Massimo Govetto “poeta contadino” presenta a Tissano il suo primo romanzo: racconta un Friuli proiettato nel 2040

Massimo Govetto è un “poeta contadino” che da oltre 20 anni pubblica raccolte bilingue (italiano/friulano) con uno stile del tutto originale. Un’intensa attività di scrittore, parallela alla sua professione di imprenditore agricolo, che ora lo ha portato a pubblicare per i tipi di Campanotto Narrativa il suo primo romanzo breve dal titolo “L’ultimo Rivellino”. La pubblicazione sarà presentata venerdi 21 marzo, alle ore 20.30, nella seicentesca cornice della Villa di Tissano, in Comune di Santa Maria la Longa, da Emilio Bertossi, autore e attore teatrale, Premio Friuli 2006, coadiuvato dal chitarrista Omar Malisan che offrirà gustosi intermezzi musicali. Sarà presente l’autore.


Del tutto surrealistica la narrazione di Govetto che immagina un Friuli proiettato nel 2040 con protagonista un agricoltore, Sebastiano Scalvini, del Quarto Rivellino, nella cortina esterna di Palmanova, alle prese con un giro di “sbef”, droga sintetica ricavata dagli scarti della lavorazione del mais, gestito dalla “Montasio cheese agency” che ha fatto del campanile di Mortegliano la sua base operativa. Immediato emerge il richiamo alla “blave di Mortean”.
La fervida fantasia e la cifra stilistica della scrittura rendono simpaticamente agevole la lettura di questo romanzo che trae origine dai luoghi e dal lavoro agricolo dell’autore. Non è affatto trascurabile la profondità del linguaggio simbolistico che rispecchia la spiccata sensibilità artistica e umana di Massimo Govetto di cui l’intera sua opera poetica è intrisa. «Chi è capace di lasciarsi morire per amore è incapace di morire davvero», sentenzia il Nostro. Con “L’ultimo Rivellino” Govetto ha coronato il sogno coltivato sin da ragazzo, ovvero scrivere un romanzo di genere fantascientifico inserito in un percorso poetico letterario di cui rappresenta solo una tappa foriera, auspicabilmente, di altri sorprendenti sviluppi.

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In copertina, Massimo Govetto il “poeta contadino” protagonista a Tissano.

Trieste, in Fvg l’olivicoltura da marginale è diventata di qualità. E oggi la giornata del “patto” tra le Città del Vino e dell’Olio

(g.l.) «Diciannove anni fa, quando questa iniziativa è nata, parlare di olio d’oliva in Friuli Venezia Giulia poteva sembrare in contrasto con una realtà agricola dove questa produzione non era centrale. Invece, la tradizione olearia in questa regione ha radici antiche e oggi il settore è in crescita, con un aumento delle superfici coltivate, delle trasformazioni, del numero di imprenditori e le nostre produzioni si distinguono per qualità e riconoscibilità».Lo ha detto ieri, a Trieste, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione dell’apertura della XVII edizione di Olio Capitale, a cui partecipano 212 espositori da 18 regioni italiane e buyer da 16 Paesi di tutto il mondo.
Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, c’è la necessità di una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori riguardo alla provenienza dell’olio d’oliva. «L’Italia – ha affermato l’assessore – è un garante dei principi fondamentali di tracciabilità. In questo contesto, i veri concorrenti non sono all’interno del Paese o in Grecia, bensì nelle produzioni di oltre mare, di cui spesso non si conosce nulla. Per questo è essenziale promuovere la conoscenza della filiera e delle modalità di produzione. Come Amministrazione regionale – ha aggiunto Zannier – da anni sosteniamo i nuovi impianti olivicoli e la creazione delle filiere, inclusa la fase di molitura, per riuscire a rendere questo prodotto accessibile a un’ampia fascia di consumatori».

