Agriflash.FVG

Siccità e gasolio agevolato in Fvg Visto il perdurare delle difficoltà per le aziende agricole causate dalla grave situazione climatica, che ha richiesto un ulteriore impegno nell’attività di irrigazione in seguito alla pesante siccità anche nei mesi di luglio e agosto, la Regione Fvg ha deciso di intervenire con un ulteriore provvedimento sul gasolio agevolato utilizzato per alimentare i sistemi irrigui al fine di integrarne le scorte. Con una delibera proposta dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna, la Giunta ha appena approvato un provvedimento – dopo quello già deliberato nel luglio scorso – che prevede di incrementare di ulteriori 50 litri di gasolio per ettaro in quantitativo di carburante impiegato a titolo di supplemento a ricostruzione delle scorte alla voce “irrigazione”. Il provvedimento ricomprende le colture di cereali autunno-vernini, mais, sorgo e grano saraceno, mais e sorgo di secondo raccolto, soia di secondo raccolto, ortive da pieno campo, lattuga-insalate-radicchi, piante da fibra, zolle erbose, prato pronto e vivai. Per questo tipo di coltivazioni si è stabilito, come ha illustrato l’assessore in fase di approvazione del documento, che il carburante agricolo agevolato sarà assegnato, su richiesta delle aziende agricole, sull’intero territorio del Friuli Venezia Giulia. La delibera prevede, inoltre, l’assegnazione di 50 litri di gasolio per ettaro anche per le coltivazioni dei prati avvicendati (erba medica, lupinella, trifoglio, miscuglio graminacee), vite da vino e vite da tavola, vite da portainnesto, frutta polposa e frutta a guscio. L’ulteriore assegnazione si è resa necessaria, come ha spiegato l’assessore e come era stato segnalato da diverse aziende attraverso le associazioni di categoria, poiché in seguito alle condizioni climatiche straordinarie e alla forte carenza idrica di quest’anno sono emerse delle difficoltà nello stato vegetativo e produttivo in particolare per foraggere, vigneti e frutteti situati nell’area della Bassa Pordenonese e nella zona della Bassa Friulana. Per questo il provvedimento stabilisce che l’assegnazione, sempre su richiesta dalle aziende agricole, del carburante agricolo agevolato a titolo di supplemento, sia fatta con riferimento alle disposizioni e alle colture esclusivamente per le superfici coltivate appartenenti alle aree dei Comuni maggiormente colpiti dalla grave difficoltà idrica. Per il Pordenonese i Comuni di Azzano Decimo, Brugnera, Casarsa della Delizia, Chions, Cordovado, Fiume Veneto, Morsano al Tagliamento, Pasiano di Pordenone, Porcia, Prata di Pordenone, Pravisdomini, Sacile, San Vito al Tagliamento, Sesto al Reghena. Per la provincia di Udine i Comuni ricompresi sono: Aiello del Friuli, Aquileia, Bagnaria Arsa, Bertiolo, Camino al Tagliamento, Carlino, Castions di Strada, Cervignano, Codroipo, Fiumicello Villa Vicentina, Gonars, Latisana, Lignano Sabbiadoro, Marano Lagunare, Muzzana del Turgnano, Palazzolo dello Stella, Pocenia, Porpetto, Precenicco, Rivignano Teor, Ronchis, Ruda, San Giorgio di Nogaro, Talmassons, Terzo di Aquileia, Torviscosa, Varmo, Visco. Per il Goriziano: Grado e San Canzian d’Isonzo.

“Classici in cantina” nelle Grave del Friuli Arrivano i “Classici in cantina” – sottotitolo: frizzanti o comunque con brio – con la compagnia di Pordenone Hellequin che presenta celebri titoli del teatro, rivisitati in chiave frizzante appunto, nella scenografia d’eccezione delle cantine e delle aziende agricole del territorio pordenonese. Saranno cinque gli spettacoli della prima edizione che prende il via mercoledì 7 settembre, alle 21, all’interno dell’azienda vitivinicola Pitars di San Martino al Tagliamento, nel cuore delle Grave del Friuli. Sul palco, una divertente versione per clown del celebre Aspettando Godot di Samuel Beckett, uno dei più grandi testi del ’900 che, con la messa in scena della Hellequin, riuscirà a coinvolgere tutti, anche i più piccoli. La cantina Pitars è un “castello del vino”, un’architettura da favola immersa in un giardino circondato da filari di viti a perdita d’occhio che ospita vendita vini, sala di degustazione e spazi per la convivialità e gli eventi. Tutti gli spettacoli della rassegna “Classici in cantina” sono interpretati dalla compagnia Hellequin della Scuola sperimentale dell’attore di Pordenone fondata nel 1997, con la regia di Ferruccio Merisi. I successivi appuntamenti saranno mercoledì 14 settembre ai Magredi di San Giorgio della Richinvelda, mercoledì 28 settembre all’azienda agricola Monica Vettor di San Quirino, mercoledì 5 ottobre al Borgo delle Oche a Valvasone Arzene e, per finire, mercoledì 12 ottobre all’azienda agricola Bessich di Roveredo in Piano. La rassegna, volta a “rinverdire” i classici, è uno dei progetti collaterali del Festival L’Arlecchino Errante 2022, che dedica la sua ventiseiesima edizione al tema “Regreen”. L’ingresso a persona costa 15 euro e comprende una bottiglia di vino per asporto. Gli assaggi in loco sono offerti da ogni cantina. È consigliata la prenotazione: telefono 351.8392425.

