Le Notti del Vino ora diventano un grande evento nazionale: al Vinitaly la presentazione dell’iniziativa che in Fvg raccoglie già 35 pre-adesioni con puntata estera anche a Capodistria. E a Prepotto stasera c’è la Grande Verticale

(g.l.) Il Vinitaly, che si conclude proprio oggi alla Fiera di Verona, ha fatto ieri da prestigiosa cornice alla presentazione della manifestazione promozionale “Le Notti del Vino – L’Evento enoico dell’Estate italiana”: infatti, il successo ottenuto dalle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia l’anno scorso al debutto dell’originale iniziativa si allarga ora a tutta Italia. L’incontro è avvenuto nel nuovissimo stand del Friuli Venezia Giulia ospiti della Regione e di PromoturismoFvg.

Angelo Radica, presidente nazionale delle Città del Vino, assieme al suo vice Tiziano Venturini (che è anche coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia) e a Paolo Corbini direttore nazionale delle Città del Vino, ha dunque presentato questa rassegna “diffusa” che animerà l’estate italiana con degustazioni, incontri, arte e musica, in una serie di appuntamenti tutti dedicati alla cultura del vino, dal 21 giugno al 22 settembre. Nell’occasione, Davide Bevilacqua, dello studio Mumble, ha presentato logo e grafica ufficiale che uniscono luna e costellazioni. Presenti anche i membri del Coordinamento regionale Città del vino Fvg con il vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo, Massimo Romita, Giorgio Cattarin e Gianpietro Colecchia. Rappresentate le Città del Vino di Bertiolo, Buttrio, Chiopris-Viscone, Cormons, Corno di Rosazzo, Duino Aurisina/Devin Nabrežina, Monrupino/Repentabor e Ronchi dei Legionari.
L’iniziativa nasce, appunto, dal successo della prima edizione, nell’estate 2024, che ha visto le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia protagoniste di serate indimenticabili dedicate all’enoturismo e alla valorizzazione dei territori. Venturini ha fornito i numeri dell’esordio dello scorso anno: 28 serate (non solo in regione ma anche con una tappa a Buje d’Istria in Croazia), pubblico di oltre 7 mila persone, oltre 300 cantine coinvolte e oltre 100 tra ristoratori e punti food organizzati. Numeri che si punta a superare quest’anno e che saranno al centro di una presentazione ufficiale in regione a inizio estate.
Ma si può già sottolineare, come anticipato al Vinitaly, che solo in Friuli Venezia Giulia ci sono 35 pre-adesioni per l’estate 2025, ampliando così fin da adesso il numero dello scorso anno, con pure un altro appuntamento transfrontaliero: oltre a Buje, quello di Capodistria. Il calendario completo degli eventi de “Le Notti del Vino – L’Evento enoico dell’Estate italiana” sarà disponibile prossimamente sul sito web di Città del Vino e sui canali social dell’associazione, oltre che per quanto riguarda quelli regionali su www.cittadelvinofvg.it. Il conto alla rovescia per vivere un’estate indimenticabile all’insegna dell’enologia di qualità è, dunque, partito.

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Intanto, per rimanere sempre nel solco delle qualificate iniziative delle Coordinamento Fvg, proseguono gli incontri con Le grandi Verticali del vino. L’appuntamento è fissato proprio per oggi, 9 aprile, nella nuova sala consiliare del Municipio di Prepotto, dove la serata offrirà l’occasione per una sorta di gemellaggio dello Schioppettino di Prepotto con la Schiava dell’Alto Adige. Una degustazione tutta speciale che si annuncia come “un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia”. Come si ricorderà, il sentore di pepe dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla era stato anche il filo conduttore di una riuscitissima degustazione comparativa che era avvenuta nell’autunno scorso con l’esperta guida della sommelier Liliana Savioli. Stasera, ospite speciale sarà André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Schioppettino

Schiava

IL CALENDARIO

Refosco dal Peduncolo rosso & Vernaccia di San Gimignano – Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi, Buttrio Villa di Toppo – Florio, giovedì 16 gennaio. Ospite speciale Valentino Tesi, brand ambassador Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Masterclass Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo, Manzano, Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo.

Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi, giovedì 13 Febbraio.

Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ospite speciale Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia.

Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito, Sequals Villa Savorgnan – Lestans, giovedì 13 marzo. Ospite speciale Nazareno Vincenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie.

Vitovska del Carso & Vermentino di Liguria – I vini da terre estreme, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Infopoint di Sistiana, giovedì 27 marzo. Ospite speciale Enzo Giorgi, Coordinatore regionale Liguria Città del Vino.

Schioppettino di Prepotto & Schiava Alto Adige – Un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia, Prepotto Municipio – sala consiliare, mercoledì 9 aprile. Ospite speciale André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Friulano & Vermentino di Gallura – Sardegna e Friuli, dove i vini parlano la lingua della terra, Cormons Enoteca, giovedì 24 aprile. Ospite speciale Giovanni Antonio Sechi, Coordinatore regionale Sardegna e vicepresidente nazionale Città del Vino.

Malvasia & Castelli Romani – Incontri di Malvasie tra Friuli e Lazio, Aquileia piazza Capitolo, giovedì 8 maggio.

Merlot & Raboso del Piave – Incontro tra il grande rosso internazionale che è ormai autoctono con un vino di confine tra Veneto e Friuli, Cividale del Friuli, sala del Refettorio Monastero di Santa Maria in Valle, giovedì 22 maggio.

Terrano & Sagrantino di Montefalco – L’incontro dei tannini, Sgonico – Zgonik Enoteca, giovedì 29 maggio.

Appuntamento finale: Friulano & Tocai – Bentornato in Friuli Tocai! – Tocai dal mondo e Tocai dal Friuli evoluti e senza tempo, in collaborazione con Ente Friuli nel Mondo (data e sede in fase di definizione

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In copertina, l’intervento del presidente nazionale Angelo Radica che ha accanto il direttore Paolo Corbini e il coordinatore Fvg Tiziano Venturini; all’interno, tre immagini della presentazione avvenuta ieri al Vinitaly.

“Fvg Via dei Sapori” da 25 anni valorizza cucina e vini: a Udine Walter Filiputti presenterà le iniziative per festeggiarli

