AGRIFLASH.FVG – E non solo

Le foreste Fvg a Dubai – “In Friuli Venezia Giulia il legno e le foreste rappresentano elementi fondamentali del paesaggio. Si tratta di una risorsa rinnovabile e sostenibile di circa 330 mila ettari che si trova sia nell’arco alpino che in quello pedemontano. Ogni anno aumenta infatti di un milione di metri cubi”. Lo ha affermato l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, intervenendo online alla Giornata dedicata al Friuli Venezia Giulia durante l’Expo organizzato a Dubai. “Questa risorsa che ci garantisce acqua e aria pulita può entrare nei cicli produttivi dei nostri artigiani e delle nostre aziende, garantendo ogni anno l’immagazzinamento – ha spiegato Zannier – di circa un milione di metri cubi di CO2 derivanti solamente dall’accrescimento del nostro patrimonio boschivo che occupa il 40 per cento del territorio regionale”. “Attraverso una gestione sostenibile di questo patrimonio forestale, che rispetta i protocolli previsti dal Programma di valutazione degli schemi di certificazione forestale (Pefc), siamo in grado – ha rimarcato l’assessore – di garantire una serie di azioni che continueranno ad avere effetti positivi nel tempo”. “Già oggi abbiamo la possibilità di avere sul nostro territorio del legname di grande qualità come quelli che vengono definiti abeti di risonanza con i quali – ha specificato Zannier – vengono costruiti gli strumenti musicali apprezzati in tutto il mondo”. “Più che parlare di risonanza, è bene provare direttamente cosa significhi tutto questo. Proprio per fare sentire la magia dei nostri boschi grazie alla trasformazione dell’abete rosso – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – abbiamo realizzato un “woofer” per ascoltare, con un semplice telefono cellulare, il suono del Friuli Venezia Giulia”. “Una magia che adesso è possibile ascoltare in modo virtuale nella speranza – ha concluso – che a breve in molti possano provare queste sensazioni di persona visitando il nostro territorio e le nostre magnifiche foreste”.

Campoformido e il Parco del Cormôr – “Iniziative come quella di oggi si inseriscono in un mosaico più ampio in cui l’Amministrazione regionale è coinvolta con il proprio servizio Biodiversità nella tutela di riserve, oasi naturalistiche, parchi comunali e intercomunali. Si tratta di un sistema ben strutturato che ha il suo fondamento nella legge regionale 42/1996, recentemente aggiornata a 25 anni dalla sua prima stesura, e che è fondamentale per la conservazione del patrimonio naturalistico”. Sono le parole con cui l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, ha rivolto il plauso della Regione Fvg alla presentazione del progetto di valorizzazione del Parco del Cormôr di Campoformido, che si è svolta nella sede della Regione a Udine, alla presenza, tra gli altri, dei sindaci di Campoformido Erika Furlani e Udine Pietro Fontanini. “I parchi cittadini hanno il proprio valore aggiunto nella prossimità alle zone urbane, dove garantiscono una fruibilità elevata del patrimonio naturalistico – ha detto Zannier -. Da qui la necessità di fare informazione, divulgazione e realizzare esperienze organizzate che consentono, attraverso la conoscenza, la possibilità di conservare al meglio le aree verdi, con particolare riguardo alla tutela dei prati stabili e delle colonie di api nelle loro varie specie”. Il progetto si articola in un pieghevole, redatto dalle guide Laura Fagioli e Pierino Picco, con le fotografie di Marzio Moretti, che presenta in modo agile e immediato il Parco comunale, una vasta area tra il sottopassaggio della ferrovia, Villa Primavera, Parco Riviera e il letto del torrente Cormôr, fino al guado di Basaldella. Di notevole interesse naturalistico per la conoscenza dell’ambiente boschivo e della flora spontanea della nostra regione, ha un’estensione di 82 ettari, tra cui altre aree pubbliche e private ritenute indispensabili al mantenimento dell’equilibrio ecologico e delle caratteristiche ambientali. La divulgazione si avvale inoltre di una serie di video realizzati dal regista Massimo Garlatti-Costa per la promozione a livello locale dei prati stabili e a livello globale della tutela dell’ape nelle sue varie specie (sono oltre 800 quelle presenti in regione). Il piano di valorizzazione, infatti, intercetta anche la vocazione di Campoformido come “Comune amico delle api” e il progetto di FederSanità Anci regionale “Fvg in Movimento-10mila passi di salute”. Vi hanno lavorato, coordinati dal vice sindaco di Campoformido Christian Romanini ideatore delle iniziative, i professori Francesco Nazzi, Pietro Zandigiacomo, Desiderato Annoscia dell’ateneo di Udine e Paola Visentini, direttrice del Museo Friulano di Storia Naturale che sono partner del progetto. “È importante – ha sottolineato Zannier – che in questo contesto si inserisca anche la creazione di un centro visite naturalistico in via di allestimento nell’antico Mulino di Basaldella sulle sponde del Cormôr e della Roggia di Udine, uno dei rari esempi di restauro conservativo perfettamente funzionante con il sistema molitorio originale”. Il depliant sarà distribuito alle scuole del territorio, nelle attività commerciali del comune, presso l’Università di Udine, tramite FederSanità Anci FVG, e infine grazie all’accordo con Comune di Udine e Regione anche negli infopoint della zona.

