L’amicizia di Povoletto con i viticoltori friulano-argentini del vigneto più australe del mondo

(g.l.) Mentre in Friuli fa freddo e un tempo umido, oltreché fastidioso, ci accompagna in queste ultime ore del 2022 ad accogliere il nuovo anno, nell’altra parte del mondo, sotto l’Equatore, cioè in quello che è conosciuto come emisfero australe, le stagioni sono completamente “ribaltate”, tanto che adesso è piena estate, per cui Natale e Capodanno si vivono non nella neve e al gelo, come qui, bensì al mare e all’aria apeerta. E anche la raccolta dell’uva avviene quando nel Vigneto Fvg ancora si potano le viti, tanto che la maggior parte di questa operazione, tanto attesa in ogni annata viticola, avviene tra febbraio e marzo.

Carla Rossi e Sergio Antonio Rodriguez.


Ora vi vogliamo raccontare una curiosità. In Argentina, nella regione del Chubut, precisamente nella municipalità di Trevelin (lato del Pacifico Meridionale, Patagonia Andina alla fine del lunghissimo Cile), si trova il “vigneto più australe del mondo” ed i suoi proprietari sono di origine friulana. La scorsa primavera a Povoletto era stato realizzato un video di saluti per condividere, appunto, con gli amici argentini la gioia della ”Festa della Vendemmia” e che portava il saluto del sindaco Giuliano Castenetto, del presidente di Ente Friuli nel Mondo, Loris Basso, e del coordinatore regionale di Città del Vino, Tiziano Venturini. Il progetto è stato patrocinato da PromoTurismoFvg e dal Consorzio Tutela Vini Friuli Colli orientali e Ramandolo.

Ricardo Ingram


Successivamente, gli amici di Trevelin, l’intendente Ricardo Ingram, la console onoraria, ingegner Carla Rossi, ed il produttore Sergio Antonio Rodríguez hanno ricambiato inviando un loro video, auspicando di poter iniziare un gemellaggio che possa tenere in vita le tradizioni e la cultura della lavorazione della terra e della produzione del vino, auspice anche il Fogolâr Furlan di Esquel. «È un grande piacere – ha affermato Rodriguez – sentire che, nonostante l’inevitabile passare del tempo e delle generazioni, il nostro legame con il popolo e la cultura italiana è ancora così vivo e stretto. Dopotutto, è stata la nostra eredità familiare a portarci ad intraprendere questa sfida e raggiungere i traguardi che abbiamo ottenuto con il frutto della nostra passione e del nostro impegno».

Lisa Rossi con Carla Rossi…

… e con il sindaco Giuliano Castenetto.

«Questo progetto – spiega l’assessore alla comunicazione, Lisa Rossi – è la prima attività divulgativa extra europea in cui è stato utilizzato il marchio “Io sono Fvg”. Siamo felici di sentire che, nonostante il passare degli anni, il legame con i nostri migranti si mantenga vivo e lo possiamo fare anche grazie a collaborazioni e conoscenze in campo agronomico in una delle nostre eccellenze: la viticoltura». I rapporti tra le due municipalità sono stati infatti gestiti dallo stesso assessore Lisa Rossi, che, grazie all’aiuto di Renato Bonin, ha appunto realizzato un video che valorizzasse le produzioni ed i vignaioli del territorio.

Il Fogolâr Furlan di Esquel.


Come spiega ancora Lisa Rossi, «questo progetto consente di divulgare anche Oltreoceano “Io sono Fvg”; siamo molto felici che questo marchio, su cui la Regione sta investendo molto, raggiunga corregionali che hanno saputo portare i prodotti e le tradizioni della nostra terra in altre parti del mondo. Il marchio ha l’obiettivo di valorizzare le nostre aziende e le nostre produzioni e di renderle note fuori dai confini regionali. In questo caso, quale miglior veicolo di tradizioni e valori se non i corregionali che hanno avuto fortuna all’estero?».

Video sulla pagina Fb
del Comune di Povoletto

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In copertina, vigneti di  Trevelin ai piedi delle Ande e, qui sopra, nel corso di una irrigazione antibrina.

