Quando i vini delle Grave a Sequals s’incrociano con i campioni in moto

Albino Armani, viticoltore da sempre appassionato di motociclismo e da anni partner di diverse manifestazioni internazionali nell’ambito dei bike race – ricordiamo, tra le altre, la Gibraltar Race -, ospiterà nuovamente il campione italiano di rally raid Franco Picco per una serata speciale dedicata alla storia dell’indimenticabile Parigi-Dakar, questa volta nella sua tenuta di Sequals, in provincia di Pordenone.
Domani, 25 ottobre, a partire dalle ore 20, nell’incantevole cornice della cantina che sorge nel cuore delle alte Grave del Friuli, Picco ripercorrerà le tappe del suo incredibile percorso nel mondo delle due ruote attraverso un format di successo che, giunto ormai alla sua quinta tappa, alterna proiezioni di filmati a momenti di commento e confronto con il pubblico. Un’occasione unica per scoprire tutti i segreti e gli aneddoti del rally più affascinante del mondo, oltre che per ammirare di persona alcune delle moto protagoniste delle Dakar di Africa, Sudamerica e Arabia Saudita. Accanto a Picco, interverranno con il loro racconto anche i celebri piloti Edi Orioli, Andrea Zanussi e Lucky Battistolli.
In degustazione, nel corso della serata, una selezione delle etichette friulane più rappresentative di Albino Armani-Viticoltori dal 1607. Proprio a Sequals, tra la ghiaia e i sassi bianchi – i “claps” in lingua friulana, su cui si adagiano i vigneti di proprietà – nascono uve dagli aromi intensi e caratteristici che generano vini dalla tipicità inconfondibile: autoctoni di razza, ma anche internazionali che qui, nelle Grave (cioè ghiaie), si trasformano e si piegano al profilo del territorio.

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In copertina, la moto dei rally di Franco Picco esposta nell’azienda Armani-Viticoltori dal 1607 di Sequals.

Arga Fvg, grande festa ad Aquileia per i Premi Carati d’Autore a Rizzi, Collavino, Bertossi e Gioiello

di Ida Donati

AQUILEIA – Nella splendida cornice di Aquileia, sullo sfondo impareggiabile del campanile romanico, lo show room della Cantina Brojli ha ospitato la cerimonia di consegna del 15° Premio “Carati d’Autore” organizzato da Arga Fvg e dal suo presidente Carlo Morandini. Evento che è stato seguito con entusiasmo dai vertici e dai rappresentanti della Stampa agricola, dell’Assoenologi Fvg, dell’Unione cuochi Fvg, del Club per l’Unesco di Udine e di Italia Nostra, sezione di Udine.
Ecco i premiati: per il giornalismo Rodolfo Rizzi, enologo, direttore della Cantina di Ramuscello e San Vito, di Sesto al Reghena, a lungo presidente dell’Assoenologi regionale, per essere da sempre un riferimento per la corretta connessione tra il mondo della viticoltura e dell’enologia e quello della informazione e comunicazione, a vantaggio anche dei degustatori e dei consumatori. Per questo rappresenta un esemplare modello di corretta informazione.

Foto ricordo della serata con i premiati.