(g.l.) «Venticinque anni fa, a settembre, si tenne la prima riunione operativa tra un gruppo di ristoratori lungimiranti (guidato da Aldo Morassutti) che di fatto sanciva la nascita del Consorzio Friuli (poi Friuli Venezia Giulia) Via dei Sapori. Ne è diventato un esempio concreto di come il pubblico possa operare in sinergia con il privato raggiungendo obiettivi comuni, quali la promozione e la crescita del territorio. Dal 2000 ad oggi, il Consorzio ha raggiunto risultati straordinari. Ha trasformato la passione per il territorio e le sue eccellenze in un’esperienza indimenticabile per migliaia di persone». Con queste premesse, il Consorzio, guidato da sempre da Walter Filiputti, ha indetto per domani a Udine un incontro per la presentazione degli eventi che caratterizzeranno le celebrazioni dei 25 anni dell’associazione divenuta famosa per le riuscitissime – sempre da tutto esaurito – cene-spettacolo, fra le quali primeggiano quelle proposte ogni anno sulla spiaggia di Grado e al Castello di Spessa, a Capriva del Friuli. L’appuntamento è fissato nella sede della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Sala Gianni Bravo (accesso da Piazza Venerio), alle ore 12. Interverranno Sergio Emidio Bini, assessore regionale alle Attività Produttive e al Turismo, e il presidente dell’ente camerale, Giovanni Da Pozzo.
Prosegue dunque il lungo impegno del Consorzio, che riunisce una ventina di ristoratori fra i più blasonati del Friuli Venezia Giulia, ma soprattutto quello del suo presidente Filiputti, da sempre in prima linea per la valorizzazione della cucina tipica – pur aperta all’innovazione in uno spirito di ricerca che aiuta a crescere – e dei vini prestigiosi del Vigneto Fvg che l’accompagnano e che in questi giorni sono indiscussi protagonisti al Vinitaly di Verona che si conclude proprio oggi. Un impegno che pochi mesi fa lo aveva portato alla pubblicazione di un nuovo bellissimo libro, “Storia moderna della cucina del Friuli Venezia Giulia” (Vinibuoni Biblioteca), un qualificato e completo viaggio all’interno del gusto più autentico della nostra regione, accompagnati proprio da uno dei massimi esperti nel settore della vite e del vino e della buona tavola. E proprio per il valore dell’opera, la Camera di Commercio Pordenone-Udine l’aveva offerta come tradizionale strenna natalizia.
Walter Filiputti ci ha regalato, infatti, una sua nuova “fatica” editoriale, ma che per lui – come osservavamo nel dicembre scorso, annunciando la presentazione del libro – non è tale perché prova grande appagamento nello scrivere di cucina, facendo leva sulle eccellenze della terra friulgiuliana. Una gioia che prova da tanti anni ormai anche nell’organizzare le citate manifestazioni estive di Fvg Via dei Sapori dove l’innovazione in cucina offre sempre nuovi spunti curiosi e interessanti, oltreché invitanti, senza perdere di vista la tradizione. Valori che ora l’autorevole giornalista enogastronomico ha messo nero su bianco nel magnifico volume e che riecheggeranno nelle celebrazioni per il venticinquennale del Consorzio della buona tavola di casa nostra.

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In copertina, il presidente del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori Walter Filiputti durante la presentazione del suo nuovo libro nella sede camerale di Udine.

“Le Notti del vino” oggi debuttano al Vinitaly di Verona: il format ideato in Fvg quest’anno diventa tricolore

(g.l.) Nel Friuli Venezia Giulia hanno debuttato con grande successo la scorsa estate, tanto da aver subito fatto scuola a livello nazionale così da essere “copiate” anche in altre regioni del Belpaese diventando “l’evento enoico dell’estate italiana”, in programma per tutta la durata della calda stagione, vale a dire dal solstizio del 21 giugno all’equinozio del 22 settembre. Sono “Le Notti del vino”, l’azzeccato format di serate estive, protagoniste accurate selezioni delle migliori etichette Fvg, ideate e messe a punto dal Coordinamento regionale delle Città del vino.
La manifestazione nel suo complesso debutterà oggi al Vinitaly di Verona, il famoso Salone internazionale del vino che vede di nuovo anche il Vigneto Fvg fra gli espositori di primissimo piano. E sarà presentata dal coordinatore regionale delle Città del vino Fvg, Tiziano Venturini, alle 15 nella sala degustazione della nostra Regione al padiglione 6 di Veronafiere.
Nella prima edizione si era trattato di ben 28 appuntamenti in ventisei Città del vino che avevano avuto il via il 25 luglio a Monrupino, Comune carsico fra i più giovani associati, per concludersi dopo un mese di partecipatissime proposte a Nimis, terra del dolce Ramandolo e località storica della rete nazionale delle Città, passando per altri ventiquattro territori super-vocati alla produzione del vino di pregio: da Palazzolo dello Stella a Ronchi dei Legionari, da Casarsa della Delizia a Camino al Tagliamento, da Buttrio, Manzano e Prepotto ad Aquileia, Duino Aurisina e Sequals, da Pocenia, San Giovanni al Natisone e Premariacco a Bertiolo, Cormons e Povoletto. E ancora da Latisana, Torreano e Codroipo a Sgonico nuovamente sul Carso, Sesto al Reghena e San Vito al Tagliamento. Ma c’era stata anche una prima uscita all’estero, il 23 agosto, a Buje d’Istria. Un itinerario fatto, insomma, di centinaia di cantine che è arrivato  fino in Croazia e che si è snodato nei nostri quattro territori provinciali, toccando pressoché tutte le denominazioni di origine controllata, vale a dire Collio, Colli orientali del Friuli, Grave del Friuli, Isonzo, Aquileia, Latisana, Annia e Carso, unitamente alla Doc Friuli Venezia Giulia e alle Docg Ramandolo, Picolit e Rosazzo, senza dimenticare le rinomate Igt. Per non parlare, poi, degli spumanti che hanno collocato la nostra regione in una posizione di indiscutibile prestigio e che alla imminente Sagra del vino di Casarsa troveranno la loro esaltazione nella Selezione regionale “Filari di Bolle”.

Il calendario aggiornato è su cittadelvinofvg.it

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In copertina, il coordinatore Fvg delle Città del vino Tiziano Venturini.

Quelle voci dal mondo verde, il progetto “La memoria del legno” questa mattina prenderà il via a Mortegliano e a Maniago

Con i primi due incontri del percorso di divulgazione scientifica “Voci dal mondo verde: gli alberi e le foreste come non ve li hanno mai raccontati”, si apre oggi, 8 aprile, a Mortegliano e a Maniago, la 2a edizione del progetto “La memoria del legno”, ideato e promosso da Damatrà onlus in stretta sinergia con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia – Assessorato alla Cultura e con i Comuni di Aviano, Brugnera, Lignano Sabbiadoro, Maniago, Mortegliano, San Giovanni al Natisone, San Vito al Tagliamento, Udine, capofila il Comune di Spilimbergo.

Chiara Segrè


Protagonista di quest’area del progetto sarà una delle più note divulgatrici scientifiche italiane, Chiara Segrè, supervisore scientifico presso la Fondazione Umberto Veronesi e co-autrice del libro “L’incredibile plantoide. I superpoteri del regno vegetale”, pubblicato da Editoriale Scienza e firmato assieme a Barbara Mazzolai, esperta di ingegneria dei microsistemi e direttrice del Centro di micro-biorobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Coniugando robotica e mondo vegetale, Barbara Mazzolai ha dato vita al primo plantoide al mondo: un robot che, dopo aver sviluppato le proprie radici nel terreno, è in grado di analizzarne la composizione, la presenza d’acqua, l’umidità e altre caratteristiche. Chiara Segrè presenterà il saggio scritto a quattro mani con Barbara Mazzolai stamane, alle 8.30 a Mortegliano, nella Villa dei Conti di Varmo, e alle 11.30 a Maniago, nella Biblioteca Civica.
Sarà l’occasione per giovani lettrici e lettori, ma anche per tutto il pubblico interessato a partecipare agli incontri (prenotazione scrivendo a info@damatra.com) le nuove scoperte legate ai “plant-inspired robots” e ai “growing robots”: robot ispirati alle piante, per raccontare le incredibili capacità dei vegetali.
Le piante, infatti, sono tutt’altro che semplici esseri statici e inerti. Sono in contatto tra loro tramite l’apparato radicale e si scambiano sostanze nutritive e segnali che ne regolano il comportamento. Man mano che crescono percepiscono l’ambiente, la gravità, l’acqua ed evitano gli ostacoli. Si muovono per tutta la vita, nella maggior parte dei casi in modo lento e non percepibile ai nostri occhi, e hanno una straordinaria capacità di adattamento, sapendo sfruttare al massimo le risorse che hanno a disposizione, anche se minime. I robot plantoidi, termine coniato in analogia con quello di umanoide, sono simili alle piante e non hanno un cervello centralizzato, bensì un’intelligenza distribuita, proprio come quella delle piante. Barbara, Samira e Vittorio, i giovani protagonisti del libro, incontreranno il Plantoide in un centro di ricerca high-tech e scopriranno le sue incredibili capacità di adattamento, mutuate da quelle dai superpoteri delle piante. Scortati dal nuovo compagno di avventure, i tre amici riceveranno moltissime informazioni: dal ciclo di vita delle piante alle sofisticate architetture celate nel verde, alle infinite connessioni presenti nel terreno di un bosco, dalle coltivazioni nello spazio alle future batterie elettriche vegetali.