L’assessore, infine, ha sottolineato i benefici per la salute derivanti dal consumo di olio extravergine di oliva, sostenendo che questo valore aggiunto rappresenta il futuro del prodotto. «Si tratta di effetti positivi che gli studi scientifici dimostrano – ha concluso – ed è necessario comunicare e approfondire questi aspetti con i consumatori per favorire lo sviluppo delle nostre produzioni».
Intanto, si infittisce l’attività convegnistica del Salone in Porto Vecchio che continuerà fino a domani. Il rapporto sempre più sinergico tra Città del Vino e Città dell’Olio – sancito nel 2020 con il “Patto di Spello” per promuovere insieme enoturismo e oleoturismo – sarà infatti al centro di un momento di approfondimenti questo pomeriggio. Alle ore 15, nell’Area talk della kermesse, si terrà il già annunciato convegno “Città del Vino e Città dell’Olio un cammino insieme”, promosso dal Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.
Moderato da Massimo Romita – promotore di Enobook Festival internazionale letteratura enogastronomica (in programma a settembre) – il dibattito vedrà diverse tematiche toccate dai pubblici amministratori e rappresentanti delle due Associazioni nazionali che, dopo il citato “Patto di Spello”, stanno proseguendo un forte cammino in piena sintonia. Giovanni Antoni Sechi, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Città del Olio e Città del Vino, assieme a Tiziano Venturini, vicesindaco del Comune di Buttrio e anch’egli vicepresidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, nonché coordinatore delle Città del Vino Fvg, parleranno di “Olio e Vino uniti nel registro delle Associazione delle Città di Identità”.
Infatti, grazie al lavoro congiunto tra gli attori coinvolti, a gennaio è arrivata l’attesa firma del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in calce ai decreti attuativi della Legge Made in Italy che all’articolo 40 istituisce il Registro delle Associazioni nazionali delle Città di Identità. Per essere iscritte nel Registro, le Città di Identità̀ devono essere costituite in forma di associazione riconosciuta e senza scopo di lucro ed avere come finalità̀ il sostegno e lo sviluppo della qualità̀ delle produzioni agricole e dei territori delle città di identità̀ associate. In tal senso, l’adesione alle Città del Vino o dell’Olio rafforza l’appartenenza al registro.
Si ragionerà poi sugli strumenti operativi e sugli eventi associativi che Città dell’Olio e Città del Vino promuovono nel corso dell’anno attraverso le amministrazioni comunali e le Pro Loco. A parlarne saranno Serena Tonel, vicesindaco del Comune di Trieste e consigliere nazionale Città dell’Olio, e Maurizio D’Osualdo, vicesindaco di Corno di Rosazzo e consigliere nazionale Città del Vino, oltre che vicecoordinatore delle Città del Vino Friuli Venezia Giulia. Sarà il modo per conoscere eventi di richiamo come la Merenda nell’oliveta, Le Notti del Vino, Le Grandi Verticali delle Città del Vino e la Camminata tra gli Ulivi.
Per concludere l’incontro verranno raccontate le buone pratiche di gestione ed organizzazione della promozione dei territori attraverso le testimonianze di Silvia Parmian, vicesindaco di Manzano, e Igor Gabrovec, sindaco di Duino Aurisina Devin Nabrežina, due Comuni del Friuli Venezia Giulia che vantano la doppia adesione a Città del Vino e Città dell’Olio.

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In copertina e all’interno, immagini della giornata inaugurale del Salone dell’olio extravergine di oliva in Porto Vecchio presenti l’assessore regionale all’agricoltura Stefano Zannier e il presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia Antonio Paoletti.

(Foto Facebook di Olio Capitale)

Dazi al 200% sullo strategico export vinicolo negli Usa? Dalle Organizzazioni immediata levata di scudi. Le Città del vino Fvg con San Vito al Tagliamento: “Follia, il governo tuteli il Made in Italy”

di Giuseppe Longo

Dazi americani sul vino europeo, e quindi anche italiano, al 200 per cento? Potrebbe trattarsi, almeno così speriamo, più di una “sparata” propagandistica che di una concreta realtà. Ma l’impressionante imposizione non l’ha inventata nessuno: è uscita dalla bocca di Donald Trump, da neanche due mesi alla guida degli Stati Uniti: sarebbe una pesantissima ritorsione contro la decisione dell’Unione Europea di colpire il whisky Made in Usa.
A parte la levata di scudi immediata da parte delle Organizzazioni di categoria e Consorzi di tutela, registriamo la forte presa di posizione di una importante Città del vino del Friuli Venezia Giulia, San Vito al Tagliamento – Comune con la più alta incidenza viticola della regione in rapporto alla superficie totale -, che ha alzato la voce attraverso il sindaco Alberto Bernava. «L’insensata guerra commerciale di Trump arriverà a colpire anche l’export dei nostri vini, con dazi che potranno arrivare al 200%», ha esordito il primo cittadino in una nota apparsa sui social. «Credo – ha aggiunto – che dobbiamo iniziare a preoccuparci, seriamente. Anche chi in Europa ha sostenuto inizialmente il presidente statunitense, non può non ricredersi, o quantomeno iniziare a dubitare della bontà del proprio sostegno. “Sarà un grande anno per le nostre aziende di vino”, ha detto. Il vino italiano però – e mi si permetta, quello friulano- non può essere sostituito da prodotti di altre origini. Per definizione».