Per lo sport Franco Collavino, direttore generale di Udinese Calcio Spa, per la passione, la determinazione, la competenza e le capacità organizzative che l’hanno portato, da friulano autentico, a gestire l’Udinese nel massimo Campionato italiano facendo conoscere il Friuli in Italia e nel mondo.
Per l’enologia Giorgio Bertossi, della Cantina delle Tolle: è un esempio della viticoltura di pregio nata dal basso, dalle tradizioni rurali, e che è tesa a valorizzare la professione dell’enologo e nel contempo la sua terra che è la Riviera Friulana.
Per i cuochi Luca Gioiello, premiato per aver sempre operato con competenza, dignità e professionalità; qualità che gli hanno permesso di creare una realtà a misura delle proprie competenze tale da valorizzare la professione del cuoco.
Carlo Morandini ha moderato la serata discutendo con i premiati e i rappresentati delle associazioni in partnership con Arga Fvg. A nome del Club per l’Unesco di Udine, la presidente Renata Capria D’Aronco ha ribadito l’impegno a sostegno della candidatura della Riviera Friulana a divenire il sesto sito Unesco del Friuli Venezia Giulia; Giorgia De Marchi, ventitré anni di Cividale, laureanda in politica e relazioni internazionali, “Miss Miluna-Adriatico” 2023, ha consegnato i premi messi a disposizione dagli artisti Alessandra Candriella di Udine e Marino Salvador di Variano. Presenti, per Italia Nostra, il presidente provinciale Gabriele Cragnolini, per la Federazione Italiana Cuochi Marinella Ferigo, per l’Assoenologi Fvg il presidente Matteo Lovo; presenti per l’Unarga, l’Unione nazionale delle Arga, il presidente onorario nazionale, Claudio Cojutti, decano dei giornalisti del Fvg, e il segretario generale Gian Paolo Girelli.
Tra essi, Rodolfo Rizzi ha spiegato con la sua abituale chiarezza la situazione della vite e del vino nel Friuli Venezia Giulia e in Italia, in riferimento alla campagna vendemmiale appena conclusa, seguita a un’estate che ha messo a dura prova i vigneti e che ha determinato un raccolto scarso (-20 per cento), ma di qualità.
Marinella Ferigo, per l’Unione cuochi, ha illustrato invece le motivazioni della consegna del Premio tra gli chef a Luca Gioiello – con alle spalle una lunga esperienza maturata all’estero e in Italia, concretizzata dalla gestione di un ristorante nel centro storico di Trieste -, lamentando la carenza di strutture che seguono i giovani desiderosi di intraprendere il mestiere di cuoco. Per questo motivo ha creato con i colleghi una rete per sostenere i futuri chef.
Il direttore generale dell’Udinese calcio, Franco Collavino, nel ringraziare il mondo dell’associazionismo culturale per il riconoscimento che gli è stato attribuito, rispondendo alle domande di Claudio Cojutti, già inviato speciale della Rai, tifoso e presidente di un Udinese club, ha sottolineato che la società sta lavorando con grande impegno per ristabilire gli equilibri venuti a mancare nelle ultime settimane a causa di infortuni occorsi ad alcuni giocatori.
Giorgio Bertossi, premiato tra gli enologi, ha invece raccontato la sua esperienza professionale, le tappe della sua crescita e i progetti che si stanno concretizzando.
Gabriele Cragnolini, presidente della sezione di Udine di Italia Nostra, ha quindi esposto la sua “lectio magistralis” sulla situazione della territorio agricolo Fvg che, come nella gran parte d’Italia, si è spopolato e in grandi spazi rimane incolto anche a causa di scelte non giustificate delle politiche europee. Cragnolini ha ricordato, tra l’altro, che il territorio, del quale noi percepiamo il paesaggio, è un bene tutelato dall’articolo 9 della Costituzione italiana, che è stato aggiornato di recente e sollecita attenzione anche alle biodiversità e agli ecosistemi, nell’interesse delle nuove generazioni.
Il professor Alviano Scarel, ricercatore dell’Università di Udine, ha poi svelato aspetti spesso trascurati della storia di Aquileia, città della quale è stato sindaco. In quella che dopo Roma, Milano e Venezia, era la quarta città dell’impero romano si praticavano diverse discipline sportive, ai tempi ancora agli albori, compatibilmente con i dettami dell’Impero. Ciononostante, ad Aquileia, come dimostra il ritrovamento di alcuni reperti, si sono svolte anche alcune edizioni delle Olimpiadi.
Alla fine, a dimostrazione delle carature dei sapori friulani e dell’area rivierasca, la degustazione curata dall’Unione cuochi e guidata da Marinella Ferigo: assieme a prodotti dell’agroalimentare di pregio dell’area, sono stati proposti i “blecs”, la tipica pasta larga friulana, con pinoli e noci, e la Torta di Aquileia, realizzata da Il Mosaico. Sapori accompagnati dai vini Brojli della Famiglia Clementin, tra gli altri il Pinot grigio, il Traminer di Cà Viola, il Cabernet franc targati Doc Friuli Aquileia.
Una degustazione che ha coronato l’atmosfera briosa dell’evento, concluso nel sottoportico dell’azienda. Il giardino e la zona attrezzata per gli eventi all’aperto di Vini Brojli è molto curata e rappresenta la cornice ideale per una realtà che è ormai divenuta un riferimento anche sotto il profilo culturale per l’intero Aquileiese. Il complesso è arricchito da un arredo verde molto bello, circondato da siepi rappresentate da diversi tipi di rosmarino, di salvia e altre essenze e piante aromatiche, che nella serata hanno arricchito l’ambiente diffondendo i loro profumi accarezzate dal caldo vento di libeccio.

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In copertina, la consegna del premio per il giornalismo all’enologo Rodolfo Rizzi.