Fvg terra anche di piccole, grandi birre artigianali che hanno fatto nascere a Udine il primo corso universitario d’Italia

di Giuseppe Longo

UDINE – A Capodanno solitamente si brinda con spumanti, ma anche una buona birra, meglio ancora se Made in Fvg, fa la sua bella figura sulla tavola di chi ne è appassionato. Non solo terra di grandi vini conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, la nostra regione si sta, infatti, facendo sempre più strada anche nella produzione della birra artigianale, dopo quella dei famosi marchi industriali – Moretti e Dormisch (proprio in queste settimane è terminata la demolizione dello stabilimento che, tanti anni fa, venne devastato da un incendio) -, che hanno segnato la storia di Udine, ma anche Dreher a Trieste. Tanto che questa a questa produzione è stata riservata un’attenzione tutta speciale dall’Ateneo friulano che, in Italia, è stato il primo ad istituire dei corsi di studio specifici. Le aziende erano 19 nel 2012 e quest’anno sono diventate 37, con un incremento del 95% in 10 anni e con l’impiego di 170 addetti. Piccoli numeri in valore assoluto, ma segno di un settore, quello delle imprese produttrici di birra, che anche in Friuli Venezia Giulia sta crescendo sensibilmente, secondo i dati elaborati dal Centro studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Certamente si tratta di una produzione di “nicchia”, e tale è destinata a rimanere, ma contraddistinta da un’elevata qualità sulla quale concordano gli estimatori della spumeggiante bevanda contraddistinta dall’aroma del luppolo.

E ai birrifici artigianali di casa nostra  la Cciaa ha voluto dedicare il quarto libro della collana, cartacea e online, “Quaderni di Agricoltura”, edita da Vinibuoni Biblioteca e tradizionale strenna natalizia dell’ente camerale. Il volume conclude la quadrilogia che racconta, con la voce narrante del giornalista, scrittore e docente universitario Walter Filiputti, i diversi comparti del settore agricolo. «La birra è un modo felice di concludere questo viaggio librario, di cui l’autore ci parla con la sua penna sempre originale e con il suo spirito entusiastico, sia sulla carta sia tramite il sito web, con le interviste e le pagine interattive di www.quadernidiagricoltura.it, che rendono ancora più completa e viva l’opera», ha detto il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, che alla presentazione ha aperto il lavori. Con lui in Sala Valduga c’erano anche il sindaco di Udine Pietro Fontanini, al cui saluto sono seguiti gli interventi dell’autore, dell’editore Francesco Busso e del presidente dell’Associazione Artigiani Birrai del Fvg Severino Garlatti Costa. Le conclusioni sono spettate all’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier.


«Il mercato della birra artigianale si espande e trova una risposta di eccellenza nella produzione regionale, che ha saputo cogliere questa opportunità puntando soprattutto sulla qualità», ha detto l’esponente della Giunta Fedriga. «È un settore di nicchia che sta appassionando soprattutto i giovani, sia come consumatori che come produttori – ha detto ancora il titolare dell’Agricoltura Fvg -. La birra artigianale riesce così a diventare un prodotto distintivo capace di crearsi un mercato differenziato rispetto alla grande distribuzione».
Come si diceva all’inizio, l’Università di Udine è stata la prima ad istituire dei corsi sulla produzione di birra anche in considerazione della presenza di alcuni grandi birrifici industriali che hanno contribuito a favorire in Friuli la conoscenza di questo prodotto. «La cultura della birra è un ulteriore elemento di crescita del mercato, anche se le regole della produzione sono differenziate tra mondo agricolo, artigianale e industriale. Questo comporta anche una maggior capacità tecnica e una maggiore conoscenza tecnologica del settore, che è ciò che qualifica i nostri produttori, bravissimi anche nel narrare la storia e l’origine del proprio prodotto. Certo, se la birra fosse inclusa nelle produzioni agricole potrebbe godere di maggiori incentivi», ha concluso l’assessore. Va, infatti. rilevato che in Italia la birra continua a essere classificata come prodotto industriale, sebbene le materie prime siano agricole.


Se le edizioni precedenti dei “Quaderni” si sono soffermate sul mondo del vino, sul seminativo e l’allevamento, il lattiero-caseario, l’acquacoltura, la silvicoltura e la caccia, quindi l’orticoltura, la frutticoltura e le produzioni di nicchia, il quarto e conclusivo libro della collana si concentra dunque sul magico mondo della birra artigianale nostrana, una realtà che presenta moltissime eccellenze – dimostrate anche dalla degustazione che ha concluso l’incontro -, anche pluripremiate in Italia e a livello internazionale.  «Oggi la birra vive un rifiorire e un rinnovamento senza precedenti – ha evidenziato ancora Filiputti – e il nostro Quaderno 2022-2023 mette in luce il lavoro competente, le conoscenze degli imprenditori del settore (una ventina i birrifici artigianali protagonisti, ndr), la passione schietta di tanti giovani che si mettono in gioco e che sanno e vogliono proporre un prodotto d’eccellenza, originale, espressione di un territorio che rispettano in ogni aspetto».
Infine, alcuni dati sulle edizioni precedenti del “Quaderni”, ricordati dallo stesso ente di piazza Venerio: nel 2019, il volume dedicato al futuro della viticoltura e del mercato enologico ha avuto come protagoniste 70 storie aziendali. Nel 2020 sono state 50 le interviste, sul tema “il cibo del futuro, tra sostenibilità, coltivazioni e allevamento” e anche quelle del Quaderno 2021-2022 dedicato a ortofrutta, miele e produzioni di nicchia.
La collana “Quaderni di Agricoltura” fa seguito ad una prima collana camerale dedicata alle imprese del gusto delle diverse aree geografiche del Friuli, che ha censito 195 produttori e 178 ristoratori, tutto in cinque volumi, e la collana, in quattro volumi, dedicata agli “artigiani del fare”, con le storie di 228 imprenditori.

