Tagli Pac azzerati, da Bruxelles dieci miliardi in più per gli agricoltori italiani. Soddisfatta Coldiretti che ringrazia il Governo e ribadisce il no a un Mercosur che non garantisca parità di trattamento

«L’annuncio sui 10 miliardi in più per gli agricoltori italiani sulle risorse destinate alla Pac 2028-2034, che arriva grazie al ruolo determinante svolto dal Governo italiano e dal ministro Lolobrigida, risponde alle richieste avanzate da mesi dalla Coldiretti anche attraverso diverse mobilitazioni in Italia e in Europa. Si tratta di un miliardo in più in confronto alla programmazione attuale, con un netto passo indietro rispetto al folle tentativo della Von der Leyen di tagliare fondi agli agricoltori». È quanto riferisce, con soddisfazione, Il Punto Coldiretti che continua: «Allo stesso tempo abbiamo chiesto di azzerare subito il dazio sui fertilizzanti introdotto con il “Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere” (Cbam). Ora – ribadisce Coldiretti -, agli annunci devono seguire atti legislativi europei che, senza ogni dubbio e discrezionalità, garantiscano che questi soldi siano destinati alla difesa del reddito degli agricoltori. Importante anche sottolineare la modifica legata alle aree rurali che consentirà di utilizzare per gli agricoltori il 10% delle del Fondo unico, circa 48 miliardi, che è stato uno degli elementi che Coldiretti fin dall’inizio ha portato all’attenzione del Governo italiano e di cui si è fatta carico in tutti i dibattiti a livello europeo, ponendolo come elemento centrale. Queste risorse potranno essere utilizzate in modo concreto per affrontare il tema delle aree interne, delle aree collinari e delle aree montane, destinandole ai contadini che vivono e lavorano stabilmente in quei territori» .
Nel comunicato si ribadisce, poi, che «la Pac non è fatta solo di risorse, ma anche di regole. Per questo va sventato ogni tentativo di rinazionalizzazione della Pac della presidente Von der Leyen e della sua cerchia di tecnocrati bruxellesi e Coldiretti continuerà a presidiare affinché non vengano posti ostacoli tecnici e burocratici al pieno utilizzo dei fondi assegnati alle imprese agricole. Coldiretti continua a non fidarsi dell’alta tecnocrazia di Bruxelles». A tal proposito, la organizzazione agricola prosegue la sua mobilitazione permanente , tanto che ha annunciato una serie di manifestazioni fino alla fine di gennaio che coinvolgeranno oltre 100mila soci. «Occasioni – conclude Coldiretti – per raccontare e difendere le conquiste ottenute nel negoziato sulla Pac e chiarire la nostra posizione di contrarietà ad un accordo Mercosur che non garantisca parità di trattamento tra agricoltori europei e sudamericani».

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In copertina, manifestazione degli agricoltori a Strasburgo contro l’ipotesi di accordo Mercosur.

Spreco alimentare, conto alla rovescia per la Giornata nazionale di prevenzione che sarà nel segno di San Francesco

È conto alla rovescia per la 13ma edizione della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario giovedì 5 febbraio: l’iniziativa, promossa dalla campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero, è realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, del Ministero degli Affari Esteri e di Anci, media partner Rai per la Sostenibilità, Rai Radio1, Rai Radio2 e Rai Radio3. #2030Calling è il tema della Giornata 2026 di Prevenzione dello spreco alimentare, che lancia il suo appuntamento a Roma, martedì 3 febbraio, nel nuovo Spazio Esperienza Europa David Sassoli (piazza Venezia 6). Dalle 11 si svolgerà l’evento ufficiale promosso dalla campagna Spreco Zero con la partecipazione delle istituzioni, di esperti e stakeholders, in una sequenza di panel tematici.