Riparte la scuola per ampelonauti, l’alta formazione vitivinicola di Giovanni Bigot

Sono aperte le iscrizioni per la quarta edizione dell’Academy 4Grapes, il corso di alta formazione online nato nel 2020 su iniziativa di Perleuve, società fondata dall’agronomo Giovanni Bigot. Le lezioni, che prenderanno il via lunedì 6 novembre, si rivolgono a chi ambisce a diventare ampelonauta, la figura professionale che ha le competenze teoriche e pratiche necessarie per condurre monitoraggi sui vigneti con l’obiettivo di incrementare il potenziale qualitativo, ridurre i costi di gestione e limitare l’impronta ambientale.
Il corso è strutturato su tre livelli, ognuno con un obiettivo specifico. Il focus del primo livello è l’osservazione, l’approfondimento delle basi e delle tecniche del monitoraggio e la comprensione dell’importanza degli aspetti meteorologici. Il secondo livello si concentra sulla deduzione, ovvero insegna ad applicare le competenze di osservazione in situazioni pratiche, come la gestione delle difese fitosanitarie e la corretta stima della produzione. Infine, il terzo livello è incentrato sulla connessione tra vigneto, uva e vino per valutarli dal punto di vista produttivo e qualitativo. In questa fase si tratta l’Indice Bigot, il metodo scientifico brevettato dallo stesso agronomo friulano che prende in esame i nove fattori viticoli capaci di influenzare direttamente la qualità del vino. Alla fine del terzo livello sono previste due giornate in presenza per assaggiare e commentare i vini ottenuti seguendo i parametri dell’Indice.
«L’annata 2023 ha messo tutti alla prova, evidenziando quanto sia fondamentale adottare un metodo di lavoro basato su osservazioni accurate e dati che permetta di agire in maniera mirata, dove e quando serve, permettendo una migliore gestione dei costi – afferma Giovanni Bigot –. L’Academy offre delle conoscenze, delle tecniche e dei metodi per interpretare l’andamento del vigneto e affrontare al meglio le varie situazioni che si possono presentare. Dobbiamo imparare a fare fronte al cambiamento climatico e alle stagioni sempre diverse, analizzando le situazioni attraverso i dati per poter prendere decisioni corrette».
Sono più di 150 gli ampelonauti in tutta Italia, figure sempre più ricercate nel settore pubblico e privato. Tra i professionisti si trovano titolari e operatori di aziende vitivinicole, tecnici viticoli, agronomi ed enologi, consulenti attivi nelle diverse regioni, funzionari delle ditte produttrici di prodotti fitosanitari e studenti universitari. È a disposizione dei corsisti un portale dedicato, oltre a tecnologie e strumenti innovativi per l’e-learning.

Info e iscrizioni sul sito
www.academy.4grapes.it

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In copertina, l’agronomo friulano Giovanni Bigot animatore del corso.

Calamità, prorogata la conta dei danni: strutture agricole colpite per 73 milioni

La Giunta regionale Fvg, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, ha richiesto al Ministero delle Politiche agricole di dichiarare l’esistenza di eccezionale calamità naturale per le avversità atmosferiche che si sono abbattute sul Friuli Venezia Giulia il 13, 24 e 25 luglio e il 6 e 7 agosto. «Si tratta – come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga – di un passaggio necessario per garantire indennizzi anche alle strutture aziendali non assicurabili dal Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2023. Anche queste ultime, infatti, alla luce dei controlli effettuati dai funzionari dell’Ispettorato regionale dell’agricoltura della Direzione centrale, risultano tra quelle danneggiate dal maltempo con precipitazioni eccezionali di quei giorni. Al momento sono state ricevute oltre 2.000 segnalazioni, delle quali circa 1.200 riguardano danni alle strutture aziendali per una stima di poco superiore ai 73 milioni – ha reso noto l’assessore -. Proprio per la complessità delle operazioni di individuazione e calcolo dovuta alla sovrapposizione degli eventi calamitosi, la Regione si è avvalsa – con questa delibera – della proroga di trenta giorni del termine per la ricognizione dei danni e la definizione dell’ammontare delle spese causate alle strutture dal maltempo», ricognizione che il decreto legislativo 102 del 2004 sugli aiuti compensativi affida alle Regioni.
Per usufruire delle provvidenze previste dal decreto 102, le imprese agricole che hanno subito danni dovranno presentare le domande di indennizzo entro il termine perentorio di 45 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto ministeriale di declaratoria dell’esistenza di eccezionalità dell’evento. La delibera della Giunta, infine, si completa con la definizione puntuale dell’elenco dei Comuni del Friuli Venezia Giulia che rientrano nei territori colpiti dagli eventi eccezionali.