Alberto Bernava


«Queste posizioni – ha osservato ancora il primo cittadino sanvitese – evidenziano un’incapacità di leggere i mercati globali per la ricchezza che portano ai cittadini in termini di libertà di scelta, di cultura, di benessere, di esperienza, di esplorazione. E, ovviamente, di ricchezza per le aziende che esportano i propri prodotti, il proprio brand. Che parlano al mondo con la propria storia e il proprio talento. Soffermiamoci per un attimo a pensare alle nostre cantine e al loro successo nazionale ed internazionale. A Shanghai, a New York, a Buenos Aires, a Baku si possono bere i vini del nostro Collio, delle nostre Grave, delle lande più belle e più fertili della nostra Terra. San Vito al Tagliamento è “Citta del Vino” anche per questo. Perché crediamo nello straordinario valore culturale del vino e sosteniamo le nostre aziende agricole, veri e propri gioielli del nostro tessuto economico. Crediamo che sia giusto opporsi a questa guerra commerciale folle, augurandoci che anche il nostro governo, che ha rinominato il Ministero dello sviluppo economico “del Made in Italy”, possa essere incisivo in tal senso».
«Le minacce di Donald Trump di mettere un dazio del 200% sui vini europei rischierebbero di danneggiare pesantemente le esportazioni di bottiglie tricolori che nel 2024 hanno raggiunto il valore di 1,94 miliardi di euro negli Stati Uniti», emerge da un’analisi Coldiretti/Filiera Italia diffusa in relazione all’annuncio del presidente Usa di imporre una tariffa aggiuntiva su vini europei e Champagne, appunto come ritorsione contro la decisione dell’Ue di colpire il whisky Made in Usa. «Una misura estrema – si legge ancora – che manderebbe di fatto in sofferenza il vino tricolore, compromettendo un percorso che negli ultimi venti anni ha visto le vendite negli Stati Uniti quasi triplicate in valore, con un incremento del 162%, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Istat, tanto da rappresentare circa un quarto delle esportazioni totali di vino italiano. Quasi un terzo del totale è rappresentato dagli spumanti. Gli Usa sono anche il primo consumatore mondiale di vino con 33,3 milioni di ettolitri, secondo dati Oiv, e per l’Italia rappresentano in valore il mercato più importante». Per cui «Occorre ora fermare una pericolosa escalation che sta conducendo a una guerra commerciale globale dove le prime vittime saranno i cittadini statunitensi che pagheranno di più i prodotti e, con essi, gli agricoltori, mettendo in atto tutte le azioni diplomatiche necessarie per scongiurare lo stravolgimento dei flussi commerciali», come sottolinea il presidente Ettore Prandini. «Credo che ci voglia buon senso da entrambe le parti – aggiunge l’ad di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia -. La minaccia di Trump è legata alla conferma dell’Europa del dazio del 50% sul whisky americano. La Commissione Ue dovrebbe dimostrare buona volontà continuando ad evitare con la moratoria in essere questo dazio salvaguardando cosi vino e alcolici europei. Qualcuno deve cominciare a mostrare un po’ di buon senso, sia l’Europa a farlo per prima».
Immediato anche il commento del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti: «Confidiamo che l’ultima dichiarazione del presidente Trump sia una provocazione. Inutile dire che con tariffe di queste (s)proporzioni, i nostri produttori di vino perderebbero il partner commerciale numero uno al mondo. L’export italiano di vino verso gli Usa vale, infatti, quasi 2 miliardi di euro ed è in crescita. Pochi mesi fa, a fine 2024, le nostre aziende hanno partecipato all’edizione americana di Vinitaly con grande entusiasmo e risultati. Restiamo convinti che innescare una guerra di dazi non serva a nessuno. L’Unione Europea, per evitare di azzerare l’export verso gli Stati Uniti, deve fare sistema ed agire in modo coeso privilegiando la negoziazione».
«Speriamo che questa di Trump sia solo una provocazione. Una tassazione al 200% sui vini azzererebbe di fatto le vendite verso gli Stati Uniti, che sono il nostro primo mercato di sbocco per il vino, con quasi 1,9 miliardi euro e un peso sulle esportazioni agroalimentari oltreoceano del 26%», è infine il commento del presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini. Cia ricorda che «la percentuale di export di vini verso gli Usa ha segnato un incremento del +7% sull’anno precedente (+7%), con un’impennata per i vini spumanti (+19%). Si tratta di un’incidenza di quasi il 24% sull’export totale di vini tricolore. A dipendere maggiormente dagli Stati Uniti per il proprio export sono i vini bianchi Dop del Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, con una quota del 48% e un valore esportato di 138 milioni di euro nel 2024; i vini rossi toscani Dop (40%, 290 milioni), i vini rossi piemontesi Dop (31%, 121 milioni) e il Prosecco Dop (27%, 491 milioni)». Cia ricorda, inoltre, che «il rischio di dazi lascerebbe strada libera ai competitor che potranno aggredire una quota di mercato molto appetibile: dal Malbec argentino allo Shiraz australiano, fino al Merlot cileno». Dalla parte dei produttori di vino italiani, Cia ricorda anche come sia «difficile recuperare rapporti solidi con i buyer Usa, una volta che questi siano costretti a interrompere le relazioni con l’Europa per cercare altri mercati internazionali».