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In copertina, alcune delle birre artigianali degustate al termine della presentazione in Camera di Commercio a Udine;  all’interno, immagini della serata, il libro e la collana di quattro volumi giunta a conclusione.

Piano di sviluppo Fvg per 3152 beneficiari: il primo gennaio via al nuovo strumento

«Nel 2022 sono stati complessivamente 3.152 i beneficiari di finanziamenti del Programma di sviluppo rurale regionale (Psr Fvg) 2014-2022 che hanno usufruito delle risorse erogate dalla Regione e dai Gruppi di azione locale (Gal). Gli obiettivi di spesa annuali sono stati superati mediamente del 15 percento e il target per il 2022 è stato conseguito già nel mese di luglio. L’importo dei contributi concessi nel 2022 ha raggiunto i 30 mln di euro, mentre ammontano a circa 47,5 mln i pagamenti liquidati nell’annualità che sta per concludersi, di cui 4,2 mln di risorse aggiuntive regionali». Lo ha comunicato l’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, a conclusione del Psr Fvg relativo al periodo 2014-2022.

Stefano Zannier

Il nuovo piano strategico prenderà il via il 1° gennaio 2023 e avrà durata quinquennale. Tra gli interventi di sviluppo rurale che continueranno ad essere gestiti a livello regionale, «per la programmazione 2023-2027 – ha evidenziato l’esponente della Giunta Fedriga – sono già stati approvati due bandi inerenti alle indennità compensative agli agricoltori delle zone montane e delle aree Natura 2000. A livello nazionale sono stati invece programmati i pagamenti diretti e gli interventi settoriali sostenuti dal Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga)».
Riguardo alle risorse che la Conferenza Stato Regioni ha attribuito per lo sviluppo rurale a Regioni e Province autonome, al Friuli Venezia Giulia sono stati assegnati 227.593.361,19 euro, di cui 92.630.498 di fondi europei Feasr. A queste si sommeranno risorse aggiuntive che la Regione Fvg ha già stanziato con la legge di Stabilità per 50 mln di euro.
Nell’ambito del Piano strategico nazionale Pac 2023-2027 per l’Italia approvato dalla Commissione Europea, “«la nostra Regione – ha spiegato ancora Zannier – ha avviato prontamente i lavori per l’approvazione del Complemento regionale di programmazione per lo Sviluppo rurale, che declinerà la strategia, anche grazie al supporto ricevuto dagli addetti ai lavori in tutto il periodo di consultazione con il territorio, adattandola alle necessità del territorio regionale».
Prosegue, inoltre, l’iter di avviamento dell’Organismo pagatore regionale degli aiuti comunitari per i settori agricolo e forestale, istituito con l’ultima Finanziaria. «L’obiettivo – ha dichiarato l’assessore – è di renderlo operativo entro il 16 ottobre 2023, data in cui avrà inizio il prossimo esercizio finanziario della Pac. In questa ottica, una parte delle procedure per il reclutamento del personale per l’esecuzione delle funzioni è già stata conclusa, così come quella per l’acquisizione di un sistema informativo specifico. Entro il primo trimestre del 2023 sarà possibile presentare l’istanza di riconoscimento al ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste».
Il rappresentante della Giunta Fedriga ha infine annunciato l’approvazione da parte del Psr Fvg di un bando premio per favorire l’ingresso dei giovani nel settore agricolo, che partirà il 2 gennaio prossimo.