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In copertina, un fabbricato rurale devastato dal maltempo in un’immagine dei Vigili del fuoco.

Festa oggi ad Aquileia con Arga Fvg per la consegna dei Premi “Carati d’autore”

(g.l.) Questo pomeriggio ad Aquileia, a due passi dalla storica Basilica patriarcale,  si farà festa per la consegna dei Premi “Carati d’autore”, istituiti da Arga Fvg, l’associazione regionale della Stampa agricola guidata da Carlo Morandini. La manifestazione avverrà, alle 18, nella sede dell’azienda Brojli della famiglia Clementin in via Beligna.
«”Carati d’autore” – spiega Morandini – è un riconoscimento ideato nel 2002 e da oltre vent’anni vuole valorizzare personaggi eclettici ed emblematici, a volte trascurati dallo scenario della comunicazione, che nei settori di competenza hanno dato lustro alla propria categoria, al Friuli Venezia Giulia, al territorio e alla sua cultura».
L’odierna manifestazione avviene con la collaborazione dell’Associazione culturale La Riviera Friulana e del Club per l’Unesco di Udine, oltre che con il patrocinio della Sezione di Udine di Italia Nostra e dell’Unaga, dell’Unione nazionale delle Arga, di Assoenologi Fvg, della Federazione italiana Cuochi e dell’associazione Giulietta e Romeo in Friuli.

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In copertina, un’immagine dell’ultima edizione del Premio sempre ad Aquileia.

Monrupino Città del vino Fvg numero 36: un premio alle eccellenze del Carso ma anche un contributo al rilancio turistico

(g.l.) Grande festa ieri sera a Monrupino per l’ingresso della storica località del Carso Triestino nell’ormai grande famiglia delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia, che ora riunisce ben trentasei Comuni vocati alla produzione vitivinicola e sei Pro Loco. Come avevamo annunciato, è infatti avvenuta la consegna della quinta bandiera delle Città nella provincia di Trieste (su sei Comuni). Dopo Duino Aurisina – Devin Nabrežina (già presente dal 1999 e che l’anno scorso ha avuto l’onore di rivestire a livello nazionale il ruolo di “Città italiana del vino”) e i Comuni di San Dorligo della Valle-Dolina, Sgonico-Zgonik e Muggia, il Comune di Monrupino-Repentabor ha ricevuto il vessillo in occasione della 22ª edizione di “Sapori del Carso – Okusi Krasa”. La consegna è avvenuta all’albergo ristorante Krizman, in località Repen.
Nell’occasione, il coordinatore regionale delle Città del Vino, Tiziano Venturini, che plaude a questo nuovo importante arrivo nella “famiglia Fvg”, ha consegnato la bandiera e la spilla dell’Associazione nazionale al sindaco Tanja Kosmina che ha accolto la delegazione assieme agli altri componenti dell’amministrazione comunale. Con Venturini erano presenti anche il vicecoordinatore regionale Maurizio D’Osualdo, il membro del coordinamento Giorgio Cattarin e il promotore di Duino Aurisina Città Italiana del Vino 2022, Massimo Romita. Presenti anche altre autorità del territorio e produttori dei rinomati vini Doc Carso.

Consegna della bandiera e brindisi.