L’esempio di Acqua Dolomia – “Per la Regione è un motivo di orgoglio la presenza nella montagna pordenonese di una realtà come Acqua Dolomia: un’azienda esemplare perché ha dimostrato anche in questo periodo non facile la capacità di perseguire la qualità con obiettivi di marketing accurati e mirati, tenendo fede a un percorso di investimenti destinato ad assicurare un’ulteriore espansione dell’attività e a garantire solidità anche dal punto di vista occupazionale. Un elemento, quest’ultimo, che risulta essenziale per l’economia dell’area montana specialmente in questo periodo”. Lo ha evidenziato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali e alla montagna, Stefano Zannier, intervenuto a Pordenone, nella sede di Unindustria, alla conferenza annuale di presentazione dell’attività e del bilancio di Acqua Dolomia, l’azienda che produce acque minerali e ha sede nella Val Cimoliana, nelle Dolomiti friulane. Ed è proprio nel luogo scelto dai fondatori per realizzarvi la sede dello stabilimento nel quale vengono imbottigliate le acque captate nel cuore della valle, ha spiegato l’amministratore delegato, Gilberto Zaina, che sta la ricetta della qualità e del successo del prodotto: l’acqua utilizzata viene infatti filtrata per quarant’anni dalle rocce alcaline di origine fossile delle Dolomiti friulane e risulta così essere particolarmente alcalina e ricca di ossigeno. La ricetta di sviluppo industriale di Dolomia, ha aggiunto Zannier intervenuto assieme al presidente di Unindustria Pordenone, Michelangelo Agrusti, rappresenta un vanto per l’intero Friuli Venezia Giulia. Dolomia è infatti tra le prime aziende ad avere aderito al marchio ‘Io sono Friuli Venezia Giulia’. “Potrà così esportare – ha detto ancora l’assessore – l’immagine di una regione in grado di risollevarsi e ripartire anche dalla pandemia”. “Dolomia – ha concluso Zannier – è dunque il simbolo di una scelta imprenditoriale vincente; il suo impegno potrà stimolare altri imprenditori a credere e a investire nella montagna friulana, per rafforzare il tessuto economico produttivo locale e dare prospettive al territorio e alla sua gente”.

Vola il fatturato di Labrenta – Azienda di Breganze specializzata in soluzioni di chiusura per il settore wine&spirits, Labrenta ha concluso il 2021 con un fatturato complessivo di 20 milioni di euro, doppiando il risultato dell’anno precedente. La crescita aziendale è legata all’exploit dell’azienda vicentina nei mercati americani ed europei, in particolar modo di Messico, Regno Unito, Centro Europa e lo straordinario +128% di vendite registrato negli Stati Uniti. Tali risultati sono stati possibili grazie a importanti azioni programmatiche, tra cui l’arricchimento dell’organico con cinquanta nuove assunzioni divise tra Italia, Brasile e Messico. Entrambe le sedi americane, inoltre, evidenziano una crescita a tripla cifra percentuale rispetto al 2020. Le richieste del mercato riguardano soprattutto i prodotti a basso impatto ambientale, prime tra tutte le chiusure a base di legno certificato FSC® e di Sughera®, materiale rivoluzionario brevettato da Labrenta composto da granina di sughero naturale e polimeri plastici. “Nonostante la perdita di fatturato che ha contraddistinto il primo periodo di pandemia, abbiamo scommesso in sostenibilità, ricerca&sviluppo e impianti all’avanguardia perché la nostra forza risiede in una visione imprenditoriale lungimirante – afferma Gianni Tagliapietra, ad di Labrenta – Per questo abbiamo investito nella partnership con Mixcycling, start-up innovativa con expertise nella realizzazione di materiali rispettosi dell’ambiente, e in progetti come il nuovo reparto legno-torneria della sede di Breganze, inaugurato nel 2020. Il tutto per offrire ai nostri clienti soluzioni di qualità in modo tempestivo”. Gli sforzi sostenuti dall’azienda sono stati ripagati: a fronte di una previsione di crescita del 50%, il fatturato finale è andato ben oltre le aspettative. A suggellare l’andamento positivo anche alcuni riconoscimenti autorevoli, l’ultimo de Il Sole 24 Ore che ha inserito Labrenta nella classifica delle 200 imprese italiane leader nell’export. L’eccellente 2021 prepara la strada a un 2022 con ottime prospettive, messe nero su bianco grazie a un piano biennale 2022-2024 di sviluppo, ampliamento e strutturazione dei reparti produttivi. Il progetto implica la managerializzazione del gruppo, con l’ingresso di Stefano Romoli – nuovo direttore vendite con forte esperienza nel settore packaging –, il deposito di tre brevetti entro il primo quadrimestre e l’assunzione di 30 profili specializzati.

Bardolino tra le Note in Rosa – In primavera tornano i concerti di 100 Note in Rosa, la rassegna musicale che coinvolge ristoranti e winebar di Verona, della provincia e del lago di Garda, portando nei plateatici il Chiaretto di Bardolino e la musica live di numerosi musicisti emergenti. Nel frattempo, a sancire l’impegno del vino rosa gardesano a favore della musica giovane, è uscito il videoclip della band Le Cose Importanti, girato tra Verona, le spiagge del Garda veronese e i vigneti del Chiaretto. “Il vino è la musica della terra, la musica è il vino dell’anima e dunque per noi che facciamo vino è naturale essere accanto a chi fa musica. E poi il Chiaretto di Bardolino, con la sua freschezza giovanile, è il perfetto complemento della buona musica in una serata piacevole trascorsa in città o sulla spiaggia”, dice Franco Cristoforetti, presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino. Tutto pronto, dunque, per la terza edizione della rassegna di 100 Note in Rosa, che nel 2021 ha visto il cartellone arricchirsi continuamente di nuove date, protratte ben oltre la fine dell’estate. Per la lunga serie di questi aperitivi musicali, anche quest’anno il Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino, ideatore dell’iniziativa, rinnova la partnership con il formaggio Monte Veronese Dop. “Siamo felici – dice Alfonso Albi, presidente del Consorzio di tutela del formaggio Monte Veronese Dop – che i nostri formaggi siano di nuovo tra i protagonisti di 100 Note in Rosa, assieme alla buona musica e al Chiaretto di Bardolino, con il quale si abbinano perfettamente, nei luoghi di ritrovo della città e della provincia di Verona, oltre che del lago di Garda. Durante le serate della rassegna si creerà quell’atmosfera di convivialità e festa che non vediamo l’ora di rivivere”. Sempre all’insegna del motto che “squadra che vince non si cambia”, la direzione artistica e la promozione di 100 Note in Rosa sono nuovamente affidate a Doc Servizi e a Studioventisette, che sono anche le realtà che hanno prodotto e lanciato il video musicale del brano Come Si Fa della band Le Cose Importanti, patrocinato dal Consorzio del Chiaretto di Bardolino e presentato lo scorso anno a Verona in Love, nel cui ambito fu vincitore del Premio Arte d’Amore 2021, iniziativa alla quale il Consorzio bardolinese ha rinnovato il supporto anche per il 2022. Il videoclip, ambientato fra il capoluogo scaligero e la sponda orientale del Garda, tra i filari dei vigneti e con riprese subacquee, evidenzia poeticamente il legame del territorio veronese con la terra e l’acqua.