Ad inaugurare l’incontro sarà la lectio magistralis sul tema “San Francesco: abitare il paradosso tra limite e infinito”, dello scrittore e poeta Davide Rondoni, presidente del Comitato 800 anni della morte di San Francesco d’Assisi. L’occasione per approfondire i tanti legami fra la straordinaria figura di Francesco e i valori legati allo sviluppo sostenibile e al rispetto quotidiano delle risorse, per la costruzione di nuove ipotesi di impegno sociale.
A seguire la presentazione in anteprima dei nuovi dati del Rapporto “Il caso Italia” 2026 dell’Osservatorio Waste Watcher International, come sempre il “termometro” del nostro spreco alimentare in rapporto ai comportamenti di fruizione e gestione del cibo. La 13ma edizione del Rapporto sarà un “Cross Generation Waste Food Report” ed evidenzierà come le generazioni italiane contribuiscano alla prevenzione dello spreco alimentare, dai boomers alla Generazione Z, dai Millennials alla Generazione X. Introdotti da Andrea Segrè, direttore scientifico Osservatorio Internazionale Waste Watcher International-campagna Spreco Zero, interverranno il coordinatore del “Caso Italia” Luca Falasconi, il ricercatore Filippo Pini e Barbara Toci per Ipsos-Doxa che ha curato il powering dell’indagine, promossa da Last Minute Market. Dopo la presentazione dei dati si aprirà un panel di interventi delle istituzioni di riferimento della filiera agro-alimentare italiana: interverranno Lino Stoppani, Vicepresidente vicario Confcommercio, Presidente Fipe; Paolo Mascarino, presidente Federalimentare; Luca Brondelli di Brondello, Vicepresidente Confagricoltura; Stefano Francia, Presidente Regionale Cia Emilia Romagna; Gabriele Longanesi, Presidente Cluster Agrifood Emilia-Romagna e Ceo Natura Nuova; Paolo Cristofori, direttore Generale Fruttagel.
Nel pomeriggio, dalle 14 si prosegue sul filo rosso delle Buone Pratiche, una sessione introdotta dall’intervento della scrittrice e giornalista Sara Segantin, Ambasciatrice per il Patto Climatico Europeo e cofondatrice di FridaysForFuture Italia, per tutto il 2026 Ambasciatrice di Buone pratiche della campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero: il suo contributo focalizzerà sui temi dei diritti umani in rapporto alle questioni ambientali. A seguire la rete Sprecozero.net presenta il report per città a spreco zero: lo illustrerà Daniele Ara, Assessore alla scuola, agricoltura, agroalimentare Comune di Bologna. In tema di Buone Pratiche #sprecozero interverranno Fabio Fenati, Corporate Business Strategy Manager Natura Nuova, e Cinzia Fontana, responsabile Ricerca e Sviluppo di Fruttagel. Sarà anche l’occasione per la presentazione del Donometro, la nuova funzionalità di Sprecometro che si attiva in occasione della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare: interverrà il Project Manager Giorgio Segrè, mentre intorno a Sprecometro e alla misurazione dello spreco nelle mense è prevista una relazione di Tonia Sorrentino, responsabile marketing ristorazione collettiva. A suggello dell’evento il lancio della 14^ edizione del Premio Vivere a Spreco Zero e la presentazione del primo Wastebusters Pride Weekend, sabato 7 e domenica 8 febbraio con il contest #Frigotrasparente 2026. La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, infatti, estenderà quest’anno il suo raggio d’azione al fine settimana successivo promuovendo una “challenge” inedita: una sfida di 48 ore nelle quali ritagliarsi 15 minuti per l’operazione #FrigoTrasparente, l’azione che porterà in prima fila il sapore, attenzionando il cibo in scadenza imminente, nel segno della prevenzione degli sprechi Rendere il frigorifero ‘trasparente’ significa smettere di nascondere il cibo per iniziare a cucinarlo, un gesto concreto per trasformare la dimenticanza – causa principale dello spreco soprattutto per i più giovani – in una nuova abitudine organizzativa. A tutti i partecipanti si chiederà una testimonianza Wastebuster: scatta una foto al tuo frigo “riordinato, sarà la tua risposta al 2030 Calling. Postala poi con gli hashtag #sprecozero #2030Calling, #FrigoTrasparente e #WastebustersPride. I social della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare ti ringrazieranno per l’impegno, riprendendo il tuo post.

Pinot grigio delle Venezie, il 2025 chiuso nel segno della stabilità. Tra gli obiettivi anche il ritorno a “Vinitaly and the City”

Il Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie – la cui operatività si estendo su Friuli Venezia Giulia, Veneto e Provincia autonoma di Trento – ha chiuso il 2025 confermando la solidità e la capacità di governo della denominazione, in un contesto di mercato complesso che richiede oggi più che mai visione strategica, coordinamento e responsabilità lungo tutta la filiera. I dati di consuntivo evidenziano una sostanziale stabilità dei volumi, con 1.694.176 ettolitri di imbottigliato rispetto ai 1.707.064 ettolitri confezionati nel corso dell’anno solare 2024. Bene le certificazioni, che crescono del +2,3% per un totale di 1.795.738 ettolitri complessivi, numeri che raccontano una denominazione consapevole, che ha scelto di privilegiare gli equilibri del mercato e la tutela del valore. La stabilità della Doc delle Venezie, oggi riferimento imprescindibile per il Pinot grigio del Nordest e presidio del vino bianco italiano più esportato e consumato nel mondo, è l’esito di una strategia precisa, promossa dal Consorzio attraverso un sistema integrato e consolidato di misure di gestione dell’offerta. Tra queste, la riduzione delle rese di uva per ettaro e lo stoccaggio amministrativo, strumenti chiave per accompagnare il mercato e preservare l’equilibrio tra domanda e offerta lungo tutta la filiera. A rafforzare ulteriormente la programmazione, anche la conferma della data limite per la riclassificazione orizzontale da altre Doc coesistenti sul territorio viticolo interregionale, fissata al 30 aprile 2026 per la corrente campagna, con l’obiettivo di anticipare e gestire al meglio le operazioni.
Nel corso del 2025, il sistema di governance è stato completato dalla proroga, fino al 31 luglio 2026, della sospensione dell’iscrizione dei vigneti di Pinot grigio allo schedario vitivinicolo ai fini dell’idoneità alla rivendicazione a Doc delle Venezie, promossa a livello territoriale: un’azione di particolare rilevanza strategica presentata e condivisa nell’ambito del tavolo di lavoro interregionale sul Pinot grigio, nato con funzioni consultive e di coordinamento e pensato per riunire, in un confronto stabile e strutturato, i Consorzi che tutelano le Doc del Nordest Italia e che presentano la tipologia varietale Pinot grigio, con la partecipazione e alla presenza delle Amministrazioni regionali e provinciali. Un progetto di grande valore che consentirà di lavorare in maniera sistemica e coordinata alla definizione di un percorso comune e strutturale che mette al centro il patrimonio viticolo Pinot Grigio interregionale, in un’ottica di tutela della filiera e di continuità di valore sui mercati.