“Sagra dei Osei” da record a SacileA chiusura della manifestazione è previsto un bilancio con 30-40mila visitatori per quella che è stata definita dagli organizzatori l’edizione dei record della “Sagra dei osei” di Sacile. Una 749ma volta per la festa più antica d’Europa, che era stata inaugurata dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia assieme a numerose autorità locali, nazionali ed europee, sottolineando l’eccezionale lavoro dei volontari per rendere sempre all’altezza della tradizione l’appuntamento di fine estate. Questa edizione si è caratterizzata per l’impegno dedicato al rilancio del settore avicolo e zootecnico, potenziando le presenze di uccelli canori al concorso dedicato, che ha visto per la prima volta i concorrenti impegnati in una doppia sfida: la gara canora classica che conferisce, al podio piú alto, il titolo del miglior tordo nazionale e la coppa Italia, competizione che premia a livello nazionale i migliori soggetti per categoria, dedicata a personaggi illustri del mondo ornitologico, giudici ed espositori che sono venuti a mancare in seguito della pandemia. Per il settore zootecnico quest’anno è ritornata la mostra avicunicola che ha esposto i migliori soggetti di conigli e polli ornamentali. Presenze rinnovate anche per gli espositori di colombi ed anatidi e per la prima volta sono stati presenti in parco Tomasella mucche, cavalli, pony e pecore per dare la possibilità, soprattutto ai più piccoli, di toccare con mano gli animali della fattoria.

Friuli Doc da giovedì a Udine Conto alla rovescia per Friuli Doc, da quasi trent’anni vetrina importante per le eccellenze enogastronomiche. Una ricetta vincente che in quattro giorni saprà attrarre a Udine migliaia di turisti, grazie a un ricco palinsesto di eventi e coinvolgendo quest’anno, oltre alle Pro loco e le associazioni di categoria, una pluralità di soggetti: dall’Udinese Calcio agli artigiani, i locali e in generale tutte le attività produttive e commerciali cittadine, rendendoli pienamente partecipi di questo evento. La rassegna, giunta alla 28ma edizione, in programma tra giovedì 8 e domenica 11 settembre, gode del supporto e del contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e di PromoTurismoFvg e intende rappresentare non un unico prodotto o un singolo settore, ma la celebrazione della cultura, delle tradizioni, dello spirito e delle eccellenze vinicole e gastronomiche friulane e del territorio limitrofo. L’offerta di Friuli Doc sarà distribuita nei luoghi più rappresentativi del centro udinese: da piazza Libertà a via Mercatovecchio, al Castello, via Savorgnana, via Aquileia, piazza Matteotti, fino a tutte le altre tradizionali sedi dell’evento, ognuna delle quali sarà arricchita da stand, esibizioni di show cooking, incontri, concerti, aree degustazione, laboratori, mostre ed esposizioni. Come da tradizione, tutti i musei della città rimarranno aperti. Tra i protagonisti non mancheranno le eccellenze friulane come il prosciutto di San Daniele e il Montasio, le specialità della montagna, della collina e del mare, i produttori di “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, piante, funghi, spezie, frutta e verdura del territorio, gli stand degli artigiani e gli stand gastronomici di Trieste e della Stiria. Novità di quest’anno la presenza dei ristoranti di Udine Cooking che, in aggiunta alla tradizione delle osterie udinesi e delle rispettive proposte di abbinamento cibo-vino, elaboreranno per l’occasione dieci menu del territorio che completeranno la proposta di ospitalità di Friuli Doc.

Vino e teatro a Corno di Rosazzo Ultimo appuntamento per l’estate di eventi delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia che con tre rassegne (Calici di stelle, Festival Vini Gusti in Musica e Un calice a teatro) ha animato tutto il territorio regionale da fine luglio ai primi di settembre. “Abbiamo coinvolto il territorio – spiega il coordinatore regionale Tiziano Venturini – in 33 eventi: un bel biglietto da visita per il Friuli Venezia Giulia e la sua estate rivolto ai wine lover”. Il sipario cala con la rassegna Un Calice a Teatro. Il 9 settembre, alle ore 21, a Corno di Rosazzo in Villa Nachini, “Il Miedi par Fuarze” della locale compagnia “El Tendon” con degustazione di vini dei Colli orientali del Friuli. Si tratta della trasposizione in lingua friulana della celebre commedia di Molière. Nata da un’idea di Sonia Paolone e coordinata da Luigino Zucco, la rassegna del Coordinamento regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia è organizzata dal Gruppo Teatrale El Tendon di Corno di Rosazzo e l’Associazione Teatrale Friulana. Collaborano Pro Loco Casarsa della Delizia e Pro Loco Mitreo Duino Aurisina. Sostengono la kermesse BancaTer, PromoturismoFvg – Io sono Friuli Venezia Giulia e Strada Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia. La rassegna rientra nel programma nazionale di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città italiana del Vino.