“Olio Capitale” stamane al via a Trieste: dalla fiera grande impulso a un settore in Fvg ogni anno sempre più rilevante

«La nostra regione ha una produzione d’extravergine di elevatissima qualità, che negli ultimi anni è cresciuta in maniera rilevante sia in termini di superficie coltivata a ulivi, sia di addetti e punti di lavorazione. Si tratta infatti di un settore che riesce a dare un reddito significativo alle imprese, nonostante tutte le difficoltà del clima, e a garantire una prospettiva di crescita in un mercato che ancora rende merito ai prodotti di alta qualità. “Olio Capitale” è quindi un ottimo strumento per allargare le opportunità offerte alle imprese del Friuli Venezia Giulia e ampliare ulteriormente i loro orizzonti, anche attraverso un evento come il Concorso internazionale che quest’anno vedrà sfidarsi quasi 200 oli». È il concetto espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto a Trieste alla presentazione della diciassettesima edizione del Salone dell’olio extravergine d’oliva tipico e di qualità, che si terrà da oggi a domenica, al Generali Convention Center, in Porto Vecchio, nel capoluogo regionale. Una fiera specializzata che vede la partecipazione di oltre 210 espositori, da 18 regioni italiane e dalla Grecia, buyer da 16 Paesi di tutto il mondo, 176 oli in gara, 27 ristoranti coinvolti tra Trieste e il Friuli Venezia Giulia con piatti dove l’olio sarà protagonista, e 12 bar che proporranno per l’occasione diversi “cocktOil”.

La presentazione di “Olio Capitale” a Trieste.

«La Camera di commercio Venezia Giulia ha avuto la costanza e la lungimiranza di creare e sostenere “Olio Capitale” dimostrando una significativa visione di prospettiva e contribuendo allo sviluppo di un settore che diviene ogni anno più rilevante nel contesto regionale. Per quanto riguarda la fiera, attraverso Ersa abbiamo raddoppiato la nostra presenza all’evento, mentre sul fronte del supporto alle imprese questo è il terzo anno in cui sosteniamo economicamente gli impianti di olivi e supportiamo le realtà che hanno affiancato alla produzione anche la trasformazione dei propri prodotti in un’ottica di diversificazione, per sostenere il passaggio dalle produzioni “familiari” a quelle orientate al mercato».
Il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, ha quindi sottolineato che uno dei tratti distintivi della fiera è l’internazionalità, che la distingue da altri appuntamenti. Inoltre, i produttori sanno che a Trieste possono fare affari interessanti, perché incontrano ristoratori, un pubblico attento e soprattutto buyer da tutto il mondo. Tra gli eventi all’interno di “Olio Capitale”, Paoletti ha ricordato in particolare il convegno di apertura, sul benessere, per evidenziare con diversi esperti quanto l’olio sia importante per la salute.
“Olio Capitale” è realizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia, attraverso la sua azienda in house Aries, gode del patrocinio del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare e delle foreste, ed è co-organizzato dal Comune di Trieste e dal Trieste Convention and Visitors Bureau, con partner l’Associazione nazionale delle Città dell’Olio e l’Associazione Mirabilia Network e il sostegno del marchio “lo Sono Friuli Venezia Giulia” e di Unioncamere. Alla presentazione di “Olio Capitale 2025” hanno preso parte, oltre a Zannier e Paoletti, tra gli altri, i sindaci di Trieste e Muggia Roberto Dipiazza e Paolo Polidori, il consigliere nazionale per il Friuli Venezia Giulia dell’Associazione nazionale Città dell’olio, Serena Tonel, e il direttore generale di PromoTurismoFvg, Iacopo Mestroni.

Cefap Fvg, a Codroipo servono nuovi spazi: impegno della Regione con Bordin

Il presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin, è stato accompagnato in visita agli spazi formativi del Cefap di Codroipo dal presidente Sergio Vello, il quale ha illustrato le attività e i numeri del Centro nato quasi mezzo secolo fa e che vede, da oltre vent’anni, la compagine sociale costituita dalle tre principali Organizzazioni agricole regionali (Confagricoltura Fvg, Coldiretti Fvg e Cia Fvg-Agricoltori Italiani) e dall’Enaip. Dal 2007 il Cefap è un Ente formativo accreditato dalla Regione Fvg e un punto di riferimento del settore rurale e agroalimentare, con i suoi tre corsi triennali (Operatore Montano, Operatore Agroambientale e Operatore Agroalimentare) e numerose altre tipologie di corsi (compresi quelli per adulti in cerca di occupazione e quelli svolti nella sede di Paluzza) realizzati grazie alla professionalità dei suoi 30 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni. Nell’anno formativo 2023/2024 il Cefap ha erogato oltre 20.800 ore di formazione, sviluppando 377 corsi diversi ai quali hanno partecipato oltre 4.400 iscritti di tutto il territorio regionale.
«Il nostro Centro di Formazione Professionale – ha spiegato il presidente Vello – si colloca in un punto d’incrocio tra le necessità formative delle persone e il mondo del lavoro in continua trasformazione. Le imprese regionali, anche quelle agricole, infatti, ci segnalano costantemente le loro difficoltà a reperire manodopera qualificata e chiedono il nostro intervento. Noi siamo ben disponibili – ha proseguito il presidente del CeFAP -, come da nostra tradizione pluridecennale, ma ci troviamo nella necessità di dover ampliare i nostri spazi per poterci adeguare alla crescita delle richieste. In questo percorso, già in parte iniziato con l’acquisizione di un’area edificabile contigua alla sede di Codroipo, abbiamo le necessità che la Regione condivida i nostri obiettivi e ci affianchi, confermando la disponibilità che, finora, ha sempre dimostrato nei nostri confronti e della quale siamo grati».
«Sono rimasto colpito dalla struttura, dall’organizzazione e dall’efficienza del sistema Cefap. Questa realtà rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la formazione in ambito agricolo e agroalimentare, nonché una risorsa strategica per il territorio e per il settore in Regione. Il lavoro svolto dai formatori è essenziale per garantire la crescita professionale delle nuove generazioni e l’aggiornamento continuo degli operatori del comparto», ha detto il presidente Bordin. Il quale, in merito alla possibilità di un ampliamento della struttura, ha poi sottolineato che «il tema merita un’attenta valutazione per comprendere come possa contribuire al potenziamento dell’offerta formativa. Su questa iniziativa è in corso il confronto con la Regione. È necessario continuare a sostenere questa realtà che, con competenza e innovazione, contribuisce allo sviluppo dell’agricoltura e dell’agroalimentare, settori chiave della nostra economia regionale», ha concluso Bordin. Al termine dell’incontro, i vertici del Cefap hanno consegnato al massimo esponente dell’Assemblea legislativa regionale un riconoscimento per la sua vicinanza e il suo sostegno alla formazione nel settore agricolo.

