Vino e cultura, ecco i Colloqui autunno-inverno all’Abbazia di Rosazzo nel ricordo di Livio Felluga: si parte giovedì con due libri presentati in anteprima Fvg

Si aprirà l’11 settembre per proseguire fino al 28 novembre la sezione autunno-inverno della X edizione della rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, nella storica Abbazia di Rosazzo, sopra Manzano, curata e condotta da Elda Felluga e Margherita Reguitti. Sarà come tradizione un viaggio oltre i confini, intrecci di storie, genti e culture a cavallo di frontiere tangibili e intangibili. Sei gli appuntamenti, di cui due in anteprima regionale, proposti dal calendario promosso e organizzato dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga.
Si inizierà, dunque,  giovedì prossimo con la novità di una doppia presentazione in anteprima regionale. Ospite sarà per la prima volta in Abbazia il romanziere Andrea Vitali, uno dei narratori fra i più letti ed apprezzati in Italia, che presenterà in rapporto specchiato e dialogante “Il sistema Vivacchia” (Garzanti), dove il maresciallo Maccadò è protagonista, e “La profezia del Povero Erasmo” (Rizzoli). Il secondo libro è una tragicommedia dal ritmo serrato, nato da una notizia di cronaca con protagonista una coppia di sfaccendati Bonnie e Clyde di provincia, irresistibili nella loro scelleratezza. Profondo conoscitore della natura della provincia con i suoi riti e comportamenti, dei quali sa cogliere elementi e tratti universali, lo scrittore di Bellano, località sul lago di Como, metterà a confronto i due lavori recenti nei quali arguzia e gusto per l’assurdo sono, accanto all’eleganza della parola e godibilità della trama, i tratti distintivi della sua scrittura.


Tre gli appuntamenti in ottobre. Venerdi 3 sarà protagonista il regista, sceneggiatore e produttore Ferdinando Vicentini Orgnani in veste di scrittore. L’autore di molti film e documentari di successo e impegno civile fra i quali “Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni”; presenterà il romanzo “Tehran senza ritorno” (Oligo editore). Una narrazione tra verità storica e finzione narrativa che racconta la vita di Fariba, un’artista iraniana nata nel 1981 a Tabriz e arrivata a Roma per studiare pittura all’accademia. Sarà la sua una nuova vita fra intrecci sentimentali e misteri dei servizi segreti italiani, avventure fra l capitale e Napoli ma non solo.
Giovedì 9 sarà ospite Diego Marani con il romanzo “L’ultima falsità” (La Nave di Teseo). L’autore, diplomatico di professione, grande viaggiatore e raffinato indagatore dell’animo umano, porterà il lettore nella Parigi delle ambasciate raccontate dallo studio di un psicoanalista. Attraverso il rapporto medico-paziente scaturiscono viaggi fisici e dell’anima. Protagonista un uomo di poche qualità animato da un grande amore nascosto: la scrittura.
Giovedì 16 il gradito ritorno in Abbazia dell’amico Angelo Floramo con il suo ultimo libro “Vita nei campi. Storie di terra, uomini e bestie” (Bottega Errante Edizioni), postfazione del giornalista Rai Armando Mucchino. Un viaggio colto e empatico nei miti, riti, leggende, tradizioni, feste. Momenti vivi nel cuore della civiltà contadina di donne e uomini, di luoghi, mulini, forni, taverne, latterie, di tradizioni popolari, lavoro, semine e raccolti.
Due gli incontri nel mese di novembre con un’anteprima regionale venerdì 7 con l’egittologa del Museo egizio di Torino, Divina Centore, che proporrà un viaggio nel tempo della grande civiltà nata lungo il Nilo con “Faraoni e fiori . La meraviglia dei giardini dell’antico Egitto” (Il Mulino). Un saggio avvincente come un romanzo alla scoperta dei segreti dei giardini dell’antica civilità, tra natura, mito e storia che sorprende e incanta ambientato nella Tebe 1350 a.C.
Chiuderà il calendario venerdì 28 Francesco De Filippo,scrittore e giornalista più volte gradito ospite della rassegna, con il libro-intervista dal titolo “Andrea Camilleri. Di pianeti e di uomini. In dialogo con Francesco De Filippo” (Castelvecchi editore). L’autore, direttore dell’Ansa di Trieste, romanziere e collaboratore di testate importanti quali il Sole 24ore, mette da parte l’immagine rassicurante del “padre di Montalbano” per concentrarsi su un pensatore acuto e lungimirante. Affrontando temi attuali, dall’intelligenza artificiale all’ambiente, dall’Europa alla filosofia, passando per il conflitto israelo-palestinese, l’arte, le masse e la politica. Un “buon maestro” per l’autore e il lettore cui fare riferimento per orientarsi in un mondo in rapido mutamento.
La rassegna letteraria, nata nel 2016 per celebrare i 60 anni dell’inconfondibile etichetta di Livio Felluga “la carta geografica”, indaga e sviluppa il tema emozionante del viaggio, declinato nelle varie forme, filo conduttore che lega incontri e autori. La manifestazione è realizzata dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga in collaborazione con l’associazione culturale Vigne Museum ed il sostegno del Comune di Manzano, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di Banca Intesa SanPaolo. L’orario di inizio degli incontri è alle 18; è gradita la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it ingresso libero fino al raggiungimento dei posti disponibili. Tutte le informazioni sul sito: www.abbaziadirosazzo.it e sulle pagine social.