A Sandrigo torna “Bacco & Bacalà” Domenica 18 settembre, dalle 17.30 alle 22, a Villa Mascotto di Ancignano di Sandrigo (Vicenza) torna l’appuntamento con Bacco & Bacalà, il banco d’assaggio dedicato ai vini da abbinare ai piatti a base di bacalà organizzato dalla Pro Loco di Sandrigo in collaborazione con i sommelier Fisar, Emmebi Bevande di Marostica, i Ristoranti e la Confraternita del Bacalà alla Vicentina. Sarà possibile degustare oltre 50 etichette di produttori scelti. Non mancheranno gli accompagnamenti tradizionali legati al territorio con il Vespaiolo e il Durello, che da sempre si accostano bene al piatto tipico vicentino, ma saranno presentati anche abbinamenti audaci con una rinomata selezione di vini macerati (orange wine) e di Piwi da varietà resistenti. Tra i produttori presenti i partner storici della Festa del Bacalà, Mazzucato e Cantina Beato Bartolomeo da Breganze, oltre ad aziende provenienti dalle diverse zone vocate del Veneto: Natalina Grandi e Fongaro dai Lessini Durello, Fattori, Virgili e Begali Lorenzo dalla Valpolicella, Tenuta Amadio e Mionetto dal Trevigiano. Accanto a queste, altri grandi nomi dell’enologia nazionale come Donnafugata, Ferrari, Hofstätter, Allegrini, Fornaser, Endrizzi, Cesarini Sforza, Borgo Savaian e Orsogna. Il biglietto unico, acquistabile in prevendita online a 25 euro fino al 16 settembre o direttamente in loco fino a esaurimento dei posti, comprende la degustazione di 8 vini, abbinati ad alcuni piatti: bacalà mantecato con crostino croccante, insalata di stoccafisso Igp con pomodorini, patate e cipolla, stoccafisso alla livornese in rosso con olive e gnocchi di patate artigianali con sugo di bacalà o in alternativa una box rustica con porchetta artigianale, pane e gnocchi al burro e formaggio. Nel pomeriggio i partecipanti potranno cimentarsi a preparare sushi con salmone e bacalà in un laboratorio realizzato in collaborazione con Chopstick LAB, che prevede show cooking e possibilità di assaggi. Verso sera invece, in anteprima la presentazione del Tiramisù Day con degustazione dei migliori tiramisù preparati dagli chef dell’Unione Italiana Cuochi del Veneto. Bacco & Bacalà rientra nel programma della 35ma Festa del Bacalà che dal 15 al 26 settembre celebrerà nelle piazze e nelle strade del centro di Sandrigo il celebre piatto della cucina vicentina. Anche quest’anno sarà presente una cospicua delegazione proveniente dalla Norvegia, in particolare dalla Regione Nordland e dall’isola di Røst (Lofoten) tra cui il ministro della Pesca norvegese Bjørnar Skjæran, l’Ambasciatore di Norvegia in Italia Johan Vibe, il presidente della Regione Nordland Tomas Norvoli, la presidente del Parlamento dell’educazione Kari Anne Bokestad, il sindaco di Røst Elisabeth Mikalsen, oltre a pescatori e importatori di stoccafisso che da quest’anno sarà unicamente quello Igp prodotto dal Consorzio Torrfisk Fra Lofoten. Da quest’anno viene meno l’obbligo di prenotazione per accedere agli stand, mentre rimangono il servizio al tavolo e le casse esterne per gli ordini, per evitare assembramenti. Programma completo e info sul sito www.festadelbaccala.com

I Poderi del Morellino di Scansano Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano dà il via a Poderi di Toscana. Il nuovo progetto della cooperativa di Scansano (Grosseto) vede la costituzione di una società agricola, nata con il preciso obiettivo di supportare i soci che in questi ultimi anni si sono trovati in difficoltà a causa del ricambio generazionale o che, per motivi familiari, non sono più in grado di seguire i propri vigneti, acquistando o conducendo direttamente le proprietà. La Cantina ha già acquisito i primi tre ettari di vigneto, coltivati interamente a Sangiovese dal 2000 e situati nel comune di Magliano, nel cuore della Docg Morellino di Scansano. “Come azienda cooperativa – spiega Benedetto Grechi, presidente della Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano – abbiamo sempre avuto un ruolo di salvaguardia e tutela del territorio e delle famiglie che vi abitano, rappresentate dai nostri soci. Permettere di dare continuità a questi vigneti, evitando che vengano abbandonati o che la loro gestione, passando di mano, non abbia più l’obiettivo di qualità che perseguiamo internamente, è un passo importante e necessario”. “La costituzione di questa nuova società, che fa capo direttamente alla Cantina – aggiunge il direttore generale Sergio Bucci – è il primo passo verso la creazione di un nuovo marchio di eccellenza. È in questa direzione che convoglieremo in futuro alcuni progetti innovativi, sempre strettamente legati al territorio e ai vitigni più tipici della zona”. Poderi di Toscana condividerà con la Cantina gli stessi valori di tutela e sviluppo del territorio, di valorizzazione dei vitigni autoctoni e di attenzione alla sostenibilità ambientale. La cooperativa infatti ha aderito al Programma nazionale per la valutazione dell’impronta ambientale promosso dal Ministero dell’Ambiente, con cui si impegna a ridurre l’impronta di carbonio della coltivazione delle proprie vigne, ottenendo le certificazioni Carbon Footprint nel 2014 e Viva Sustainable Wine nel 2015. Nel luglio del 2018 l’Unione Europea ha conferito al Morellino di Scansano Docg la certificazione Pef (Product Environmental Footprint), che misura l’impronta ambientale sull’intera filiera, dal vigneto fino allo smaltimento dell’imballaggio. Un risultato a cui hanno contribuito l’installazione dell’impianto fotovoltaico nel 2014 e l’adozione di una formula di packaging sostenibile. La Cantina partecipa inoltre a diversi progetti sperimentali in collaborazione con le istituzioni, tra cui SOS Wine, in partnership con l’Università della Tuscia e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Ritorna a Udine “Friuli Doc in Osteria”: compie cinque anni e continua a crescere

Primo lustro per “Friuli Doc in Osteria”, che quest’anno cresce ancora. Sono infatti venti le osterie aderenti all’iniziativa in programma nell’ambito della 28ma edizione della più grande manifestazione enogastronomica del Friuli Venezia Giulia.

RUOLO CENTRALE – Per quattro giornate, dall’8 all’11 settembre, il capoluogo friulano rinnoverà l’appuntamento con la buona cucina regionale, e fra le protagoniste indiscusse ci saranno proprio le osterie. Si tratta di una «percorso virtuoso che affonda nelle radici del passato ma guarda al prossimo futuro. Un importante evento in cui crediamo molto e che ci dà sempre grandi soddisfazioni», ha spiegato Marco Zoratti, presidente di Confesercenti Udine, che ha organizzato “Friuli Doc in Osteria” di concerto con il Comitato Difesa Osterie Friulane, con il patrocinio del Comune di Udine, Ente Friuli nel Mondo, Promoturismo Fvg, Società Filologica friulana, Pro Loco Città di Udine, in collaborazione con Arlef, Agenzia Regionale per la Lingua Friulana che anche per l’edizione numero cinque ha tradotto, grazie al suo Sportello, il menù in lingua friulana.

