Green Deal europeo e Timmermans: gli Allevatori italiani sollecitano chiarezza sui fondi a difesa della nostra zootecnia

L’Associazione Italiana Allevatori – alla quale aderiscono anche le aziende riunite nella omonima organizzazione del Friuli Venezia Giulia -, a proposito di quanto sollevato da una recente inchiesta pubblicata dal quotidiano olandese “De Telegraaf” su un presunto uso fraudolento di fondi europei, che sarebbero stati distratti dal loro scopo, ritiene di fare alcune considerazioni: nel mirino l’ex vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans. «Innanzitutto appare quantomeno sospetto – si legge in una nota – che un commissario europeo possa macchiarsi di un finanziamento occulto in favore di alcune associazioni ambientaliste se l’unico scopo fosse stato quello di sostenere in modo limpido e trasparente un progetto ed un ideale politico. A questo punto c’è da chiedersi: cosa c’è veramente dietro una vicenda così torbida e poco trasparente? Quali potenti ed enormi interessi potrebbero aver sostenuto e forse finanziato sottobanco Frans Timmermans, commissario per il clima, ed il Green Deal europeo nella precedente legislatura?».

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Confagricoltura Fvg, webinar
sulla Legge di Bilancio 2025

Per lunedì 27 gennaio, alle ore 16.30, in collaborazione con Agrisoluzioni srl e Regione Friuli Venezia Giulia, Confagricoltura Fvg ha organizzato un webinar su Google Meet. L’incontro avrà come relatore Daniele Hoffer, responsabile fiscale di Confagricoltura Vicenza, e si concentrerà sulle novità per il settore agricolo contenute nel Decreto per la riforma fiscale delle imposte sui redditi e nella Legge di Bilancio per il 2025. La partecipazione degli interessati è gratuita, ma con prenotazione obbligatoria rivolgendosi a: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it; telefono 0432.507013.

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«Se il progetto di Timmermans sul Green Deal europeo – prosegue l’Aia – fosse passato integralmente, così come concepito dall’allora influente politico olandese, i danni per l’Europa sarebbero stati irreparabili ed i primi settori a pagare un conto salatissimo sarebbero stati la zootecnia e l’agricoltura. Un simile disegno avrebbe assestato un colpo mortale al sistema produttivo agricolo europeo, rendendo di fatto l’Unione Europea dipendente dal resto del mondo per l’approvvigionamento di cibo. O forse, più maliziosamente, qualcuno potrebbe pensare che l’azione di Timmermans fosse tesa a favorire quel ristrettissimo numero di potentati economico-finanziari che a livello globale stanno tentando di mettere le mani e di controllare la produzione di cibo. I riferimenti ai cibi sintetici prodotti in laboratorio, oppure agli alimenti iper-processati, sono fin troppo scontati».
«La mancanza di trasparenza nel comportamento dell’ex vicepresidente Ue – conclude il comunicato degli Allevatori italiani – è un fatto di assoluta gravità e ci si augura che la presidente Ursula von der Leyen possa svelare e chiarire quanto accaduto. Quando si parla di soldi pubblici sottratti per essere indirizzati ed utilizzati con modalità e finalità non dichiarate, è necessario fare chiarezza verso i cittadini, se non altro per restituire un po’ di credibilità alle istituzioni europee».

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In copertina, un allevamento bovino condotto in Friuli Venezia Giulia.

Spirito di Vino, domani a Gorizia festa per il quarto di secolo: sul Calendario il confine che unisce dedicato a Go!2025

(g.l.) Grande festa domani a Gorizia con “Spirito di Vino” che compie un quarto di secolo. L’appuntamento, come già annunciato, è alle 11, alla Mediateca presso il Palazzo del Cinema – Hisa Filma, dove verranno  anche annunciati i vincitori della 25ma edizione del Concorso internazionale di vignette e illustrazioni satiriche organizzato annualmente dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia. Nato appunto nel 2000, il concorso ha collezionato oltre 9 mila vignette provenienti da tutto il mondo.

La giuria con Elda Felluga.