“La memoria del legno” è realizzato con la partnership dell’organizzazione internazionale no profit Fondazione Gariwo – La Foresta dei giusti e di Iis Il Tagliamento, ReGeneration Hub Friuli APS, Wild Routes Associazione di Promozione Sociale, Itaca cooperativa sociale onlus; inoltre, con le Biblioteche dei Comuni che partecipano all’iniziativa.

Alessandro Salvin rieletto tra gli applausi alla guida del Ducato dei vini friulani: appassionato impegno per il Vigneto Fvg

di Giuseppe Longo

UDINE – Il Ducato dei vini friulani volta pagina, anzi no. Perché alla sua guida rimane per un altro quadriennio Alessandro Salvin. Il Duca Alessadro I è stato, infatti, confermato a gran voce dall’assemblea dei Nobii che si è riunita sabato mattina, alla vigilia dell’apertura del Vinitaly di Verona, al quale il Vigneto Fvg è nuovamente grande protagonista, e l’indomani dell’inaugurazione di Aspargus 2025. Nell’occasione, è stata rinnovata anche la Corte Ducale che ora risulta formata da Paolo Abramo, Piero Biscontin, Enzo Cattaruzzi, Arrigo De Pauli, Manuela D’Andrea, Maurizio D’Osualdo, Filippo Facile, Mariaclara Forti, Renata Qualizza, Rodolfo Rizzi e Alessandra Tensi. Maestri dei Conti sono, invece, Claudio Angeli, Claudio Verdimonti, Federico Bravin, Enrico Furlan e Licio Laurino. A elezione avvenuta, un caloroso applauso di buon lavoro – alzando i calici con lo splendido Brut Metodo Classico dei Vigneti Pittaro – al Duca e a tutti i suoi collaboratori affinché i prossimi quattro anni siano ricchi di importanti risultati e di gratificanti soddisfazioni come lo sono stati quelli appena conclusi, animati da un genuino spirito di volontariato e di servizio a beneficio della prestigiosa vitivinicoltura friulana. «Il Ducato- ha sottolineato, infatti, Salvin nella sua ampia e apprezzatissima relazione – non è una società per azioni, non è un’azienda, né tanto meno una società commerciale. E un’associazione culturale senza scopo di lucro, come ben definito nel nostro Statuto, dove il contributo di tutti è esclusivamente su base volontaria». Aggiungendo poi: «Oggi, dopo quattro anni di intenso lavoro, di crescita e sfide condivise, desidero rivolgervi un sentito e doveroso ringraziamento. È stato un onore guidare la nostra associazione, e sono profondamente orgoglioso dei traguardi che assieme abbiamo raggiunto. Abbiamo affrontato momenti difficili, ma con determinazione e forte spirito di squadra, una delle caratteristiche che distinguono il nostro Ducato, siamo riusciti a trasformare le sfide in opportunità».

La gratitudine – «Abbiamo innovato, migliorato processi e consolidato la nostra presenza nel settore, dimostrando che il vero valore di un’organizzazione risiede ancora una volta nelle persone che la compongono. Alla Corte Ducale va il mio più sincero e sentito ringraziamento, non solo per essere sempre stata all’altezza dei compiti che via via venivano concordati e assegnati, ma per la continua proposizione e stimolo in un clima sempre sereno, non così consueto in altri ambiti, che ci ha permesso di continuare l’opera meritoria che i nostri padri fondatori, quelli che ormai ci osservano dal Ducato del cielo e quelli purtroppo pochi, ma per fortuna ancora tra noi, avevano immaginato per la nostra organizzazione. Persone davvero straordinarie come del resto i Maestri dei Conti, custodi della regolarità amministrativa, ai quali va altrettanto il mio grazie per essere sempre stati propositivi e collaborativi. Se oggi il Ducato è in salute, con i conti in ordine, lo si deve anche a loro. Un grazie particolare alla Fondazione Friuli e al suo presidente Giuseppe Morandini che ha voluto gratificarci non poco, ospitandoci nella nuova sede della Fondazione in un prestigioso ufficio che mai avremmo immaginato, e che conferisce un indubbio lustro al nostro Ducato, come pure il nostro grazie sincero alla Fondazione Renati Campus al suo presidente Agostino Maio e alla direttrice Renata Qualizza, nella sua duplice veste, tutti Nobili del Ducato ovviamente, che non si lamentano mai se approfittiamo della loro bontà e della loro pazienza, ospitandoci in questa bellissima sala multimediale, che tutta Udine invidia, senza peraltro dimenticare la sala mensa dove periodicamente si svolgono gli incontri sull’educazione al bere consapevole che attraggono ogni volta 250 e più studenti universitari, il che ci rende particolarmente orgogliosi, segno più che tangibile dell’attenzione che le giovani generazioni riservano a uno stile di vita più sano e responsabile come poi dirò a proposito di un altro “fenomeno”».

I fondatori – «Questo non sarebbe possibile senza l’impegno e la dedizione di tanti vignaioli, di Gianni Ottogalli, del nostro medico Oliviero Panzetta, della ammirevole e sempre disponibile Polizia Stradale e di Anna Lanzoni. Ai miei predecessori, al grande Isi Benini, ai Duchi Ottavio Valerio, Vittorio Marangone, Alfeo Mizzau, Emilio Del Gobbo, Piero Villotta e Loris Basso, impegnato oggi nella realizzazione della “vigna del Signore”, voluta direttamente dal Santo Padre a Castelgandolfo, con la vicinanza non solo spirituale del Cardinale Fabio Baggio, Nobile del Ducato, che ci vedrà anche assieme all’Uiliversità, partecipi a questo evento di straordinaria importanza, la nostra riconoscenza. A tutti il merito e il grazie più sincero per aver guidato per oltre un cinquantennio, questa istituzione attraverso le inevitabili crisi di settore, i rapidi e spesso complessi cambiamenti politici e normativi. Un ricordo affettuoso, infine, a tre amici del Ducato Piero Pittaro, Marco Felluga e Franco Marini che ci hanno lasciato recentemente».

La Ribolla gialla – «Pur non avendo subito cambiamenti radicali, la viticoltura friulana ha comunque registrato più che sensibili progressi in termini di tecniche di vinificazione, sostenibilità e innovazione nei processi produttivi, seppur con una transizione più graduale rispetto ad altre aree del Paese. L’eccessiva frammentazione dei produttori, almeno a mio parere, e di conseguenza la difficoltà a creare massa critica capace di incidere fortemente, è problema purtroppo antico nelle nostre terre senza il quale i traguardi pur prestigiosi della nostra viticoltura avrebbero avuto senza alcun dubbio risultati ancor più soddisfacenti. Vale un esempio per tutti: la nostra Ribolla gialla. Qualcuno obietterà che mi fermo spesso su questo aspetto, ed è vero, ma sono anche estremamente convinto che se ci fosse maggior coesione tra politica e produttori, e tra produttori stessi questo nostro autoctono, che sta salendo sempre più sulla ribalta dei consumi e del gradimento, potrebbe avere quella maggior tutela che si merita essendo un prodotto “nostro”, senza essere trascinato e peggio ancora confuso nel grande marasma delle varie ribolle gialle di cui il mercato si sta riempiendo, a prezzi da acqua minerale, ma che nulla hanno a che vedere con l’originale. Ovviamente penalizzandolo».