Agricoltura in difficoltà per i rincari: l’analisi di Zannier con Coldiretti Fvg

Rincari energetici, controllo della fauna selvatica e organismo pagatore sono stati i principali temi affrontati dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nella riunione con il Consiglio direttivo di Coldiretti Fvg, a Udine, nella sede della Cciaa Pordenone-Udine. «L’aumento dei costi energetici sta mettendo in difficoltà tutte le imprese anche quelle del comparto agroalimentare – ha ricordato Zannier -; il contraccolpo più rilevante lo avverte il settore primario che non ha una linea diretta sulla commercializzazione, ma vende il prodotto alla trasformazione. Non ci sono ricette regionali specifiche per intervenire anche per questioni di competenza. C’è una forte sollecitazione rivolta al Governo centrale affinché si trovino soluzioni a favore delle imprese per l’abbattimento dei costi energetici».

Zannier alla riunione Coldiretti Fvg.

«La Regione non ha strumenti propri per intervenire se non misure di tipo finanziario – ha specificato l’esponente della Giunta Fedriga come si legge in una nota Arc -: abbiamo la possibilità di concedere prestiti di conduzione piuttosto che anticipi di magazzino, ma le misure di intervento dedicato devono essere nazionali». Zannier ha voluto fare un distinguo su alcune situazioni sleali nei confronti dei produttori primari: «Non si può remunerare il latte al di sotto del costo di produzione, ovvero al di sotto dei 46 centesimi; su questo bisogna continuare a mantenere alta l’attenzione. E’ una pratica sleale come indicato chiaramente nei decreti ministeriali emanati a dicembre e va segnalata per tutelare le aziende del settore. Vanno dati segnali al sistema anche in virtù dell’accordo dello scorso novembre siglato tra le organizzazioni agricole, l’industria alimentare e la grande distribuzione».
«Accanto alla necessità di individuare delle linee di intervento immediato per compensare i costi energetici – ha aggiunto Zannier – serve una visione per il futuro utilizzando, ad esempio, le risorse del Pnrr per favorire sistemi alternativi all’energia elettrica: dal fotovoltaico installato sulle coperture dei fabbricati, ai sistemi a biogas o biometano».
Sull’agrovoltaico l’assessore ha annunciato l’intenzione di effettuare delle simulazioni in campi sperimentali, in collaborazione con l’Università e i centri di ricerca, per raccogliere i dati e capire se installando queste tipologie di impianti impattanti sia possibile fare produzione agricola. Durante la riunione Zannier ha spiegato anche la già annunciata scelta di uscire dall’ambito di Agea come organismo pagatore. La prima ipotesi, ovvero l’adesione del Friuli Venezia Giulia all’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura (Avepa) risultava preferibile, ma è stata poi abbandonata a fronte di alcuni approfondimenti tecnico-amministrativi; è stato quindi deciso di costituire un organismo pagatore interamente interno al Friuli Venezia Giulia con una dotazione organica propria.
Quanto al controllo della fauna selvatica l’esponente regionale ha dato conto delle scarse forze da poter mettere in campo per rendere efficace il controllo, ma ha ricordato, grazie alla nuova legge regionale, l’apertura il 1° aprile della stagione della caccia e la possibilità di utilizzare i cacciatori, e non solo i forestali, sul territorio per il contenimento dei cinghiali. L’assessore regionale ha concluso evidenziando la proficua reciproca collaborazione con le categorie che ha permesso di ottenere un confronto franco e di dare risposte a diverse questioni.

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In copertina, terreni arati in  vista delle imminenti semine primaverili.

Qual è la miglior brovada della Bassa? Domani a Ronchis si accende la gara

di Silvio Bini

La Cantina del Conte, a Ronchis, è un pub/bar, nel quale emergono la passione per il vino, la modernità degli apericena e l’esaltazione dei prodotti tipici. E, naturalmente, con un rapporto speciale con gli avventori. Domani 27 febbraio, prima che si scateni il “Carnevale Roncolino”, alle 11, inizierà l’evento annuale che stabilirà la miglior brovada cruda (in lingua friulana broade, brovade o bruade, dipende dalle zone) della Bassa friulana. Per partecipare basta portare in Cantina tre rape pronte al consumo entro oggi. Giudici saranno i clienti che assaggiando le fettine, i quali dovranno districarsi fra la consistenza del profumo e il caratteristico sapore acido e forte, dando la loro preferenza alla brovada più buona. Per i vincitori ci saranno premi golosi e a tutti verrà servito un brodo caldo.

Le rape protagoniste…

… alla Cantina del Conte.

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In copertina, ecco le rape inacidite ormai pronte per essere trasformate in brovada.