«Un’adesione – ha commentato il sindaco Kosmina – con la quale puntiamo a rilanciare l’intero territorio comunale attraverso le sue eccellenze vitivinicole, in un’ottica turistica e anche di diffusione dei vini dei nostri produttori». «Siamo giunti – le ha fatto eco Venturini – in poco più di un anno ad avere come membri la maggioranza dei Comuni della provincia di Trieste: siamo lieti di accogliere Monrupino nella nostra grande famiglia, che rappresenta tutte le zone di produzione in regione e che grazie alla presenza del borgo carsico è ora ancora più ricca».
Ma torniamo a “Sapori del Carso”, la bella manifestazione enogastronomica che continuerà fino al 12 novembre. «Mentre altre regioni d’Italia nell’estate 2023 hanno subito flessioni di turisti anche importanti, il Friuli Venezia Giulia continua a crescere, grazie soprattutto all’afflusso di stranieri: ecco il risultato di un percorso virtuoso di lungo progetto costruito con un lavoro di squadra in cui si inseriscono perfettamente manifestazioni come “Sapori del Carso”, capaci di valorizzare le nostre tipicità entro la cornice unitaria del marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, aveva detto l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, in occasione della presentazione della rassegna all’infopoint di PromoTurismoFvg di Sistiana della invitante proposta del Carso Triestino ispirata, in questa ventiduesima edizione, al tema della “rinascita degli ingredienti».
Anche l’assessore regionale alle Autonomie Locali, Pierpaolo Roberti, pure lui intervenuto all’evento assieme ad altre autorità – tra cui i vicesindaci di Duino Aurisina, Mitja Petelin, e di Trieste, Serena Tonel -, ha evidenziato «la valenza di una rassegna che racconta la specificità di un territorio e di una comunità all’interno del Friuli Venezia Giulia, fenomenale per le sue diversità che lo rendono unico per identità culturali, linguistiche ed etniche, tutte da proteggere e da valorizzare». Nell’occasione, Bini ha insistito sul valore del marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia” e sulla strategia che lo stesso sottende. «Tutte le risorse e le bellezze del nostro territorio di certo esistevano già, ma in passato siamo stati timidi a promuoverle. Il governatore Fedriga ha posto ordine rispetto ai tanti marchi preesistenti raccogliendoli in un unico brand con il quale stiamo spingendo la promozione della regione sui grandi organi di stampa e sulle reti generaliste, alzando progressivamente l’asticella come abbiamo fatto anche per la Barcolana, supportata da uno stand eccezionale allestito in piazza dell’Unità d’Italia».
“Sapori del Carso”, organizzata da Sdgz/Ures, coinvolge un ampio arcipelago di pubblici esercizi: ristoranti, panifici, pasticcerie, bar, negozi di alimentari, enoteche, tutti impegnati a far conoscere le eccellenze di un patrimonio gastronomico che riscopre ingredienti poveri come la salvia, il rosmarino e le bacche di ginepro e tutto ciò che in cucina talvolta viene scartato, come bucce, foglie, gambi e radici, all’insegna del “no” allo spreco e della sostenibilità. Accanto alla parte enogastronomica “Sapori del Carso” propone anche un ciclo di escursioni a cura dell’associazione “Curiosi di natura” che si articolerà anche nei prossimi fine settimana abbinando passeggiate alla portata di tutti a degustazioni e letture. Tutte le informazioni sono disponibili su www.saporidelcarso.net

Bini e Roberti per “Sapori del Carso”.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono ora 36: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

www.saporidelcarso.net

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In copertina, Tiziano Venturini appunta la spilla delle Città del vino al sindaco monrupinese Tanja Kosmina.

Pomis, dalle mele colpite dalla grandine una “spremuta” di solidarietà per aiutare la Casa di riposo di Mortegliano

«Un’iniziativa che ha il merito di unire lo spirito di un imprenditore che non si fa piegare dalla difficoltà e l’impegno verso gli altri, verso un’intera comunità, facendo nascere da un danno subito un’opportunità di solidarietà per molti. Abbiamo il dovere di non pensare solo a noi, ma anche a chi ha subito un evento eccezionale senza precedenti». Sono le parole che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ha riservato all’iniziativa con cui l’azienda agricola Pomis di Chiasiellis, a Mortegliano, e Aspiag Service Despar hanno voluto valorizzare le mele danneggiate dalla grandine dello scorso luglio destinandole a una produzione speciale di succo che è in vendita negli 80 punti vendita della catena di supermercati in Friuli Venezia Giulia e negli oltre 50 negozi affiliati. Parte del ricavato della commercializzazione della “Spremuta integrale di mela Julia” sarà devoluto al Comune di Mortegliano per far fronte ai lavori di ristrutturazione della Casa di riposo, anch’essa seriamente danneggiata per oltre 2,5 milioni di euro.

«La Regione – ha ricordato Zannier – è intervenuta subito con contributi straordinari per il ripristino del patrimonio pubblico danneggiato, un compito che spettava in primis all’Amministrazione regionale. Al contempo, ci siamo mossi per garantire alle imprese di avere la liquidità necessaria a consentire di andare avanti, per salvaguardare l’intero sistema. Bisogna comprendere infatti – ha proseguito Zannier – che siamo di fronte a una casistica fuori scala che non si concilia con le normali procedure di quantificazione dei danni, tanto che non riusciamo nemmeno a fare una valutazione esatta delle produzioni danneggiate tale da inserirsi nelle “definizioni” previste per i danni da maltempo. Le proporzioni di ciò che è accaduto sono comprensibili soltanto a chi è stato coinvolto. Il disastro occorso con la tempesta Vaja rappresenta in proporzione solo l’uno per cento del disastro provocato della grandinata di luglio: qui si sono persi tutti i prodotti, le attrezzature, le strutture. In assestamento di bilancio a novembre ci saranno nuove misure regionali, nel frattempo dobbiamo attendere l’apertura dei canali di contributo nazionali».
L’idea del recupero delle mele colpite dalla tempesta e l’iniziativa solidaristica collegata alla vendita del succo è stata illustrata dal titolare di Pomis, Peter Larcher. Senza aggiunta di zuccheri, conservanti e coloranti, la spremuta è anche completamente sostenibile, in quanto prodotta e confezionata da Pomis impiegando imballi riciclabili e una parte già riciclati. É facilmente riconoscibile sugli scaffali per il suo packaging che riproduce una foto di una mela avvolta da un chicco di grandine con un Qr Code che racconta quanto accaduto durante la catastrofica grandinata estiva. Alla presentazione sono intervenuti anche il sindaco di Mortegliano, Roberto Zuliani, e il direttore regionale Despar per il Friuli-Venezia Giulia, Fabrizio Cicero Santalena.