LAVORO DI SQUADRA – In occasione dell’incontro – a cui hanno partecipato Massimo Marchesiello, prefetto di Udine, Loris Basso, presidente di Ente Friuli nel Mondo, Alessandro Salvin, del Ducato dei Vini Friulani, ed Enzo Cataruzzi del Club della minestra, oltre ai rappresentanti del nuovo sodalizio “Identità Friulana” che sarà presentato ufficialmente nei prossimi giorni – è intervenuto anche Maurizio Franz, assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi del Comune di Udine che ha dichiarato: «Non posso che fare i complimenti agli organizzatori. Dalla prima edizione di “Friuli Doc in Osteria” è stato fatto un grandissimo lavoro di squadra grazie al quale ogni anno vengono valorizzate le nostre eccellenze e la nostra tradizione culinaria, quella che ha fatto conoscere la nostra terra in tutto il mondo».

VENTI MENU – Da sempre, ieri come oggi, luogo di socialità, le osterie saranno presenti a Friuli Doc con 20 menu diversi, capaci di soddisfare tutti i palati. Ciascuna proposta di cucina non mancherà d’essere poi accompagnata anche da un buon bicchiere di vino, il tutto a partire da soli 4,50 euro. «Con l’aiuto di molti e con il nostro impegno, intendiamo ricordare, salvaguardare e trasmettere ai giovani gli usi, i costumi, le tradizioni della nostra terra nonché tutelare e promuovere la nostra bella lingua – ha precisato Enzo Mancini, presidente del Comitato Difesa Osterie Friulane -. Approfitto dell’occasione per tessere ancora una volta l’elogio dell’osteria che sin dal milletrecento ha scandito la vita quotidiana del Friuli, ponendosi come luogo di aggregazione, conversazione, informazione, svago e, in casi particolari, anche di risoluzione di piccoli e grandi problemi quotidiani. Anche oggi, nonostante la tecnologia abbia raggiunto livelli altissimi, l’osteria riesce a esprimere quel significato di luogo amato e condiviso che unisce e aiuta a promuovere valori quali la solidarietà e la uguaglianza, nonché a difendere il ricordo di un passato che è sempre con noi. Fra due anni il Comitato festeggerà i quarant’anni di fondazione. Ci faremo trovare pronti a passare il testimone alle nuove generazioni».

OSTERIE ADERENTI – Al Canarino (via Cussignacco 37), Al Carûl Ciòc (via G.B.Tiepolo, 64), Al Fari Vecjo (via Grazzano 78), Al Lepre – Gustâ (via Poscolle 29), Al Pavone (via Muratti 62), Al Vecchio Stallo (via Viola 7), Alla Ghiacciaia (via Zanon 13/A), Antica Trattoria Maddalena (via Pellicerie 4), Cin Cin Bar (viale G. Bassi 60), Cjanton Di Vin (via F. Tomadini 6), Da Artico (via Poscolle 58), Grappolo D’oro (via B.Stringher 5), La Torate (piazza Del Pozzo 20), Osteria Al Marinaio (via Cisis 2/A -Angolo Via Grazzano), Osteria Alle Volte (via Mercerie 6), Osteria Da Lucia (via Di Mezzo 118), Osteria E Staffa (via Poscolle 47), Pieri Mortadele (via Bartolini 8), Quinto Recinto (largo Dei Pecile, 3), Vineria La Botte (via Manin 12) sarà possibile assaggiare i piatti golosi della tradizione friulana come gnocchi d’ogni genere, frico, salumi, formaggi, ma anche la coda di bue o il salame all’aceto.

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In copertina, da sinistra Mancini, Zoratti e Franz alla presentazione a Udine.

 

Tar Liguria: è legittimo che le aziende difendano i terreni agricoli dai cinghiali

Un agricoltore può difendere i propri terreni dai cinghiali esercitando l’attività venatoria: è questo in sintesi l’esito della sentenza pronunciata dal Tar della Liguria dopo il ricorso di un agricoltore che si era visto negare l’autorizzazione dell’Ambito Territoriale di Caccia, la struttura regionale preposta alla pianificazione degli indirizzi gestionali per lo svolgimento dell’attività venatoria.

Franco Clementin, presidente Cia Fvg.

«Per troppo tempo si è sostenuto che i cinghiali e la fauna selvatica, in genere, siano una faccenda privata dei cacciatori e che gli agricoltori, manutentori e curatori del territorio, dovessero solo subire. Con la recente sentenza del Tar della Liguria, ora non è più così», dice Franco Clementin, presidente di Cia Fvg – Agricoltori Italiani. Quel Tribunale regionale, infatti, ha appena condannato al pagamento delle spese legali l’Atc di Savona per aver negato il permesso di autodifesa dai cinghiali e dalla fauna selvatica di un agricoltore, che vedeva messo in forse il proprio raccolto. Il produttore in questione è stato costretto a rivolgersi personalmente al Tribunale Amministrativo dopo che era stato dato parere negativo dall’Ambito. Una sentenza che conferma la possibilità di tutela dell’interesse legittimo dell’agricoltore a difendere i frutti dell’azienda agricola.
Il giudice ha ritenuto illegittimo il diniego dell’Atc e ha accolto il ricorso ritenendo valida l’azione di “urgenza nel salvaguardare le superfici adibite a coltivazione e tutelare il raccolto finale”. La sentenza ha imposto così il rilascio dell’autorizzazione per l’agricoltore prevista in questi casi. Tra l’altro, secondo quanto emerso nell’udienza, l’Atc avrebbe dato parere negativo senza rilasciare alcun verbale. Nel Consiglio dell’Atc solo i rappresentanti degli agricoltori hanno votato a favore, ma sono rimasti in minoranza.
«Un episodio sicuramente significativo e modello per altre situazioni che vedono le imprese agricole fronteggiare, spesso in solitudine, l’emergenza cinghiali e le incursioni della fauna selvatica – sottolinea infine Clementin -. Inoltre, la gestione dell’Atc pare tutta incentrata sull’interesse dei cacciatori al proprio divertimento, noncurante dei problemi di sostenibilità che il soprannumero di cinghiali ormai non consente più».