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Polo triveneto a San Vito

Sabato 31 gennaio sarà inaugurato a San Vito al Tagliamento il Polo Vitivinicolo del Triveneto, frutto di un importante progetto avviato oltre dieci anni fa da Triveneta Certificazioni, società nata sulla base di un accordo tra tre Organismi di controllo – Ceviq, Siquria e Valoritalia – incaricata di certificare la Doc Pinot grigio delle Venezie, che per numero di bottiglie prodotte è la seconda denominazione italiana, e l’Igt Trevenezie. L’evento, con accesso su invito, segna anche l’apertura della nuova sede di Triveneta Certificazioni, che diventa così un punto di riferimento e un collegamento operativo per il comparto. La giornata avrà inizio all’Auditorium Concordia, dove alle ore 10 prenderà il via il convegno “Costruire legami, costruire futuro”.

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«Il lavoro di governo dell’offerta e di coordinamento che il Consorzio Doc delle Venezie porta avanti con costanza è fondamentale per dare equilibrio alla filiera e rafforzare, nel tempo, la solidità della Denominazione. In un contesto competitivo come quello internazionale, agire in modo coeso e responsabile significa, pur in un periodo complesso sotto il profilo geopolitico ed economico, contribuire a tutelare il lavoro dei produttori ed il territorio attraverso una visione comune, costruendo condizioni di stabilità e credibilità che sono decisive per il posizionamento del Pinot grigio del Triveneto – ha affermato Luca Rigotti, presidente del Consorzio Doc delle Venezie -. In questa direzione, il Tavolo di lavoro interregionale dedicato al Pinot grigio rappresenta uno spazio di confronto determinante, in cui fare sistema e condividere i nostri obiettivi».
Sul piano della promozione istituzionale, il Consorzio ha continuato a lavorare sia sul mercato interno, con azioni mirate all’avvicinamento di nuovi target di consumatori e al rafforzamento del dialogo con gli operatori della Grande distribuzione organizzata, sia sui mercati dei Paesi terzi: il 2025 ha segnato nuovamente un presidio in aree strategiche come Stati Uniti, Canada e Regno Unito così come in Asia ed in Sudamerica, un percorso che, nell’ambito dei segmenti B2B e B2C, è portato avanti con particolare attenzione e con un approccio incrementale, finalizzato all’individuazione di mercati, attività e partner strategici per il Pinot grigio Doc delle Venezie.
In parallelo, proseguono e si rafforzano le collaborazioni e progettualità già avviate, mentre sono in definizione importanti novità per il 2026: il Consorzio sarà nuovamente protagonista a “Vinitaly and the City” con una formula completamente rinnovata, confermando una strategia di presenza e relazione capace di tenere insieme mercato, istituzioni e consumatori. «La promozione istituzionale è innanzitutto finalizzata a costruire riconoscibilità e distintività: far emergere con chiarezza cosa rende unica la Doc delle Venezie e rafforzare, nel tempo, la percezione della sua qualità e della sua autenticità – ha affermato Stefano Sequino, direttore del Consorzio . Il lavoro portato avanti nel 2025 si inserisce in una strategia articolata che ci consente di operare con continuità e maggiore efficacia, per consolidare i mercati maturi, sollecitare i mercati emergenti e valorizzare il nostro Pinot grigio Doc delle Venezie ed i propri territori di produzione. L’obiettivo è accrescere la consapevolezza di consumatori e operatori, valorizzando l’origine e il legame con il territorio. Nel 2026 proseguiremo su questa strada, con ulteriori novità in calendario che condivideremo nelle prossime settimane». Il bilancio 2025 restituisce così l’immagine di una denominazione solida, strutturata e capace di visione, che sceglie la stabilità come valore, la governance come strumento e la collaborazione come metodo, a tutela della filiera del Pinot grigio del Nordest e della competitività del vino italiano sui mercati internazionali.

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Il Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie è stato costituito nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di integrazione interregionale, includendo in un’unica grande denominazione di origine la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto. Con una superficie produttiva di 27.000 ettari ed una quantità pari a 230 milioni di bottiglie – nel contesto di una filiera produttiva composta da 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento – la Doc delle Venezie rappresenta oggi l’85% del Pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale.

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In copertina, grappoli di Pinot grigio; all’interno, il presidente del Consorzio Doc delle Venezie Luca Rigotti e il direttore Stefano Sequino.

