“Triestespresso Expo”, Gianni Pistrini (Amdc) in fiera con l’arcivescovo Crepaldi

Anche il vescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, ha visitato la fiera del “Triestespresso Expo” conclusasi sabato scorso. Il presule, che era affiancato da don Alessandro Amodeo, è stato accompagnato in un ampio “giro” fra i numerosi stand fieristici dal presidente dell’associazione Museo del Caffè di Trieste, Gianni Pistrini, potendo apprezzare la ricchezza della filiera produttiva, dal chicco alla tazzina, notizie e dati sui Paesi produttori, sulle aziende di torrefazione, i costruttori di impianti di cottura del caffè e di macchine per l’espresso, i produttori di tazzine, la confezione, spedizione e traffico del prezioso chicco e altri aspetti ancora di questo affascinante mondo “aromatico”.
L’arcivescovo Crepaldi e Pistrini si sono quindi soffermati in particolare allo stand del Brasile dove hanno incontrato il personale diplomatico e i funzionari che già mercoledì avevano partecipato in Camera di Commercio alla cerimonia di gemellaggio fra l’Amdc di Trieste e il Museu do Cafe di Santos; tra questi Jean Paul Coly capo dell’ufficio Agrobusiness presso l’Ambasciata del Brasile a Roma, Ana Paula Torres funzionario della stessa Ambasciata e il console onorario del Brasile a Trieste Judith Moura de Oliveira.

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Nella foto, il presidente Pistrini, Coly, monsignor Crepaldi, de Oliveira e Torres durante la visita a“Triestespresso Expo”.

“Nuova Cucina”, si partirà l’8 novembre: via a Trieste, gran finale a Tavagnacco

Slitta di alcuni giorni l’apertura della nuova rassegna di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori. Non sarà, infatti, la trattoria Al Grop, ad inaugurare, dopodomani, il circuito enogastronomico, ma questo spetterà l’8 novembre al ristorante triestino Ai Fiori. Lo storico locale di Tavagnacco avrà invece l’onore di chiudere il percorso della buona tavola il primo dicembre.

Step conclusivo, dunque, per il lavoro di ricerca e sperimentazione del Consorzio fra 21 top restaurant del Fvg affiancati da 47 partner fra vignaioli, distillatori e artigiani del gusto, che nel 2020 (anniversario dei suoi 20 anni di attività) aveva lanciato il progetto La Nuova Cucina, coinvolgendo ristoranti emergenti della regione, i Nuovi Amici in cui il gruppo crede. Pensato per festeggiare in modo propositivo e visionario questo importante traguardo, il progetto – articolato in tre capitoli – è ora alla sua terza ed ultima fase, che culminerà in 8 cene in programma in novembre e dicembre.
«Concluso questo percorso, ovviamente, non ci fermeremo – commenta il presidente del consorzio Walter Filiputti – ma continueremo nel nostro impegno di valorizzazione dell’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia con nuovi progetti. Con La Nuova Cucina volevamo coinvolgere anche interessanti e propositive realtà esterne al nostro gruppo: siamo soddisfatti che la rete che si è creata conti ora di 76 soggetti oltre alle istituzioni, che ringraziamo per aver creduto e appoggiato il nostro progetto».

La sostenibilità in tavola – Dopo aver creato piatti d’avanguardia per le cene del Capitolo 1 e aver riletto la tradizione in chiave contemporanea nelle cene del Capitolo 2, il focus è questa volta la sostenibilità, un valore ormai imprescindibile anche in tavola. Gli chef proporranno ricette che considerano il tema della sostenibilità da poliedrici punti di vista, dando segnali concreti dei principi applicati. Esistono infatti infiniti modi per preparare ricette sostenibili. C’è chi ha pensato al minimo impatto ambientale riguardo ai costi energetici di cottura utilizzando tecniche appropriate e ricorrendo a preparazioni a freddo quali la macerazione, la fermentazione, l’essiccazione, l’infusione e la marinatura. Altri si sono soffermati sull’acquisto consapevole delle materie prime, rivolgendosi alle filiere del territorio. Altri ancora hanno puntato sul recupero e utilizzo di parti o rimanenze provenienti dalla lavorazione dei vari prodotti, riducendo quindi al minimo gli scarti alimentari.