La vitivinicoltura friulana – «Il Ducato in questi anni è sempre rimasto unito, nonostante una leggera flessione nel rinnovo delle quote sociali, peraltro comune purtroppo a tutte le associazioni come la nostra, ed ha mantenuto intatto il messaggio affidatogli dai fondatori, come dicevo, senza far venir meno la qualità dei Nobili, scelti accuratamente per le doti, le qualità, la professionalità e la caratura morale di chi si accingeva a ricevere l’investitura. È per questo che oggi essere nel Ducato e ambirne farne parte è un segno di particolare distinzione. Com’è rimasto alfiere e difensore di quello splendido Vigneto Friuli, come noi amiamo chiamare, brand tra l’altro che abbiamo registrato e che rappresenta oggi uno degli avamposti più tecnologicamente avanzati del nostro Paese, nella ricerca scientifica, nell’innovazione in viticoltura, grazie agli uomini e alle donne che hanno dedicato e dedicano ogni giorno il loro lavoro e il loro sapere nell’accrescimento e nella salvaguardia dei risultati ottenuti. Università in primis con cui contiamo di proseguire la collaborazione, Consorzi, illuminati imprenditori, enologi, grandi ed efficaci comunicatori, senza dimenticare ovviamente Regione e Camera di commercio, hanno fatto e fanno sì che oggi i nostri vini si trovino nelle top ten mondiali, celebrati dalle più prestigiose riviste internazionali del settore».

I nemici del vino – «Non è tutto oro però, c’è anche qualche ombra, di cui bisogna parlare, che si sta allungando pericolosamente sui nostri mercati e sta mettendo in seria difficoltà le nostre aziende per lo più impreparate ad affrontare situazioni di crisi nei confronti di attori internazionali. Non ci sono solo i dazi, altissimi così come sono stati annunciati, a preoccupare l’export delle nostre aziende verso uno dei loro principali mercati, ma anche da una strisciante e per questo molto pericolosa ostilità nei confronti del vino, fino a farlo diventare pericoloso quasi più del fumo delle sigarette. Poi vediamo quali sono gli autori e allora ci si rende conto di quanto interessi economici e ideologia giochino in questo ambiguo messaggio, che non esclude purtroppo anche istituzioni come il Parlamento europeo.Prima di avventurarsi in simili affermazioni gioverebbe ricordare come in Europa il settore vitivinicolo, oltre a impiegare quasi 3 milioni di persone, contribuisce in modo significativo all’economia, generando 130 miliardi di euro di Pil con 52 miliardi di entrate fiscali. L’enoturismo è un altro aspetto rilevante, con circa 36 milioni di visitatori dati 2022 ma in forte crescita, che hanno generato entrate per quasi 15 miliardi di euro, rafforzando ulteriormente l’economia delle regioni rurali europee. Sono cifre su cui non si può scherzare e in merito alle quali va posta una particolare attenzione: il problema si chiama vino dealcolato. Pur compre contenuto alcolometrico tra lo 0,5% e l’1,2 % per il parzialmente dealcolato, che però potrebbe scendere sotto lo 0,5% per i vini completamente analcolici. Ma a questo punto non chiamatelo più vino».

La tradizione enologica – «Ragioni salutiste da un lato, ideologiche e opportunità commerciali dall’altro, sono diventate il motore di un’autentica crociata nei confronti come dicevo prima, di una delle bevande iconiche più celebrate, non possiamo che affermare la nostra perplessità, per non dire contrarietà. In molte regioni il vino è legame con il territorio e le tradizioni locali. Le feste enogastronomiche, i rituali di vendemmia e la trasmissione delle tecniche di vinificazione sono elementi fondamentali per l’identità culturale di un popolo. Il vino è storicamente una bevanda alcolica, fortemente radicata in tradizioni e riti che tutti conosciamo. Per molti, il piacere e il valore del vino risiedono proprio nella sua componente alcolica, che ha significati simbolici e sociali profondi. Le nostre aziende, non solo quelle della nostra Regione, in maggior parte di struttura e dimensioni medio piccole, rispetto ai grandi Marchi che possono questi si, aggredire i mercati alcol free, sono impegnate costantemente nella ricerca di una sempre maggior qualità del prodotto e questo potrebbe fare la differenza per mantenere inalterate le quote di mercato. Noi crediamo in senso generale, che la maggior consapevolezza e maturità, specie nelle giovani generazioni, di un bere consapevole, qui il Ducato ne fa un punto di orgoglio come già ricordato, e più responsabile, anche influenzato sicuramente da nuovi stili di vita, possa contribuire a mantenere il nostro vino così com’è. Facciano pure il vino senza alcol, noi il nostro lo terremo così com’è».

L’idea ispiratrice – «Le ragioni che portarono alla creazione del Ducato oltre cinquant’anni fa, al di là dello spirito, non sono ovviamente né più attuali né replicabili. Abbiamo già detto molte volte quali sono i motivi senza bisogno di ripeterli. Rimangono però intatti e lo ripeto, lo spirito, la dedizione, la storia e l’immagine, mai offuscata e ancora oggi degna di grande considerazione e rispetto. In questi quattro anni abbiamo cercato di mantenere intatte le nostre qualità, e le nostre aspirazioni non senza difficoltà a volte, data la limitatezza delle risorse, che ci ha impedito una più marcata presenza sui territori, anche ovviamente fuori dai confini regionali, soprattutto sull’aspetto promozionale del Vigneto Friuli come avremmo voluto. Su questo aspetto però devo sottolineare come la collaborazione con l’Ente Friuli nel Mondo, che inizia con la storia stessa del Ducato, rafforzata con Loris Basso e che ora continua con il nuovo presidente Franco Jacop, ci consente di far sentire la nostra storia e la nostra voce tramite una rubrica che il vostro amato Duca, pubblica su ogni numero della rivista Friuli nel Mondo e che raggiunge ogni due mesi 78 paesi nel mondo attraverso i nostri Fogolars. Articoli che hanno ovviamente, oltre che a illustrare l’attività del Ducato, l’informazione a 360 gradi su quel che succede nel nostro Vigneto Friuli. Ciò che fece il primo Duca, Ottavio Valerio, presidente al tempo anche dell’ente Friuli nel Mondo, girando avanti e indietro per i cinque continenti, ora lo facciamo noi dalle pagine di una bella rivista. Il mondo oggi viaggia così!».

Il Premio Isi Benini – «Non starò a farvi l’elenco dettagliato, in ogni caso, dell’attività svolta in questi quattro anni anche perché la vostra partecipazione è stata sempre numerosa e quindi lo sapete già. Degli incontri dedicati al bere consapevole ho già detto, voglio però sottolineare il Premio Ricordo Isi Benini che mantiene vivo il ricordo di un uomo straordinario che ha lasciato un segno indelebile nella storia del giornalismo e della viticoltura friulana, al di là di essere stato il nostro fondatore, e che acquista anno dopo anno sempre maggior plauso e interesse per l’alto profilo delle personalità a cui viene assegnato».