Colli orientali del Friuli, la Viarte di Prepotto festeggia 50 anni e accelera: 8,5 milioni di investimenti e obiettivo per quest’anno di 300 mila bottiglie

Oltre 8 milioni di euro investiti e 250 mila bottiglie prodotte nel 2025: La Viarte, storica cantina dei Colli orientali del Friuli, a Prepotto, compie l’importante traguardo dei 50 anni e inaugura una nuova fase di sviluppo con una crescita della produzione che supera il 700% in soli due anni e una nuova strategia di competitività e comunicazione sul mercato. La cantina è stata acquisita nell’aprile 2023 dalla famiglia Polegato, fondatrice del marchio Astoria, tra i protagonisti del mondo del Prosecco e della Conegliano Valdobbiadene Docg.
“Abbiamo deciso di investire in Friuli Venezia Giulia e in un territorio in cui abbiamo visto una grande potenzialità, avviando un piano di interventi importante – commenta Riccardo Polegato –: sono 6,5 i milioni spesi per i lavori che hanno portato ad un completo rinnovamento architettonico della sede aziendale di Prepotto, inclusa la cantina, oltre alla barricaia e al punto vendita”. A questi si aggiungono 2 milioni di euro destinati alla qualità del prodotto e all’innovazione in cantina, con l’introduzione di tecnologie di ultima generazione: dalla nuova linea di ricevimento e conferimento delle uve, ad elevato standard di cernita e progettata per preservare l’integrità del grappolo, fino al nuovo impianto di refrigerazione dei mosti.
Un impegno che ha già ottenuto un riconoscimento significativo: a fine 2025 il Friulano Liende 2023 ha conquistato i Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso, premio che conferma una visione produttiva orientata a preservare l’eccellenza e l’identità enologica del territorio. “In totale parliamo di 8,5 milioni investiti in circa 2 anni – conclude Polegato – che ci hanno traghettato verso importanti traguardi di mercato e a guardare oltre: dalle 30 mila bottiglie della precedente gestione siamo passati a 250 mila nel 2025 e puntiamo a 300 mila per il 2026 appena iniziato”.
Il 2026 de La Viarte inizia con un nuovo passo anche nella comunicazione che, affidata all’agenzia Cricket Adv, coinvolge tutti i canali dal digitale alle fiere, dalle etichette di prodotto agli strumenti commerciali. Un’evoluzione che non cambia l’identità e la storicità del marchio, ma la rende più riconoscibile e differenziante per supportare il nuovo posizionamento e l’espansione commerciale. Prodotti, nuove etichette, strumenti di comunicazione e anche il nuovo video aziendale lanciato sui social sono stati presentati nell’ultima riunione della forza vendita, come spiega Giorgia Polegato, responsabile commerciale. “Abbiamo volutamente scelto un’agenzia di comunicazione che non fosse specializzata nel settore vinicolo per creare un’immagine aziendale innovativa e inaspettata all’interno di un settore più tradizionale: siamo imprenditori giovani e ci piace l’idea di rompere un po’ gli schemi, a partire dal video La Viarte che unisce territorio, sensualità e il nostro spirito d’impresa”
È stata lanciata anche una speciale etichetta per le bottiglie di Friulano dedicata ai 50 anni. L’azienda sta, poi, rafforzando il proprio orientamento verso i mercati internazionali, con l’obiettivo di portare il fatturato estero al 30%, senza però perdere di vista l’Italia, dove La Viarte è presente nel canale Ho.Re.Ca. con una rete vendita di oltre 50 agenti. I prossimi appuntamenti internazionali guardano ai mercati emergenti dell’Africa dove La Viarte sarà presente grazie al progetto per l’export di Gambero Rosso, il Top Wine Roadshow che toccherà nelle prossime settimane Nigeria e Kenya per poi rientrare in Europa con il Wine Paris di febbraio.

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In copertina, da sinistra: Giorgia, Luana e Riccardo Polegato.

Grandi Verticali, giovedì a Nimis storica Città del vino la seconda serata protagonista il dolce Ramandolo primo in regione a meritare il marchio Docg