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In copertina, l’assessore regionale Stefano Zannier con il titolare di Pomis Peter Larcher; all’interno, da sinistra, anche con il direttore regionale Despar per il Friuli Venezia Giulia Fabrizio Cicero Santalena e il sindaco di Mortegliano Roberto Zuliani.

Vite, vino e sostenibilità con la Confraternita a Sesto al Reghena: cordoglio per Cesare Intrieri

di Giuseppe Longo

Cesare Intrieri doveva essere il relatore di punta dell’annuale incontro, a Sesto al Reghena, della Confraternita della vite e del vino del Veneto orientale e del Friuli Venezia Giulia. Ma, purtroppo, il professore emerito dell’Università di Bologna, una delle figure scientifiche più eminenti della moderna vitivinicoltura, non ci sarà, perché è mancato improvvisamente: era nato nel 1938 a Firenze. Me lo ha comunicato, con dolore, l’agronomo Claudio Fabbro – incaricato come sempre di moderare gli interventi – che di Intrieri fu allievo proprio all’Alma Mater Studiorum, discutendo poi con il luminare la sua ricchissima tesi sul Vigneto Fvg, tra storia e prospettive di crescita: erano i primi anni Settanta e da allora la vitivinicoltura friulana ne ha fatta di strada, facendosi conoscere e apprezzare con i suoi grandi vini, soprattutto bianchi, in tutto il mondo. E quella di ieri per il dottor Fabbro – che io stesso, mezzo secolo fa, ebbi giovanissimo insegnante all’Istituto tecnico agrario di Cividale – è stata davvero una «giornata tormentata» non solo per la triste notizia della repentina scomparsa dell’illustre cattedratico, molto atteso dalla platea sestense, ma anche perché aveva appena saputo della defezione, per improvvisa malattia, di altri due prestigiosi relatori: Carmelo Zavaglia, del Crea di Conegliano – Servizio di certificazione materiali di moltiplicazione della vite, e Angelo Costacurta, dell’Accademia italiana della vite e del vino.
Per cui mancheranno ben tre importanti voci all’incontro di sabato mattina nell’auditorium Burovich, i cui lavori cominceranno alle 9 con i saluti istituzionali, le ovvie attestazioni di cordoglio per il professor Intrieri e l’intervento di apertura del Gran maestro Emilio Celotti, docente di viticoltura ed enologia all’Ateneo friulano. Al termine, la cerimonia di consegna delle borse di studio ai diplomati e laureati delle Scuole enologiche di Conegliano e Cividale e delle Università di Padova e Udine, premiando le migliori tesi di laurea e di diploma che abbiano affrontato le tematiche più importanti e attuali della filiera vitivinicola.
Quindi, il via al convegno-tavola rotonda sul tema “Quali varietà di vite per la nuova viticoltura sostenibile”, un argomento quanto mai interessante perché di viva attualità ora che si stanno facendo strada le ormai famose “viti resistenti”, in grado di dare una mano preziosa per la salvaguardia di un ambiente sempre più a rischio non richiedendo, se non in misura notevolmente ridotta, l’uso di trattamenti chimici per il controllo di avversità crittogamiche e parassitarie. Sotto la lente ci sarà, infatti, una tematica strategica per la viticoltura moderna, nella quale «la scelta della varietà – si sottolinea in una nota che anticipa la manifestazione – è uno strumento importantissimo per risolvere i problemi ambientali, i cambiamenti climatici a garanzia della produzione enologica di ogni “terroir”. Le nuove sfide dell’agricoltura impongono riflessioni sulla gestione della filiera vitivinicola e in particolare devono trasmettere al consumatore informazioni corrette e trasparenti al fine di garantire al settore vitivinicolo e al vino il ruolo che ha sempre avuto nella socialità. Nel convegno – conclude la nota – si parlerà dei vecchi ibridi produttori diretti per arrivare alle nuove frontiere della genetica, passando per le tradizionali varietà di Vitis vinifera e per le nuove “varietà resistenti”. Occasione unica per analizzare le diverse opzioni utilizzabili per la moderna gestione della sostenibilità in viticoltura, nel rispetto della tradizione, della qualità e della cultura della vite e del vino».
Il compito di aprire la serie degli interventi spetterà, pertanto, al professor Raffaele Testolin dell’Università di Udine, il quale cederà poi il microfono al dottor Mario Pecile, in rappresentanza di Irv-Cip, Internationaler Rebveredlerverband – Comité international des pépiniéristes viticoles. Al termine, il dibattito, coordinato appunto dall’enologo e giornalista Claudio Fabbro, e le conclusioni. La manifestazione avviene con il contributo di Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, Vivai Cooperativi di Rauscedo, Vivo Viticoltori Veneto Orientale, Vivaio Enotria e Unione metropolitana di Venezia di Confcommercio. Tra gli enti patrocinanti da ricordare, invece, le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, il Comune di Sesto al Reghena, l’Accademia italiana della vite e del vino e Assoenologi. Insomma, un’occasione importante per un’analisi sulla vitivinicoltura di oggi e su quella che verrà, per forza di cose, a breve-medio termine. Al riguardo sarebbero state preziose anche le parole di Angelo Costacurta e Carmelo Zavaglia, ma soprattutto quelle di Cesare Intrieri alla cui memoria la platea di Sesto al Reghena renderà un doveroso omaggio. Perché il Vigneto Italia deve essergli grato!