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In copertina, Livio Felluga con la inconfondibile etichetta della carta geografica del Friuli; all’interno, l’Abbazia di Rosazzo in mezzo ai vigneti vista dall’obiettivo di Luigi Vitale.

Tempo di vendemmia: dal “Pigiamo Party” di Dolegna alla pittura di Gagliano e ai veicoli d’epoca di Manzano. E il Ducato dei vini friulani si ritrova per l’Agape dei sardoni barcolani

(g.l.) In Friuli Venezia Giulia, quasi ovunque, è cominciata la vendemmia: il momento più bello dell’anno, anche per il clima molto gradevole dopo gli eccessi dell’estate, durante il quale, accanto ai lavori nei vigneti e nelle cantine, s’intrecciano anche iniziative popolari con cui festeggiare questo particolare periodo che si sta vivendo in campagna. Al riguardo, abbiamo selezionato quattro iniziative in programma tra oggi e domani che vi segnaliamo in dettaglio.

DOLEGNA DEL COLLIO – Festa della vendemmia sulla colline di Scriò dove, nell’ambito dell’azienda agricola Michele Grudina – agriturismo Al Granatiere, oggi, 6 settembre, c’è la seconda edizione del simpaticissimo e divertente “Pigiamo Party”. Dalla tradizionale pigiatura dell’uva nascerà il vino dell’allegria e dell’amicizia in “tiratura” limitata. Si comincia alle 19. Al termine verrà premiata la migliore pigiatrice, mentre dalla cucina arriveranno i classici taglieri e per la festosa occasione verrà proposto anche il “piatto del contadino”.

DUINO AURISINA – Oggi riparte l’attività del Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. Così, dopo la pausa estiva seguita alla riuscitissima Dieta di Primavera a Udine, l’appuntamento è alle 12 al ristorante Borgo San Mauro di Sistiana (di fronte all’ingresso superiore di Porto Piccolo) dove ci sarà la tradizionale Agape dei Sardoni barcolani,

CIVIDALE – Domani, 7 settembre, nella frazione di Gagliano ci sarà un laboratorio di pittura “en plein air” dedicato proprio alla vendemmia e alla sua stagione, l’autunno. L’iniziativa prenderà il via alle 16 presso l’antica casa rurale di Gagliano. Lucia Codromaz, insegnante di pittura, fornirà i principi base per poter dipingere a tempera su tela. Il tema da raffigurare sarà proprio il paesaggio rurale dell’antico casolare nel periodo della vendemmia e dell’inizio dell’autunno. L’evento è gratuito.

MANZANO – Domani mattina a Manzano verrà proposta un’esperienza unica tra auto e moto d’epoca, vino e paesaggi da sogno. Il tour partirà dal giardino di Villa Beria dove il ritrovo, assieme alle iscrizioni, è fissato alle 9. Quindi, si comincerà subito con la prima degustazione firmata azienda agricola Roi Clâr. Poi, via via verso un itinerario esclusivo tra Colli orientali e Collio: prima tappa all’azienda agricola “La Viarte” (Prepotto) con degustazione; seconda tappa all’zienda agricola “Tenuta Stella” (Dolegna del Collio), con visita alla suggestiva barricaia. Al rientro in Piazza Chiodi, a Manzano, pranzo conviviale.

Vivi e liberi di volare, domani l’appuntamento con i maestosi grifoni in riva al lago di Cornino

L’evento di punta della programmazione annuale della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, “Vivi e Liberi di Volare”, torna domani 7 settembre con una ricca programmazione scientifica e divulgativa, che promette di richiamare – come nella miglior tradizione della manifestazione – un pubblico folto e diversificato. Il momento clou della giornata, il più atteso, consisterà come sempre nella liberazione (prevista a partire dalle 16.30) di alcuni maestosi grifoni trattenuti per un periodo nelle voliere della Riserva a fini di cura o di studio e di numerosi altri esemplari di fauna selvatica, salvati dal Centro di recupero specializzato di Campoformido: e sarà, ancora una volta, spettacolo, con l’emozionante riconquista della libertà da parte dei rapaci, che spiccheranno di nuovo il volo.