Otto serate, 24 chef – La Nuova Cucina Capitolo 3 si articolerà in 8 serate, che si svolgeranno in altrettanti locali associati a Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori il martedì e il giovedì, appunto dall’8 novembre all’1 dicembre. Protagonisti saranno tre chef (due del Consorzio e uno di un ristorante amico), che confrontandosi e lavorando insieme, proporranno ai partecipanti un’esperienza culinaria assolutamente inedita, con ricette pensate appositamente per l’occasione. Importante il menu, di cinque portate, che prenderà il via con uno speciale benvenuto della cucina creato a sei mani, a cui seguiranno un antipasto, un primo, un secondo e un dolce. Il tutto sarà arricchito da raffinate squisitezze dei partner del progetto: dalla selezione dei vini in abbinamento, ai distillati che accompagneranno i dessert creati non solo dagli chef dei ristoranti, ma anche da maestri pasticceri e cioccolatai del gruppo.
La prenotazione alle cene è obbligatoria e va fatta direttamente ai ristoranti. Il costo è il medesimo per tutte, 80 euro.

Il calendario

8 novembre – Ai Fiori (Trieste)
assieme agli chef dei ristoranti: Enoteca di Buttrio, Alla Luna

10 novembre – Da Nando (Mortegliano)
assieme agli chef dei ristoranti: Lokanda Devetak, Da Alvise

15 novembre – Vitello d’Oro (Udine)
assieme agli chef dei ristoranti: AB Osteria Contemporanea, Barcaneta

17 novembre – Al Paradiso (Paradiso di Pocenia)
assieme agli chef dei ristoranti: Al Gallo, Valeria 1904

22 novembre – La Torre (Spilimbergo)
assieme agli chef dei ristoranti: Costantini, 1883 Restaurant & Rooms

24 novembre – Costantini (Collalto di Tarcento)
assieme agli chef dei ristoranti: Caffetteria Torinese, Tre Merli

29 novembre – Al Ponte (Gradisca d’Isonzo)
assieme agli chef dei ristoranti: Carnia, Il Piron dal Re

1 dicembre – Al Grop (Tavagnacco)
assieme agli chef dei ristoranti: San Michele, Casa Valcellina

Grano-Ucraina, lo stop russo all’export preoccupa Confagricoltura: ora è allarme

Sulla piazza di Chicago i futures del grano hanno già fatto registrare un aumento di oltre il 5 per cento, a seguito della decisione della Federazione Russa di sospendere, a tempo indeterminato, la partecipazione all’accordo sulle esportazioni via mare dell’Ucraina. «L’aumento era scontato – afferma il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti -. L’intesa siglata a luglio con la mediazione dell’Onu e della Turchia ha dato ottimi risultati, con la partenza dai porti dell’Ucraina di 9 milioni di tonnellate di prodotti agricoli, soprattutto grano e mais. Sono già stati attivati i contatti al massimo livello per trovare una soluzione. Intanto, è tornato a salire il rischio di una crisi alimentare globale».
A livello europeo, secondo i dati diffusi in luglio dalla Commissione, la produzione di cereali si è attestata – come fa notare la organizzazione imprenditoriale nella nota diffusa da Confagricoltura Fvg, l’organizzazione imprenditoriale guidata da Philip Thurn Valsassina – a circa 270 milioni di tonnellate, in riduzione di 7 punti percentuali sulla campagna 2021/2022, essenzialmente a causa della siccità. Per il grano tenero, i raccolti (127 milioni di tonnellate) consentono di coprire il fabbisogno interno degli Stati membri e di destinare all’esportazione nei Paesi terzi un quantitativo nell’ordine di 36 milioni di tonnellate.
«In questo quadro – sottolinea il presidente nazionale di Confagricoltura – spicca la situazione critica relativa al mais. Sarà necessario importare circa 20 milioni di tonnellate, in concorrenza con la Cina, che è il primo importatore a livello mondiale. La siccità e le temperature sopra la media stanno ostacolando il normale svolgimento delle semine in vista dei nuovi raccolti – rileva Giansanti – e potrebbero mancare i fertilizzanti, a causa della riduzione della produzione, con punte fino al 50 per cento, determinata dall’eccezionale incremento dei prezzi del gas. Quello dei fertilizzanti è un problema mondiale in termini di prezzi e disponibilità. Se ne discuterà durante la riunione del G20 che si terrà in Indonesia il 15 e 16 novembre. Con la pandemia, la guerra in Ucraina e le conseguenze del cambiamento climatico si è aperta una fase di grande incertezza, nella quale la sicurezza alimentare assume un ruolo strategico. La sicurezza alimentare può essere garantita solo da un sistema di imprese efficienti e innovative che producono per il mercato».