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Anche la gestione digitale della vite alla Fieragricola che ritorna a Verona

(g.l.) Mentre nel settore vitivinicolo cresce l’attesa per il ritorno di Vinitaly (10-13 aprile), a Verona sta per scoccare l’ora della Fieragricola, la rassegna internazionale dell’agricoltura – meccanica agricola, zootecnia, agroforniture, energie rinnovabili e servizi – che dà appuntamento dal 2 al 5 marzo. Tra le numerose manifestazioni annunciate durante l’importante e storico evento espositivo, ne segnaliamo uno che riguarda la presentazione di Abaco4Grapes. Si tratta della nuova soluzione digitale dedicata al settore vitivinicolo nata dalla partnership tra Abaco Group, player di riferimento europeo nella gestione
delle risorse territoriali focalizzato principalmente sull’agricoltura 4.0, e Perleuve, società di consulenza tecnica e gestionale nel settore vitivinicolo fondata dall’agronomo friulano Giovanni Bigot, che collabora con più di 60 importanti aziende in Italia e all’estero. Il tecnico è anche l’ideatore dell'”indice Bigot”, un metodo di valutazione brevettato, scientifico e assolutamente innovativo, del potenziale qualitativo di un vigneto che prendendo in considerazione 9 parametri viticoli che hanno influenza diretta sulla qualità del vino.
Dati satellitari e agronomici, monitoraggio in vigneto e sensori IoT: Abaco4Grapes unisce la profonda esperienza sul campo all’utilizzo di modelli predittivi in grado di valutare il rendimento delle uve, con l’obiettivo di offrire agli agricoltori nuove strategie preventive volte la migliorare la qualità e la resa del raccolto, nell’ottica dell’agricoltura di precisione e della digitalizzazione aziendale. Grazie all’utilizzo della piattaforma Abaco4Grapes, che prevede l’applicazione di indici, dati e di un sofisticato sistema di allerta, è possibile effettuare previsioni che vanno dalle malattie alla disponibilità idrica, dalla fertilità dei suoli all’andamento meteorologico. In questo modo è possibile mettere in pratica le strategie per aumentare il potenziale qualitativo del vigneto, ridurre del 30 per cento l’utilizzo di prodotti fitosanitari, ottimizzare l’utilizzo di risorse idriche, programmare le operazioni colturali e gestire i costi. Tutto in un unico punto, ovunque ci si trovi.
Alla presentazione interverranno: Giovanni Bigot, agronomo e fondatore di Perleuve; Antonio Samaritani, Ceo Abaco Group, e Roberto Orsi, responsabile solution Abaco Farmer.

Giovanni Bigot

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In copertina, una splendida immagine dei vigneti sui Colli orientali del Friuli.

Da sabato i “Trieste.Green Food Lab” dedicati a oli e formaggi del Carso

Sei eventi dedicati a olio e formaggio del Carso. Dal 26 febbraio, il Gal Carso ha infatti organizzato i “Trieste.Green Food Lab”, con sei incontri utili ad approfondire il gusto e il senso degli oli extravergini e dei formaggi del territorio. Al centro ci saranno le degustazioni di prelibatezze prodotte tra Carso e Istria, ma anche l’incontro con i produttori agricoli e le parole di formatori di livello nazionale che guideranno gli eventi, facendo capire meglio il valore e gli aromi di formaggi e oli nostrani, nonché l’importanza che riveste il cibo prodotto e trasformato localmente per l’economia locale e per la nostra salute.
Tra gli ospiti, ci saranno il produttore friulano Michele Gortani, assaggiatore e produttore di formaggi, e la toscana Francesca Baldereschi, di Slow Food Italia, responsabile editoriale della “Guida agli Extravergini”, pubblicata da Slow Food Editore.
«Con i laboratori del gusto – spiega David Pizziga, presidente del Gal Carso – vogliamo riuscire a spiegare al meglio i nostri prodotti agricoli a triestini, carsolini e turisti che arrivano dal resto d’Italia. Stiamo lavorando per i futuri successi di questi prodotti. Riteniamo che sia centrale una diffusa e corretta comprensione delle alte salubrità e sostenibilità della produzione agricola locale. Offriremo una formazione divertente e saporita, anche spiegando il valore organolettico degli oli e dei formaggi del Carso, e le storie umane che ce li fanno arrivare in piatto».

IL PROGRAMMA

sabato 26 febbraio, ore 15.00 – 16.30 circa
Un pomeriggio dal casaro Zidarič
Con la presenza di Paola Zivic (Sdgz-Ures)
Conduce: Alice Noel Fabi
Dove: Azienda Agricola Zidarič

lunedì 28 febbraio, ore 15.00 – 16.30
Laboratorio del Gusto – Riconoscere un olio Evo di qualità
Relatori: Francesca Baldereschi (Slow Food Italia), Boris Pangerc (olivicoltore), Marisa Cepach (assaggiatore)
In degustazione: gli oli Evo di Parovel, Kocjančič, Zahar
Conduce: In copertina, la sala di stagionatura dei formaggi nel caseificio dell’azienda agricola Zidaric.Robi Jakomin
Dove: Antico Caffè San Marco

sabato 5 marzo, ora 12.00 – 14.00
Nell’ambito della rassegna, inoltre, il Gal promuove il pranzo di Wwf Trieste dedicato a “Cultura del vino: biodiversità e paesaggio”. L’appuntamento culinario è alla scoperta di compagnia di 4 giovani vignaioli e olivicoltori che saranno presenti a pranzo: Damijan Milič, Dimitri Cacovich, Martin Merlak e Gregor Budin.
Dove: Bris Restaurant & Bar Portopiccolo, Sistiana
Organizzatore: Wwf Trieste in collaborazione con il Gal Carso
Info e prenotazioni esclusivamente scrivendo a: wwftrieste@gmail.com

lunedì 7 marzo, ore 15.00 – 16.30
Laboratorio del gusto – La biodiversità nei formaggi del Carso
Relatori: Giampaolo Gaiarin (assaggiatore), Andrej Štoka (Fattoria Antonič), professor Livio Poldini (naturalista)
In degustazione: impareremo a degustare il formaggio, con 6 eccellenze uniche delle aziende Antonič e Zidarič
Conduce: Alice Noel Fabi
Dove: Antico Caffè San Marco