Il ritorno di Asparagus – «Asparagus è un brand in continuo costante successo, che abbiamo portato da biennale ad annuale giunto quest’anno alla sua 25esima edizione è diventato oramai uno dei simboli più riconosciuti e più ricercati dell’enogastronomia regionale, registrando un numero di partecipanti che complessivamente supera oggi anche le 1000 presenze con non pochi partecipanti dalle vicine Austria e Slovenia. A proposito ieri sera c’è stato il primo degli otto appuntamenti previsti quest’anno, 9 se contiamo anche Milano, con il tutto esaurito al Grop di Tavagnacco da ben prima che iniziasse la campagna pubblicitaria. Caratteristica che si sta verificando anche negli altri Ristoranti. A puro titolo di cronaca, tanto per darvi un’idea, l’organizzazione di Asparagus inizia ai primi di gennaio di ogni anno, con la riunione dei ristoratori e prosegue ininterrotta fino alla fine di maggio. Così più o meno si verifica per tutte le altre nostre attività, con un impegno a tratti quasi quotidiano da parte di tutti che è l’immagine della dedizione e dell’affetto verso il nostro Ducato».

Il Frico – «Frico 4.0, simbolo della gastronomia “povera” della nostra terra, ma celebrato ora in non poche riviste come piatto rappresentativo della tradizione friulana, che abbiamo destinato generalmente alle trattorie, partito in sordina ma che registra anch’esso ormai il tutto esaurito nelle serate programmate. Senza contare le convivialità tematiche, le Agapi come noi le chiamiamo che vanno dalla Rosa di Gorizia, ai Sardoni barcolani, alla selvaggina, alla visita alle cantine con annesse degustazioni eccetera. Ho lasciato per ultimo le Diete che sono il momento celebrativo più intenso del Ducato che abbiamo cercato di rendere il più solenne possibile, come del resto deve essere, anche per un doveroso senso di rispetto verso i nuovi Nobili che si avvicinano sempre molto emozionati al momento dell’investitura, com’è giusto che sia! Possiamo consentirci un po’ di presunzione nell’affermare che il nostro scopo di contribuire seppur in minima parte, con i mezzi che abbiamo e con tanta buona volontà all’economia regionale, sia stato raggiunto, come ci viene riconosciuto peraltro, con nostra grande soddisfazione dalle autorità regionali».

Le cariche – «E veniamo così al rinnovo delle cariche… La lista della Corte Ducale che si presenta a voi per il prossimo quadriennio, trova alcuni nuovi inserimenti, com’è giusto che sia in un’ottica di graduale rinnovo, rispetto a quella votata 4 anni fa, e con uno sguardo al futuro, rappresenta una indubbia pluralità di esperienze e competenze che garantiscono al Ducato quel valore aggiunto indispensabile a proseguire verso ambiziosi traguardi. La Lista dei Maestri dei Conti è per forza di cose separata, come vedete sono 5 i candidati per tre effettivi del collegio e due supplenti, con le modalità previste dal nostro Statuto. Questa è la nostra idea di Ducato, che cercheremo di replicare, se ci vorrete concedere ancora la vostra fiducia, cercando naturalmente di fare meglio, dando maggior spazio alla conoscenza e all’informazione, fatte salve tutte le altre attività storiche che sono il nostro Dna, incrementando le visite anche fuori regione laddove nuove tecnologie, profumi antichi e incomparabili tradizioni hanno fatto la storia della viticoltura e che meritano di essere patrimonio culturale di ognuno di noi».

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In copertina il confermato Duca Alessandro I, al secolo Alessandro Salvin; all’interno, due immagini dell’assemblea riunitasi alla Fondazione Renati a Udine.

Il Vigneto Fvg grande protagonista al Vinitaly tra incertezze per i dazi Usa e strategie per nuove affermazioni

La Regione Friuli Venezia Giulia, anche in questo momento di particolare incertezza per il comparto del vino dovuto ai nuovi dazi, investe e unisce tutte le forze per mettere insieme le grandi potenzialità e l’elevatissima qualità delle sue produzioni. Il nuovo stand nell’ambito di Vinitaly 2025, più grande e completamente rinnovato, rappresenta una piattaforma strategica fondamentale per il comparto vitivinicolo regionale rispetto ai mercati internazionali del mondo intero, ma rappresenta anche una grande opportunità di promozione dell’intero sistema agroalimentare e delle eccellenze di tutto il territorio. È quanto, in sintesi, sostenuto dagli assessori regionali alle Risorse agroalimentari e alle Attività produttive e turismo, presenti ieri all’inaugurazione dello stand della Regione Friuli Venezia Giulia alla 57ma edizione dell’evento internazionale legato al sistema del vino più importante del mondo, in corso fino al 9 aprile a Veronafiere.


Nel pomeriggio di ieri il “padiglione” del Friuli Venezia Giulia è stato visitato anche dai tre ministri dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, dei Rapporti con il Parlamento e della Cultura. Debutta così, nel padiglione 6 del quartiere fieristico veronese, il nuovo allestimento nello spazio “Io Sono Friuli Venezia Giulia: Connessioni d’eccellenza” che intreccia vino, cultura, territorio e laboriosità di una terra vocata all’eccellenza e che vede Ersa (l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale) e PromoTurismoFvg insieme per la promozione del comparto agroalimentare e dell’intero territorio. Si metteranno così in evidenza ricchezza e varietà del patrimonio del Friuli Venezia Giulia, dalla montagna al mare, dove ogni ambiente coltiva e produce un vino con proprietà e caratteristiche differenti, influenzate dagli elementi naturali.
Un’area di 1.500 metri quadrati: ottanta le aziende vitivinicole regionali selezionate in esposizione (per un totale di oltre 5.700 bottiglie in degustazione nei numerosi eventi organizzati nello stand nei quattro giorni di manifestazione), altri 58 produttori presenti con proprio stand e sei aziende in collettiva nel padiglione Bio. Circa 500 etichette in rappresentanza delle 11 zone Doc e delle due zone Igt del Friuli Venezia Giulia: 24 le diverse tipologie di vini bianchi e rossi.
I numeri sull’export del vino Fvg (dati Camera commercio Pordenone-Udine 2023) indicano un valore di circa 250 milioni di euro, in crescita dell’8,8 per cento. I principali mercati di destinazione sono gli Usa (23,6% del totale dell’export di vini e altre bevande), Germania (20,4%) e Regno Unito (5,5%), seguono Paesi Bassi e Spagna con percentuali inferiori. Gli Stati Uniti, da soli, costituiscono circa un quarto dell’export totale del vino del Friuli Venezia Giulia, pari a oltre 62 milioni di euro.
Facendo riferimento all’edizione Vinitaly 2025 – caratterizzata anche per l’introduzione dei dazi da parte dell’Amministrazione Usa, a Veronafiere hanno comunque confermato la loro presenza oltre tremila buyer provenienti dagli Stati Uniti -, l’assessore alle Risorse agroalimentari ha evidenziato come alla manifestazione siano presenti buyer dei mercati di tutto il mondo e che questo significa un’enorme opportunità, in una strategia di medio termine, per creare le condizioni e generare alternative su mercati anche nuovi che potranno ampliare la diversificazione ed eventualmente compensare possibili effetti dei dazi americani.
Per l’assessore alle Attività produttive e Turismo, attraverso la promozione integrata e forte che la Regione Fvg riesce a mettere in campo con la presenza del Friuli Venezia Giulia a Vinitaly, non solo si consentirà alle imprese vitivinicole di essere accompagnate e supportate in modo che possano continuare ad esportare l’alta qualità e l’eccellenza in tutti i mercati del mondo ma si promuove anche il sistema dell’accoglienza regionale che continua a mostrare numeri molto positivi che ci fanno ben sperare anche per la prossima stagione estiva.