(g.l.) E ora sarà Nimis, storica Città del vino famosa per il suo Ramandolo Docg, a ospitare la seconda serata delle Grandi Verticali del vino, terza edizione. Dopo il positivo esordio a San Dorligo della Valle, tra i vigneti del Carso Triestino, prosegue infatti in provincia di Udine il programma di questa nuova invitante serie di tappe sul territorio alla scoperta dei vini autoctoni in abbinamento a sapori locali con l’organizzazione del Coordinamento regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Come è noto, lo slogan scelto in questo 2026 è “Abbinalo tu!”, proprio per raccontare come i partecipanti potranno scoprire insoliti e speciali abbinamenti enogastronomici.
Prossimo appuntamento è dunque nel Comune ai piedi del Monte Bernadia che ha visto nascere la prima Docg del Friuli Venezia Giulia: luogo della degustazione giovedì 29 gennaio, alle 19.30, la bella sala della storica Distilleria Ceschia, la più antica del Friuli essendo stata fondata a Nimis nel lontano 1886, quindi esattamente 140 anni fa. «La dolcezza spietata del Ramandolo Docg e del carattere autentico di Nimis – racconta il curatore Matteo Bellotto, filosofo ed esperto di vino, che segue l’intera manifestazione in otto tappe (come pure nelle due precedenti edizioni) – incontreranno i salumi Valleombrosa, panificati Pizza in Piazza, formaggi Zore. Riusciremo a trasformare i pregiudizi in sorprese». Saranno presenti con i propri vini le cantine Ca Felice, Comelli, Giovanni Dri Il Roncat, Anna Berra, La Roncaia e Ronco dei Frassini. Ci sono ancora alcuni posti disponibili: costo 35 euro a persona contattando la Pro Loco Mitreo Duino Aurisina prolocoaurisina@libero.it – telefono 348.5166126.
«Il progetto de Le Grandi Verticali delle Città del Vino – aggiunge vicepresidente nazionale e coordinatore regionale delle Città del Vino Tiziano Venturini, che è anche vicesindaco di Buttrio – fa registrare sempre maggiore interesse da parte dei winelovers. La riuscita prima tappa di San Dorligo alla Cantina Parovel, ospiti del Comune, ha dimostrato come questo sarà un viaggio ricco di gusto e di piacevoli scoperte. Ora appuntamento a Nimis».
Una importante iniziativa promozionale, dunque, a favore del Vigneto Fvg sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoturismoFvg e Banca 360 Fvg, in collaborazione con Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia, Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina e Degustare in compagnia. Preziosa l’adesione delle cantine del territorio regionale.

LE ALTRE TAPPE

Moraro, giovedì 12 febbraio – L’Isonzo ed il suo incessante lavoro tra storia, memoria, aromi e profondità con vini che hanno sempre un enorme carattere fra Friulano, Malvasia, Merlot con un incontro tra sapori forti e delicati insieme: orticole in agrodolce Fornaci del Zarnic e la Rosa dell’Isonzo.

Palazzolo dello Stella, giovedì 26 febbraio – Una terra che guarda le montagne con alle spalle il mare e viceversa, capace di essere commovente e delicata con i suoi aromi salini e la sua leggerezza. Malvasie che sembrano tramonti, Friulano capaci di incantare con la loro freschezza e Refoschi di carattere e sinceri, insieme a Traminer avvolgenti di aromi. Abbineremo con Pesce della Valle del Lovo, le orticole delle Fornaci del Zarnic e i lievitati di Gorgo di Latisana.

Cervignano del Friuli, giovedì 12 marzo – Gli aromi profondi dei vini dell’agro aquileiese alla ricerca dell’abbinamento perfetto con: cioccolato Cocambo, panificati Orso, formaggi Gortani, tra Refoschi, Malvasie, Friulano, Traminer, Pinot Bianco…

Torreano, giovedì 26 marzo – Dove il vento va a nascondersi per partire verso la pianura, nel cuore dei Colli Orientali del Friuli con vini di enorme carattere e sensualità tra Friulano, Sauvignon , Pinot bianco, Refosco, Verduzzo accompagnati da formaggi caprini, salumi nostrani incontrano l’arte della lievitazione.

Dolegna del Collio, mercoledì 8 aprile – L’eleganza e la freschezza dei vini del Collio sorprenderanno con la pulizia e la potenza abbinati a: panificati Codromaz, salumi Rodaro, formaggi Asan e la Mussa. Tra Sauvignon, Pinot Bianco, Uvaggi e molte altre sorprese tutto alla cieca.

San Quirino giovedì, 23 aprile – La delicatezza della pianura friulana d’occidente tra Pinot Grigio, Sauvignon, vitigni dimenticati e molto altro per incontrare salumi Del Norcino, panificati Blamek, formaggi e salumi Al Castelu.

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In copertina, vini in degustazione durante Le Grandi Verticali in Fvg.In copertina, vini in degustazione durante Le Grandi Verticali in Fvg; all’interno, pregiate bottiglie del dolce Ramandolo Docg.

Confagricoltura Pordenone, Zanelli nuovo direttore. Il grazie di Panciera a Zanchetta in pensione dopo 27 anni

Dopo 27 anni ininterrotti alla direzione di Confagricoltura Pordenone, Michele Zanchetta ha raggiunto il traguardo della pensione. Per la sua successione è stata chiesta la disponibilità di Francesco Zanelli, che ha accettato l’incarico.
«Mentre diamo il benvenuto e rivolgiamo i migliori auguri di buon lavoro a Zanelli – ha affermato il presidente di Confagricoltura Pordenone, Nicolò Panciera di Zoppola Gambara – desideriamo salutare e ringraziare il dottor Zanchetta per i tanti anni trascorsi, con passione e competenza, al servizio del mondo rurale della nostra provincia, mantenendo sempre un dialogo franco e aperto con presidenti e istituzioni e guadagnandosi la stima di tutti».
Francesco Zanelli, classe 1967, laureato in Scienze Agrarie e residente a Sequals, è entrato in Confagricoltura nel 2001. Nel 2015 gli è stata affidata la responsabilità della gestione del Centro di Assistenza Agricola di Confagricoltura regionale e, dal 2023, ha ricoperto il ruolo di vicedirettore di Confagricoltura Udine.
Confagricoltura Pordenone rappresenta oltre 500 aziende agricole, che occupano circa 1.500 operai e 120 impiegati. Nel 2024 sono state presentate domande per la Pac (Politica Agricola Comunitaria) per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.