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In copertina, il professor Cesare Intrieri che è scomparso improvvisamente a 85 anni.

“Sapori del Carso” invita domenica a Duino e a scoprire le sorgenti del Timavo

Per la manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, domenica 22 ottobre, dalle 9.30 alle 13, la cooperativa Curiosi di natura propone l’escursione “A Duino, sul Timavo”. Una visita con guida naturalistica nel bosco della Cernizza, tra lecci sempreverdI, carpini orientali dal tronco contorto e cespugli di pungitopo. Si proseguirà attraverso prati colorati da scotani con le foglie rosseggianti, per giungere al geosito sovranazionale delle sorgenti del Timavo e all’antica chiesa di San Giovanni in Tuba. Con letture a tema sull’autunno e il Carso, a cura di Maurizio Bekar.
Ritrovo alle 9.10 al Villaggio del Pescatore, alla fermata del bus 44. Un’uscita per tutti, in normali condizioni fisiche e con scarpe da trekking. Possibilità di pasti, con uno sconto del 10%, presso i ristoratori di Sapori del Carso. Seguirà domenica 5 novembre, dalle 9.30 alle 13, l’escursione “Il Bosco Bazzoni e la Grotta Nera”. Ritrovo alle 9.10 alla Foiba di Basovizza.
Costi: adulti 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

“Sapori del Carso”, iniziativa di valorizzazione dell’enogastronomia locale, è realizzata dall’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena) con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di Spirit Slovenia. Il programma sul sito www.saporidelcarso.net

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In copertina, ecco le sorgenti del Timavo il mitico fiume del Carso nella zona di Duino.

Tre giorni a Treviso per scoprire il Raboso e i grandi vini del Piave

Tre giorni per scoprire il Raboso e i grandi vini delle terre del Piave tra masterclass, banchi d’assaggio e delizie gastronomiche tipiche del territorio: è Alla Corte del Raboso, l’evento di Ais Veneto in programma dal 21 al 23 ottobre nel centro storico di Treviso, interamente dedicato alle uve tipiche del territorio. Un fitto calendario di appuntamenti permetterà ai partecipanti di conoscere da vicino la storia e le peculiarità di questo vitigno e del suo areale produttivo, assieme ai cibi della tradizione locale e alle bellezze storico-culturali della città sul Sile. La novità assoluta di questa edizione è il concorso Miglior Sommelier del Raboso, dove tra i tre semifinalisti vincerà chi si sarà distinto per conoscenze teoriche, capacità tecniche e degustative.

Grappolo di Raboso.