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In copertina e all’interno tre immagini del nuovissimo stand del Friuli Venezia Giulia che ieri ha debuttato al Vinitaly di Verona.

(Foto Regione Fvg)

Il Premio “Angelo Betti” a Stefano Trinco enologo che ha saputo portare la vitivinicoltura friulana a nuovi traguardi

«È un momento di grande orgoglio per il Friuli Venezia Giulia. Con il conferimento del prestigioso Premio “Angelo Betti”, consegnato oggi pomeriggio a Vinitaly 2025, all’enologo friulano Stefano Trinco, un professionista che ha saputo interpretare al meglio l’eccellenza vitivinicola del territorio, viene riconosciuto un tributo al suo impegno e alla sua passione, che da anni contribuiscono a promuovere la regione nel panorama internazionale del vino». È questo, in sintesi, il messaggio della Regione Fvg, espresso attraverso l’assessore alle Risorse agroalimentari, durante la cerimonia di consegna del Premio “Angelo Betti” nell’ambito della 57ma edizione della manifestazione internazionali del mondo del vino in corso da ieri a mercoledì 9 aprile a Veronafiere.
Il Premio “Angelo Betti” – istituito molti anni fa come Gran Medaglia di Cangrande -, per il Friuli Venezia Giulia, è andato quest’anno allo stimato tecnico del vino Stefano Trinco. Enologo dal 1982, dopo il diploma alla Scuola enologica “Cerletti” di Conegliano, è stato – dal 1985 al 2024 – responsabile di produzione della “Vigneti Pietro Pittaro” di Codroipo, di cui oggi è consocio proseguendo l’attività anche come produttore. Questa la motivazione ufficiale del Premio che gli è stato consegnato sul palco presente l’esponente della Giunta Fvg. «Stefano Trinco è un enologo di altissimo profilo umano e professionale, un riferimento acclamato per colleghi e produttori. Può ben essere considerato tra i massimi esperti, non solo a livello regionale, nel complesso mondo del metodo Champenois ma, non solo. Oggi anche produttore, con i consoci, prosegue l’attività di uno dei più blasonati marchi regionali, ma nel contempo presiede con competenza e indiscussa capacità la Doc Friuli, la più estesa Doc del Friuli Venezia Giulia, garantendo un’elevata capacità di ascolto e di mediazione. La sua professionalità, competenza e disponibilità lo rendono autorevole e indiscusso interlocutore nel panorama vitivinicolo della regione Friuli Venezia Giulia nonché in quello nazionale».
Giunto alla sua 51ma edizione, con la Medaglia annuale l’importante riconoscimento nazionale intende valorizzare istituzioni o personalità delle diverse regioni italiane che hanno significativamente contribuito al progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione, così come alla crescita del settore vinicolo italiano attraverso la loro attività professionale o imprenditoriale. Si tratta, come evidenziato dai vertici di Veronafiere, di un’iniziativa volta a valorizzare non solo l’eccellenza, ma anche la tipicità dei territori e che, proprio per questo, richiede ogni anno la preziosa collaborazione degli assessorati regionali all’Agricoltura.
Come sottolineato dall’esponente della Giunta Fvg, con la sua competenza e dedizione in oltre quarant’anni di attività, Stefano Trinco ha saputo portare la tradizione vitivinicola friulana a nuovi traguardi, confermando il ruolo di eccellenza del Friuli Venezia Giulia nel mondo del vino. La sua capacità di coniugare innovazione e rispetto per il territorio rappresenta un esempio luminoso per le future generazioni di enologi e produttori.

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In  copertina, l’enologo friulano Stefano Trinco durante la  cerimonia a Veronafiere.

Pinot grigio, a Verona debutta l’intesa tra Consorzio Doc delle Venezie e Ismea per capire bene come cambia il pianeta vino

Il mondo del vino sta attraversando una fase di cambiamento, nel quadro di un progressivo ricambio generazionale e di una crescente attenzione agli aspetti salutistici e di sostenibilità ambientale. Un contesto di non facile lettura, nel quale il sistema vitivinicolo italiano è tuttavia in grado di giocare un ruolo di assoluto protagonista, anche grazie al supporto dei dati sempre più centrali nei processi decisionali delle aziende. In questo contesto si inserisce la partnership tra Ismea , Consorzio Doc delle Venezie – istituita nel 2024 su impulso dello stesso Consorzio per affrontare le proprie scelte sulla base di conoscenze ed elementi oggettivi – presentata ieri al Vinitaly di Verona, nell’rea espositiva del Masaf, come esempio di modello imprenditoriale replicabile per altri attori del comparto. L’evento introdotto dai presidenti di Ismea, Livio Proietti, e del Consorzio Doc delle Venezie, Albino Armani, e moderato da Costanza Fregoni, direttore responsabile Vvq Vigne, Vini & Qualità, ha visto i contributi di Fabio Del Bravo, responsabile della Direzione Filiere e Analisi di Mercato Ismea, Stefano Sequino, direttore Consorzio Doc delle Venezie, Eugenio Pomarici, professore dell’Università degli Studi di Padova e, nelle conclusioni, del direttore generale di Ismea Sergio Marchi.
Un’occasione anche per fare il punto sui numeri, decisamente lusinghieri, della giovane denominazione, che associa gli areali del Pinot grigio di Veneto Friuli Venezia Giulia e Trentino, attestandosi al primo posto in Italia per produzione di vini fermi e al secondo posto in assoluto, con una quota del 10%. Il 2024, secondo le elaborazioni Ismea, ha fatto registrare un ulteriore incremento degli imbottigliamenti della Doc, che hanno raggiunto 1,7 milioni di ettolitri (+4%), una tendenza che dovrebbe proseguire anche nel 2025 come evidenziano i dati di questa prima parte dell’anno. Le vendite all’estero hanno sperimentato un forte incremento; i dati elaborati da Ismea e presentati ieri al Vinitaly rivelano, dall’introduzione sul mercato della Doc delle Venezie nel 2017, un volume dell’export più che raddoppiato, con una crescita a tripla cifra anche del fatturato (+117%).
Altro dato interessante emerso dalla relazione dell’Istituto è il graduale spostamento del Vigneto Italia verso il Nord-Est, con una crescita record della superfice vitata dal 2000 a oggi in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige (rispettivamente +38%, +53% e +13%). Un andamento in netta controtendenza rispetto alla dinamica osservata nel resto della Penisola e a livello Ue, conseguente anche al programma straordinario di espianti che ha caratterizzato alcune aree produttive europee.
«Il Consorzio Doc delle Venezie rappresenta oggi il più grande modello di integrazione interregionale, unendo sotto un’unica denominazione d’origine i territori di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – ha commentato il presidente Armani -. La denominazione oggi conta una superficie vitata potenziale di circa 27 mila ettari e una produzione annua di 230 milioni di bottiglie tracciate e dotate del Contrassegno di Stato, pari a circa il 70% della produzione totale di Pinot grigio del Triveneto. Con questi numeri, il Consorzio trova in Ismea un partner strategico che gli permette di trasformare l’analisi dei dati in un vantaggio competitivo nei mercati. L’obiettivo di questa partnership è monitorare la funzionalità e l’efficienza della nostra filiera a livello produttivo e commerciale, attraverso ricerche e studi approfonditi della congiuntura, della struttura e delle strategie del comparto vitivinicolo territoriale. Questo modello innovativo e – come ci auguriamo – replicabile da altri Consorzi e aziende, è pensato per ridurre i rischi e anticipare le tendenze in un mercato sempre più incerto e imprevedibile».
«Il Protocollo d’Intesa tra Ismea e Consorzio di tutela Doc d,elle Venezie ci permetterà di sviluppare analisi approfondite sui mercati, sui costi di produzione e sulle dinamiche commerciali, fornendo dati essenziali per le strategie di crescita e valorizzazione della denominazione – ha sottolineato invece il leader di Ismea, Proietti -. Il Pinot grigio delle Venezie è un asset strategico per il nostro Paese, che contribuisce in maniera determinante all’affermazione del vino italiano all’estero e al mantenimento della sua posizione di leadership a livello globale per produzione e quantitativi esportati. Ismea conferma così il proprio impegno nel fornire strumenti di analisi e conoscenza a supporto degli operatori, nell’ottica di una filiera sempre più competitiva, resiliente e preparata alle sfide della contemporaneità».