A Buttrio i vini della famiglia Lavaroni premiati con la “certificazione biologica”

Nuovi vini biologici dalla zona storica dei vigneti di Buttrio: ha ottenuto la “certificazione biologica”, dopo un cammino di conversione durato tre anni, l’azienda agricola Lavaroni, realtà giunta alla terza generazione di vignaioli. E ora può proporre le nuove etichette, caratterizzate da un fiore che è stato scelto come simbolo di questa svolta green. Non solo i vini, ma anche ortaggi e seminativi sono ora certificati bio. E mentre cresce la richiesta da parte dei consumatori, la famiglia Lavaroni (Marcello, Maurizia e la figlia Luisa) sta già studiando prossimi vini biologici, come la Ribolla gialla ferma e il Traminer.
«La nostra – spiega Marcello Lavaroni, che ha ereditato dal padre l’azienda avviata negli anni Cinquanta – è stata una scelta ponderata, per tornare a una agricoltura legata maggiormente alla natura, senza diserbanti, fertilizzanti e concimi chimici. Non è facile, visto che il biologico comporta il 30% di lavoro manuale in più, ma il poter offrire prodotti genuini ai nostri clienti e agli ospiti del nostro agriturismo è la soddisfazione più grande».
Sono tre gli ettari di vigneto – equamente divisi tra uve a bacca bianca e rossa – e cinque quelli a ortaggi e seminativi che la famiglia lavora. Cantina, rivendita e agriturismo e un museo sulla tradizione contadina si trovano in via Peruzzi nella località borgo Fumo, che ha dato nome anche a un apprezzato uvaggio. Riti antichi nella lavorazione della terra, strappando meccanicamente o mano le erbe infestanti e rispettando le rotazioni, rinunciano ai diserbanti, uniti alle tecnologie più moderne per promozione e vendita (gruppo whatsapp per avvisare i clienti e social per raccontare la propria realtà).
«Dopo il Covid-19 – aggiunge Luisa Lavaroni, studi all’istituto alberghiero Stringher prima di decidere di dedicarsi all’azienda di famiglia – siamo diventati ancora più attenti al valore del rispetto della natura, del vino e del cibo sano. E allo stesso tempo notiamo che le persone chiedono sempre più prodotti che siano una garanzia in tal senso. Con i nostri clienti di fatto siamo una famiglia allargata, come dimostrato dalla partecipazione alla recente inaugurazione della rinnovata cantina. Le nuove etichette sono creative e colorate e raccontano del nostro rapporto con i cinque elementi della natura, mentre il fiore è stato scelto come simbolo di vita, di rinascita e di amore».
Tra i vini proposti Ribolla gialla spumantizzata, Friulano (l’ex Tocai) e Verduzzo tra i bianchi; Merlot, Cabernet franc, Refosco dal peduncolo rosso e Schioppettino tra i rossi.

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In copertina, la famiglia Lavaroni al completo impegnata nelle produzioni biologiche.

Fondo di rotazione, dalla Regione Fvg boccata d’ossigeno per evitare chiusure

FedAgriPesca Fvg esprime soddisfazione per i provvedimenti adottati recentemente dalla Giunta regionale a favore del settore primario. Le imprese agricole e agroalimentari stanno, infatti, affrontando una delicata congiuntura economica che registra un’impennata dei costi e una situazione di mercato complessa. Su tali questioni, l’organizzazione agricola ha da subito chiesto interventi mirati e finanziari che permettessero alle imprese associate di affrontare la tempesta in atto e di poter programmare, con senso di responsabilità e sacrificio, il futuro del settore agroalimentare regionale. In particolare, il comparto lattiero-caseario deve essere sostenuto, perché sono a rischio chiusura caseifici e allevamenti.


«L’attuazione del Programma anticrisi conflitto russo-ucraino attivata con la delibera di Giunta del 16 dicembre 2022 proposta dall’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, potenzia nuovamente lo strumento finanziario del Fondo di rotazione in agricoltura (che ha una dotazione complessiva di circa 50 milioni di euro), permettendo alle cooperative e alle imprese agricole di accedere a finanziamenti per la liquidità aziendale, il contenimento dei costi e gli investimenti che restano, in ogni caso, necessari – sottolinea il presidente della Federazione regionale delle cooperative agricole e agroalimentari (135 cooperative, oltre 10 mila soci, 1.200 addetti per oltre 460 milioni di euro di fatturato), Venanzio Francescutti -. Il quotidiano contatto con le associate segnala che vi sarà una notevole richiesta di finanziamenti sul Fondo di Rotazione, testimonianza della volontà delle imprese di guardare avanti. Rimane però necessario che l’Amministrazione regionale implementi ulteriormente la capacità finanziaria del Fondo, strumento agevolato virtuoso e peculiare del Friuli Venezia Giulia nel favorire imprenditorialità e sviluppo. Inoltre, FedagriPesca Fvg auspica una forte sinergia con il mondo bancario regionale, attore cardine nella operatività del Fondo, per individuare le forme migliori di sostegno, in primis, per le imprese in difficoltà», conclude Francescutti.

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In copertina, la consegna del latte appena munto in una latteria turnaria; all’interno, Venanzio Francescutti.

