata in Italia. Salgono quindi a 108 i locali (di cui 9 sono all’estero fra Europa e Giappone) che fanno parte del gruppo, fondato nel 1964 per salvaguardare e valorizzare lo straordinario mosaico delle tradizioni gastronomiche italiane, che – come ebbe a evidenziare il famoso giornalista gastronomo Vincenzo Buonassisi, “padre” mezzo secolo fa della cucina in televisione, dove oggi è star incontrastata – erano allora «sconosciute o neglette» e rischiavano di scomparire. A lanciare l’idea fu Dino Villani, uomo di cultura e straordinario maestro di comunicazione (a cui si devono, fra l’altro, il primo concorso di Miss Italia, il Premio Suzzara ideato con Zavattini, l’idea di far diventare il 14 febbraio la Festa degli Innamorati), che raccolse la convinta adesione di un gruppo di ristoranti di qualità, accomunati dall’obiettivo di ridare notorietà e prestigio alla gastronomia regionale e valorizzare sulle loro tavole gli innumerevoli piatti tradizionali della penisola. I ristoranti (come accade ancor oggi) dovevano scegliere e tenere in menu un piatto che rappresentasse in maniera significativa la loro terra. A fare da trait d’union fra di loro, era (ed è) un piatto dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica Artistica Solimene di Vietri sul Mare su cui è effigiata la specialità del locale. Viene regalato a chi degusta il Menu del Buon Ricordo (di cui la specialità è sempre la portata principale), che ciascun locale può variare anche varie volte all’anno, in modo da far provare agli ospiti un emozionante excursus esemplare nella cucina della propria terra. Per conoscere da vicino i ristoranti del Buon Ricordo e le loro specialità, si può consultare il sito www.buonricordo.com o sfogliare la Guida 2022 appena pubblicata, in distribuzione gratuita nei locali associati e scaricabile dal sito. In ogni scheda un QR Code riporta al sito del ristorante, in modo che si possono avere tutte le informazioni a portata di click. Nella guida si trovano anche gli Hotel Special, che hanno al loro interno un ristorante del Buon Ricordo.

… e i loro piatti.

NUOVE SPECIALITA’ – Queste le specialità delle new entry 2022: Riso e persico, in un raviolo! (Locanda Capolago di Colico), Bollito veronese (Ristorante Torcolo di Verona), Passatelli gratinati con ragù di coniglio, fonduta di formaggio di fossa ed erbette di stagione (Ristorante La Fratta di Verucchio), Pollo alla cacciatora (Ristorante Romanè di Roma), Ravioli d’arzilla alla Vittoria (Trattoria Santa Pupa di Roma), Spaghettone biologico Senatore Cappelli, con tartare di tonno, aglio, capperi e spolverata di bottarga artigianale (Al Pescatore Hotel&Restaurant di Gallipoli), Carbonara pitagorica (Ristorante da Ercole di Crotone). Come detto, lo Statuto del Buon Ricordo prevede che i ristoranti possano cambiare periodicamente la loro specialità. Per il 2022, lo fanno in quattro. Le nuove proposte sono: il Morone al sale, salsa ai limoni nostrani, sfoglie di patate e caviale del Ristorante Manuelina a Recco (Genova), i già citati Ravioli al San Daniele in salsa Montasio del Ristorante Osteria La Pergola a San Daniele del Friuli (Udine), i Tagliolini al burro delle vacche rosse e culatello di Al Cavallino Bianco a Polesine Zibello (Parma), i Ferrazzuoli alla Nannarella dell’Hostaria Baccofurore 1930 a Furore (Salerno).

Carbone, Guidetti e Spigaroli.