lunedì 14 marzo, ore 15.00 – 16.30
Laboratorio del Gusto – A tutto extravergine
Relatori: Alessandro Sietti (Aries – Camera di Commercio), Giacomo Cecotti (assaggiatore), Stelio Smotlak (assaggiatore), Eugenia Fenzi (Antico Caffè San Marco)
In degustazione: gli oli evo di Lenardon, Ota, Starec
Conduce: Robi Jakomin
Dove: Antico Caffè San Marco

lunedì 21 marzo, ore 15.00 – 16.30
Laboratorio del gusto – I formaggi del Carso in tavola
Relatori: Alessandro Giadrossi (Wwf), Michele Gortani (assaggiatore), Federica Suban (Fipe)
In degustazione: 6 formaggi di eccellenza di altrettante aziende del Carso (Antonič, Radetič, Šuc, Vidali, Zbogar, Zidarič) in abbinamento a vini locali
Conduce: Alice Noel Fabi
Dove: Antico Caffè San Marco

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COME PARTECIPARE
Per tutti i laboratori, bisogna registrarsi sul sito Trieste.Green, pagando la quota per evento (15 euro, scontata al 50% per soci Slow Food e Wwf, e per gli operatori Horeca)

I PARTNER DEGLI EVENTI
Gli eventi, di responsabilità del Gal Carso, sono organizzati insieme a: Consorzio Olio Tergeste Dop, Fipe, Slow Food Trieste, Olio Capitale, SDGZ-URES, WWF Trieste e ZKB.

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In copertina, la sala di stagionatura dei formaggi nell’azienda casearia Zidaric a Prepotto di Duino Aurisina.

Crisi ucraina e gas, Confagricoltura è preoccupata per il vino e la pasta

I venti di guerra che soffiano tra Europa e Federazione Russa sulla disputa ucraina preoccupano anche il mondo agricolo italiano. Questo è stato uno dei punti all’ordine del giorno affrontati ieri dal consiglio direttivo di Confagricoltura. I timori sono rivolti, oltre che al rischio di una deriva militare, anche alle conseguenze che potrebbe avere uno scenario caratterizzato da sanzioni commerciali emesse da Bruxelles e le prevedibili ritorsioni da parte di Mosca.
L’Italia, assieme agli altri Paesi comunitari, sta fronteggiando tutt’oggi – sottolinea la nota della Organizzazione agricola fatta propria da Confagricoltura Fvg e prontamente rilanciata – la messa al bando dei prodotti ortofrutticoli e di carne suina decisa nel 2014 dalla Federazione Russa proprio come reazione ai provvedimenti che l’Ue prese dopo l’annessione della Crimea. La nuova crisi diplomatica potrebbe far allungare l’elenco dei settori di punta del Made in Italy colpiti come quello vitivinicolo, secondo in Ue per export verso la Russia, e il comparto della pasta a uso alimentare.
Non solo. Confagricoltura esprime preoccupazione anche per i risvolti che un conflitto potrebbe avere sul costo del gas e quindi, sia sulle bollette energetiche delle aziende, sia sui prezzi di importazione, a esempio, dei fertilizzanti (già raddoppiati nell’arco dell’ultimo anno), di cui la Federazione Russa è tra i principali produttori a livello globale. Ad attenuare questi timori c’è, però, la forte capacità di resilienza dell’intero settore agroalimentare italiano, assolutamente capace di far fronte nel breve e medio periodo al fabbisogno di cibo nel Paese.

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In copertina e qui sopra due immagini di magazzini di fertilizzanti.

 

Riecco i “Racconti dello Schioppettino” vino di confine che ispira la scrittura

A Prepotto ritornano “I racconti dello Schioppettino”. Seconda edizione, infatti, per il concorso letterario dedicato a racconti inediti organizzato dal Comune di Prepotto che, al suo esordio, ha visto la partecipazione di ben 180 autori provenienti da tutta Italia.  Anche quest’anno al centro della scena ci sarà una delle caratteristiche di questo vino unico che, oltre a far gioire il palato, sa appagare anche lo spirito. Per cui, dopo “un solitario senza macchia”, ad ispirare i racconti sarà la “Terra di confine”, come quella che dà anima e corpo a questo vino – la varietà è la Ribolla nera – tutto speciale.


«Lo Schioppettino è forse il prodotto più notevole del nostro territorio – spiega Barbara Pascoli, consigliere del Comune di Prepotto, che, assieme al sindaco Mariaclara Forti, ha dato vita al concorso -. C’era qualcosa di meglio su cui potevamo puntare? Triplice lo scopo dell’iniziativa: promuovere il territorio da un punto di vista turistico, esaltare il valore del brand dello Schioppettino, favorire la creatività di coloro che amano la scrittura».
Al concorso si partecipa con un racconto inedito da inviare alla segreteria organizzativa (barbara.pascoli@gmail.com) entro il 19 giugno. Due le giurie incaricate di individuare i 12 finalisti e i 3 vincitori da portare alla premiazione di sabato 8 ottobre: la Giuria dei Lettori, composta da amanti della lettura e da alcuni dei partecipanti all’edizione 2021, e la Giuria dei Tecnici, composta da professionisti della cultura.
Oltre a riconoscimenti in denaro, i finalisti avranno la soddisfazione di vedere il proprio racconto pubblicato in un libro dalla grafica accattivante, frutto dell’ingegno di Roberto Duse. Per informazioni complete e aggiornamenti si possono visitare il sito del concorso https://i-racconti-dello-schioppettino.webnode.it e le pagine social su facebook e instagram. Il concorso è incluso nel programma 2022 di “Duino&Book, Storie di vini.


“Prepotto. I racconti dello Schioppettino”, concorso letterario a premi per racconti inediti, seconda edizione.
Organizzato dal Comune di Prepotto (Udine), inserito in ““Duino&Book 2022, Storie di vini”.
Chiusura iscrizioni: 19 giugno 2022
Premiazione: 8 ottobre 2022
Segreteria organizzativa: Barbara Pascoli barbara.pascoli@gmail.com (tel. 340.6831928)

i Racconti dello Schioppettino bando 2022

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In copertina, bei grappoli di Schioppettino e all’interno la sua zona di produzione nel territorio comunale di Prepotto.