Le Feste con i Ristoranti Buon Ricordo: in Friuli due locali cambiano proposta

(g.l.) Natale e Capodanno con otto nuovi locali nell’Unione Ristoranti del Buon Ricordo, la prima associazione di ristoratori nata in Italia, della quale fanno parte, in Friuli Venezia Giulia, l’hotel ristorante Là di Moret di Udine, la Lokanda Devetak 1870 di San Michele del Carso di Savogna d’Isonzo, il ristorante osteria La Pergola di San Daniele, la trattoria Alla Luna di Gorizia, la locanda Al Castello di Cividale, il ristorante Al Sole di Forni Avoltri, lo storico ristorante Al Ponte di Gradisca d’Isonzo e la trattoria Da Toni a Gradiscutta di Varmo. Sono quindi 108 i locali (di cui 10 all’estero fra Europa e Giappone) che formano il sodalizio fondato nel 1964 per salvaguardare e valorizzare le tante tradizioni e culture gastronomiche italiane, che allora correvano il rischio di perdersi sotto la spinta dell’omologazione del gusto e della moda della cosiddetta cucina internazionale, mentre la cucina tipica delle regioni era, come scrisse il giornalista-gastronomo Vincenzo Bonassisi, «sconosciuta o negletta». Come è caratteristica dell’associazione, i ristoranti terranno sempre in menu una specialità che rappresenti in maniera significativa la loro terra ed effigiata sul piatto dipinto a mano dagli artigiani della Ceramica Artistica Solimene di Vietri sul Mare (Salerno) che verrà regalato a chi degusta il Menu del Buon Ricordo, di cui costituirà la portata principale.

Al Castello di Cividale.

New entry e nuovo piatto – Queste le new entry con le loro specialità: il Ristorante Il Grill del Lovera dal 1939 di Cuneo con Gnocchetti di farina di castagna al Castelmagno, il Ristorante Al Colombo a Venezia con Grancevola femena, l’Osteria La Tecchia a Pietrasanta (LU) con Spaghettino “Cavalieri” con arselle viareggine, il Ristorante Mater Terrae a Roma con Rinascimento italiano, il Ristorante Michele Chinappi a Formia (LT) con Filetto di spigola scottato su crema di cacio e pepe con verdure di stagione, l’Antico Francischiello a Massa Lunbrense (NA) con Delizia al Limone, La Cascina 1899 a Roccella Ionica (RC) con Spaghetti alla Corte d’Assise alla vecchia maniera di Gaetano, il Ristorantino Shardana a Parigi con Culurgiones ogliastrini con demi-glace di vitello, Cannonau e tartufo.
Lo Statuto del Buon Ricordo prevede che i ristoranti possano cambiare periodicamente la loro specialità. Per il 2023, lo fanno in quattro. Le nuove proposte sono: L’anatra in 4 salse del Ristorante Olona da Venanzio dal 1922 a Induno Olona (Varese), i Cjarsons di Lia del Ristorante Al Sole a Forni Avoltri (Udine), la Maltagliata di manzo alla longobarda della Locanda al Castello a Cividale (Udine), i Tagliolini giallo mare del Ristorante Sabbia d’Oro a Belvedere Marittimo (Cosenza).

Al Sole di Forni Avoltri.

Guida 2023 anche online – Per conoscere da vicino i ristoranti del Buon Ricordo e le loro specialità, si può consultare il sito www.buonricordo.com o sfogliare la Guida 2023 appena pubblicata, in distribuzione gratuita nei locali associati e scaricabile dal sito. In ogni scheda un QR Code riporta al sito del ristorante, in modo che si possono avere tutte le informazioni a portata di click. Sfogliandola, ci si rende conto di quanta sia la ricchezza e la varietà della cucina regionale italiana, di cui i ristoranti del Buon Ricordo sono portabandiera, proprio come era nelle intenzioni del loro ideatore, Dino Villani, uomo di cultura e straordinario maestro di comunicazione, a cui si devono, fra l’altro, il concorso “5000 lire per un sorriso” che nel 1946 diventò Miss Italia, il Premio Suzzara progettato con Zavattini, l’idea di far diventare il 14 febbraio la Festa degli Innamorati e di creare un dolce-simbolo per Pasqua, la colomba appunto. Nella guida si trovano anche gli Hotel Special, che hanno al loro interno un ristorante del Buon Ricordo.