IL DIRETTIVO – Nonostante la pandemia, che ha investito drammaticamente anche il comparto della ristorazione, il Buon Ricordo in questi mesi non si è fermato, ed anzi si sono rinsaldati ancor di più i legami di amicizia e collaborazione fra gli associati, uniti per affrontare insieme, coesi e propositivi, l’emergenza Covid che purtroppo continua. A guidare l’associazione è il presidente Cesare Carbone, del Ristorante La Manuelina di Recco, con il segretario generale operativo Luciano Spigaroli, del Ristorante Al Cavallino Bianco di Polesine Zibello, affiancati dalla vicepresidente Giovanna Guidetti, dell’Osteria La Fefa di Finale Emilia. «Alle nostre tavole si vive un’esperienza conoscitiva ed emozionale, si riscoprono antichi sapori dimenticati nell’archivio della memoria e se ne gustano di nuovi sapientemente composti – dice Carbone -. La nostra non è solo tutela della tradizione gastronomica del Bel Paese, ma anche e soprattutto valorizzazione in chiave contemporanea di queste radici. Guardiamo avanti, e ciascuno di noi contribuisce a traghettare nel futuro la gastronomia della sua terra». «Il fatto che siamo stati uniti, come amici ancor prima che come colleghi, in questo difficilissimo periodo di pandemia, testimonia la vitalità e la forza della nostra associazione – aggiunge Luciano Spigaroli -. Il Buon Ricordo è più che mai vivo, tant’è che abbiamo il grande piacere di accogliere ben 7 nuovi ristoranti: la loro adesione è un grande stimolo per tutti noi. E abbiamo l’onore di avere dei nuovi partner, che credono in noi: non possiamo che essere grati per la fiducia che ci dimostrano». Con Cesare Carbone, 47 anni, Luciano Spigaroli e Giovanna Guidetti, tutti confermati, è stato eletto tesoriere Giorgio Borin, del Ristorante La Montanella di Arquà Petrarca. Le elezioni sono avvenute nel corso dell’assemblea annuale dell’associazione, svoltasi in Franciacorta a Ca’ del Bosco, durante la quale è stata per la prima volta eletto un presidente onorario, Genuino Del Duca, del Ristorante Enoteca Del Duca di Volterra. Con loro, faranno parte del consiglio direttivo: Vincenzo Barbieri del Ristorante Barbieri di Altomonte, Carlo Bianconi del Ristorante Granaro del Monte di Norcia, Sergio Carboni della Locanda Degli Artisti di Cappella de’ Picenardi, Domenico De Gregorio del Ristorante Lo Stuzzichino di Sant’Agata sui Due Golfi, Luigi Gandola del Ristorante Salice Blu di Bellagio, Massimiliano Masuelli della Trattoria Masuelli San Marco di Milano. Sono stati inoltre eletti: revisore dei conti Gilberto Farina del Ristorante La Piana di Carate Brianza; probiviri Giuseppe Lorenzini del Ristorante Gardesana di Torri del Benaco, Domenico Ferraioli dell’Hostaria di Bacco di Furore, Danilo Moresco del Ristorante Da Pino di San Michele all’Adige. «Dall’incontro, il primo fra noi in presenza dopo lo stop determinato dal Covid, è emersa tanta voglia di fare e di progettare insieme il presente e il futuro del Buon Ricordo, con spirito di amicizia e collaborazione – commenta il presidente Carbone -. Insieme per ripartire dopo il terribile periodo della pandemia. E per valorizzare lo straordinario patrimonio della cucina regionale italiana, la nostra storica mission in cui crediamo fermamente dal 1964, anno della nascita del Buon Ricordo. Molti i progetti su cui ci siamo confrontati nel corso della nostra partecipatissima assemblea, a cui abbiamo avuto il piacere di avere ospite il direttore generale Fipe Roberto Calugi. Ringraziamo il Consorzio Franciacorta che ha accolto per la seconda volta la nostra assemblea, Ca’ del Bosco, stupenda cornice dei nostri lavori, e tutti i partner che ci hanno affiancato anche in questa occasione e condividono il nostro percorso: Confagricoltura, Consorzio Franciacorta, Consorzio Parmigiano Reggiano, Coppini Arte Olearia, Filette Prime Water, Illy Caffè, Latterie Inalpi, Zanussi Professional».

A ricordo dell’assemblea.

PARIGI 2021 – Il piatto in ceramica dipinto a mano (foto sotto) che sarebbe stato dato in omaggio in piazza St Sulpice a Parigi a chi avrebbe degustato le prelibatezze proposte nel Ristorante del Buon Ricordo allestito all’interno del “Mercato italiano” (in programma dal 25 novembre al 5 dicembre, sospeso dagli organizzatori per precauzione Covid), è stato invece regalato a chi ha partecipato ai pranzi o alle cene del ciclo “Parigi 2021”, che si sono tenute nei primi giorni di dicembre nei 17 ristoranti dell’associazione che avrebbero dovuto partecipare all’evento della Capitale sulla Senna. Un piatto unico, realizzato in soli 1200 esemplari, come eccezionale “Buon Ricordo” di un’esperienza culinaria sicuramente indimenticabile. Ciascuno dei 17 ristoranti, infatti, ha preparato un proprio, personalissimo Menu dedicato a Parigi, servito in un unico convivio oppure anche proposto per tutto il weekend. Le proposte gastronomiche sono state accompagnate dai prodotti dei partner del Buon Ricordo che avrebbero partecipato all’evento parigino (Accademia Maestri del Lievito Madre e del Panettone italiano, Illy, Acqua Filette, Superalcolici Caffo, Coppini Arte Olearia, Consorzio Franciacorta, Parmigiano Reggiano). Questi i ristoranti: A Tavola – Parigi, Al Cavallino Bianco – Polesine Zibello, Antica Osteria del Cerreto – Abbadia Cerreto, L’Antico Borgo – Morano Calabro, La Manuelina – Recco, Le Cherche Midi – Parigi, Locanda Belvedere – Rocchetta a Volturno, Mori Venice Bar – Parigi, Osteria La Lanterna – Cressogno, Ristorante Boccadoro – Noventa Padovana, Ristorante David Palace – Porto San Giorgio, Ristorante Hotel Moderno – Erice, Ristorante La Fornace – San Vittore Olona, Ristorante Lo Stuzzichino – Sant’Agata sui due Golfi, Ristorante Pascalò – Vietri sul Mare, Ristorante Salice Blu – Bellagio, Trattoria Altavilla – Bianzone.