Agriflash.FVG – E non solo

Contea di Gorizia, successo per l’astaGrande successo per l’asta dei vini dell’antica Contea di Gorizia a favore del monastero della Castagnevizza, sopra Nova Gorica. Sabato mattina sono stati venduti 14 lotti da 300 bottiglie ciascuno che hanno consentito di raccogliere una somma finale di 62.400 euro. Si trattava, come anticipato, di bottiglie, di produttori italiani e sloveni, esclusivamente dei Cru in purezza provenienti da queste varietà pregiate: per i bianchi Chardonnay, Ribolla gialla, Friulano/Jakot e Malvasia d’Istria; per i rossi Pinot nero, Refosco e Merlot. Il ricavato dell’asta andrà appunto a favore dello storico complesso monastico, che nel 2023 compirà 400 anni dalla fondazione, per il restauro degli affreschi della cappella. Una importante occasione benefica, dunque, ma anche per valorizzare e promuovere i vini di quest’affascinante area vitivinicola transfrontaliera, Collio e Brda, candidata al riconoscimento Unesco quale Patrimonio mondiale dell’Umanità, attraverso un evento di tre giorni interamente dedicato alla scoperta di un territorio unico e dei suoi prodotti.

Incentivi Fvg per le risorse idriche La Regione Fvg destinerà ulteriori 3,7 milioni di euro dei fondi derivanti dall’European Recovery Instrument per rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse idriche in agricoltura. Questo incremento di risorse consentirà alla specifica misura di poter contare ora su un budget complessivo pari a 6,2 milioni. Lo ha stabilito la Giunta regionale approvando nel corso dell’ultima seduta una apposita delibera su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier. “Queste nuove risorse – spiega Zannier – derivano dal nuovo piano finanziario del Psr 2014-2022 approvato dalla Commissione Europea lo scorso 1 agosto. In quella circostanza è stata stabilita una diversa allocazione dell’importo di 3,7 milioni di fondi Euri per favorire la ripresa economica e la resilienza del settore. Le risorse sono state girate alla tipologia di interventi dedicati al miglioramento dell’uso e della gestione delle risorse idriche da parte delle aziende agricole. Questa misura ha lo scopo anche di mitigare le ricadute derivanti dai cambiamenti climatici, a migliorare la competitività e la redditività delle aziende agricole”. “La delibera – ha aggiunto l’assessore regionale – dà quindi il via libera all’utilizzo delle risorse per aumentare la dotazione del bando per l’accesso a questo tipo di finanziamento e per il quale sono state presentate numerose domande. Con questa assegnazione, i fondi complessivamente attribuiti alla misura ammontano a 6,2 milioni di euro; ciò permetterà di finanziare una buona parte delle domande di sostegno per le quali l’attività di verifica di ammissibilità dei beneficiari e delle operazioni è già stata svolta e prossimamente verrà decretata la relativa graduatoria”.

Contributi per le energie rinnovabili “Con questo bando diamo l’opportunità alle aziende agricole del Friuli Venezia Giulia di ricevere un contributo per la creazione e lo sviluppo delle energie rinnovabili, in linea con gli altri importanti provvedimenti che l’Amministrazione regionale sta assumendo sul tema della sostenibilità e della riduzione delle emissioni di CO2”. Lo ha detto a Trieste l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a commento dell’approvazione da parte della Giunta della delibera, presentata dallo stesso Zannier, relativa al bando per l’accesso individuale alla tipologia d’intervento Sostegno a investimenti nella creazione e nello sviluppo di energie rinnovabili intrapresi dalle aziende agricole del Programma di sviluppo rurale 2014-2022 della Regione Fvg. Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, le risorse finanziarie destinate alla misura ammontano complessivamente a 784.627,79 euro, mentre – per quel che riguarda le aliquote di sostegno – ne vengono individuate tre: giovani agricoltori o imprese biologiche (che riceveranno a titolo di de minimis il 50 per cento del costo ammissibile), agricoltori con Superfice agricola utilizzata (Sau) prevalente nelle zone montane (45 per cento del costo ammissibile) e tutti gli altri beneficiari (35 per cento del costo ammissibile). “L’iniziativa si fonda sul fatto che il Programma di sviluppo rurale – ha illustrato Zannier – prevede anche una specifica tipologia di intervento finalizzata a favorire investimenti per la creazione e lo sviluppo di energie rinnovabili. In questo ambito, l’obiettivo è proprio quello della transizione verso un’economia sostenibile, sostenendo le attività di diversificazione agricola verso investimenti orientati alla produzione di energia destinata alla vendita”.