Giorni intensi al Vinitaly di Verona per il Pinot grigio Doc delle Venezie: oggi una riflessione su normative e strategie

Il Consorzio Doc delle Venezie, che tutela e promuove la denominazione del Pinot grigio delle tre regioni, sarà di nuovo presente a Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e dei distillati che si terrà da oggi al 9 aprile a Verona. Un appuntamento imperdibile per gli esperti del settore e gli appassionati di vino, che quest’anno vedrà il Consorzio al Padiglione 5, Stand F2 con una grande selezione di etichette della denominazione d’origine Delle Venezie – oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica Doc il Pinot grigio proveniente da Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento per un territorio che copre circa 27 mila ettari potenziali di vigneto e circa 230 milioni di bottiglie tracciate con il contrassegno di Stato.

Albino Armani


Nei giorni di fiera, il Consorzio presenterà nel proprio stand l’ampia gamma di Pinot grigio territoriale e porterà anche le importanti novità emerse durante la conferenza stampa organizzata a Milano lo scorso 12 marzo nella Pinacoteca Ambrosiana. Durante l’incontro, sono stati condivisi i risultati di ricerche di mercato quantitative e qualitative, con un focus particolare sul Pinot grigio Doc delle Venezie, e sono stati trattati i nuovi trend di consumo che caratterizzano il mercato, in particolare per i consumatori più giovani. Una più moderata gradazione alcolica e la sostenibilità sono i due temi principali che influenzano sempre di più le scelte d’acquisto della fascia di consumatori che predilige bevande con un basso grado alcolico.
Il Vinitaly si conferma un’importante occasione per condividere spazi di lavoro e di riflessione: il Consorzio parteciperà infatti attivamente ai dibattiti che animeranno la quattro giorni scaligera in tema di normative, trend e strategie per il settore e nuove sperimentazioni. Una serie di incontri congressuali e tecnici che si apre oggi, alle ore 13, nella Sala Salieri con il Convegno, organizzato da Ugivi (Unione dei Giuristi della Vite e del Vino) dal titolo “Consorzi di Tutela alla prova della riforma 2024: evoluzione normativa e strategie per la valorizzazione delle Denominazioni”. A seguire il presidente del Consorzio Doc delle Venezie Albino Armani ed il direttore Stefano Sequino interverranno al convegno, organizzato congiuntamente con Ismea, dal titolo “I dati e la loro analisi come asset strategico per la crescita del settore vitivinicolo: il modello Ismea-Consorzio Doc delle Venezie”, che si terrà alle ore 14.30 presso l’area Talk dello spazio Masaf-Palaexpo. Qui verrà illustrato il protocollo d’intesa tra Ismea e il Consorzio Doc delle Venezie con l’obiettivo di trasformare l’analisi dei dati in un vantaggio competitivo per le imprese: un modello innovativo e replicabile, ideato per ridurre i rischi, migliorare l’efficienza e anticipare le tendenze in un mercato caratterizzato da un crescente grado di incertezza e imprevedibilità.
Sempre oggi, alle ore 15.45, ancora nello spazio Masaf-Palaexpo, Sala Talk, il Consorzio parteciperà al Convegno organizzato da Agea dal titolo “Vino e promozione nei paesi terzi: la normativa, la filiera del territorio e il ruolo di Agea”: un’occasione per portare un contributo rispetto alle necessità della filiera del Pinot grigio Doc delle Venezie, in termini di valutazioni, fabbisogni e di spazi di riflessione, con particolare riferimento al funzionamento della misura OCM Promozione nei mercati dei Paesi terzi.

Stefano Sequino


Inoltre, martedì 8 aprile si terrà il Convegno organizzato dal Consorzio dal titolo “La nuova frontiera dei vini a bassa gradazione alcolica naturale e varietà resistenti: strategie di intervento e prospettive commerciali”, che si terrà dalle 12 alle 13 sempre nello spazio Masaf-Palaexpo. Un’occasione per guardare al futuro spingendo sull’innovazione e per riflettere sulle nuove tendenze di mercato che sono oggetto di dibattito anche a livello europeo e sulle quali il Consorzio sta avviando un progetto di modifica del disciplinare di produzione. Durante l’evento, che sarà moderato dal direttore Sequino, interverranno Riccardo Velasco (Crea-Ve Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia), Paolo Sivilotti (Dipartimento di Scienze Agroalimentari, Ambientali e Animali dell’Università degli Studi di Udine), Marco Stefanini (Fondazione Edmund Mach e Piwi International.it), Yuri Zambon (VCR Research Center) e Michele Giannini (Veneto Agricoltura).
Infine, nella giornata di mercoledì 9 aprile il direttore Sequino interverrà nel corso dell’evento organizzato dai Carabinieri e dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino dal titolo “Il vino italiano nel mondo – prospettive culturali, economiche e giuridiche” in programma alle ore 10 in Sala Rossini, Centro Congressi Arena – Galleria 6-7.
Parallelamente alla partecipazione a Vinitaly il Consorzio, dopo la prima edizione 2024 che ha fatto registrare oltre 10 mila assaggi di Pinot grigio Doc delle Venezie, tornerà anche al Vinitaly & The City, il fuori salone che anche oggi, giorno conclusivo, animerà i luoghi più suggestivi del centro storico di Verona, patrimonio mondiale dell’Unesco. In Piazza dei Signori, nella storica Loggia di Fra’ Giocondo, è stata allestita un’enoteca dedicata esclusivamente al Pinot grigio Doc delle Venezie, dove sommelier esperti guidano i visitatori nella scoperta di decine di etichette. Un’opportunità unica per i winelovers di assaporare il meglio del territorio e per il Consorzio di avvicinarsi direttamente ai consumatori, consolidando la sua posizione di leadership nel settore. In particolare, il Consorzio punta a coinvolgere i giovani in questa iniziativa, invitandoli a scoprire la storia e la cultura che si celano dietro un calice di Pinot grigio Doc delle Venezie: una lunga tradizione in grado di esprimere un vino contemporaneo, simbolo del Made in Italy nel mondo ma anche di innovazione e rispetto per l’ambiente.

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In copertina, il Pinot grigio nelle tipologie bianco e ramato; qui sopra, i tipici grappoli della importante varietà.