L’appuntamento sarà anche l’occasione per l’inaugurazione della mostra della 25ma edizione che ospiterà le 30 opere scelte tra le oltre 300 che hanno partecipato e che sono state selezionate da una giuria d’eccezione riunitasi, come ogni anno, al Rigolo di Milano, ristorante storico, luogo d’incontro di giornalisti e intellettuali dove si trova la sala dedicata alla satira con le vignette del concorso friulano. «Non possiamo che essere soddisfatti e felici nel vedere che dal 2000 a oggi abbiamo avuto una risposta straordinaria di partecipazione a questo concorso – ricordava pochi giorni fa Elda Felluga, presidente Mtv Fvg –. Ancora una volta il vino diventa l’ambasciatore che unisce terre e persone in un articolato viaggio di scoperta e curiosità. È bello osservare i vari punti di vista dei vignettisti che tracciano con le loro opere il variopinto caleidoscopio di linee e contenuti senza confini».
Tre le vignette che a Gorizia saranno premiate come le migliori per la categoria over 35 e altrettante quelle per la categoria under 35, oltre alle opere realizzate appositamente dai maestri vignettisti membri della giuria e che saranno presentate in quell’occasione. Tutti lavori satirici selezionati sono stati inseriti nel Calendario “Spirito di Vino”, diventato negli anni un ambito oggetto da collezione. Quest’anno, in occasione dei 25 anni del concorso, che coincide con l’importante riconoscimento di Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, la copertina riveste un valore simbolico e storico particolare, raffigurando il centro del mosaico che segna un confine che oggi non divide, ma unisce e celebra la Piazza della Transalpina. Appuntamento, dunque, a domani nello Spirito di Vino ma anche di Go!2025 che fra pochi giorni, 8 febbraio, vedrà la sua inaugurazione solenne.

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In copertina, la copertina del Calendario 2025 dedicato al confine che oggi unisce anziché dividere come in passato di piazza della Transalpina a Gorizia.

Ais Veneto, al via più di trenta corsi per diventare sommelier. Ma c’è anche un percorso dedicato all’olio extravergine

Associazione Italiana Sommelier Veneto avvia i nuovi percorsi per aspiranti sommelier, offrendo un ciclo formativo che, attraverso tre livelli distinti, esplora tutti gli aspetti fondamentali della professione. «Da sempre e ora ancor di più – spiega Gianpaolo Breda, presidente di Ais Veneto –, promuoviamo la cultura del vino accompagnando i nostri corsisti nel consumo consapevole e responsabile. Imparare a degustare con attenzione significa infatti valorizzare i nostri prodotti enogastronomici: conoscere il vino vuol dire diffondere un messaggio positivo e contrario ad un uso eccessivo».

Gianpaolo Breda


La proposta didattica, che comprende 32 corsi distribuiti in oltre 20 sedi della regione in partenza tra gennaio e marzo, è stata completamente rinnovata e arricchita da un approfondimento dedicato all’olio. Dei 32 corsi in programma, ben 17 sono di primo livello, un dato che conferma il crescente interesse verso il mondo del vino e la cultura enogastronomica. «Per formare nuovi sommelier, è essenziale fornire strumenti aggiornati e affidabili per interpretare il mondo del vino – continua Breda –. I libri di testo sono stati quindi completamente aggiornati, integrando i dati più recenti sulle denominazioni, le novità legislative e altri aspetti fondamentali del settore. Inoltre, il linguaggio tecnico della scheda di degustazione è stato revisionato per garantire maggiore precisione. I futuri sommelier avranno così gli strumenti per comprendere il complesso mondo del vino, individuarne le peculiarità e condividere giudizi tecnici e oggettivi con la comunità dei degustatori, dagli appassionati ai professionisti di settore».
Il primo livello rappresenta l’introduzione alla professione del sommelier e fornisce le basi della viticoltura, dell’enologia e del servizio. Tra gli argomenti trattati vi sono la corretta temperatura di mescita, l’organizzazione della cantina e le normative del vino. Non mancano le lezioni anche su birre e distillati, sempre accompagnate da prove pratiche con la scheda di degustazione. Il secondo livello approfondisce il legame tra vino e territorio, analizzando le principali zone vitivinicole italiane ed estere e scoprendo come la geografia, il clima e la mano dell’uomo influenzino ogni bottiglia. Questo modulo punta a perfezionare la tecnica di degustazione per apprezzare ogni sfumatura del vino e formulare giudizi professionali e oggettivi con l’introduzione della scheda di valutazione a punti. Nel terzo livello, infine, l’attenzione si focalizza sull’abbinamento cibo-vino. Attraverso prove pratiche di degustazione, i corsisti apprendono come esaltare le caratteristiche del vino in combinazione con diversi piatti e preparazioni culinarie. Al termine del percorso formativo, i partecipanti potranno sostenere l’esame per ottenere il titolo di Sommelier Ais.
«Invitiamo tutti gli appassionati e i futuri sommelier – conclude Breda – a partecipare anche a Vinetia Tasting – I vini della Guida Vinetia in degustazione, in programma domenica 23 marzo al quartiere fieristico internazionale di Santa Lucia di Piave. Sarà un’occasione imperdibile per degustare i vini della Guida Vinetia e immergersi nell’eccellenza enologica del nostro territorio».
In aggiunta ai corsi per diventare sommelier, Ais Veneto propone anche “Olio, è tempo di conoscerlo”, un nuovo percorso dedicato all’olio extravergine di oliva che esplora gli aspetti tecnici e agronomici della sua produzione analizzandone la diffusione a livello regionale, nazionale e internazionale. In 15 lezioni il corso fornisce gli strumenti necessari per riconoscere la qualità del prodotto con la presentazione del metodo Ais per la degustazione dell’olio e la scheda a punteggio per valutare le sue caratteristiche. La parte finale del corso si concentra sull’abbinamento con il cibo, esplorando le tendenze gastronomiche, gli aspetti storico-culturali e le proprietà nutraceutiche dell’olio Evo.