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In copertina, Giorgio Vello con Mauro Bordin leader del Consiglio Fvg.

Da (Eno)Satira ecco due nuovi inviti: alla Fondazione Villa Russiz di Capriva e poi anche oltreconfine nella valle del Vipacco

Prosegue oggi, alla Fondazione Villa Russiz di Capriva del Friuli, e domani, a Vina Kodre di Vipava, nella valle del Vipacco in Slovenia, il viaggio transfrontaliero di (Eno)Satira, il nuovo progetto del Movimento Turismo del Vino del Friuli Venezia Giulia, da oltre 30 anni punto di riferimento del turismo vitivinicolo regionale anche grazie al concorso Spirito di Vino, la cui 25ma edizione si è da poco conclusa con la cerimonia delle premiazioni avvenuta a Gorizia, città che con Nova Gorica è Capitale europea della cultura 2025.
Questo pomeriggio e domani, sempre alle 17.30, verrà inaugurata in entrambe le località una sala esposizione di Spirito di Vino, una speciale galleria con in bella mostra le vignette finaliste del concorso dal 2000 al 2025 e, al termine, seguirà una visita guidata con degustazione. Per la partecipazione all’appuntamento odierno di Capriva, l’ingresso è su prenotazione chiamando il 329.9135838.
Il percorso di (Eno)Satira toccherà in tutto una quindicina di cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino Fvg. «L’idea – spiega la presidente di MtvFvg, Elda Felluga – è di creare un itinerario enoturistico che abbini cultura, storia e i grandi vini di questa regione e della vicina Slovenia. La satira, dunque, diventa il collante per un viaggio alla scoperta dei sapori e del territorio, con ironia e curiosità».

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In copertina e all’interno, una simpaticissima vignetta premiata recentemente a Gorizia.

Il Pinot grigio delle Venezie guarda al mondo che cambia: oggi protagonista a Milano e da domenica a Düsseldorf

“Prospettive per il futuro: innovazione, collaborazione e strategie in linea con il cambiamento”. Su questo tema ruoterà stamane a Milano l’incontro dedicato al suo Pinot grigio dal Consorzio Doc delle Venezie. Dalle 10, alla Pinacoteca Ambrosiana, accanto al posizionamento, al livello di internazionalizzazione ed ai consumi di questo vino fermo – primo in Italia per volumi di produzione e di esportazione –, il dialogo tra i relatori, che seguirà le presentazioni e gli spunti di riflessione forniti da Ismea ed Eumetra, mettendo al centro le prospettive per il futuro: la bassa gradazione alcolica naturale – e di conseguenza il minor impatto calorico – e l’utilizzo di varietà cosiddette resistenti, con uno sguardo proiettato alla salute e alimentazione dei consumatori su larga scala e ad una maggior sostenibilità ambientale.