I Ristoranti del Buon Ricordo in Friuli Venezia Giulia
Hotel Ristorante Là di Moret
Udine
Lokanda Devetak 1870
Savogna d’Isonzo (Gorizia)
Ristorante Osteria La Pergola
San Daniele del Friuli (Udine)
Trattoria alla Luna
Gorizia
Locanda al Castello
Cividale del Friuli (Udine)
Ristorante Al Sole
Forni Avoltri (Udine)
Storico Ristorante Al Ponte
Gradisca d’Isonzo (Gorizia)
Trattoria Da Toni
Varmo (Udine)


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In copertina, le nuove specialità per il 2022, tra cui il piatto della Pergola al prosciutto di San Daniele.

Birre artigianali, dal 20 gennaio le domande per ottenere i contributi

Al via gli aiuti per i produttori di birre artigianali che pure in Friuli Venezia Giulia si distinguono per proporre al mercato prodotti di qualità. Il Ministero dello Sviluppo economico ha infatti ha reso noto che dal 20 gennaio e fino al 18 febbraio prossimo si possono presentare le domande per la richiesta dei contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni bis. Grazie all’intervento della Coldiretti, infatti con il DL Sostegni bis era stato stanziato un budget di 10 milioni a sostegno della birra artigianale come forma di ristoro per le perdite dovute all’emergenza Covid-19.
L’agevolazione – riferisce Il Punto Coldiretti – prevede un contributo a fondo perduto pari a 0,23 centesimi per ciascun litro di birra artigianale prodotta e presa in carico nel registro annuale di magazzino nel 2020 o nel registro della birra condizionata. I dati sono quelli presentati dai microbirrifici e dagli esercenti delle piccole birrerie nazionali all’Agenzia delle accise, dogane e monopoli. L’agevolazione è destinata ai produttori di birra non sottoposta a processi di microfiltrazione e pastorizzazione.
Questi i requisiti richiesti al birrificio: deve utilizzare impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio; deve essere economicamente e legalmente indipendente da un altro birrificio; non deve operare sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale di altri. Il Ministero dello Sviluppo economico fa infine sapere che le modalità di presentazione delle domande saranno fornite da un prossimo provvedimento dello stesso Mise.​

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In copertina, ecco alcuni tipi di birra prodotti da aziende artigianali.

(Foto greenme.it)

Via libera ministeriale per nuovi vigneti: in Italia disponibili quasi 7 mila ettari

(r.v.) Novità in vista per il Vigneto Fvg, che potrà crescere e rinnovarsi ancora. Per l’anno appena cominciato è, infatti, disponibile per nuovi impianti viticoli – riferisce Il Punto Coldiretti – una superficie di 6.964 ettari, pari all’1 per cento della superficie vitata nazionale. Lo prevede il decreto Mipaaf – Ministero politiche agricole agroalimentari e forestali relativo alle Disposizioni nazionali dell’Organizzazione comune del mercato vitivinicolo, per il rilascio di autorizzazioni per nuovi impianti viticoli – annualità 2022. Il provvedimento è stato pubblicato sul sito del Ministero di via Venti Settembre il 3 gennaio scorso.

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In copertina, un vecchio vigneto in Friuli dopo la potatura.

Come valorizzare le aree montane Fvg? Aperta fino a venerdì la call giovani

Valorizzare e promuovere attraverso i più innovativi linguaggi digitali – dalla comunicazione allo storytelling – l’operato di piccole e tenaci realtà imprenditoriali della montagna del Friuli Venezia Giulia attraverso il coinvolgimento attivo di un gruppo di ragazze e ragazzi dai 18 ai 30 anni provenienti da Trieste, dal resto della regione e da tutta Italia. È questo l’obiettivo dell’inedito progetto “Percorsi Spericolati” – call di selezione attiva fino a venerdì 14 gennaio su www.percorsispericolati.it – nato per portare ad emersione le esperienze e le storie di coloro che hanno scelto di vivere e lavorare nelle Terre Alte della nostra regione, un progetto ideato e promosso dalla Fondazione Pietro Pittini di Trieste, onlus che mette al centro delle sue azioni il futuro delle giovani generazioni, in un mix di filantropia e innovazione sociale.