L’olio extravergine di oliva.

Per iscriversi o per avere maggiori informazioni visitare il sito di AIS Veneto www.aisveneto.it/corsi.html

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In copertina, un sommelier al lavoro con il suo inseparabile tastevin.

Quando il caffè approda a teatro: a Gorizia sarà ipotizzato un mondo dove l’amata bevanda non esiste più

Profuma di caffè l’edizione 2024-2025 di “Per Forma” che celebra proprio la produzione dell’amata bevanda, a Trieste e Gorizia. Concluse le residenze artistiche, il 25 gennaio, alle 17; e il 26 gennaio, alle 11 e alle 16, palazzo de Grazia (via Guglielmo Oberdan, 15, a Gorizia) ospiterà “M.M.MOCA – MetaMultiMuseo del caffè” un percorso installativo e performativo della durata di 45 minuti, per 30 spettatori alla volta, a cura di Hombre Collettivo, Caterina Marino e Benedetta Parisi, con il coordinamento e tutorship Giuliano Scarpinato.

Tutti i protagonisti dello spettacolo.

PER FORMA – Se Trieste è considerata a tutti gli effetti la capitale del caffè, anche il vicino territorio goriziano può vantare un’importante tradizione e una produzione di alta qualità, attenzione alle materie prime e sguardo rivolto all’innovazione. “Per Forma” – progetto artistico di 4704 sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – intende raccontare attraverso i linguaggi del teatro contemporaneo tutto ciò che ruota attorno al caffè, dalla coltivazione nei Paesi d’origine fino alla tazzina del bar, con l’obiettivo di valorizzare il legame fra le imprese e le città che le ospitano. Le tre compagnie di artisti under 35 coinvolte nel progetto hanno lavorato in residenza, hanno incontrato imprenditori ed esperti, si sono immersi nei processi produttivi, e si sono lasciati guidare in percorsi di degustazione e analisi olfattiva. Un approccio che ha coniugato ricerca storico-etnografica ed espressioni artistiche contemporanee portando alla realizzazione di un originale spettacolo teatrale immersivo.

IL PERCORSO – Partendo da una distopia-ucronia che racconta un mondo dove il caffè non esiste più, gli artisti di Hombre Collettivo, assieme a Caterina Marino e Benedetta Parisi hanno creato un percorso in cui alcune guide venute da un futuro prossimo condurranno il pubblico attraverso le sale di palazzo De Grazia. Assieme ripercorreranno a ritroso le tappe che hanno portato alla recente catastrofe della fine del caffè, fino alla sua nascita, passando per la lunga stagione della sua diffusione. Il percorso installativo e performativo si dividerà in tre tempi.
Si partirà con “C.C.C.C. – Coffee Capitalism and climate change”: in presa diretta da un futuro distopico, i ricercatori di Hombre Collettivo si interrogano sulle cause economiche e ambientali che hanno portato all’ascesa, alla diffusione, e alla inesorabile scomparsa della materia prima. Quale lezione può trarre l’umanità (di oggi, anno 2075)?
Seguirà “Archivio scientifico e sentimentale del caffè”, parte della collezione permanente del Museo, curata da Caterina Marino. Donazioni provenienti da tutto il mondo e un lungo lavoro di ricerca, consentono oggi di ricostruire la lunga e travagliata storia di questo prodotto. Il risultato sarà un viaggio nel passato alla scoperta di terre lontane, mestieri che non esistono più e momenti di vita ormai dimenticati.
“Che cosa resta”, invece, è un’installazione che ricrea un bar, luogo scomparso dopo la Grande Crisi, simbolo di un’epoca perduta. I visitatori, guidati solo dai suoni, immaginano una quotidianità svanita, trasformando il luogo in uno spazio di riflessione su ciò che resta di un rituale collettivo ormai perduto, quello del caffè.