Albino Armani


Intanto, anche quest’anno, il Consorzio Doc delle Venezie si prepara si prepara ad incontrare il pubblico specializzato di Prowein, la fiera internazionale di riferimento per il mondo del vino che si terrà dal 16 al 18 marzo a Düsseldorf. La Germania continua a essere un mercato strategico per la denominazione, confermando la sua terza posizione sul podio dei principali mercati di destinazione per il Pinot grigio Doc Delle Venezie. Come nelle ultime edizioni della kermesse tedesca, il Consorzio avrà uno spazio dedicato al Padiglione 15, Stand A64, dove i visitatori, per lo più operatori del settore, avranno l’opportunità di degustare numerose etichette provenienti dalle aziende associate, distribuite su un territorio che copre il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Provincia Autonoma di Trento, per un totale di circa 27 mila ettari di vigneto, e di conoscere più da vicino l’eccellenza del Pinot grigio in ogni sua sfaccettatura, ma anche le peculiarità di un sistema produttivo altamente integrato, che unisce tre regioni italiane in un modello di eccellenza enologica e cooperazione interregionale.
Sul fronte degli indicatori, il Consorzio nel 2024 ha registrato un incremento del +3% di volume imbottigliato rispetto all’anno 2023 e un +8% in termini di certificazioni, per un totale di circa 230 milioni di bottiglie che sul mercato sono caratterizzate dal contrassegno di Stato, a garanzia della tracciabilità e della conformità ai requisiti del disciplinare di produzione. Un successo accompagnato da una costante attenzione al futuro e all’innovazione, che si riflette nei progetti – che dovranno passare attraverso una modifica del disciplinare – focalizzati sulle nuove tendenze di consumo e alla sostenibilità: una nuova tipologia a bassa gradazione alcolica naturale (tra i 9 gli 11 gradi) e l’introduzione dei vitigni resistenti, cosiddetti Piwi, per la produzione del Pinot grigio Doc delle Venezie. Si tratta di tematiche che rispondono alle rinnovate esigenze del consumatore internazionale, più attento alla salute e all’ambiente, e quindi di una crescente domanda dei cosiddetti vini NoLo (no e low alcol), dove il Centro e Nord Europa sono da tempo apripista.
«Stiamo lavorando per creare una tipologia che risponda alle esigenze di un pubblico globale e più giovane, sempre più attento alle tematiche legate alla salute e alle scelte di consumo consapevoli e responsabili. Il Consorzio continua a crescere, spingendo sull’acceleratore dell’innovazione e della sostenibilità. Prowein rappresenta un’occasione imperdibile per mettere in luce non solo la qualità del nostro Pinot Grigio, ma anche il nostro impegno per il futuro del settore», commenta Albino Armani, presidente del Consorzio.

Stefano Sequino


«Il Pinot grigio Doc delle Venezie è caratterizzato da un grado alcolico moderato, versatilità e freschezza, si presta per l’ottenimento di una tipologia a bassa gradazione naturale, ottenuta da una vendemmia precoce delle uve e senza ulteriori interventi in cantina», aggiunge Stefano Sequino, direttore del Consorzio che, in riferimento all’introduzione dei vitigni resistenti, osserva: «La sostenibilità è al centro della nostra visione e in tal senso le varietà resistenti, già impiegate per l’ottenimento di vini Igt, rappresentano uno strumento per rispondere alle sfide della viticoltura e del cambiamento climatico, riducendo i costi e garantendo una migliore gestione del vigneto, a beneficio della competitività della filiera interregionale».

Trieste, Città del vino e dell’olio sabato a convegno per disegnare un proficuo cammino insieme. Debutta anche in Fvg il registro delle “Città di Identità”

“Città del Vino e Città dell’Olio un cammino insieme” è il titolo dell’incontro che si terrà sabato prossimo, alle ore 15, nell’Area Talk dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, al Trieste Convention Center Portovecchio. L’evento dei sapori, promosso dal Coordinamento delle Città del Vino Fvg, sarà uno degli appuntamenti significativi della 17ma edizione di Olio Capitale che si aprirà il 14 di marzo con un importante record di partecipanti. Moderato da Massimo Romita, promotore di Enobook Festival internazionale letteratura enogastronomica (in programma a settembre), vedrà diverse tematiche toccate dai pubblici amministratori e rappresentanti delle due Associazioni nazionali che, dopo il Patto di Spello, stanno proseguendo un importante percorso di lavoro e promozione dei due settori produttivi in piena sintonia.


Il primo tema toccato da Giovanni Antoni Sechi, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Città del Olio e Città del Vino, assieme a Tiziano Venturini, vicesindaco del Comune di Buttrio e vicepresidente dell’Associazione nazionale Città del Vino, oltreché coordinatore della stessa in Fvg, parleranno di “Olio e Vino uniti nel registro delle Associazione delle Città di Identità. Dopo mesi di lavoro congiunto tra gli attori coinvolti, a gennaio è arrivata, infatti, l’attesa firma del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida in calce ai decreti attuativi della Legge Made in Italy che all’articolo 40 istituisce il Registro delle Associazioni nazionali delle Città di Identità. Per essere iscritte nel Registro, le Città di Identità̀ devono essere costituite in forma di associazione riconosciuta e senza scopo di lucro ed avere come finalità̀ il sostegno e lo sviluppo della qualità̀ delle produzioni agricole e dei territori delle città di identità associate. Inoltre, devono essere strumento tramite il quale siano possibili iniziative e servizi nel campo della tutela, del sostegno alla promozione e dell’informazione intorno alle produzioni agricole tipiche, e prevedere nel proprio statuto alcuni passaggi importanti, quali – ad esempio – la valorizzazione delle produzioni agricole di qualità, delle pratiche di coltivazione tradizionali e dei prodotti tipici locali, la tutela del paesaggio rurale; la sensibilizzazione dei cittadini e il loro coinvolgimento nella cura, tutela e valorizzazione del territorio; l’impegno per la sostenibilità nelle sue varie declinazioni e la promozione di politiche che incentivino la permanenza degli agricoltori nelle zone rurali e la creazione di nuove imprese e servizi per le giovani generazioni; nonché la promozione dell’offerta turistica integrata, il sostegno alla crescita del turismo rurale e oleo-eno-gastronomico secondo criteri di sostenibilità e tanto altro.
Degli strumenti operativi agli eventi associativi che Città dell’Olio e Città del Vino promuovono nel corso dell’anno, attraverso le amministrazioni comunali e le Pro Loco, a parlarne saranno Serena Tonel, vicesindaco di Trieste e consigliere nazionale Città dell’Olio, e Maurizio D’Osualdo, vicesindaco di Corno di Rosazzo e consigliere nazionale Città del Vino, dalla Merenda nell’uliveto alle Notti del Vino, dalle Verticali delle Città del Vino alla Camminata tra gli Ulivi. Per concludere l’incontro, verranno portate le esperienze e buone prassi di gestione ed organizzazione della promozione dei territori attraverso la testimonianza di Silvia Parmiani, vicesindaco di Manzano, e Igor Gabrovec, sindaco di Duino Aurisina Devin Nabrežina, territori diversi, ma uniti dalla doppia adesione a Città del Vino e Città dell’Olio.