Fondo di rotazione in agricoltura La Giunta regionale ha approvato emendamenti all’assestamento autunnale per un totale di 10 milioni di euro, da destinare interamente al “Fondo di rotazione in agricoltura” (legge regionale n.80 del 20 novembre 1982). Lo ha comunicato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a margine della seduta del Consiglio regionale a Trieste. “I contributi stanziati – ha riferito Zannier – potranno essere utilizzati in tempi rapidi su una serie di graduatorie già presenti nella nostra direzione e consentiranno di sostenere quegli investimenti che derivano dalla legge del 2020, relativa alle aziende gestite dai giovani agricoltori. Una misura che dà dunque continuità a un percorso iniziato due anni fa”. L’assessore ha infine anticipato che “altri fondi saranno previsti dalla prossima legge di Stabilità a copertura di ulteriori attività, tra cui gli interventi di sistemazione delle aree post-Vaia”.

A Trento in marzo riecco ViniferaSabato 25 e domenica 26 marzo arriverà a TrentoFiere la quinta edizione di Vinifera, mostra mercato dedicata ai vini e ai cibi dei territori dell’arco alpino. L’obiettivo della prossima edizione è mettere ancor più in evidenza l’aspetto agricolo della viticoltura. La rassegna, a cui parteciperanno piccole e medie realtà artigianali biologiche e biodinamiche, sarà infatti dedicata al legame tra agricoltura e territorio alpino. “Con questa scelta intendiamo mettere in luce l’attività dei viticoltori che saranno presenti a Vinifera – spiega Luisa Tomasini, portavoce dell’Associazione Centrifuga che organizza l’evento –. All’interno della propria azienda in molti casi si occupano della produzione di vino ma anche di frutta, ortaggi, miele, sementi, formaggi e, più in generale, di preservare e valorizzare il luogo dove vivono e le sue peculiarità, realizzando prodotti unici di altissima qualità”. Dal punto di vista geografico, l’edizione 2023 rivolgerà lo sguardo anche ai produttori d’Oltralpe, con una presenza ampliata di vignaioli provenienti da Francia, Svizzera, Austria e Slovenia e con un territorio ospite che verrà svelato a inizio anno. La crescente internazionalizzazione dell’evento ha portato alla realizzazione del sito Internet www.viniferaforum.it anche in inglese e tutta la comunicazione sarà veicolata in doppia lingua. “Vinifera è per noi da sempre uno spazio di condivisione, educazione e convivialità, ideato per scoprire gli artigiani alpini scelti con cura da Associazione Centrifuga – prosegue Tomasini –. Una selezione ispirata dalla capacità di far esprimere il territorio attraverso il vino e dalle relazioni umane che ci hanno fatto innamorare dei tanti produttori protagonisti della nostra mostra mercato”. Nel mese precedente alla manifestazione tornerà, inoltre, Vinifera Forum, con un ricco calendario di eventi, degustazioni, conferenze e visite guidate. Il primo appuntamento, in programma venerdì 24 febbraio, sarà l’inaugurazione della residenza artistica degli illustratori di Yoonik, agenzia di talent e project management. Il vernissage sarà promosso in collaborazione con i Vignaioli del Trentino. A realizzare la locandina e la grafica dell’intero evento è quest’anno Anna Formilan (annaformilan.com), disegnatrice freelance e collaboratrice di festival culturali, a cui passa il testimone Federica Bordoni, firma delle passate edizioni, nell’ottica di creare una rete virtuosa di giovani artiste locali che rappresentino con le loro opere Vinifera e il territorio trentino. Tutte le info e il programma completo presto su www.viniferaforum.it