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In copertina, un cinghiale nel bosco. Ma quando arriva in un terreno coltivato produce danni molto gravi.

La “Festa dell’uva” invita a Cormons: Collio grande protagonista dell’estate

Il territorio goriziano è la vera sorpresa dell’estate 2022. Sull’onda della nomina di Gorizia a Capitale europea della cultura 2025, le presenze dei turisti italiani nei primi mesi della stagione sono aumentate del 51,4% rispetto al periodo pre-Covid. Un fattore significativo di questa crescita è stato il Collio, uno dei luoghi strategici più importanti per la promozione territoriale del Friuli Venezia Giulia. Un’area che in questi anni ha saputo attrarre un crescente numero di visitatori grazie al turismo slow, ai percorsi bike e all’enogastronomia. Il patrimonio di questa terra è eccezionale e l’obiettivo della Regione Fvg è farlo conoscere tramite azioni promozionali che favoriscano la circolazione dei turisti. Questi, in sintesi, i concetti con cui l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo è intervenuto in occasione della serata di apertura della Festa dell’uva, in programma a Cormons fino a domani, 4 settembre.
Nell’incontro inaugurale della manifestazione, dedicato alle progettualità territoriali, l’esponente della Giunta ha illustrato la collaborazione avviata tra PromoTurismoFvg, enti territoriali e i Comuni aderenti al patto del Collio (Cormons, Capriva del Friuli, Dolegna del Collio, Farra d’Isonzo, Mariano, Medea, Moraro, Mossa, San Lorenzo Isontino e San Floriano del Collio) per una valorizzazione culturale, turistica ed enogastronomica del territorio in vista di “Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della Cultura 2025”. L’assegnazione ha già avuto un notevole effetto traino, come dimostrano i numeri in possesso di PromoTurismoFvg riferiti ai mesi di maggio e giugno, che evidenziano l’incremento più elevato di turisti a livello regionale rispetto agli anni precedenti alla pandemia.
Dati che, secondo l’assessore, non sono frutto del caso. A partire dall’estate 2022, infatti, l’offerta turistica è stata arricchita da pacchetti ed escursioni in giornata creati da PromoTurismoFvg e dall’iniziativa “Hop on Hop off Collio”, dedicata agli ospiti che soggiornano a Grado, Lignano e Trieste che hanno potuto visitare il Collio e il Cividalese a bordo dei bus Atp dotati di portabiciclette. A questo si è aggiunta la promozione della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia che annovera sempre più aderenti tra le attività produttive del Collio.
In conclusione, il rappresentante della Regione ha ricordato la collaborazione avviata con Costa Crociere, con iniziative mirate che portano i numerosi crocieristi che transitano su Trieste (le previsioni per il 2023 parlano di più di 750 mila passaggi) a visitare e conoscere l’intero Friuli Venezia Giulia.

Tre grifoni spiccheranno di nuovo il volo alla Riserva naturale del lago di Cornino

Spiccheranno di nuovo il volo, dopo essere stati curati e inanellati ai fini del monitoraggio scientifico: tre maestosi esemplari di grifone, fra i 2 e i 3 anni d’età, riconquisteranno la libertà nella Giornata internazionale degli avvoltoi, domani 4 settembre, tradizionale data di “Vivi e liberi di volare”, evento di punta della programmazione annuale della Riserva naturale regionale del lago di Cornino. E nella circostanza, ad amplificare l’emozione di un appuntamento che richiama sempre un folto pubblico, saranno reintrodotti in natura anche numerosi altri esemplari di fauna selvatica accolti e curati dai Centri di recupero di Udine e Pordenone.

Sarà il momento clou di una giornata molto intensa, scandita da tante proposte – tutte ad accesso libero – a carattere scientifico e divulgativo: contributi di esperti di fama europea riempiranno l’intero pomeriggio, anticipati, al mattino, da due escursioni guidate in Riserva, a cura dello staff della Coop Pavees, che gestisce il sito protetto. La prima camminata partirà alle 9.30, la successiva alle 11: l’iniziativa è gratuita ma è richiesta la prenotazione, effettuabile alla mail centrovisite@riservacornino.it
Alle 14, poi, cominceranno a susseguirsi gli apporti scientifici: il primo intervento, affidato al direttore scientifico della Riserva di Cornino, Fulvio Genero, farà il punto sul Progetto Grifone, delineando la situazione in essere sulle Alpi Orientali e illustrando l’andamento della nidificazione nel 2022. Seguirà un focus – di particolare interesse, anche in relazione a un piano in fase di studio in Riserva – sulle tecniche di allevamento del gipeto per la sua reintroduzione negli ambienti idonei (obiettivo che, appunto, Pavees si sta dando): ne parlerà Camillo Sandri, curatore generale e veterinario del Parco Natura Viva di Bussolengo. Cesare Avesani, direttore tecnico del medesimo Parco e presidente della Fondazione Arca, si concentrerà poi su “La conservazione ex situ e i progetti di reintroduzione in Italia e nel mondo”, mentre André Stadler, direttore dell’Alpenzoo di Innsbruck, spiegherà le caratteristiche di nuove voliere per gli avvoltoi. Gipeto ancora protagonista nella relazione del biologo Michael Knollseisen, che tratteggerà la situazione della specie sulle Alpi austriache. Attesa pure Barbara Mihelič, direttrice dello zoo di Lubiana.