Il rinnovamento – Il Buon Ricordo, dopo due anni davvero difficili, riparte arruolando nuove e motivate forze e rinsaldando ancor di più i legami e la collaborazione fra i soci, un gruppo di colleghi ma soprattutto di amici che sono stati particolarmente vicini per affrontare insieme, nel modo più propositivo possibile, l’emergenza Covid. A guidare l’associazione è il presidente Cesare Carbone, del ristorante La Manuelina di Recco, con il segretario generale operativo Luciano Spigaroli, del ristorante Al Cavallino Bianco di Polesine Zibello, affiancati dalla vicepresidente Giovanna Guidetti, dell’osteria La Fefa di Finale Emilia.
«Ben 8 colleghi entrano in squadra e sono pronti a contribuire per assicurare alla nostra associazione un grande futuro – dice Cesare Carbone -. Tutto ciò, nonostante siamo tutti ben consci del difficile momento che sta vivendo il mondo intero e in particolare il settore dell’accoglienza. I problemi sono tanti e pensiamo davvero di averli ben chiari nella mente. Per uscire indenni dai prossimi due anni serviranno decisioni importanti che potranno anche stravolgere il modus operandi della nostra associazione degli ultimi 50 anni». «Il Buon Ricordo è pronto per rinnovarsi mantenendo però ben chiaro il proprio Dna, che si identifica nella Cucina della Tradizione – aggiunge Luciano Spigaroli -. D’altronde, lo slogan coniato dai soci fondatori nel lontano 1964 era “Attraverso un paese e la sua cucina”: noi non lo rinneghiamo, anzi vogliamo essere sempre di più un punto di riferimento sicuro per i viaggiatori che in Italia, in Europa e in Giappone (dove pure simo presenti) vogliano regalarsi emozioni enogastronomiche. Questa è la nostra missione e ci crediamo fermamente».

Le new entry con i dirigenti.

I partner – Ad affiancare il Buon Ricordo ci sono importanti partner che ne condividono e sostengono i progetti. Realtà importanti ed autorevoli, simbolo del Made in Italy, che il Buon Ricordo è orgoglioso, e riconoscente, di avere come partner. Si tratta di Bellomo, Confagricoltura, Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, Consorzio Franciacorta, Consorzio per la tutela del formaggio Gorgonzola, Consorzio Parmigiano Reggiano, Coppini Arte Olearia, Filette Prime Water, Illy Caffè, Molino Dallagiovanna, Raggio di Sole, Tenuta Margherita, Zanussi Professional.

BUON RICORDO IN FVG

­Hotel Ristorante Là di Moret, Udine
Lokanda Devetak 1870,
Savogna d’Isonzo (Gorizia)
Ristorante Osteria La Pergola,
San Daniele del Friuli (Udine)
Trattoria Alla Luna, Gorizia
Locanda al Castello, Cividale del Friuli (Udine)
Ristorante Al Sole, Forni Avoltri (Udine)
Storico Ristorante Al Ponte, Gradisca d’Isonzo (Gorizia)
Trattoria Da Toni, Varmo (Udine)

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In copertina, la cartina del Friuli Venezia Giulia: in rosso le località in cui ci sono i Ristoranti del Buon Ricordo.

La Cipolla rossa di Cavasso Nuovo premiata dal marchio ministeriale

Un 2022 molto importante per l’Associazione produttori della Cipolla rossa di Cavasso Nuovo che, con il miglioramento della situazione sanitaria, ha potuto nuovamente partecipare a fiere e mercati, principali occasioni di promozione e vendita dei prodotti che vanno dalla cipolla cruda ai lavorati e che per la prima volta hanno potuto godere del marchio Pat, ovvero il registro del Ministero dell’Agricoltura che riconosce i Prodotti agroalimentari tradizionali.


«L’entrata in questo albo rappresentativo del Made in Italy – ha commentato la presidente dell’Associazione, Michela Spigolon -, avvenuta ad aprile, ci ha permesso di aggiungere un importante elemento nella nostra promozione. Un marchio, quello del Pat, che certifica ulteriormente la qualità della nostra produzione che, seppur di nicchia, è sempre più conosciuta e apprezzata dai consumatori e dai ristoratori».
I numeri del sodalizio sono infatti strettamente legati alle dimensioni territoriali in cui l’ortaggio nasce: sono una dozzina i produttori associati, principalmente persone che conducono un orto personale e aziende agricole strutturate. I soci sono gli eredi della storia della Cipolla rossa di Cavasso Nuovo, coltivazione che per secoli ha sostenuto le economie della famiglie del paese. Infatti, grazie alla pazienza di madri e nonne che compivano lunghe trasferte per venderle nei mercati di pianura, venivano sostenuti i bilanci familiari. Già allora la cipolla cavassina era apprezzata per il suo gusto dolce e delicato e per la sua digeribilità. «Purtroppo, nella seconda metà del Novecento questa varietà, ormai coltivata da pochi, ha rischiato di estinguersi. Ma per fortuna in qualche orto privato era rimasta – ha aggiunto la presidente – e così grazie all’Associazione formata da produttori locali è partita la riscoperta con l’introduzione nel mercato agroalimentare. Tra l’altro, la nostra cipolla si è dimostrata molto duttile, diventando anche un apprezzato ingrediente di qualità per trasformati e piatti che vanno dalla cucina tradizionale alla più sofisticata».