Il Durello Brut che piace tanto a LondraIl Lessini Durello Brut di Giannitessari è l’unica bollicina italiana scelta dal ristorante stellato londinese The Hind’s Head Bray, del gruppo The Fat Duck di Heston Blumenthal, chef tra i più celebrati in Inghilterra e in Europa, titolare di tre locali per un totale di sei stelle Michelin. “Siamo una delle cantine che per prime hanno creduto nelle potenzialità del Lessini Durello Metodo Classico – affrma il vignaiolo Gianni Tessari – ed entrare nella carta vini di uno stellato del gruppo The Fat Duck è per noi motivo di grande orgoglio e stimolo a migliorarci senza sosta, nella consapevolezza che il Durello può misurarsi senza difficoltà con le migliori bollicine internazionali. Promuoviamo con decisione lo spumante del nostro territorio che, quando viene conosciuto, piace al pari dei Metodo Classico più blasonati”. A proporre il Durello dell’azienda agricola di Roncà (Verona), inserito in carta in seguito ai test di valutazione dei sommelier londinesi, è stata Gabriella Reniero, veronese di origine ma radicata in Inghilterra, titolare di BubblyBandits, società italo-britannica specializzata in importazione di vini spumanti italiani. “L’incontro con il ristorante – spiega Gabriella Reniero – è avvenuto casualmente durante una degustazione di bollicine. È stato amore a prima vista per il Brut di Giannitessari, al punto tale da convincere i responsabili di The Hind’s Head Bray a inserirlo in carta, al calice e anche come base per alcuni cocktail”. Si tratta di un successo importante e senza precedenti per la denominazione vicentino-veronese che in Inghilterra, Paese che consuma molti spumanti, può conquistare uno spazio di rilievo e ottenere risultati eccellenti. Il Lessini Durello Brut di Giannitessari affina sui lieviti per almeno tre anni nelle cave sotterranee della cantina. Al calice si presenta giallo brillante e con un perlage fine. Al naso emerge l’aroma complesso di fiori di campo e frutta a polpa bianca, con note di pane tostato. Avvolge il palato con la sua piacevole struttura, bilanciando elegantemente acidità e mineralità; il finale lungo e persistente invita al riassaggio. Perfetto per un aperitivo stuzzicante e raffinato, ideale insieme a piatti di pesce, crostacei e molluschi, in particolar modo con le ostriche.

A Nimis vendemmia di grande qualità. E a San Martino torna “Oro di Ramandolo”

di Giuseppe Longo

La lunga siccità estiva, ma che derivava da una grave carenza d’acqua che si protaeva dall’inizio dell’anno, aveva fatto preoccupare non poco i vignaioli del Friuli. E fra questi, ovviamente, anche quelli di Nimis, all’interno del cui territorio c’è il cru del Ramandolo (che per una parte sconfina anche in quello di Tarcento). Le piogge di fine estate hanno, però, fatto il “miracolo” e hanno riequilibrato, seppur non del tutto, i “bilanci idrici” dei vigneti, consentendo una regolare maturazione dell’uva. Il risultato? Una vendemmia eccezionale, di grande qualità, sicuramente tra le migliori che si ricordino.
E proprio nel clima di questa soddisfazione generale, a Nimis si sta completando in questi giorni la preparazione di quel grande evento promozionale che risponde al suggestivo nome di “Oro di Ramandolo”, richiamando appunto il vino marchiato Docg e il suo meraviglioso colore. La manifestazione si terrà il prossimo 12 novembre, nella ricorrenza di San Martino, secondo la quale, tradizionalmente, “ogni mosto è vino”. Anche se a Nimis non è proprio così, in quanto la vendemmia risulta leggermente posticipata rispetto ad altre aree vitivinicole dei Colli orientali del Friuli, oltre che per l’andamento meteorologico. Ma, come detto, la qualità dei vini che pian piano stanno maturando è davvero ottimale, sia per i bianchi – tra i quali eccelle proprio il Ramandolo – che per i rossi, dei quali il grande portabandiera è il Refosco (sia Nostrano o di Faedis sia del peduncolo rosso). Ricco e molto articolato il programma della manifestazione novembrina, ma ne riparleremo prossimamente.