Chiusa la sezione riservata agli approfondimenti, spazio all’emozione: introdotta dai saluti delle autorità e dalla presentazione delle attività della Coop Pavees inizierà, intorno alle 17.30, la liberazione dei rapaci. In questa fase interverranno anche, con le spiegazioni del caso, i gestori dei Cras-Centri di recupero animali selvatici di Udine e Pordenone, Maurizio Zuliani e Walter Bergamo.

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In copertina e all’interno, radio satellitare su un grifone; qui, il presidente della Coop Pavees con un rapace appena catturato.

Ritorna a Udine “Friuli Doc” la vetrina delle eccellenze enogastronomiche

Friuli Doc è da sempre una vetrina importante per le eccellenze enogastronomiche. Una ricetta vincente che in quattro giorni saprà attrarre a Udine migliaia di turisti, grazie a un ricco palinsesto di eventi e coinvolgendo quest’anno, oltre alle Pro Loco e alle associazioni di categoria, una pluralità di soggetti: dall’Udinese Calcio agli artigiani, i locali e in generale tutte le attività produttive e commerciali cittadine, rendendoli pienamente partecipi di questo evento. Questa sinergia fra città e territorio candida Friuli Doc a essere l’apice di una stagione estiva che in Friuli Venezia Giulia e a Udine ha fatto registrare un record di presenze senza precedenti.

Prosciutto di San Daniele…


È questo il messaggio portato a Udine dall’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo alla presentazione della 28ma edizione di Friuli doc. La manifestazione, in programma tra giovedì 8 e domenica 11 settembre, gode del supporto e del contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e di PromoTurismoFvg e intende rappresentare non un unico prodotto o un singolo settore, ma la celebrazione della cultura, delle tradizioni, dello spirito e delle eccellenze vinicole e gastronomiche friulane e del territorio limitrofo.
Nell’ultimo anno, come ha sottolineato l’esponente della Giunta regionale, c’è stato un cambio di passo nella promozione, con investimenti importanti sulle reti televisive generaliste e sui principali quotidiani nazionali. Tutto questo ha gradualmente portato il Friuli Venezia Giulia a recuperare e superare le presenze turistiche del periodo pre-pandemia e a scalare le classifiche di gradimento nazionali, come attestato dalle rilevazioni di Demoskopika.

… formaggio Montasio…


L’offerta di Friuli Doc sarà distribuita nei luoghi più rappresentativi del centro udinese: da piazza Libertà a via Mercatovecchio, al Castello, via Savorgnana, via Aquileia, piazza Matteotti, fino a tutte le altre tradizionali sedi dell’evento, ognuna delle quali sarà arricchita da stand, esibizioni di show cooking, incontri, concerti, aree degustazione, laboratori, mostre ed esposizioni. Come da tradizione, tutti i musei della città rimarranno aperti. Tra i protagonisti non mancheranno le eccellenze friulane come il prosciutto di San Daniele e il formaggio Montasio, le specialità della montagna, della collina e del mare, i produttori di “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, piante, funghi, spezie, frutta e verdura del territorio, gli stand degli artigiani e gli stand gastronomici di Trieste e della Stiria.
Novità di quest’anno la presenza dei ristoranti di Udine Cooking che, in aggiunta alla tradizione delle osterie udinesi e delle rispettive proposte di abbinamento cibo-vino, elaboreranno per l’occasione dieci menu del territorio che completeranno la proposta di ospitalità di Friuli Doc.

… e grandi vini del Vigneto Fvg.

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In copertina, piazza Libertà e il Castello simbolo di Udine e dell’intero Friuli.

Dalle dorsali di Porzus alla Val Alba e alla Rocca di Monrupino sul Carso

Dalle Valli del Torre alla Val Alba sopra Moggio Udinese e al Carso Triestino: ecco tre proposte naturalistiche molto invitanti, per sabato e domenica prossimi, che offrono la possibilità di scoprire meravigliosi e suggestivi angoli del Friuli Venezia Giulia.

ATTIMIS – Scoprire, assieme a guide esperte, le Valli del Torre e del Natisone, tra vette, acque, foreste e storia: prosegue il progetto turistico I Sentieri della ProLoco, all’interno di Montagna 365 di PromoTurismoFvg, che trova in questa parte del territorio regionale la collaborazione di 13 Pro Loco che, coordinate dal Consorzio Pro LocoTorre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža, sono pronte a offrire agli escursionisti emozioni uniche in angoli più o meno conosciuti del territorio. Coorganizzatori Wild Routes e ForEst.
Prossimo appuntamento il 3 settembre con l’Escursione sulle dorsali di Porzus. Si camminerà sui sentieri curati e mantenuti dalle Pro Loco di Porzus per scoprire tradizioni ed angoli nascosti del territorio. Da Porzus, vero balcone sulla pianura friulana, ci si addentrerà nei boschi che circondano il paese per raggiungere la mistica Sorgente Očena, lungo un sentiero riscoperto da pochi anni. Si risalirà poi il versante occidentale del Merzli Uorch per osservare il bel panorama e quindi rientrare in paese per un meritato ristoro. Al termine dell’escursione ci sarà la possibilità di riprendere le forze assaporando i prodotti locali presso un ristoro organizzato dalla Pro Loco.
Guida: Marco Pascolino
Difficoltà: Media (7km per 350m di dislivello), adatto a bambini dagli 8 anni in sù.
Durata: 4 ore
Ritrovo: ore 8:30 a Porzus di Attimis, in piazza (https://goo.gl/maps/v3H9T1gdBbRcDcsx7); partenza ore 9. Equipaggiamento: vestiti adatti alla stagione, scarpe da trekking, giacca a vento, acqua, snack, crema solare, cappello/foulard, bastoncini da trekking (consigliati).
Prezzo: 15€ intero / 7,50€ ragazzi 12-18 anni accompagnati / gratis <12 anni accompagnati / Gratis FVG Card. Prenotazione obbligatoria entro le 18 di domani al cellulare 333.4564933 o torrenatisone@virgilio.it