 

Gli allievi Civiform applauditi a Sanremo e a Como con medaglie d’oro anche a due ragazzi di Nimis. Il governatore Fedriga: “Saranno presto ambasciatori del gusto”

(g.l.) Anche due bravi e promettenti ragazzi del Comune di Nimis saranno «ambasciatori del gusto del nostro territorio», come li ha definiti il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, dopo la recente, brillante trasferta a Sanremo, dove, assieme ad altri allievi del Civiform di Cividale, sono stati applauditi protagonisti al Festival dei Sogni. Si tratta di Pietro Ferandino, di Torlano, e di Raffaele Tomada, del capoluogo. «Con passione e grande professionalità – ha commentato Fedriga sui social – hanno fatto conoscere le eccellenze enogastronomiche di Cividale e delle Valli del Natisone ad artisti, media e influencer. Questi ragazzi sono un esempio di passione, talento e impegno, e rappresentano al meglio l’eccellenza della nostra regione». Una regione che viene presentata da qualche anno con successo attraverso il marchio #iosonoFriuliVeneziaGiulia.

Ma i ragazzi del Civiform hanno brillato anche al Concorso nazionale di cucina, sala, sommellerie e bar “Trofeo Cesare Chessorti”, che si è appena svolto a Lariofiere di Erba, sul lago di Como. Un evento che ha messo alla prova la creatività, la tecnica e la passione degli studenti provenienti da tutta Italia. «I nostri ragazzi – sottolineano i dirigenti della scuola cividalese – hanno saputo farsi valere, portando a casa risultati straordinari!». «I futuri chef e i professionisti in erba del corso Cameriere di Sala e Bar hanno lavorato fianco a fianco, dimostrando – sottolinea Civiform – cosa significa trasformare la formazione in arte e il talento in mestiere: piatti innovativi, servizio impeccabile, attenzione agli ingredienti locali e sostenibili, ogni dettaglio ha raccontato la loro dedizione e la qualità della nostra scuola». Ecco, dunque, il palmarès degli allievi che studiano a Cividale:
Tre medaglie d’oro per il team di cucina: Giuseppe Dello Stritto, Raffaele Tomada ed Erik Vacca, guidati dallo chef Marco Tomasetig.
Una medaglia d’oro e due d’argento per il team di sala e bar: Pietro Ferandino, Matteo Filiputti e Gaia Venier, preparati dai maîtres Diego Tassi e Maurizio De Michielis.
«Grazie a tutti questi riconoscimenti, la squadra Civiform si è classificata quarta a solo mezzo punto dai terzi», sottolinea la scuola cividalese. Ma oltre alle medaglie, «ci portiamo a casa – osserva ancora il Civiform – molto di più: il valore del lavoro di squadra, la bellezza di mettersi in gioco, l’emozione di rappresentare Civiform in un contesto nazionale. E soprattutto, la consapevolezza che i sogni iniziano proprio da qui. Un grazie di cuore ai nostri partner, che hanno creduto nei ragazzi e hanno contribuito con materie prime d’eccellenza: Distilleria Nonino, Distilleria Domenis, Aazienda vitivinicola Valchiarò, Azienda vitivinicola Stroppolatini e Azienda Comaro. Un ringraziamento anche a Globus Noleggi per il grande supporto. Abbiamo ricevuto un apprezzamento dai presidenti di giuria per l’allestimento con la Rosa di Gorizia e i fiori eduli, arrivati direttamente dall’orto sostenibile recentemente inaugurato da Civiform grazie a #medsgardenplus. Complimenti a tutti i partecipanti e ai docenti che li hanno accompagnati in questo percorso!».

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In copertina, Pietro Ferandino; all’interno, Raffaele Tomada (secondo da sinistra nella prima foto)  durante il concorso lariano, sotto i partecipanti alla trasferta di Sanremo.