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In copertina, bellissimi grappoli di Verduzzo friulano (atti a dare il Ramandolo Docg) e qui sopra di Refosco dal peduncolo rosso:

Cambia il clima, la vite sale in montagna: se ne parla al Filo dei Sapori di Tolmezzo

(g.l.) “Varietà autoctone e varietà resistenti in sperimentazione. Un’opportunità per una viticoltura più sostenibile?”: questo il tema di un importante convegno che si terrà oggi a Tolmezzo nella giornata conclusiva del tradizionale appuntamento autunnale con Il Filo dei Sapori, una delle manifestazioni simbolo della Carnia e della sua cultura agroalimentare. Infatti, oltre alla varietà di stand con prelibatezze del territorio, nell’ambito degli incontri formativi verrà dato spazio anche al tema vitivinicolo con due appuntamenti dedicati alla viticoltura di montagna, definita anche (e non a caso) “eroica”. Una scommessa, quella della viticoltura in alta quota, seguita con grande entusiasmo dai promotori della kermesse, che hanno deciso di raccontarne la storia per la stessa voce di chi da anni è attivamente impegnato nella sperimentazione.
Questo pomeriggio, pertanto, alle 14.30, si parlerà appunto di varietà autoctone e varietà resistenti nella sperimentazione con il professor Paolo Sivilotti, docente del corso di laurea triennale in viticoltura ed enologia all’Università di Udine. Quindi, alle 17, seguirà l’incontro “Nel clima che cambia la viticoltura sale in montagna? Da rischio ad opportunità: le esperienze Plodar Percbain, Solaris e Insra”. Dialogheranno Marco Bravi, p.a. alla Sapienza di Roma, e Cristina Micheloni, presidente Aiab Fvg. Moderatore il vicepresidente della Comunità di montagna della Carnia, Claudio Coradazzi.
“La viticoltura in montagna – afferma al riguardo Coradazzi – è un esempio della tenacia e innovazione che permetteranno tra poco più di un anno di avere il nostro vino e una nuova possibilità di sviluppo dei nreostri territori. È il caso di essere presenti a quest’importante manifestazione supportata con grande forza dalla nostra Comunità di Montagna, dalla Regione, dal Comune di Tolmezzo e da tutti gli enti e Associazioni del territorio che ogni giorno lavorano per la bellezza e la vitalità della Carnia”.
L’obiettivo del Filo dei Sapori è da sempre quello di dare luce al fondamentale ruolo degli agricoltori ed enfatizzarne il grande impatto per lo sviluppo eco-sostenibile e sociale del territorio, partendo proprio dal frutto del loro lavoro e dal racconto delle esperienze di vita.

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In copertina e qui sopra due immagini del progetto Solaris condotto a Forni di Sotto.

 

Ponte di Ognissanti, grazie al bel tempo agriturismi ok. Ma poi stop fino a Pasqua

L’eccezionale ondata di bel tempo durante il “ponte di Ognissanti” favorirà le vacanze degli italiani negli agriturismi che, in tempi di crisi, costituiscono un’alternativa low budget ai viaggi all’estero. Secondo Cia-Agricoltori Italiani e Turismo Verde, la sua associazione per la promozione agrituristica, tra il 29 ottobre e il primo novembre si registra, infatti, un +20 per cento di prenotazioni rispetto all’anno scorso, che scontava ancora alcune limitazioni legate alla pandemia. Il costo medio del pernottamento per una famiglia di quattro persone, in una struttura agrituristica, è di 120 euro complessive mentre, per chi sceglierà la sola ristorazione, il costo medio si aggira sui 35 euro pro capite.
Resta comunque la preoccupazione dei 24mila agriturismi italiani (674 in Friuli Venezia Giulia) per i rincari energetici che, in gran parte, fermeranno le attività dopo il “ponte”, per riaprire non prima di Pasqua. È, difatti, troppo costoso tenere aperte nell’autunno/inverno strutture spesso di ampie dimensioni, che hanno bisogno di un grande dispendio energetico per il riscaldamento. Cia ricorda che la superficie media della camera di un agriturismo è di circa 36 metri quadrati, quasi il doppio di quella di un albergo, e i previsti rincari in bolletta non potranno, dunque, essere compensati dalla presenza degli ospiti.
«L’aumento dei costi produttivi, di luce e gas in particolare, grava pesantemente sulle spalle delle nostre aziende – afferma preoccupato il presidente di Cia Fvg, Franco Clementin -. Stiamo dunque sollecitando con vigore un’azione di governo realmente incisiva in vista della prossima manovra di bilancio».
Secondo Turismo Verde, l’agriturismo si conferma un’eccellenza dell’offerta turistica italiana, in grado di venire incontro al desiderio di vacanze sostenibili, connesse alla natura e “distanziate”. Se gli imprenditori hanno avuto, nel biennio passato, la faticosa capacità di reagire allo shock imposto dalla pandemia limitando le perdite rispetto ad altri comparti turistici, la crisi energetica desta ora grandissima preoccupazione.