 

Il Pinot grigio delle Venezie vola negli Usa e a Miami sarà grande protagonista

Il Pinot grigio delle Venezie vola negli Stati Uniti e sarà grande protagonista a Miami, in Florida, sui banchi d’assaggio di uno dei più rinomati appuntamenti enogastronomici d’America. La Doc più estesa in Italia – che riunisce gli operatori della filiera produttiva del celebre bianco, che sia ramato o no, di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino – torna finalmente, e in presenza, sulla scena enogastronomica statunitense e lo fa in grande stile! Sarà infatti sponsor di uno dei più grandi e attesi eventi enogastronomici del Paese pensato per i consumatori high spender americani, che ormai da 21 edizioni punta i riflettori sui nomi più celebri del settore vino e distillati: il Food Network & Cooking Channel South Beach Wine & Food Festival presentato da Capital One (SOBEWFF®).
Dal 24 al 27 febbraio le rinomate spiagge di Miami torneranno a popolarsi di migliaia di wine & food lover, che avranno a disposizione centinaia di prestigiose vetrine ed iniziative promozionali a proporre le prelibatezze di rinomati chef ed importanti personalità della cucina internazionale, oltre ai tanti nomi del vino e dei distillati tra i più famosi al mondo. Insomma, la mission della manifestazione è: To Eat. Drink. Educate.

In questo contesto – impreziosito dal sole, dal profumo del mare, dalle risate e dalla voglia di stare di nuovo insieme – si inseriscono le diverse attività sponsorizzate dal Pinot grigio Doc delle Venezie, che sceglie di presentarsi all’esigente pubblico di South Beach come esempio di qualità, garanzia e certificazione del Made in Italy. Qui troviamo un consumatore attento, per il quale i fattori legati alla tracciabilità e alla provenienza sono determinanti nel processo d’acquisto: l’attività di promozione del Pinot grigio delle Venezie – che annualmente esporta negli States circa il 40% dell’intera produzione – non poteva trovare un terreno più fertile per rendere familiari le implicazioni e le specifiche contenute nel concetto di Denominazione d’origine, di certificazione, di sicurezza, di controllo sia della materia prima che della sua trasformazione. Non solo, il Festival, con la sua proposta gastronomica variegata e di altissimo livello, metterà alla prova l’eccezionale versatilità del Pinot grigio Doc delle Venezie: un vino perfetto per le social & food occasion, capace di accompagnare innumerevoli piatti – più o meno tipici – delle diverse tradizioni culinarie di tutto il mondo.

Gli appuntamenti con il Pinot grigio delle Venezie al SOBEWFF 2022 si aprono venerdì 25 febbraio con una cena esclusiva, già sold-out, al celebre Ocean Social all’Eden Roc di Miami Beach, ospitata dallo Chef pluripremiato, vincitore del James Beard Award, Rocco DiSpirito, che proporrà agli oltre 100 ospiti un menu di altissimo livello in abbinamento ai vini della Denominazione. https://sobewff.org/eden-roc/
Sabato 26 febbraio pomeriggio la Doc delle Venezie sarà impegnata in un’affascinante masterclass – condotta dalla Brand Ambassador Regine Rousseau, candidata al Wine Enthusiast Wine Star Award 2020 e International Sommelier Guild di II livello – che vedrà il suo Pinot grigio meravigliosamente accostato ai ricercarti formaggi di Vinya Wine & Market, uno dei più noti rivenditori di vini e liquori di Miami nonché location selezionata per l’occasione. https://sobewff.org/vinya/
L’avventura a South Beach si chiuderàinfine sabato sera 26 febbraio nella vibrante Hallandale Beach con l’eclettico e super atteso evento Hallandale Beach Food & Groove: A Wine, Food and Art Experience presentato dal Consorzio DOC delle Venezie Pinot grigio con la conduzione della star di TikTok Nick DiGiovanni. Tra installazioni artistiche, musica live e tanto intrattenimento, l’incredibile versatilità del Pinot grigio Doc delle Venezie accompagnerà la magia culinaria e le diverse culture internazionali dei migliori chef della città. https://sobewff.org/groove/

Per maggiori informazioni visita il sito www.dellevenezie.it

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In copertina, alcuni grappoli bellissimi di Pinot grigio nel Vigneto Fvg.

Claudio Fabbro da mezzo secolo ascoltata “voce” del Vigneto Fvg

di Giuseppe Longo

Conosco Claudio Fabbro esattamente da mezzo secolo, dall’ormai remoto 1972, quando frequentavo la quarta all’Istituto Agrario di Cividale. Una scuola ancora piccola, viaggiava sul centinaio di studenti o poco più, ovviamente senza il corso di Enologia arrivato più tardi. E il giovanissimo tecnico, fresco di laurea in Scienze agrarie all’antichissima Università di Bologna, dove aveva discusso una monumentale tesi sulla vitivinicoltura in Friuli Venezia Giulia e in particolare nelle sue terre, tra Collio e Isonzo (preparata con il professor Cesare Intrieri), esordì proprio al “Paolino di Aquileia” quale insegnante di materie importanti per i futuri periti agrari: un biennio in cattedra, fra studenti attivamente coinvolti dalle sue lezioni e con molti dei quali è rimasta, anche se sono passati cinque decenni, una sincera amicizia, nel mio caso corroborata anche dalla passione comune per l’affascinante mondo della vite e del vino che ci ha fatto incontrare, e come avviene tuttora, moltissime volte. Un 50° anniversario che l’agronomo – ma anche attivissimo, oltreché molto apprezzato, giornalista con spiccata prevalenza per i temi del Vigneto Fvg (proprio ieri, su questo blog, è apparso un suo importante articolo sull’attività della sezione regionale di Assoenologi, che ha suscitato grande interesse) – ha giustamente festeggiato e che oggi anch’io desidero sottolineare, riassumendo appunto mezzo secolo di attività – e non è poco! – fra i filari, le cantine e la intensa comunicazione.