Pinot grigio, un “autoctono” acquisito nelle Grandi Verticali delle Città del vino che ora arrivano anche a Sequals: protagonisti Friuli, Veneto e Alto Adige

Dopo la riuscitissima degustazione avvenuta a San Vito al Tagliamento, protagonista il Friulano (ex Tocai) , “Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito” è il titolo della serata che la Città del Vino di Sequals ospiterà, nella Villa Savorgnan di Lestans, giovedì 13 marzo, alle 19.30, con un incontro tra vini di Friuli, Veneto e Alto Adige. L’evento rientra nel progetto Le Grandi verticali delle Città del vino promosso dal Coordinamento regionale del Friuli Venezia Giulia dell’associazione che unisce le realtà comunali in cui il vino è non solo coltura ma anche cultura. Ospite speciale della serata – condotta dallo scrittore ed esperto di vino, Matteo Bellotto – sarà Nazareno Vicenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie. Saranno proposti i vini delle cantine regionali Albino Armani, Fernanda Cappello, Monica Vettor e Pitars, due della cantina veneta Casa Paladin e due di quella trentina Gaierhof – Maso Poli. Iscrizioni contattando la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina (prolocoaurisina@libero.it – 348.5166126). Costo 35 euro a incontro per persona.
«Siamo lieti di portare per la prima volta a Sequals questo nostro progetto, dopo che l’amministrazione comunale ha sempre dato grande accoglienza ad altri eventi, a partire da quelli estivi. Le prime serate dell’edizione 2025 – commenta Tiziano Venturini, coordinatore regionale e vicepresidente nazionale delle Città del Vino – hanno dimostrato come il pubblico apprezzi il format scelto per Le Grandi verticali delle Città del Vino, con i gemellaggi tra i nostri grandi vini regionali e quelli altrettanto celebri del resto d’Italia. Un progetto che abbiamo voluto avviare per rafforzare i legami con le Città del Vino di altre regioni: l’obiettivo sarà anche di poter portare poi i nostri vini nelle regioni che abbiamo ospitato». «Con questa serata – aggiunge il consigliere comunale delegato alle Città del Vino, Romina Orlando – confermiamo Sequals come centro di riferimento per il Pinot grigio, vitigno a cui abbiamo già dedicato in passato altri eventi di approfondimento. Come amministrazione comunale, assieme al sindaco Enrico Odorico, crediamo nell’importanza di aderire a un gruppo così attivo come quello delle Città del Vino regionali, per promuovere insieme eventi enoici interessanti e di alta caratura».
Il programma 2025 de Le Grandi Verticali delle Città del Vino – ideate dal Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – prende il titolo di Gemellaggi-Insieme siamo unici. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e di Banca 360 Fvg, oltre al patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc FVG, Ente Friuli nel Mondo. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Montasio Dop e la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina.

Grappoli di Pinot grigio.

In bianco e in ramato.

IL CALENDARIO

Refosco dal Peduncolo rosso & Vernaccia di San Gimignano – Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi, Buttrio Villa di Toppo – Florio, giovedì 16 gennaio. Ospite speciale Valentino Tesi, brand ambassador Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Masterclass Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo, Manzano, Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo.

Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi, giovedì 13 Febbraio.

Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ospite speciale Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia.

Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito, Sequals Villa Savorgnan – Lestans, giovedì 13 marzo. Ospite speciale Nazareno Vincenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie.

Vitovska del Carso & Vermentino di Liguria – I vini da terre estreme, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Infopoint di Sistiana, giovedì 27 marzo. Ospite speciale Enzo Giorgi, Coordinatore regionale Liguria Città del Vino.

Schioppettino di Prepotto & Schiava Alto Adige – Un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia, Prepotto Municipio – sala consiliare, mercoledì 9 aprile. Ospite speciale André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Friulano & Vermentino di Gallura – Sardegna e Friuli, dove i vini parlano la lingua della terra, Cormons Enoteca, giovedì 24 aprile. Ospite speciale Giovanni Antonio Sechi, Coordinatore regionale Sardegna e vicepresidente nazionale Città del Vino.

Malvasia & Castelli Romani – Incontri di Malvasie tra Friuli e Lazio, Aquileia piazza Capitolo, giovedì 8 maggio.

Merlot & Raboso del Piave – Incontro tra il grande rosso internazionale che è ormai autoctono con un vino di confine tra Veneto e Friuli, Cividale del Friuli, sala del Refettorio Monastero di Santa Maria in Valle, giovedì 22 maggio.

Terrano & Sagrantino di Montefalco – L’incontro dei tannini, Sgonico – Zgonik Enoteca, giovedì 29 maggio.

Appuntamento finale: Friulano & Tocai – Bentornato in Friuli Tocai! – Tocai dal mondo e Tocai dal Friuli evoluti e senza tempo, in collaborazione con Ente Friuli nel Mondo (data e sede in fase di definizione).

Programma completo e aggiornamenti su www.cittadelvinofvg.it

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In copertina, ecco un bel calice di Pinot grigio vinificato in bianco.