Ora è tempo di programmare il 2023. «Le cipolle della raccolta di quest’anno – ha concluso Michela Spigolon – sono state apprezzate da tutti coloro a cui le abbiamo proposte lungo questi mesi autunnali appena trascorsi, nei mercati e fiere di settore in Friuli Venezia Giulia e nel territorio nazionale, a cui abbiamo partecipato. E ovviamente pure nella nostra Festa d’Autunno e Festa della Cipolla rossa a Cavasso Nuovo, che si tiene ogni anno nella prima domenica di ottobre. Ora guardiamo al futuro perché è già ora di pensare alla prossima stagione agricola nonché concentrarci su un progetto comunicativo-fotografico che vedrà la luce nel nuovo anno».

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In copertina e all’interno alcune immagini della lavorazione della Cipolla rossa.

(Foto Francesco Zanet)

Un invito da “Cantine Aperte a Natale”. Ramuscello, attivo solo il punto vendita

“Cantine Aperte a Natale”: ecco l’ultimo evento dell’anno con il Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, guidato da Elda Felluga. Anche durante le imminenti festività sarà, infatti, possibile scegliere tra numerose iniziative e proposte a tema natalizio e scoprire le fantasiose confezioni preparate ad hoc con selezionate bottiglie per tutte le occasioni oppure arricchite da biscotti, confetture, dolci e altri prodotti tipici a km0, accompagnati dal vino più indicato per un abbinamento ottimale. Ecco, pertanto, le aziende che invitano gli enoturisti:
In provincia di Gorizia, Castello di Rubbia a Savogna d’Isonzo, frazione San Michele del Carso; Crastin di Collarig Sergio a Dolegna del Collio; Graunar Davide di San Floriano del Collio; Marcuzzi Viticola, sempre a San Floriano; Pascolo, ancora di Dolegna, località Ruttars.
In provincia di Udine: Bucovaz Wines di San Giovanni al Natisone, frazione Dolegnano; Di Gaspero, sempre di Dolegnano; Cadibon, Gigante Adriano e Le Due Torri, a Corno di Rosazzo; Dario Coos, a Ramandolo di Nimis; de Claricini, a Moimacco; Elio Vini di Cividale; Zorzettig, a Spessa di Cividale; La Magnolia di Cividale; Ferrin Paolo di Camino al Tagliamento; Grillo Iole di Prepotto; Isola Augusta di Palazzolo dello Stella; Pontoni Flavio di Buttrio; Rocca Bernarda di Premariacco, frazione Ipplis; Ronc Dai Luchis di Faedis; Tenuta Pribus di Bagnaria Arsa; Vigne del Malina di Remanzacco; Villa Vitas di Cervignano, frazione Strassoldo; Barone Ritter De Záhony, Ca’ Tullio, Cantina Puntin e Tarlao, tutte di Aquileia; Cantina Ballaminut di Terzo di Aquileia.
Infine, in provincia di Pordenone: Bulfon di Valeriano e I Magredi di San Giorgio della Richinvelda, frazione Domanins; poi ancora Conti della Frattina e Pitars di San Martino al Tagliamento. La lista delle cantine aderenti, con le giornate e gli orari di apertura, le iniziative collaterali e tutte le informazioni sono disponibili sul sito web www.cantineaperte.info

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La Cantina di Ramuscello e San Vito.

Al termine di un anno davvero eccezionale, di grande ripresa post-pandemica, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito si prende un meritato periodo di riposo coincidente proprio con le festività di fine anno. La cooperativa che ha sede nel Comune di Sesto al Reghena osserverà, infatti, questo calendario di chiusura: uffici e produzione da domani 24 dicembre a sabato 7 gennaio compreso. Invece, il punto vendita rimarrà chiuso solo lunedì 26 dicembre, Santo Stefano, e venerdì 6 gennaio, Epifania.