PRENOTAZIONI – L’ingresso è gratuito, ma è consigliata la prenotazione inviando un messaggio Whatsapp o un sms al numero 328.8535125 indicando nome, cognome, turno spettacolo, numero di biglietti. Maggiori informazioni sono disponibili su www.quarantasettezeroquattro.it

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In copertina e qui sopra l’irrinunciabile rito quotidiano del caffè al bar.

Da dieci anni i Colloqui di Rosazzo che ricordano Livio Felluga patriarca del vino friulano e la sua carta geografica

Compiono dieci anni i Colloqui letterari a Rosazzo dedicati alla memoria di Livio Felluga, il patriarca del Vigneto Fvg scomparso ultracentenario nel 2016. Ed è pronta al debutto la nuova edizione che si occuperà di confini e loro genti, ma anche di intrecci di storie e culture a cavallo di frontiere tangibili e intangibili. Quest’anno riparte in anticipo la sezione invernale de “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, la fortunata rassegna curata e condotta da Elda Felluga e Margherita Reguitti che, come da tradizione, è ospitata nella storica Abbazia di Rosazzo, in Comune di Manzano.

Elda Felluga


Il primo incontro è fissato per il 31 gennaio (ore 18) per proseguire con altri quattro fino al 14 marzo. Cinque dunque gli appuntamenti, uno in anteprima nazionale e due novità regionali, nel calendario pensato dalla curatrici per il “salotto con la scrittura di viaggio” promosso dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga.
I primi due incontri avranno come protagonista il confine, tema di grande attualità, vista l’imminente inaugurazione l’8 di febbraio di Nova Gorica e Gorizia Capitale della Cultura Europea. Pertanto, venerdì 31 gennaio sarà protagonista Toni Capuozzo con il suo ultimo libro “Vite di confine” (Edizioni Biblioteca dell’Immagine). Il giornalista, inviato di guerra e scrittore, propone un racconto attraverso le vite di uomini e donne che in guerra e in pace, in politica e nell’arte, da ideologie e pensieri a volte opposti, hanno vissuto questa terra amandola od odiandola. Il confine attraverso i protagonisti, non necessariamente quelli più importanti, italiani e sloveni, a volte contesi eroi di frontiere diverse. Una Spoon river vagando fra le pietre del cimitero ebraico di Valdirose-Rožna Dolina alla periferia di Nova Gorica.
Seguirà giovedì 13 febbraio, in anteprima nazionale,“Storie dal Confine”(edicicloeditore) con gli autori Donatella Tretjak e Guido Barella. Un viaggio nei luoghi della Guerra fredda lungo il confine orientale d’Italia. Il racconto di aneddoti, microstorie, curiosità che restituiscono il clima che si respirava allora. Giovedì 20 febbraio il viaggio continuerà con l’anteprima regionale di ”Come si uccide un gentiluomo” (Neri Pozza- I Neri), l’ultimo romanzo ecothriller del pordenonese Tullio Avoledo ambientato fra la Francia, Milano e il Friuli. Giovedì 6 marzo, Raffaele Testolin, ricercatore e docente di Agraria all’Università di Udine, autore di “Piante e Popoli: le specie che hanno fatto la storia dell’uomo” (Forum) ci guiderà alla sorprendente scoperta di come alcune piante hanno rivoluzionato la storia dell’umanità.
Infine, venerdì 14 marzo, in anteprima regionale, ritornerà ospite della rassegna Beppe Severgnini per presentare “Socrate, Agata e il Futuro. L’arte di invecchiare con filosofia” (Rizzoli). Beppe Severgnini riflette sul tempo che passa e gli anni complicati che stiamo attraversando. «Le cose per cui verremo ricordati – scrive – non sono le cariche che abbiamo ricoperto e i successi che abbiamo ottenuto. Sono la generosità, la lealtà, la fantasia, l’ironia. La capacità di farsi le domande giuste».

L’Abbazia di Rosazzo tra i pregiati vigneti.