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In copertina, il saluto del presidente Panciera al dottor Michele Zanchetta che lascia Confagricoltura Pordenone per raggiunti limiti d’età.

“Ti regalerò una rosa”, sabato a Fagagna narrazioni e pratica con le storie delle talee che sono custodi di frammenti vitali

La rosa che troviamo in molteplici forme nei giardini di tutto il mondo è un’evoluzione di piante che abitano l’emisfero settentrionale della Terra da molti milioni di anni: tracce di rose antichissime a cinque petali sono state ritrovate in fossili dell’Oligocene in Europa, in Asia, nel Nord America. Le rose sono diverse dagli altri fiori: sono custodi e portatrici di storie, frammenti di vita che ogni anno sbocciano nuovamente, per riportare in superficie ciò che il tempo porta a dimenticare. Per questo sono il fiore ideale al quale dedicarsi in un laboratorio botanico intrecciato al piacere della narrazione, proprio quello al centro della prossima tappa del progetto “Cambiare le storie” promosso da Damatrà onlus: “Ti regalerò una rosa”, in programma sabato 24 gennaio, dalle 10 alle 12.30, nel giardino della Cjase di Catine a Villalta di Fagagna (e in caso di maltempo il sabato successivo, 31 gennaio), permetterà di cimentarsi nella realizzazione e nello scambio di talee botaniche e talee narrative, da una rosa all’altra e da una storia all’altra, sotto la guida di Andrea D’Avanzo del Rosificio di Chiasiellis, appassionato collezionista prima ancora che vivaista.

L’occasione per scoprire un “giardino di storie”, in particolare quello delle rose antiche, veri e propri archivi viventi. A differenza delle varietà moderne, create spesso per la perfezione estetica, le rose antiche portano nel loro nome e nella loro linfa storie personali, amori epici e personaggi storici che, attraverso questi fiori, hanno ottenuto una sorta di immortalità botanica. Ci sono rose che portano il nome di madame, di persone care, di principesse e capi indiani, in ogni giardino c’è una rosa che ricorda la nonna o la mamma. Sarà il primo passo per ragionare sulla aiuola antistante alla Cjase di Catine tutti insieme, in una full immersion per adulti e bambini di tutte le età, che non hanno paura delle spine.
Per partecipare al laboratorio, proposto con accesso libero e gratuito, basterà portare alcuni rami di rose da poter scambiare, forbici da potatura, vasi di plastica (ø8 cm minimo). Prenotazioni al linIn copertina, una meravigliosa rosa in fioritura; all’interno, immagini del laboratorio.k bit.ly/4q0X9GV, info 348.0391679. “Ti regalerò una rosa” rientra nel percorso dei “racconti fra le mani”, esperienze del fare insieme ed esplorare la terra per costruire relazioni: un percorso che proseguirà con il favore della nuova stagione. Martedì 3 marzo sarà proposto il piccolo laboratorio di disegno botanico dedicato alle Fioriture, sabato 21 marzo riflettori sulla Festa di primavera con scambio di piante e piantumazione dell’aiuola della Casa delle Culture bambine. Si prosegue nel mese di aprile “A cielo aperto”, per vivere il cortile come uno spazio comune, di tutti e per tutti. Martedì 15 settembre si renderà omaggio al Raccolto e sabato 26 settembre la grande Festa d’autunno, con lo scambio di semi e piante, per adulti e bambini: per prendersi cura della biodiversità e delle relazioni.
“Cambiare le storie” è una iniziativa realizzata in stretta sinergia con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito delle attività strategiche finanziate dal PR FESR 2021-2027, in collaborazione con il Comune di Fagagna, la Comunità Collinare del Friuli, l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Trieste, l’associazione di promozione sociale IoCiV.

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In copertina, una meravigliosa rosa in fioritura; all’interno, alcune immagini del laboratorio botanico.

Alluvione nel Goriziano, Confagricoltura sollecita al Governo la dichiarazione dello stato di calamità naturale per aiutare aziende e cantine a ripartire con l’attività

Confagricoltura Gorizia e Trieste, nel riconoscere l’importante lavoro svolto dalla Protezione civile regionale e dal suo Assessorato, sollecita il Governo a dichiarare celermente lo stato di calamità naturale, permettendo così di intervenire, anche finanziariamente, nei confronti delle imprese colpite dall’alluvione del novembre scorso.