“Un biel vivi”, oggi gran finale a Osoppo con i sapori del Friuli Collinare protagonisti i volontari di dieci Pro Loco

E oggi a Osoppo gran finale per “Un biel vivi”. Dopo il bellissimo avvio, venerdì sera, della rassegna enogastronomica che celebra le eccellenze del territorio del Friuli collinare, il parco del Rivellino ospita anche in questo ultimo giorno un ricco programma di eventi e soprattutto dieci Pro Loco (Buja, Flaibano, Forgaria nel Friuli, Gallerio di Vendoglio, Montegnacco, Ragogna, San Daniele, Vilegnove, Consorzio Pro Loco Friuli Nord est e ovviamente i padroni di casa) che proporranno una trentina di pietanze abbinate ai grandi vini del territorio. All’inaugurazione presente il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e al sindaco di Osoppo, Lorenzo Tiepolo, assieme al presidente del Consorzio Pro loco Collinare Franco Ceroi e al presidente del Comitato regionale Pro Loco Pietro De Marchi. Con loro Federica Novello presidente Friuli Collinare Odv, Luigino Bottoni presidente della Comunità collinare e il consigliere regionale Manuela Celotti. Negli interventi plauso a una manifestazione come “Un biel vivi” che raccoglie oltre alle Pro loco anche tutte le altre associazioni di volontariato del territorio. Promossa a pieni voti la favolosa la location del parco del Rivellino. Riproponiamo i menù delle Pro Loco aderenti.

LE PROPOSTE

PRO LOCO BUJA – Tra le proposte della Pro Loco di Buja, spiccano i tradizionali gnocchi, disponibili sia con ragù di toro che nella variante burro e salvia, con la possibilità di ordinare anche una mezza porzione. Per gli amanti della carne, l’hamburger di toro è un’opzione imperdibile, disponibile in tre varianti: con cipolla, con valeriana o nella versione cheeseburger. Non mancano le classiche patate fritte, perfette per accompagnare ogni piatto.

PRO LOCO FORGARIA – La Pro Loco di Forgaria nel Friuli Aps, presenta un menù che celebra i sapori autentici del territorio. Si parte con il “Castelraimondo”, un crostino bis di “pan di soreli” (farina di mais e curcuma) con prosciutto di cervo e lardo speziato, disponibile anche in porzione ridotta. Si prosegue con le “Pappardelle al ragù di cinghiale o capriolo”, un piatto che esalta la selvaggina locale, anch’esso disponibile in porzione ridotta. Per assaporare i prodotti tipici, il “Altopiano Monte Prat” offre un tagliere con “pan di soreli”, soppressa, coppa, lardo speziato e formaggi locali, anche in versione ridotta. Infine, per un tocco dolce, il “Bosco Cremoso” propone un cremoso al latte di mandorle con coulis di frutti di bosco.

PRO LOCO DI FLAIBANO – La Pro Loco di Flaibano propone un menù che celebra i sapori autentici del territorio friulano, con un’attenzione particolare ai piatti della tradizione. Il protagonista indiscusso è il “Frico”, disponibile in tre varianti: classico, alle erbe e piccante, per accontentare tutti i gusti. Per chi desidera un assaggio, è disponibile anche una porzione ridotta. Come stuzzichino, le “Olive al Montasio”.

PRO LOCO DI MONTEGNACCO – La Pro Loco di Montegnacco presenta un menù che celebra i sapori rustici e genuini del territorio friulano. Si parte con il “Crostino caldo con il lardo”, un antipasto semplice ma gustoso, disponibile anche in mezza porzione. Per i secondi, la “Costa alla fiamma con polenta”, accompagnata dalla tradizionale polenta. La “Dadolata di polenta” offre un’alternativa vegetariana, mentre la “Fetta di dolce” conclude il pasto con una nota dolce.

PRO LOCO DI OSOPPO – La Pro Loco di Osoppo propone un menù che celebra i sapori autentici del territorio, con un occhio di riguardo alla qualità degli ingredienti. Per i primi piatti, si possono gustare i tradizionali gnocchi, disponibili sia al profumo di orchidea che al ragù, con la possibilità di ordinare anche una porzione ridotta. Per i secondi, la Pro Loco di Osoppo offre due opzioni fresche e leggere: la mozzarella di bufala originale di Caserta su letto di misticanza e fiori edibili, e la caprese, sempre con mozzarella di bufala originale di Caserta.

PRO LOCO DI RAGOGNA – La Pro Loco di Ragogna propone per iniziare, il “Grissinone con prosciutto crudo di Ragogna”, un antipasto semplice ma gustoso. Come primo piatto, il “Ragognocco con cestino di frico” è un’esperienza culinaria unica, che combina la tradizione dei gnocchi con la croccantezza del frico. Per i secondi, le “Meraviglie di Ragogna” presentano un misto di formaggi locali con miele, sottoli, crostino con paté e ricotta, disponibile anche in porzione ridotta. Infine, la “Mindricule” è un salume tipico di Ragogna, preparato con lombo, lardo e cotenna, stagionato e affumicato con legno di faggio, che offre un sapore intenso e caratteristico.

PRO LOCO DI SAN DANIELE – La Pro Loco di San Daniele del Friuli celebra il re dei salumi con un menù che ne esalta il sapore unico. Si parte con “Profumo al San Daniele”, un vassoio di prosciutto crudo accompagnato da grissini croccanti, ideale per un aperitivo o un antipasto. I “Tortellini al prosciutto crudo di San Daniele”, con crumbles di prosciutto crudo, crema al latte e semi di papavero. Disponibile anche in porzione ridotta. Per i secondi, il “Maialino tonnato”, arista di maiale al forno con salsa tonnata e capperi. Infine, “Assaggi di Collina” propone un tris di specialità locali: grissinone avvolto nel prosciutto crudo San Daniele, medaglione di frico friabile e tartina con la “Regina di San Daniele” (trota affumicata).

PRO LOCO GALLERIO VENDOGLIO – La Pro Loco Gallerio di Vendoglio proporrà Crostini di polenta con salame nell’aceto e muset, la gustosa Zuppa dell’orto, il Filetto di maiale alla griglia con salsa di funghi (disponibile anche in Mezza porzione) e il Sorbetto di vendoglio (con Ribolla gialla Aganis) oltre al caffè.

PRO LOCO VILEGNOVE – La Pro Loco Vilegnove propone i rinomati Tagliolini di Vilegnove al San Daniele (Tagliolini artigianali avvolti nella Crema di panna e Prosciutto San Daniele con spolverata di Semi di papavero) e i Maltagliati in sugo di pomodoro rosso con funghi misti e scamorza affumicata (possibilità anche di porzione ridotta). Inoltre la focaccia Pinsa farcita con mortadella profumata friulana e il Gnocco fritto dolce ripieno con crema di nocciola.

CONSORZIO PRO LOCO NORD EST – Il Consorzio Pro Loco Nord Est APS propone un menù che celebra i sapori autentici delle montagne friulane. Si parte con il “Risotto ai mirtilli”. In alternativa, gli “Spätzle alla zucca con burro e ricotta”. Entrambi i primi piatti sono disponibili anche in porzione ridotta. Per i secondi, la “Salsiccia tal tocj di vôre” e la “Salsiccia in umido con fagioli”. Anche questi secondi sono disponibili in porzione ridotta. Per concludere in dolcezza, le “Crepe con confetture varie” (lamponi, mela/arancia/cacao) e la “Torta ai sapori del Nord Est” offrono un’esperienza gustativa che celebra i prodotti del territorio.

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In copertina, uno dei piatti proposti a Osoppo; all’interno, due immagini della cerimonia inaugurale di venerdì mentre parla il presidente del Consorzio Pro loco Collinare Franco Ceroi.