Con i compagni di corso…

… e il professor Intrieri.

– Caro Claudio, mezzo secolo da quel 1972.

Sì, è vero, sono passati 50 anni, ma sembra ieri! Fu precisamente il 16 febbraio di quell’anno che conseguii la Laurea in Scienze agrarie all’Università di Bologna (Tesi: “La viticoltura nel Friuli Venezia Giulia; indagine sulle Doc Collio ed Isonzo“), seguita 1l 16 marzo dall’esame di Stato per la libera professione di agronomo. Il direttore del Corso di Viticoltura, il chiarissimo professor Baldini, mi aveva affidato al suo assistente dottor Cesare Intrieri, con il quale iniziai un percorso professionale ed umano invidiabile e stimolante alquanto per chi, come me, dopo il corso di studi all’Ateneo bolognese ed una bella esperienza quale insegnante all’Itas di Cividale, dove ci siamo conosciuti, avrebbe maturato un’esperienza pratica proprio nel Collio e nell’Isonzo, alla direzione dei rispettivi Consorzi di tutela presieduti dagli indimenticabili conte Douglas Attems, di Lucinico, ed ingegner Sergio Cosolo di Fogliano-Redipuglia.

– Ma, dopo questi anni d’esordio, la tua attività professionale è ulteriormente evoluta.

Infatti, sono entrato alla Direzione regionale dell’Agricoltura, allora guidata dall’altrettanto indimenticabile Giuseppe Pascolini, nella sede centrale di Udine. In seguito, l’attività è proseguita al Servizio Fitosanitario di Gorizia. Curioso il fatto che nella tesi di laurea un approfondimento dovuto riguardasse il vivaismo viticolo post-fillosserico, sia nel cosiddetto Friuli austriaco e goriziano che nei Vivai Cooperativi di Rauscedo e in varie realtà friulane. Di questo ed altro ebbi modo di parlare proprio con il professor Intrieri dal 2006 in poi in seno all’Accademia Italiana della Vite e del Vino, che mi accolse su proposta dell’amico Marco Felluga.

Con Attems e Pascolini.

Nobile del Ducato dei vini.

– Affascinante il settore del miglioramento della vite.

Dalla resistenza alla resilienza, come si dice oggi in quest’epoca pandemica, il passo non è breve, ma il ricorso storico che richiama i portinnesti, gli innesti, gli ibridi produttori e dintorni ha conosciuto un progresso significativo, grazie alla ricerca dell’Università di Udine, dell’Istituto Genomica Applicata e agli stessi Vivai di Rauscedo.

– E oggi abbiamo le viti “resistenti”.

In tempi relativamente recenti, dal 1998 in poi, l’interesse per le viti “resistenti” da parte mia è cresciuto a livello esponenziale, frequentando ricercatori di chiara fama che dal 2015 sono riusciti a sfondare, superando i paletti burocratici, in un mondo difficile, dove il nuovo suona spesso per concorrenza commerciale. La mia frequentazione di protagonisti locali della ricerca è stata confrontata, ricorsi storici, con periodici incontri con il mio Maestro, cioè il professor Cesare Intrieri che, accademico dei Georgofili come me (presentato dal professor Piero Susmel, dell’Università di Udine, ne faccio orgogliosamente parte dal 2006) e prima di me, non poteva trascurare questo settore così importante e che di seguito venne approfondito nel 2019 in un suo lavoro accademico di grande spessore.

Con Cesare Intrieri in questi anni.

Ma si potrebbe continuare ancora, con altre domande e risposte, tanti sono gli argomenti che Claudio Fabbro ha approfondito, anzi “vissuto”, durante la sua vita professionale. Da parecchio tempo ormai, l’agronomo-enologo è felicemente in pensione (come me, abbiamo sette anni di differenza), ma la sua attività non ha mai conosciuto un momento di sosta. Essendo libero da incarichi e impegni ufficiali, ha infatti intensificato soprattutto l’attività divulgativa su vari e importanti organi d’informazione, quotidiana e settoriale, che beneficia di un suo aggiornamento attento e costante. Soprattutto del mondo della vite e del vino, infatti, non gli sfugge nulla e oltre a esserne una importante e ricercata “memoria storica” – le cui basi si trovano proprio nella tesi di laurea di mezzo secolo fa – è un’autorevole e ascoltata “voce” sui problemi e sulle prospettive del Vigneto Fvg. Che, oggi, gli deve essere grato!

Ai tempi dell’Agrario nel 1972.

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In copertina, il dottor Claudio Fabbro, mezzo secolo fa, riceve le congratulazioni per la laurea in Scienze agrarie appena conseguita all’Ateneo di Bologna.

 

 

Da quasi 50 anni c’è Assoenologi Fvg: tanti impegni tra Bertiolo e Verona

di Claudio Fabbro

Dopo un biennio pandemico in cui sia i viticoltori che i loro tecnici hanno dovuto rivedere drasticamente la propria attività, passando dalla presenza al remoto, con eventi ripetutamente annullati causa i ricorrenti Dpcm (vedi Vinitaly Verona, Congresso nazionale eccetera), gli enologi del Friuli Venezia Giulia si sono ritrovati alla Tenuta Molin di Ponte (Strassoldo di Cervignano) per definire i programmi a medio-lungo termine. Come ha ricordato Rodolfo Rizzi, presidente della Sezione Fvg Aeei dal 2007, dopo l’assemblea regionale (con rinnovo delle cariche, Bertiolo 1° aprile prossimo) due eventi importanti, ambedue in quel di Verona, impegneranno gli enologi e cioè il 75° Congresso nazionale (25-27 marzo) ed il Vinitaly (10-13 aprile).