Claudio Cressati


«Dopo una prima stima dei danni diretti – sottolinea infatti il presidente, Claudio Cressati – stiamo cercando di comprendere, insieme alle nostre imprese, quale sarà l’effetto sul prosieguo della loro attività. È stato sicuramente importante il lavoro svolto dalla Protezione civile fin dalla prima ora, ma adesso le imprese chiedono tempi certi per poter riprendere i lavori in campagna e in cantina, riaprendo anche le strutture agrituristiche. A seguito dell’emanazione da parte del Governo del decreto di calamità naturale, come Confagricoltura chiederemo alla Regione di intervenire prontamente nella sospensione dei mutui, dei debiti fiscali e previdenziali e nel valutare gli interventi a copertura dei danni diretti e indiretti».
Come si ricorderà, il 16 e 17 novembre 2025 erano stati i giorni segnati da una grave alluvione in Friuli Venezia Giulia, in particolare a Versa di Romans d’Isonzo, dove il fiume Judrio è esondato; a Brazzamo di Cormons e a Dolegna del Collio. Sono stati causati danni ingenti al mondo delle imprese, ma anche ai privati che, in diversi casi, non sono ancora rientrati nelle loro abitazioni.
«Le frane provocate dall’alluvione hanno sbancato parte di vigneti storici, vero patrimonio della vitivinicoltura regionale, per cui, insieme alla Protezione civile, dovremo condividere le azioni per un ripristino il più possibile rapido e completo. Il trascorrere del tempo – conclude Cressati – non va sicuramente a favore della ripresa economica delle imprese che, con il loro lavoro quotidiano, danno lustro a tutto il nostro territorio».

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In copertina, il paese di Versa nel Comune di Romans d’Isonzo sommerso dalle acque esondate in novembre dal fiume Judrio.

Sipario a Feletto sulla Festa della Verza ideata da Giannino Angeli già sindaco di Tavagnacco e memoria storica premiato dal Comune come “cittadino benemerito”

di Giuseppe Longo

TAVAGNACCO – Con le odierne, ultime proposte cala il sipario sulla ormai tradizionale Festa della Verza di Feletto Umberto che era cominciata venerdì. Tre giorni tutti speciali perché, oltre al celebrare l’umile ma importante ortaggio invernale, hanno segnato il primo quarto di secolo della manifestazione, ma anche la premiazione di quello che, agli albori del Terzo millennio, ne era stato l’ideatore: Giannino Angeli, già sindaco di Tavagnacco e attento custode e valorizzatore delle peculiarità di questo lembo di Friuli alle porte di Udine, siano esse storiche, culturali o economico-produttive. Proprio per questo il suo Comune ha voluto premiarlo con l’ambito diploma di “cittadino benemerito”, festeggiandolo ieri mattina in apertura dell’annuale momento di riflessione, al Teatro Maurensig, proprio sulla verza “regina” dell’inverno.

«Riconoscere l’impegno di chi ha dedicato tempo e passione alla comunità significa rafforzare il senso di appartenenza e trasmettere alle nuove generazioni i valori della partecipazione civica, della solidarietà e della responsabilità verso il bene comune», ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin, intervenendo alla significativa cerimonia, presenti anche i colleghi consiglieri Moreno Lirutti e Serena Pellegrino. Ma fra gli altri ospiti e il folto pubblico giunto a festeggiare Angeli c’erano anche Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine,  l’ingegner Giorgio Arpino, leader della Lilt udinese, e il presidente della Società Filologica Friulana Federico Vicario. Gli onori di casa sono stati fatti dal sindaco Giovanni Cucci e dall’assessore comunale alla cultura Ornella Comuzzi; coordinatore dell’incontro, invece, il giornalista Bepi Pucciarelli che da sempre segue la manifestazione proposta in occasione della ricorrenza di Sant’Antonio Abate, patrono di Feletto (onorato stamane con una Messa solenne celebrata in lingua friulana) e protettore degli animali allevati, siano essi destinati alla produzione o domestici e quindi d’affezione. Proprio per questa sua dedizione, Pucciarelli – che da 23 anni cura anche la pubblicazione dell’originale “Verzino” – ha ricevuto dalle mani dell’assessore Comuzzi un simpatico segno di riconoscenza.
Tradizione agricola e identità locali si sono, dunque, incontrate nella popolosa frazione di Tavagnacco – peraltro anche sede municipale – in occasione dell’appunto ormai tradizionale Festa della Verza, che ha ospitato il convegno “Ortaggi invernali in un clima che cambia”. Un appuntamento di rilievo per il settore, che, come detto, ha visto la partecipazione del presidente Bordin. Il massimo esponente dell’Assemblea legislativa regionale ha sottolineato il valore di iniziative capaci di coniugare tradizione, identità territoriale e attualità. «Questa manifestazione – ha evidenziato – è un esempio concreto di come le comunità locali sappiano valorizzare la propria storia affrontando al tempo stesso le sfide del presente, a partire dagli effetti del cambiamento climatico sul mondo agricolo».