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In copertina, agriturismo nell’ambiente collinare del Friuli Venezia Giulia.

Filo dei Sapori al gran finale di Tolmezzo. Nelle Valli del Natisone farine e formaggi

(g.l.) Sapori grandi protagonisti anche oggi e domani a Tolmezzo e nelle Valli del Natisone. Vediamo, allora, in dettaglio di che cosa si tratta.

TOLMEZZO – Prosegue nel capoluogo della Carnia fino a domani, quando ci sarà il gran finale, il tradizionale appuntamento autunnale con Il Filo dei Sapori, una delle manifestazioni simbolo della montagna e della sua cultura agroalimentare. Oltre alla varietà di stand con prelibatezze del territorio, nell’ambito degli incontri formativi verrà dato spazio al tema vitivinicolo con due appuntamenti dedicati alla viticoltura di montagna. Domani, infatti, alle 14.30, convegno su “Varietà autoctone e varietà resistenti in sperimentazione. Un’opportunità per una viticoltura più sostenibile?”. Alle 17, invece, incontro sul tema “Nel clima che cambia la viticoltura sale in montagna? Da rischio ad opportunità: le esperienze Plodar Percbain, Solaris e Insra”.

VALLI DEL NATISONE – Farine e formaggi, con gli abbinamenti della tradizione, di scena oggi e domani alla Fiera Mercato di Sapori nelle Valli a San Pietro al Natisone (domani, 30 ottobre anche castagnata libera con fresca Ribolla). Ricordiamo che “Sapori nelle Valli” è un’associazione di 17 produttori della filiera agroalimentare delle Valli del Natisone che ha lo scopo di creare una sinergia sul territorio per promuoverne i prodotti, i paesaggi, le attività sportive e tutti i servizi che offre quest’area del Friuli che comprende sette Comuni.

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In copertina, formaggi delle Valli del Natisone (azienda agricola Manig di San Pietro) e all’interno un’immagine della rassegna tolmezzina Il filo dei sapori.