Si inizia sabato con l’Anteprima di Alla Corte del Raboso, dove sotto la Loggia dei Cavalieri, a partire dalle 15.30 e fino alle 18.30, si potranno assaggiare cinque referenze commentate dai sommelier Ais. Sempre dalla Loggia, alle 16, avrà inizio la visita guidata alla città tra dipinti e acque. Grazie al racconto di Edi Conson, guida turistica e sommelier, sarà possibile ammirare le bellezze di Treviso accompagnati in un breve itinerario ideato per l’evento. La prima giornata della manifestazione si chiuderà con un appuntamento gourmet al ristorante Ca’ dei Brittoni, dove un menù appositamente creato per l’occasione saprà appagare i palati più esigenti. Ad accompagnare i piatti ci saranno le migliori espressioni di Raboso e dei vini del Piave.
Domenica, a partire dalle 10.30, le splendide sale del Museo di Santa Caterina ospiteranno i banchi d’assaggio: 26 produttori di Raboso e dei vini autoctoni del Piave proporranno in degustazione oltre 90 referenze accompagnate da una selezione di artigiani del cibo per assaporare al meglio le tipicità trevigiane. Con il biglietto d’ingresso, oltre alla visita del complesso museale, è compreso anche un piatto di Radici e Fasoi preparato dall’omonima confraternita, che ne garantisce la qualità e la storicità. Alle 15.30 la Loggia dei Cavalieri ospiterà invece la degustazione Espressioni di Raboso – guidata dal presidente di Ais Veneto Gianpaolo Breda e dal direttore del Consorzio Vini Venezia, Stefano Quaggio – dove verranno raccontati i diversi stili di produzione delle aziende più rappresentative.
La manifestazione si chiuderà lunedì a Villa Dirce di Tezze di Piave, a Vazzola, patria del Raboso. Stefano Quaggio condurrà la prima parte della masterclass delle 11 dedicata al presente, al passato e al futuro del vitigno e del vino, passando poi il testimone a Gianpaolo Breda, che racconterà sei espressioni di Malanotte del Piave Docg. Seguirà il tour Le Bellussere, le Grave del Piave e il Borgo Malanotte guidato da Antonio Bonotto, titolare dell’azienda Bonotto delle Tezze, ed Elvio Forato, direttore della Cantina di Tezze, alla scoperta del territorio e dell’areale di produzione. A chiudere la manifestazione la proclamazione del Miglior Sommelier del Raboso, in programma a partire dalle 15.30.

La bellissima Treviso.

Alla Corte del Raboso è patrocinato dal Comune di Treviso ed è organizzato da Ais Veneto in collabotazione con il Consorzio Vini Venezia.
Per informazioni e per acquistare il biglietto visitare il sito we.aisveneto.it/eventi/allacortedelraboso

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Una vendemmia “inclusiva”
ricordando Giorgio Cecchetto

I ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down – sezione Marca Trevigiana sono tornati in questi giorni all’azienda agricola Cecchetto Giorgio di Vazzola per il tradizionale appuntamento con la vendemmia inclusiva del Raboso del Piave. La diciannovesima edizione dell’iniziativa ha coinvolto i vignaioli per un giorno nella raccolta dei primi grappoli della varietà autoctona trevigiana. Aiutati da famiglie, amici e volontari, i giovani hanno pigiato ed estratto il mosto utilizzando un antico torchio e torneranno in primavera a riempire 1500 bottiglie vestendole con un’etichetta disegnata a mano e firmata. Saranno poi numerate e presentate al Vinitaly 2024, nello stand della Regione Veneto. “Quella di quest’anno sarà una vendemmia particolarmente sentita in quanto la prima senza Giorgio, che dal 2005 aveva dato inizio a questo progetto di solidarietà e inclusione – aveva detto alla vigilia Marco Cecchetto –. Questi ragazzi erano nel cuore di mio papà e con lui avevano un legame profondo. Erano infatti molte le occasioni durante l’anno in cui li coinvolgeva perché potessero esprimersi e farsi conoscere. Io e i miei fratelli, Alberto e Sara, abbiamo avuto modo di condividere con loro molte vendemmie e sicuramente porteremo avanti con entusiasmo questa e molte altre iniziative con l’Aipd”. L’iniziativa promossa dall’azienda nasce per rappresentare il territorio e la sua storia, per raccontare come il Raboso del Piave – unico vitigno autoctono a bacca rossa della Marca Trevigiana – possa essere solidale. I ragazzi sono protagonisti in tutte le fasi, dalla raccolta dell’uva all’imbottigliamento del vino, alla realizzazione dell’etichetta, fino appunto alla presentazione conclusiva a Vinitaly. Un progetto che si ripete di anno in anno e che, inserendosi nel Progetto di autonomia sociale di Aipd, vuole supportare l’intera collettività perché per Cecchetto è fondamentale fare impresa in maniera condivisa e inclusiva.