(Foto Luigi Vitale)

La rassegna letteraria è nata nel 2016 per celebrare i 60 anni dell’inconfondibile etichetta di Livio Felluga: “la carta geografica”, appunto, indagando e raccontando il tema emozionante del viaggio, declinato nelle varie forme, filo conduttore che lega incontri e autori. La rassegna è realizzata dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga, in collaborazione con l’associazione culturale Vigne Museum ed il sostegno del Comune di Manzano e di Banca Intesa SanPaolo. L’orario di inizio dell’incontro è alle 18; è gradita la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it, ingresso libero fino al raggiungimento dei posti disponibili. Tutte le informazioni sul sito: www.abbaziadirosazzo.it e sulle pagine social.

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In copertina, Livio Felluga con una bottiglia vestita dall’inconfondibile etichetta della carta geografica friulana.

Riecco Enoarmonie, quando i grandi vini s’intrecciano con la grande musica! Ma è soltanto un’anteprima (a Dolegna del Collio) per la “Giornata della Memoria”

Riecco Enoarmonie! Domenica 26 gennaio, alle ore 18, la Cantina Jermann di Ruttars ospiterà, infatti, una speciale anteprima dell’edizione 2025 della ormai storica manifestazione che intreccia i grandi vini con la grande musica. Un concerto speciale perché segna il ritorno del festival negli ampi spazi della prestigiosa Tenuta e un programma dedicato alla “Giornata della Memoria”. Protagonisti musicali dell’appuntamento saranno Lucio Degani al violino, Markus Berthold alla viola, Frieder Berthold al violoncello e Andrea Rucli al pianoforte, mentre le tre degustazioni dei famosi vini dell’azienda saranno accompagnate dagli interventi del critico musicale Angelo Foletto, una delle firme del quotidiano La Repubblica. Le musiche avranno tutte una relazione con il mondo ebraico, da Bruch a Mendelssohn e Mahler, e saranno raccontate e sinestetizzate ai vini scelti da Foletto, amico e costante ospite dell’Associazione Sergio Gaggia di Cividale che organizza ogni anno la fortunata rassegna musical-enologica.

Markus Berthold, violista e violinista, ha perfezionato il suo talento con maestri di fama mondiale, tra cui Norbert Brainin del leggendario Quartetto Amadeus, e ha collaborato con famosi ensemble come il Quartetto Bartok e il Trio pianistico di Mosca. Oltre a una carriera orchestrale che lo ha portato in Cina, Giappone e America, Markus vive in Svizzera, dove si dedica con passione alla musica da camera e all’insegnamento. Lucio Degani, violinista udinese, ha debuttato invece giovanissimo e ha costruito una carriera che lo ha visto calcare i palcoscenici più prestigiosi al mondo, dal Lincoln Center di New York alla Scala di Milano. Diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio di Firenze, ha collaborato come primo violino con importanti orchestre sotto la direzione di maestri come Muti e Maazel. Con un ricco repertorio discografico e collaborazioni d’alto profilo, Degani suona un prezioso violino Gerolamo Amati. Frieder Berthold, violoncellista, si è formato con grandi maestri come János Starker e il Quartetto Amadeus, esibendosi come solista e con l'Ensemble Novalis in Europa, Russia, Stati Uniti e Asia. Il suo percorso artistico è stato arricchito dalla partecipazione a celebri festival e dalla collaborazione con musicisti di livello internazionale. Infine, Andrea Rucli, pianista cividalese, completa il quartetto. Con oltre trent’anni di esperienza, ha partecipato a festival di musica da camera di rilievo, tra cui quelli di Kuhmo, Portogruaro e Mittelfest. Ha debuttato come solista al Musikverein di Vienna e si è esibito per prestigiosi appuntamenti come i “Concerti del Quirinale”. Tra i suoi lavori spiccano registrazioni in prima mondiale delle opere di Ella Adaiewsky, progetto che ha riscosso l’interesse di critici e riviste specializzate. Rucli insegna pianoforte principale al Conservatorio Tomadini di Udine e collabora attivamente con l’Associazione Sergio Gaggia.
Critico musicale stimato e conosciuto, Angelo Foletto è giornalista professionista dal 1980 e collabora con La Repubblica dal 1978. Laureato in lettere moderne all’Università di Milano, ha approfondito gli studi musicali al Conservatorio. È stato docente di Storia della musica in diversi Conservatori italiani e ha scritto per prestigiose riviste come Suonare News, Amadeus e Classic Voice. Foletto ha ideato e curato iniziative come “Prima delle prime”; per gli Amici della Scala e collaborato con Rai, Mediaset e altre emittenti. Presidente dell’Associazione Critici Musicali Italiani, è autore di programmi e testi per la divulgazione musicale, confermandosi tra i principali promotori della cultura musicale in Italia.
Il Festival Enoarmonie è curato dall’Associazione Musicale Sergio Gaggia di Cividale, ideatrice di un’apprezzatissima formula che, come detto, abbina all’ascolto della grande musica da camera l’assaggio dei migliori vini del territorio regionale, e non solo. Tutto questo in luoghi spesso insoliti e ricchi di fascino: i pomeriggi musicali viaggiano, infatti, tra antiche dimore nobiliari e moderne cantine, che si trasformano in speciali auditorium. Il concerto è realizzato con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con l’Azienda Jermann di Ruttars, a Dolegna del Collio. Il programma completo del festival sarà presentato nelle prossime settimane.