MOGGIO UDINESE – Domenica 4 settembre, attraversata in quota che permette uno sguardo d’insieme sulla Riserva naturale regionale della val Alba. Ci si immerge in diversi ambienti: dalla faggeta alla mugheta, dalle praterie di quota alle formazioni rocciose. Scoprendo vestigia del passato utilizzo delle malghe e di fortificazioni militari risalenti alla Grande Guerra.
Itinerario: dal parcheggio (1050 metri) si segue la strada carreggiabile sino a scollinare e trovare sulla destra una pista forestale che, attraversando il bosco di abeti bianchi, intercetta il sentiero Cai 450/a. Si prosegue sul “450/a” sino ad immettersi sul “428” che porta al bivacco G. Bianchi (1730 metri). Si lascia il Bivacco e la conca del monte Cjavâlz seguendo il sentiero “425” che percorre panoramico il versante sud-occidentale del monte. Seguendo sempre il segnavia “425” si giunge ai resti del ricovero militare della Cengle da la Vacje (1870m), quindi in discesa sino al ricovero militare del Vuâlt, all’omonimo Rifugio e infine al parcheggio.
Ritrovo: Municipio di Moggio Udinese, ore 7. Partenza con mezzi propri sino al parcheggio del Vuâlt.
Durata: 4h 30’ – 5 h (tempo di percorrenza indicativo, escluse le soste)
Dislivello: 1096 metri in salita e in discesa, complessivo di andata e rientro al parcheggio Vuâlt
Difficoltà: “ EE” – Escursionisti Esperti, allenati
Guida: Cai sezione “Creta Grauzaria” di Moggio Udinese
Note: equipaggiamento adatto al periodo e calzature adatte ai percorsi di montagna.

TRIESTE – Domenica 4 settembre la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 17.30 alle 21.30 l’uscita speciale: “Da Repen alla Rocca di Monrupino – Tabor, tra natura e poesia”. Una passeggiata naturalistica con letture poetiche e letterarie e, in chiusura, assaggini-omaggio di specialità gastronomiche e vino del Carso al ristorante Krizman. L’uscita è l’ultimo appuntamento di “Piacevolmente Carso – estate”.
Ritrovo alle 17.10 nella piazza di Repen. Termine serata alle 21.30 circa. In programma un facile percorso tra i boschi, da Repen fino alla Rocca, parlando di geologia e ambiente con la guida naturalistica Barbara Bassi. Dalla cima della Rocca di Monrupino-Tabor, con il panorama sul Carso al tramonto, letture commentate di poesie e prose con il giornalista Maurizio Bekar. Segue il ritorno a Repen lungo le strade del paese, e in chiusura assaggini-omaggio di specialità carsiche presso il ristorante Križman.
Un facile percorso di ca. 6,5 km, per persone in normali condizioni fisiche.
I partecipanti riceveranno anche un buono per pasti presso i ristoratori di “Sapori del Carso” con uno sconto del 10%, valido fino al 30 settembre.
È richiesta la prenotazione a: curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Costo: interi 15 euro; 8 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6.
Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.
“Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di PromoTurismoFvg e di Aitr (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative), in collaborazione con l’Ures-Sdgz (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i Git (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

Carso e Rocca a Monrupino.

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In copertina, bella immagine di Porzus, sopra Attimis, con i caratteristici terrazzamenti sostenuti da muri a secco.

Le patate friulane saranno valorizzate dall’Indicazione geografica protetta

«Sono fiducioso nel buon esito del percorso per l’ottenimento del marchio europeo di Indicazione geografica protetta (Igp) per la patata friulana; una strada sostenuta dall’Amministrazione regionale che potrà contribuire a valorizzare la produzione pataticola locale». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a chiusura del convegno “Forma è sostanza, le moderne tecniche di marketing” che si è tenuto nell’auditorium di Zoppola. L’evento ha fornito anche l’occasione per presentare il restyling del marchio aziendale della cooperativa Copropa, premessa per l’avvio di una nuova strategia commerciale e d’immagine, e per premiare i campioni di tuberi esposti nella Sagra delle patate di Ovoledo. Quest’anno i campioni in mostra sono stati circa una sessantina, tutti di provenienza regionale, e 19 le varietà.
Nel suo intervento, Zannier ha focalizzato l’attenzione sull’importanza delle filiere agroalimentari: «In regione le filiere ci sono anche se, a volte, incomplete e si traducono in produzione e trasformazione, ma è necessaria anche la parte distributiva. Una filiera funziona quando è completa nelle sue diverse componenti, questo significa anche garantire una sostenibilità economica; il confronto con tutti gli attori offre maggiori opportunità per trovare i corretti equilibri dando soddisfazioni a tutte le parti della catena».

L’assessore regionale Stefano Zannier con Piervito Quattrin presidente di Copropa e l’esperto di marketing Alberto Abate.