L’avvocato Bordin ha, inoltre, richiamato l’attenzione sull’importanza delle scelte dei consumatori: “Quando acquistiamo i prodotti, prestiamo attenzione alla loro origine: è proprio questo l’elemento che garantisce qualità e tutela il lavoro delle nostre comunità agricole”. Ma non è mancato un suo riferimento al ruolo fondamentale del volontariato, espresso, in questo caso, attraverso la Pro Feletto e i suoi collaboratori: «Manifestazioni come questa esistono e crescono grazie all’impegno silenzioso ma prezioso dei volontari. Il loro lavoro è un patrimonio sociale che rafforza la coesione delle comunità e rende vivo il territorio».
I lavori del convegno sono stati animati dalle interessanti relazioni di tre esperti: il dottor Massimo Percotto, delegato onorario della Accademia Italiana della Cucina di Udine, l’agronomo Costantino Cattivello, appena rientrato da un importante soggiorno di studio e lavoro in Cina, e Luisa Dalla Costa, ricercatrice dell’Università di Udine. Tutti, ovviamente con accenti diversi, si sono soffermati sugli effetti dei cambiamenti climatici di questi ultimi anni sulle verze e sulle brassicacee in genere che, come è noto, per essere buone e digeribili devono subire un “colpo di freddo” attraverso le prime gelate di fine autunno-inizio inverno. Per questo, si è focalizzata la loro presenza sulle nostre tavole, anche alla luce del recentissimo pronunciamento dell’Unesco che ha eletto la Cucina italiana a Patrimonio immateriale dell’Umanità. Infine, una simpaticissima chiusura da parte di Dino Persello, attore, regista e narratore, sandanielese di residenza ma originario di Dignano, da sempre attento alla storia e alle tradizioni del nostro Friuli, che, non senza un velo di commozione, ha ricordato la sua difficile infanzia  di orfano di madre e quelle “quattro verze cotte dal gelo di gennaio” – quando faceva molto più freddo di oggi – mentre con il padre, sul ghiacciato ferro della bicicletta, era in ansiosa ricerca di quell’irraggiungibile e, purtroppo, inesistente “paese dei balocchi”.
Le verze hanno offerto, come sempre anche la possibilità di gustosi assaggi. Il ricavato delle libere offerte, come nelle precedenti edizioni, andrà alla Lega italiana per la lotta contro i tumori, sezione di Udine, guidata, come detto, dall’ingegner Arpino. Da ricordare, infine, che in questi tre giorni dedicati alla popolare crucifera nei locali pubblici di Feletto e Tavagnacco è stato possibile degustare assaggi, piatti o menù completi con protagonista proprio la verza o altri ortaggi della medesima famiglia. Arrivederci al 2027!

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In copertina, il sindaco Giovanni Cucci e il presidente Mauro Bordin premiano Giannino Angeli “cittadino benemerito” di Tavagnacco; all’interno, immagini del convegno, con la partecipazione di Massimo Percotto, Costantino Cattivello, Luisa Dalla Costa e Dino Persello; e la premiazione di Bepi Pucciarelli;  infine, Angeli festeggiato dall’assessore Ornella Comuzzi, dalla moglie e dalla figlia, oltre che dal presidente della Filologica Federico Vicario.

Confagricoltura Fvg martedì in piazza a Strasburgo per un accordo Mercosur che garantisca le imprese e i consumatori

Confagricoltura Fvg ha aderito alla manifestazione promossa dall’organizzazione degli agricoltori francesi (Fnsea) per il 20 gennaio prossimo, a Strasburgo, contro l’attuale accordo di libero scambio con i Paesi del Mercosur. «Senza garanzie per il principio di reciprocità, il settore agricolo europeo si troverà ad affrontare la concorrenza sleale di produzioni sottoposte a standard qualitativi e ambientali molto meno rigorosi e completamente diversi da quelli europei. Quindi, le garanzie sulla qualità dell’import rischiano di essere messe in discussione e con esse, anche la fiducia dei consumatori – così il presidente Nicolò Panciera di Zoppola Gambara, che prosegue facendo alcuni esempi –. Nei Paesi del Mercosur, per la produzione di carne, riso e zucchero, sono utilizzati principi attivi da sempre vietati in Ue. Né basta la previsione del divieto di residui chimici sui prodotti finiti poiché si tratta di un obbligo che non tocca in alcun modo i processi produttivi. L’agricoltura sta vivendo una fase importante e delicata – sottolinea il presidente regionale -. Da una parte, il processo di transizione tecnologica e scientifica per adattare le colture alle nuove sfide climatiche dall’altra, l’allargamento dei mercati internazionali che richiede regole chiare e valide per tutti. Chi vuole esportare verso l’Ue, dunque, deve rispettare le stesse, identiche regole produttive, ambientali dei nostri agricoltori. Quello con il Mercosur è un accordo che è sbilanciato a favore dei produttori sudamericani».


Martedì prossimo, dunque, Confagricoltura Fvg sarà a Strasburgo con il Copa-Cogeca e le altre Organizzazioni europee per un accordo che preveda meccanismi efficaci e tempestivi di tutela delle aziende e della produzione agricola, italiane ed europee.

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In copertina, una protesta di Confagricoltura a Strasburgo; qui sopra, il presidente regionale  Nicolò Panciera di Zoppola Gambara.