Il concerto è a pagamento e sono previste riduzioni per i soci Gaggia e per gli studenti del Conservatorio. Maggiori informazioni sul sito sergiogaggia.com

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In copertina, Degani, Rucli e Berthold durante un concerto; all’interno, il folto pubblico intervenuto per Enoarmonie nel salone della Tenuta Jermann a Ruttars.

Il Collio (con San Floriano) incontra la Valdelsa al fuori salone del Wine&Siena

I vini Komjanc Alessio di San Floriano del Collio protagonisti al fuori salone del Wine&Siena. Venerdì 24 gennaio, al ristorante “Alcide” di Poggibonsi, si terrà infatti l’evento “La Valdelsa incontra il Collio”, una cena esclusiva con piatti e prodotti tipici senesi abbinati ai vini del Collio goriziano, prodotti proprio dell’azienda in questione. Il wine festival – con degustazioni, masterclass ed eventi del fuori salone – ritorna dal 25 al 27 gennaio, nella cornice del complesso di Santa Maria della Scala, nel cuore della città di Siena, grazie all’impegno di Helmuth Kӧcher.

Komjanc sarà presente fra gli espositori di questa decima edizione dell’evento di gusto che celebra il vino e le eccellenze gastronomiche con una selezione di vini italiani premiati con il The WineHunter Award. Appassionati, curiosi, sommelier e operatori del settore potranno scoprire i dieci vini firmati Komjanc Alessio che hanno ricevuto il prestigioso premio (tre Awards Oro e sette Awards Rosso), vini Doc Collio di qualità, sapientemente realizzati dal noto enologo goriziano Gianni Menotti, caratterizzati da freschezza e piacevolezza.
Durante la cena di venerdì, invece, in abbinamento al menù proposto dal ristornate di Poggibonsi si inizierà con la Ribolla gialla spumante brut e la Malvasia Doc Collio; quindi, il Pinot bianco Doc Collio sarà servito in abbinamento alla prima portata, un vino che mantiene sempre le prime posizioni nelle guide più importanti, oltre ad aggiudicarsi l’Award Rosso di Wine Hunter; poi ancora il Pinot nero Dedica Doc Collio, un rosso fine ed elegante per accompagnare il secondo; per concludere con il nostro famoso passito, il Picolit Doc Collio.
La cantina vanta una lunga storia vitivinicola di famiglia che attraversa con successo tre secoli. Negli Anni Settanta, Alessio Komjanc crea la sua nuova azienda a Giasbana e nel 2000 un ulteriore slancio viene dato dall’entrata definitiva dei quattro figli: Benjamin, Roberto, Patrik e Ivan. Una famiglia unita dai valori della tradizione con l’obiettivo di produrre vini esemplari, che guarda al futuro con entusiasmo. Con il recente rinnovo dell’immagine e le nuove etichette dal design distintivo, migliora ulteriormente la sua visibilità aziendale. Per coloro che desiderano visitare la manifestazione, l’hotel ristorante “Alcide” di Poggibonsi riserva un’offerta comprendente la cena gourmet con degustazione dei vini dell’azienda Komjanc Alessio (venerdì 24 gennaio), pernottamento con colazione e biglietto giornaliero per Wine&Siena. Per partecipare alla serata di venerdì: info@ristorantealcide.com oppure 0577.937501.

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In copertina, Alessio Komjanc con i suo figli a Giasbana di San Floriano del Collio.

Sipario sulla Festa della Verza a Feletto manifestazione dal sapore antico ma che sa anche rimanere al passo con i tempi

Per la Festa della Verza di Feletto, nata nel 2001, l’edizione che si è svolta nell’ultimo weekend è stata “quasi un Giubileo”. Il riferimento all’evento religioso non vuol essere irriverente, semmai tende a sottolineare il legame che esiste da sempre tra l’evento laico, incentrato sulla gastronomia (e non solo) della verza e degli ortaggi invernali, e la ricorrenza di Sant’Antonio Abate (17 gennaio) patrono della comunità felettana al quale è dedicata la chiesa parrocchiale.