Il collegamento produttore-distributore, per Zannier, ha un’efficacia anche in termini di marketing che può essere pensato in maniera unitaria. «In questo modo è possibile dare valore a tutti gli elementi della filiera all’interno, però, di un’area geografica limitata in cui la mia comunicazione risulti efficace», ha precisato l’assessore regionale che ha voluto poi fare un richiamo alla produzione del Friuli Venezia Giulia.
«La nostra produzione agricola – ha indicato Zannier – non ha una dimensione tale da poter competere su un mercato in cui sono presenti grandi volumi, ma può trovare opportunità su un mercato diverso che oggi ha canali aperti all’interno di una logica di produzioni locali gestite in base al venduto per dare impulso al territorio come è emerso nel convegno. Un mercato che presenta volumi potenziali interessanti».
Una riflessione più generale ha riguardato, poi, la riconversione della produzione agricola. «In Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto l’assessore regionale – riscontriamo la carenza di alcune produzioni locali nonostante la richiesta del territorio non manchi; pensiamo all’ortofrutta che, ad eccezione di alcune tipologie, non riesce a soddisfare il fabbisogno della regione». Su questo aspetto, Zannier ha collegato il tema delle riconversioni produttive che «possono rappresentare un’alternativa di mercato per i produttori e una sfida per tutto il sistema. Per compiere quel passo serve, però, un soggetto che aggreghi le produzioni e le renda disponibili nei tempi e nelle quantità utili alla distribuzione per garantirle poi al cliente».
L’esponente della Giunta Fedriga ha voluto anche esprimere un apprezzamento a Copropa. «La cooperativa ha saputo evolversi anche, ma non solo, dal punto di vista agronomico; siamo all’ultimo miglio da percorrere insieme per fare quel salto di qualità per collocare sul mercato un prodotto che ha tutte le caratteristiche di qualità e riconoscibilità per essere largamente apprezzato dal consumatore».
L’incontro, organizzato in collaborazione con Ersa, ha visto dopo i saluti istituzionali del sindaco Francesca Papais, di Piervito Quattrin, presidente di Copropa, e di Renato Danielis, dell’Ersa, anche l’illustrazione delle moderne tecniche per trasmettere attraverso un marchio i valori e la qualità del prodotto da parte dell’esperto di marketing Alberto Abate. Alla tavola rotonda, moderata dal giornalista Rossano Cattivello, sono intervenuti alcuni dei rappresentanti delle associazioni di categoria del mondo agricolo ed esperti del comparto.

Un momento della premazione dei produttori.

Cantina Produttori Cormòns, dalle Guide i primi premi: leader il Collio autoctono

I primi risultati sono stati resi noti una settimana fa da The WineHunter Award, la prestigiosa Guida alle eccellenze enogastronomiche italiane, selezionate da Helmuth Köcher, fondatore del Merano Wine Festival. La classifica è consultabile online gratuitamente e i vini della Cantina Produttori Cormòns si sono aggiudicati l’Award Rosso (dai 90 ai 92,99 punti) e Gold (dai 93 ai 95,99 punti): al Collio Doc da uve autoctone 2020 è andato il Gold, mentre alla Malvasia Harmo Doc Friuli 2020, al Sauvignon Doc Friuli 2021 (certificato Sqnpi) e al Friulano Doc Collio 2021 sono stati assegnati gli Award Rosso.
Domenica, inoltre, al termine delle finali nazionali che si sono svolte la scorsa settimana a Buttrio, sono stati resi noti i risultati della Guida del Touring Club Vinibuoni d’Italia: il massimo riconoscimento, la Corona, è andato al Collio Doc da uve autoctone 2020, che si conferma quindi il top di gamma della cooperativa cormonese. Come da tradizione, gli stessi vini esaminati dalle commissioni sono stati sottoposti al giudizio di giornalisti, blogger, sommelier, operatori e winelover, con il progetto “Oggi le corone le decido io”.
Il Collio 2020 da uve autoctone, fatto con (Tocai) Friulano al 60%, Ribolla gialla al 30% e Malvasia istriana 10%, ha ottenuto la Corona anche da queste commissioni parallele. «Un riconoscimento all’insegna della trasparenza e della partecipazione dei consumatori – ha affermato soddisfatto il direttore generale Alessandro Dal Zovo -, che conferma il successo del progetto Collio da uve autoctone e la qualità dei nostri vini, se consideriamo che le selezioni The WineHunter hanno riguardato ben 7mila campioni, degustati da 11 commissioni d’assaggio, e soltanto a 874 è stato assegnato il Gold, e che Vinibuoni ci premia con la Corona per il secondo anno di seguito».

Agrisolare, anche in Fvg al via il bando per poter produrre energie rinnovabili

Il bando Agrisolare pubblicato dal Mipaaf è stato oggetto di approfondimento da parte del consiglio direttivo di Confagricoltura. È stato deciso di avviare la macchina operativa che dovrà seguire su tutto il territorio nazionale le imprese che intendono partecipare al bando. Secondo le indicazioni del Ministero, il provvedimento potrà consentire una nuova capacità di generazione pari a 375mila kW da energia solare.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente Massimiliano Giansanti e dai componenti del Direttivo per l’inclusione delle serre tra le strutture produttive contemplate nella misura del Pnrr Parco Agrisolare, proprio come aveva richiesto Confagricoltura, che si era opposta all’esclusione del comparto serricolo e delle attività forestali dalla prima stesura del provvedimento dedicato all’installazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.
Per l’assistenza alle aziende fino alla scadenza della presentazione delle domande, prevista il 27 settembre, Confagricoltura lavorerà assieme ad Anb, l’Associazione Nazionale Bieticoltori che ha di recente aderito all’Organizzazione. Anche in Friuli Venezia Giulia ci si potrà rivolgere alle strutture provinciali di Confagricoltura Fvg (Udine, Pordenone e Gorizia) e alla struttura regionale con sede nel capoluogo friulano.
Le risorse stanziate per il Parco Agrisolare ammontano a 1,5 miliardi di euro, di cui 1,2 riservati a interventi nel settore della produzione agricola primaria e i restanti 300 milioni equamente ripartiti per investimenti nella trasformazione dei prodotti primari in produzioni agricole e non agricole.
I tempi sono ristretti e il bando è complesso, oltre a essere il primo dedicato al comparto nell’ambito del Pnrr. Un altro limite, già evidenziato da Confagricoltura, è rappresentato dal vincolo dell’autoconsumo, ancorché rivisto rispetto alle bozze iniziali. A tale riguardo la Confederazione continuerà a lavorare affinché nei prossimi bandi questo vincolo venga rimosso, in modo da consentire al settore primario di esprimere al massimo, tanto più nell’attuale situazione di crisi degli approvvigionamenti, la capacità di produzione di energia rinnovabile.

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In copertina, Agrisolare su una cantina sociale: qui siamo a Ramuscello nella provincia di Pordenone.