Quando il vino è anche fonte di salute con le “pillole” del Castello di Spessa

Quando il vino diventa anche una preziosa fonte di salute, e non solo motivo di soddisfazione dei sensi. Pillole di benessere alla Vinum Spa”, infatti, è il titolo di una serie di piacevoli ed inconsueti incontri organizzati mese per mese nella nuova Vinum Spa del Castello di Spessa Golf Wine Resort & Spa, a Capriva del Friuli, tra i vigneti del Collio Goriziano, in sinergia con noti professionisti del Friuli Venezia Giulia. Varie le tematiche, dall’alimentazione alla bellezza, che affronteranno in modo poliedrico il concetto di ben-essere, fornendo utili consigli personalizzati grazie alla presenza di specialisti.
Il primo appuntamento, dal titolo “Pillole di Stile”, ha avuto quale protagonista Cinzia Cedi, famosa consulente d’immagine e personal shopper formatasi all’Italian Image Institute di Rossella Migliaccio e all’Accademia di Carla Gozzi, costantemente aggiornata sulle tendenze della moda e sui cambiamenti global in modo da poter consigliare nel modo più appropriato le persone che desiderano ritrovare il proprio stile, rinnovare la propria immagine o imparare a valorizzarsi.
Seguiranno altri incontri tra gennaio e febbraio, fra cui un appuntamento con il dottor Gaspardis della Farmacia di Marino di Fogliano durante il quale si parlerà di alimentazione e si fornirà consulenza sulla Bia (ovvero la bioimpedenziometria, metodo di analisi empirico della composizione corporea generale) e uno con l’hair stylist Alessandra Santoni di Metamorfosi Parrucchieri & Barber Shop di Gradisca d’Isonzo, che farà delle consulenze one to one per dare consigli sui capelli e parlerà della detossinazione della cute anche attraverso l’impiego del succo d’uva.

­Vinum SPA
Via Spessa 1 – Capriva del Friuli (GO)
Tel: + 39 0481.808033 Cell. +39 ‎389 095 0733
www.castellodispessa.it – vinumspa@castellodispessa.it

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In copertina e all’interno due immagini di Vinum Spa al Castello di Spessa, sul Collio.

“Io sono Fvg”, le eccellenze marchiate ora voleranno sulle ali di Ita Airways

«Io Sono Friuli Venezia Giulia vola con Ita, così si può coniare questa un’iniziativa che veicolerà l’immagine e i prodotti della regione a livello internazionale e che si affida alla potenza di un chiaro ed efficace messaggio che da oggi diventa la speciale livrea di un aereo di linea di Ita Airways».  Lo ha detto ieri il presidente Fvg, Massimiliano Fedriga, nel corso della presentazione dell’Airbus A320 di Ita Airways “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, che per i prossimi 18 mesi volerà nei cieli d’Italia e d’Europa facendo conoscere il “marchio” delle nostre eccellenze, tra le quali un posto di primo piano è rappresentato dai prodotti agroalimentari e dall’offerta turistica. All’evento, tra gli altri, ha partecipato anche l’amministratore delegato di Ita Airways, Fabio Maria Lazzerini.
Come ha spiegato il massimo esponente della Giunta regionale, questo è l’ennesimo obiettivo conseguito dal progetto messo in atto dall’inizio della legislatura, ovvero quello di uniformare la promozione della regione sotto un unico marchio, senza frammentazioni che alla fine risultavano poco producenti, oltre che dispersive dal punto di vista della spesa. «Abbiamo voluto fare sistema e ci siamo riusciti, strutturando – ha sottolineato il governatore Fvg – una sinergia tra tutti gli attori coinvolti: nella fattispecie tra l’Amministrazione regionale, PromoturismoFvg e Trieste Airport. Una politica, che, come dimostrano i numeri relativi ai flussi turistici in regione, sta dando ottimi risultati e che ha portato il Friuli Venezia Giulia a essere una delle regioni uscite meglio negli indicatori economici dall’emergenza pandemica».
Come ha rimarcato Fedriga, questa collaborazione con Ita comprende anche l’applicazione di un QR code sia all’esterno delle porte di ingresso dell’aereo sia a bordo (sulla parte posteriore dei sedili e a partire da gennaio), riprendendo il claim legato al viaggio e rimandando al sito “www.turismofvg.it/it/vola-in-friuli-venezia-giulia”, in cui si trova una panoramica illustrativa di esperienze, proposte di itinerari, cultura, outdoor ed enogastronomia, con una sezione interamente dedicata alla pianificazione di un tour alla scoperta del Friuli Venezia Giulia.
«Il messaggio “Io Sono Fvg” – ha concluso il governatore – risponde a una strategia di medio periodo, all’interno della quale possiamo già essere orgogliosi di veder crescere costantemente, anno dopo anno, i numeri non solo dei turisti, ma anche della vendita dei nostri prodotti enogastronomici e, elemento tutt’altro che trascurabile, di tutto il merchandising correlato».

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In copertina, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga con l’amministratore delegato di Ita Airways, Fabio Maria Lazzerini.