Un legame che è stato ribadito dal sindaco di Tavagnacco, Giovanni Cucci, nell’aprire i lavori del tradizionale convegno svoltosi nella sala consiliare “Egidio Feruglio” dal titolo appunto “Un quarto di secolo di verza a Feletto”. A celebrare l’umile brassicacea sono intervenuti lo scrittore e comunicatore Matteo Bellotto, il gastronomo Roberto Zottar, delegato onorario di Gorizia dell’Accademia italiana della cucina, lo chef stellato Emanuele Scarello (trattoria Agli Amici di Godia). Con loro, al tavolo dei relatori, il moderatore Bepi Pucciarelli – che dal 2001 cura annualmente la pubblicazione del “verzino”, opuscolo nel quale la verza da semplice ortaggio diviene prodotto culturale –, l’assessore Ornella Comuzzo (che ha curato la regia della Festa della Verza assieme al presidente della Pro Loco Cil Feletto Nicolò Sgarellino), ed il “padre nobile”
della manifestazione, lo storico Giannino Angeli. Presenti a portare i loro saluti anche Paola Cargnelutti, in rappresentanza del Comitato Commercianti Feletto Centro, e l’ingegner Giorgio Arpino per la Lilt di Udine.


«La Festa della Verza rappresenta per la comunità di Feletto un’occasione per ricordare tradizioni, storie e ricette, ma anche per confermare un impegno a livello sociale: i proventi della festa verranno devoluti, come sempre è accaduto, alla sezione di Udine della Lega italiana per la lotta contro i tumori», ha osservato l’assessore Comuzzo, sottolineando anche l’importante sinergia e collaborazione tra i promotori dell’evento. Ricco, infatti, era il programma dei festeggiamenti: menù a tema per tutto il fine settimana nei locali aderenti per una ”sagra diffusa”, il convegno che ha previsto anche il riconoscimento di “Cittadino benemerito del Comune di Tavagnacco “ a Gianni Arteni, per la sua attività di imprenditore illuminato, e il concerto del “Lûs ensemble” al teatro Maurensig nella giornata di sabato. Domenica, invece, la parte più strettamente religiosa, con la Messa in lingua friulana, la distribuzione del “pane di Sant’Antonio” e la benedizione del paese da parte del parroco don Marcin Gazzetta, cui è seguito il discorso del sindaco. Entrambi hanno sottolineato il valore di questi eventi per mantenere salde le radici della Comunità rafforzandone l’identità e il sentimento di unione. L’esibizione della banda Congedati Divisione Mantova e l’assaggio di ”verze e luianie” preparate dalla Pro Loco di Feletto con il supporto di quella di Tavagnacco hanno concluso nel migliore dei modi una manifestazione dal sapore antico che sa mantenersi al passo con i tempi.

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In copertina, un momento della benedizione del paese nella ricorrenza di Sant’Antonio Abate mentre parla il sindaco Giovanni Cucci; all’interno, i relatori del convegno sulla verza e un’altra immagine della sentita cerimonia religiosa a Feletto.

In Fvg 7500 capre in 660 allevamenti: a Codroipo sotto la lente genetica, questioni sanitarie e alimentazione

In Friuli Venezia Giulia in 660 allevamenti ci sono circa 7.500 capre: erano 6.400 cinque anni fa. Perciò l’Associazione Allevatori del Fvg ha deciso di organizzare un incontro di studio e approfondimento nella propria sede di Codroipo. Con i qualificati relatori intervenuti, sono state affrontate le questioni sanitarie, dell’alimentazione, della genetica e dei controlli funzionali. Così, dopo i saluti del direttore Andrea Lugo e gli interventi dei tecnici dell’Associazione, Daniele Bidoli e Claudio Pasquini, sono seguite le relazioni di Manlio Palei, direttore regionale del Servizio di prevenzione, sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria; di Guido Bruni, tecnico Aral Lombardia e di Paola Arici, responsabile tecnico-commerciale ovicaprini di Cima Breending. Molte le domande degli allevatori presenti che hanno trovato esaurienti e complete risposte.

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In copertina, un esemplare di capra camosciata allevata in Fvg; qui sopra, un momento dell’incontro di Codroipo.