La riunione di Strassoldo.

Rizzi con Cottarella e Calzavara.

RIZZI DA 15 ANNI

«In questi 15 anni – ha ricordato Rizzi – il rinnovamento del Comitato di Sezione Aei-Fvg è avvenuto nel segno della continuità, con un’accelerazione il cui merito va anche riconosciuto all’impegno di giovani di riconosciuta creatività ed entusiasmo oltre a professionalità ed aggiornamento informatico. Diversi sono gli enologi ed enotecnici attivi in seno ad Organizzazioni di categoria, Associazioni ed Enti vari, con reciproco apprezzamento come è stato confermato anche a Sesto al Reghena il 22 gennaio scorso all’Assemblea delle “Città del Vino“ del Friuli Venezia Giulia. Ciliegina sulla torta è stato il successo del Congresso nazionale Aeei a Trieste (luglio 2018) che, come ha confermato il presidente nazionale Riccardo Cotarella al Congresso 2019 di Matera, grazie anche all’impegno dei giovani del Comitato, ha contribuito non poco all’immagine del “Vigneto Friuli”».
L’incontro di Strassoldo è stato anche utile occasione per ricordare i momenti salienti dell’attività di Sezione ed alcuni protagonisti della crescita qualitativa del comparto vitivinicolo.

Aei Fvg, Pittaro, Salvador e Comitato.

E un ricordo dai Vigneti Pittaro.

PIONIERI DEL VIGNETO FVG

La Sezione Friuli Venezia Giulia dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani (Aeei) fu fondata nel 1974, in concomitanza con il Congresso nazionale organizzato proprio ad Udine. Circa una dozzina i soci fondatori che designarono Piero Pittaro alla presidenza e Giuseppe (Franco) Ceschin delegato al Consiglio nazionale. Furono anni pionieristici, di gavetta e di “sdoganamento” in cui si gettarono le basi per contribuire concretamente alla crescita professionale degli, allora pochi, iscritti e cercando, nel contempo, di svolgere un ruolo attivo nella politica vitivinicola regionale allora agli albori. Il primo concreto risultato fu quello di proporre l’enotecnico Orfeo Salvador alla presidenza del Centro Regionale Vitivinicolo (l’emanazione diretta dell’Assessorato all’agricoltura). Mentre a livello locale si tesseva con pazienza una rete di contatti atti a far crescere gli iscritti, allora tutti diplomati alla Scuola enologica di Conegliano, non mancò chi cercò di contribuire allo sviluppo del settore apportando idee allora molto innovative.
Doveroso ricordare l’attivazione delle condotte enologiche da parte di Gaspare Buscemi, il quale dopo sei anni subentrò nella presidenza a Pittaro, nominato delegato al Consiglio nazionale. Nel successivo mandato, dal 1983, la presidenza tornò a Pittaro che si vide anche riconfermare la delega di consigliere nazionale.

L’Istituto Agrario di Cividale.

IL TRIENNIO A CIVIDALE

Furono anni di notevole crescita associativa, anche perché l’Istituto Tecnico Agrario di Cividale aveva nel frattempo iniziato il triennio di specializzazione in viticoltura ed enologia formando i nuovi enotecnici. Lo stimolo dato dai giovani si tradusse in un’accelerazione notevole degli interessi legati al mondo dell’allora Aei; si moltiplicarono i momenti di aggiornamento tecnico con relatori di fama mondiale, ma anche con viaggi all’estero, mentre notevole interesse riscuotevano le degustazioni. Il mondo vitivinicolo regionale prese atto del ruolo e dell’importanza della categoria ed accolse con entusiasmo gli enotecnici che, nel 1985, parteciparono in regione al Congresso nazionale.
Pittaro fu eletto presidente del Centro Regionale Vitivinicolo della Regione Friuli Venezia Giulia, divenne vicepresidente nazionale e, nel 1987, presidente nazionale dell’Associazione; gli subentrò – fino al 1999 – Alvano Moreale. La delega di consigliere nazionale fu riconfermata a Pittaro al quale dal 1993 si affiancò, per un diritto acquisito avendo la sezione raggiunto i 200 soci, Alvano Moreale.

I giovani del Comitato…

… Chiara Peresani…

… e Matteo Lovo.

IL TITOLO DI ENOLOGO

Il titolo di enologo sancito con legge della Stato nel 1991 vide la Sezione Friuli Venezia Giulia particolarmente gratificata, in quanto un così importante traguardo era stato raggiunto sotto la presidenza di un proprio associato. Le stesse istituzioni regionali si resero conto dell’importanza e del ruolo d’Assoenologi tanto da prevederne l’inserimento nel consiglio di amministrazione dell’Ersa (Alvano Moreale ed in seguito Gianni Bignucolo, Stefano Trinco ed Adriano Teston).

Rizzi con le Città del Vino oggi e ieri.

PITTARO LEADER MONDIALE

Nel 1996 Pittaro per un triennio divenne presidente dell’Union Internationale des Oenologues, carica prestigiosa che di riflesso portò lustro al Friuli Venezia Giulia intero.
Nel 1999 Stefano Trinco subentrò a Moreale alla presidenza del Comitato di sezione; nel 2004 sostanziale riconferma del precedente a conferma del buon lavoro svolto. Trinco passò poi il testimone ad Adriano Teston e questi, nel 2007, a Rodolfo Rizzi il quale rappresenta il Fvg con il collega Daniele Calzavara anche nel Consiglio nazionale.
Attualmente i quasi 300 iscritti sono ripartiti in ruoli che spaziano da titolare d’azienda, dirigente, quadri e tecnici. Il rapporto tra produzione vino e tecnici operanti in cantina è di circa 5000 ettolitri, un dato di tutto rispetto.

Vigneti tra collina e pianura.

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In copertina, Rodolfo Rizzi e Piero Pittaro, dal 1974 al 2022, l’enologia Fvg nel segno della continuità.

(Foto archivio Claudio Fabbro)