Marina Pittini


“Percorsi Spericolati” è un viaggio immersivo per conoscere e supportare alcune realtà imprenditoriali locali particolarmente innovative che operano principalmente nei settori dell’agricoltura, dell’hospitality, del turismo ma anche dell’artigianato. Il programma, rivolto ai giovani selezionati dalla call, prevede l’utilizzo di nuovi strumenti della comunicazione digitale applicata alla rigenerazione territoriale delle aree cosiddette al margine. «La nostra Regione è racchiusa da aree montane caratterizzate dai problemi tipici delle zone interne: impoverimento sociale, spopolamento e abbandono», spiega Marina Pittini, presidente della Fondazione: «Questo progetto nasce proprio per valorizzare nuove forme del “fare impresa” supportandole nello storytelling e nella comunicazione grazie alla produzione di contenuti realizzati da giovani nativi digitali».
Nella prima fase del progetto, un training residenziale sarà proposto a Valbruna a fine marzo per l’acquisizione di competenze sui linguaggi digitali (film-making, fotografia, storytelling), la progettazione e il service design. I partecipanti potranno quindi scegliere le realtà locali da affiancare per svilupparne i singoli progetti di promozione nel corso di due “camp immersivi” nelle sedi degli imprenditori. L’idea di costruire un progetto con questi obiettivi nasce dalla ricerca realizzata a inizio 2021 dalla Fondazione PP in collaborazione con la Coop. Cramars di Tolmezzo che ha portato alla creazione di un censimento sugli innovatori resilienti della montagna regionale.

 

Ulteriori informazioni e indicazioni relative al bando di partecipazione sul sito www.percorsispericolati.it

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In copertina e all’interno tre belle foto di ambienti montani o collinari del Friuli Venezia Giulia scattate, nell’ordine, da Ales Krivec, Gabriele Tirelli e Tommaso Urli.

 

Cibi-colori tradotti da Stelio Smotlak nella sua “estetica dell’alimentazione”

(r.v.) Cibi come colori, che “traboccano” oltre il piatto: così il triestino Stelio Smotlak, “estetologo dell’alimentazione”, vive la buona tavola di ogni giorno, tanto da farne una “guida” che ci accompagna nei 365 di un anno intero. E traducendola, poi, nel “Calendario dell’Estetica dell’Alimentazione 2022”. Ogni mese è accostato a una composizione che l’autore definisce “natura viva”. Le immagini potrebbero essere “still life”, termine spesso tradotto in “natura morta”. Viceversa, Smotlak le intende vive: “nature vive”, appunto.

Stelio Smotlak

Immagini che si animano con la visione: un’esclusiva relazione dialogica riservata a ciascun fruitore. Sono realizzate secondo gesti istintivi che anticipano la riflessione logico-razionale. Il tutto fotografato, magari esposto, sicuramente mangiato. Il gesto gastronomico si fa estetica, sul filo dell’espressionismo astratto (“action painting”). E Smotlak definisce il suo stile “action food”.  «Nelle mie “Nature Vive” – spiega infatti – uso i cibi come fossero colori. Le pennellate traboccano oltre il piatto. Riverberano sulla tavola: brama di un desco liberato. La mensa trasmuta in tela. Le figure si offrono quale pretesto di gioiosa meditazione. Ogni titolo suggerisce una possibile chiave di lettura. “Nature Vive” afflato di una “estetica quotidiana”».
Stelio Smotlak è da sempre interessato alle valenze psicologiche e creative legate al cibo. In questo ambito, ha ideato quella che chiama, appunto, “estetica dell’alimentazione”. Estetica come modalità di percezione sensibile, conoscenza primigenia. Al centro l’intuizione: un concetto assai caro all’umanità sovrana delle origini. Estetica anche quale criterio eminente di concetti classici come il “Bello” e il “Buono”. Ne ha fatto uno strumento d’uso quotidiano “ritagliato”proprio sull’alimentazione. Definita dall’insieme delle azioni e cure dedicate al Nutrimento… di sé, e del Sé. A pensarci bene, si tratta dell’attività principe dell’esistenza.
Le immagini del Calendario stimolano il fare ri-creativo quotidiano. L’agire guidato dal Maestro interiore. Immersi in un tempo ordinario, pure condito da un guizzo extra-ordinario. Un invito a gustare al meglio il dono della vita. L’originalissima opera può essere richiesta direttamente all’autore: stelio.smotlak@gmail.com

Per ricevere il calendario scrivere a: stelio.smotlak@gmail.com
Pagina Facebook: Il Bello e il Buono  @esteticadellalimentazione