“Spirito di Vino” compie 25 anni: sarà grande festa a Gorizia per premiare i vincitori e annunciare il primo festival mondiale dedicato all'(Eno)Satira

“Comunicare il vino” con il linguaggio graffiante e pungente della satira. Ma anche vino come simbolo di dialogo e confronto tra Paesi, proprio nell’anno in cui Nova Gorica e Gorizia saranno Capitale europea della cultura. Celebra infatti 25 anni di storia “Spirito di Vino”, il Concorso internazionale di vignette e illustrazioni satiriche organizzato annualmente dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, presieduto da Elda Felluga. Una manifestazione il cui punto di forza è l’ironia espressa attraverso la capacità di ogni vignettista di ispirarsi ai temi di attualità, storici e sociali.

La cerimonia – Sabato 25 gennaio, alle 11, alla Mediateca di Gorizia, presso il Palazzo del Cinema – Hisa Filma, verranno annunciati i vincitori della 25ma edizione del concorso nato nel 2000 e che ad oggi raccoglie oltre 9 mila vignette provenienti da tutto il mondo. L’appuntamento sarà anche l’occasione per l’inaugurazione della mostra della 25ma edizione che ospiterà le 30 opere scelte tra le oltre 300 che hanno partecipato e che sono state selezionate da una giuria d’eccezione riunitasi, come ogni anno, al Rigolo di Milano, ristorante storico, luogo d’incontro di giornalisti e intellettuali dove si trova la sala dedicata alla satira con le vignette del concorso.

La presidente Felluga – «Non possiamo che essere soddisfatti e felici nel vedere che dal 2000 a oggi abbiamo avuto una risposta straordinaria di partecipazione a questo concorso – commenta Elda Felluga –. Ancora una volta il vino diventa l’ambasciatore che unisce terre e persone in un articolato viaggio di scoperta e curiosità. È bello osservare i vari punti di vista dei vignettisti che tracciano con le loro opere il variopinto caleidoscopio di linee e contenuti senza confini». Tre le vignette che a Gorizia saranno premiate come le migliori per la categoria over 35 e altrettante quelle per la categoria under 35, oltre alle opere realizzate appositamente dai Maestri vignettisti membri della giuria e che saranno presentate in quell’occasione.

Il calendario – Tutte le vignette selezionate sono inserite nel Calendario “Spirito di Vino”, diventato negli anni un ambito oggetto da collezione. Quest’anno, in occasione dei 25 anni del concorso, che coincide con l’importante riconoscimento di Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, la copertina riveste un valore simbolico e storico particolare, raffigurando il centro del mosaico che segna un confine che oggi non divide, ma unisce e celebra la Piazza della Transalpina.

La giuria – Prestigiosi, come anticipato, i nomi che hanno selezionato le 30 opere finaliste. Presieduta da Giorgio Forattini, presidente onorario, la giuria è composta dai vignettisti Alfio Krancic, presidente in carica, Emilio Giannelli (Corriere della Sera) e Valerio Marini (grafico umorista) ai quali si uniscono giornalisti e intellettuali come Gianluigi Colin (art and cover editor “La Lettura” Corriere della Sera), Franz Botré ed Enzo Rizzo (direttore e vicedirettore Rivista Spirito di Vino), Carlo Cambi (giornalista enogastronomico), Silvestro Serra (direttore del Touring), Paolo Marchi (giornalista Identità Golose), Aldo Colonetti (filosofo), Fede & Tinto (conduttori Decanter – RaiRadio2) e da Elda Felluga (presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg).

L’anticipazione – Le premiazioni della 25ma edizione di “Spirito di Vino” saranno anche l’occasione per annunciare il prossimo importante evento sulla satira. Ad aprile, infatti, il Movimento Turismo del Vino Fvg, nell’ambito dei progetti Gect Go 2025, darà il via al primo Festival mondiale dell’(Eno)Satira. Un progetto che si articolerà anche con l’itinerario transfrontaliero dell’(Eno)Satira che vedrà cantine e luoghi suggestivi ospitare le vignette storiche del concorso, creando uno stimolante appuntamento alla scoperta e alla valorizzazione del territorio.

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In copertina, la giuria al Rigolo di Milano rappresentata, da sinistra, Antonio Orlando (chief sub editor di Spirito di Vino), Valerio Marini, Gigi Colin, Elda Felluga e Aldo Colonetti. Qui sopra, la copertina del Calendario 2025 raffigurante il mosaico che segna un confine che oggi non divide ma che unisce celebrando la famosa Piazza della Transalpina a Gorizia.