Castagnevizza, dalla Ribolla al Refosco: stamane l’asta con famose etichette

Ancora poco più di un’ora e poi via all’asta dei grandi vini per la pace della Contea di Gorizia, nel monastero della Castagnevizza sopra Nova Gorica. Stamane, alle 11, si terrà la vendita all’asta, curata dalla prestigiosa casa internazionale Artcurial, con battitore il maître Stephane Aubert. Chi è interessato può registrarsi a partire dalle 10.30. Ci sono 18 lotti di bottiglie, di produttori italiani e sloveni, esclusivamente dei Cru in purezza provenienti da queste varietà pregiate per il vino bianco: Chardonnay, Ribolla gialla, Friulano/Jakot, Malvasia d’Istria; e per il vino rosso: Pinot nero, Refosco, Merlot. A presiederla saranno fra’ Niko Žvokelj, padre superiore del Monastero, e Riccardo Illy, console onorario di Francia a Trieste. Il ricavato dell’asta andrà a favore dell’antico monastero, che l’anno prossimo compirà 400 anni dalla fondazione – qui è sepolto l’ultimo re di Francia, Carlo X, con figli e nipoti -, per il restauro degli affreschi della cappella. Nel pomeriggio, dopo il pranzo a Villa Vipolže (Vipulzano), i produttori ospiteranno nelle loro cantine i clienti, distributori, giornalisti e influencer, per far conoscere la propria produzione, nonché i vigneti.
Un’occasione, dunque, e per valorizzare e promuovere i vini di quest’area vitivinicola transfrontaliera, attraverso un evento di tre giorni interamente dedicato alla scoperta di un territorio unico e dei suoi prodotti vinicoli, nato dall’originale idea di Charles-Louis de Noüe, visconte francese che vive a Roma e la cui famiglia possiede il rinomato Domaine Leflaive, nel Puligny Montrachet, oggi produttore di vini assieme alla famiglia Marinič a Vedrijan. Un paio di anni fa si è innamorato della Goriška Brda (la parte del Collio in Slovenia), scoprendo che i vigneti del Brda e della Vipavska Dolina (la valle del Vipacco) erano stati classificati “in riguardo alla loro bontà” già nel lontano 1787, assieme a tutte le altre località vinicole dell’allora vasta Contea di Gorizia e Gradisca. Molto prima della più famosa classificazione dei vini di Bordeaux, datata 1855. «Così ho pensato di portare qui l’esperienza de “La Vente des Hospices de Beaune” che ha permesso ai produttori della Borgogna di essere al centro di un evento mondiale – spiega de Noüe – che attira i più grandi amanti del vino, i collezionisti, gli importatori, i giornalisti. Quindi è nata l’Associazione dei Cavalieri dei Cru dell’Imperatrice Maria Teresa, di cui fanno parte i vignaioli italiani, del Collio, dei Colli orientali e di Aquileia, e quelli sloveni, il cui obiettivo principale è proprio quello di far conoscere il terroir eccezionale identificato dalla Classificazione dei Cru della Contea, oggi a cavallo tra Italia e Slovenia».
I produttori hanno avuto l’opportunità di far scoprire ai propri agenti e alla stampa internazionale il territorio dell’antica Contea già giovedì, visitando alcuni luoghi simbolo della zona, partendo da Aquileia, passando per Villa Vicentina, dove si trova villa Ciardi Baciocchi con la cantina di Elisa Bonaparte, per poi dirigersi a Šmartno (San Martino), sulla torre panoramica e nel paesino fortificato, nonché a Oslavia, Gorizia, per vistare il Sacrario militare circondato dai vigneti. La giornata di ieri è iniziata, invece, con una Messa al Monastero della Castagnevizza, per proseguire con una conferenza stampa e con la presentazione e degustazione dei vini selezionati per l’asta, a cura degli stessi produttori, nella cantina del Convento. I presenti hanno ricevuto il catalogo dei Grandi Vini della Contea per la pace, realizzato per l’occasione dall’Associazione. La giornata si è conclusa con la cena di gala al Castello di Spessa, a Capriva del Friuli, durante la quale alcuni dei vini dell’asta sono stati abbinati ai piatti preparati da due chef stellati Michelin: Tomaž Kavčič e Uroš Fakuč.

Ecco il catalogo che è pubblicato anche sul sito della casa d’aste:
https://www.artcurial.com/fr/vins-fins-spiritueux
https://issuu.com/artcurialbpt/docs/grands_vins_pour_la_paix

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In copertina, un’immagine dell’antico monastero della Castagnevizza sopra Nova Gorica; qui sopra uno scorcio del Collio sloveno, la Brda.

Contea di Gorizia, grandi vini all’asta a favore del Monastero di Castagnevizza

È arrivato il momento dell’annunciata asta dei grandi vini della Contea di Gorizia a favore del Monastero di Castagnevizza, a Nova Gorica. Il tutto deriva da una originale e audace idea che è venuta a Charles-Louis de Noüe, giovane visconte francese che vive a Roma e la cui famiglia possiede il rinomato Domaine Leflaive, nel Puligny Montrachet.
Tempo addietro ricordavamo che un paio di anni fa si era innamorato della Goriška Brda (la parte del Collio in Slovenia) e si era messo a produrre vini con Alis Marinič a Vedrijan. Così aveva scoperto che i vigneti della Brda e della Vipavska Dolina (la valle del Vipacco) erano stati classificati “in riguardo alla loro bontà” già nel lontano 1787, assieme a tutte le altre località vinicole dell’allora vasta Contea di Gorizia e Gradisca. Molto prima della più famosa classificazione dei vini di Bordeaux, datata 1855.
L’asta si terrà la mattina di domani, 29 ottobre, alla Castagnevizza, a cura dalla prestigiosa casa internazionale Artcurial, con battitore il maître Stephane Aubert. A presiederla saranno Fra’ Niko Žvokelj, padre superiore del Monastero, e Riccardo Illy, console onorario di Francia a Trieste. Stasera, 28 ottobre, si terrà invece una cena di gala a Palazzo Lantieri, a Gorizia, quando i vini dell’asta saranno abbinati ai piatti preparati da due chef stellati, Tomaž Kavčič e Uroš Fakuč.

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In copertina, vigneti della Goriška Brda, il Collio sloveno, e qui sopra il Monastero di Castagnevizza a Nova Gorica.