Di alto interesse la proposta che precederà la liberazione dei signori dell’aria: promosso in occasione della Giornata mondiale dedicata agli avvoltoi e alla loro conservazione, “Vivi e liberi di volare” si aprirà alle 14.30 con un focus su “Andamento e risultati del Progetto Grifone e degli altri progetti in corso nella riserva. Problemi gestionali legati alle recenti normative e aspetti operativi”, a cura di Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva di Cornino. Seguiranno i contributi di Tiziano Fiorenza (“Il Volo: un desiderio non solo dell’uomo, ma di tutte le specie viventi”) e del divulgatore Francesco Barberini, che racconterà come “I dinosauri che ce l’hanno fatta”. La relazione di Genero, in particolare, fornirà dettagli sull’evoluzione della colonia di grifoni che gravita attorno a Cornino e divulgherà i risultati del monitoraggio della biologia riproduttiva dell’ultimo anno: l’analisi è stata condotta su scala internazionale (considerati gli spostamenti degli uccelli e le loro interazioni con le altre popolazioni presenti in Europa) e include aggiornamenti sulla comparsa in Riserva, nel 2025, di ulteriori specie rare di avvoltoi e sull’andamento del Progetto Gipeto sulle Alpi orientali; verranno forniti dati anche sul progetto di ripopolamento relativo all’allocco degli Urali, condotto in collaborazione con l’Università di Vienna. Genero porrà infine in evidenza il grande lavoro che recenti normative veterinarie e sanitarie hanno imposto per l’utilizzo delle carcasse nel punto di alimentazione, con conseguenti variazioni nella gestione dello stesso e notevoli difficoltà operative: si sono infatti resi necessari adattamenti delle procedure e delle attrezzature utilizzate.
Coinvolgente si annuncia anche il contributo di Barberini: «Molti – spiega – pensano che i dinosauri siano estinti, ma in realtà sono sempre stati fra noi. Gli uccelli sono i dinosauri che ce l’hanno fatta e gli avvoltoi sono uno degli esempi più emblematici di questa evoluzione. E’ interessante, inoltre, scoprire i significati delle relazioni tra questi animali e le varie culture umane nella storia, per capire come proteggere i “dinosauri di oggi”».
«Anche quest’anno – afferma il vicesindaco di Forgaria nel Friuli, Luigino Ingrassi – aspettiamo un folto pubblico all’evento più iconico della Riserva di Cornino, un momento che unisce la divulgazione scientifica all’emozione del ritorno in natura di maestosi rapaci. Vivi e Liberi di Volare rappresenta la tappa più attesa di una stagione ricca di appuntamenti, che proseguiranno nei prossimi mesi per concludersi, come da tradizione, con il suggestivo Natale subacqueo al lago».

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In copertina e all’interno l’annuale liberazione dei grifoni alla Riserva di Cornino.

Il pesce dell’Alto Adriatico invita a Lignano con “Easy Fish” festa enogastronomica che allunga la stagione

«Lignano si conferma la località più ricercata della regione, con oltre 2 milioni di pernottamenti tra maggio e luglio e una crescita dell’1,2% nelle presenze, trainata soprattutto dal turismo italiano del Nord. Eventi come “Easy Fish” valorizzano l’enogastronomia locale e contribuiscono a prolungare la stagione turistica, offrendo una coda d’estate di qualità e rafforzando l’attrattività della destinazione». Lo ha detto ieri a Lignano Sabbiadoro l’assessore regionale al Turismo, Sergio Emidio Bini, in occasione dell’apertura di “Easy Fish – Il Festival del Pesce dell’Alto Adriatico”. L’incontro è stato coordinato da Fabrizio Nonis, da tutti conosciuto come “El Beker” per le sue frequenti apparizioni televisive.
L’evento, dal 4 al 7 settembre, propone show cooking con chef e volti noti della Tv, ristorazione e street food dedicati al pesce e alle specialità della nostra regione. Come ha spiegato l’assessore, il Friuli Venezia Giulia sta vivendo una stagione turistica positiva, capace di crescere nonostante le difficoltà legate al meteo. Tra maggio e luglio le presenze hanno superato i 4,3 milioni, con un incremento trainato soprattutto dai visitatori italiani, ma senza perdere l’apertura ai mercati internazionali. Relativamente a Lignano, «pur restando la meta balneare più frequentata, si prepara intanto a un rilancio strutturale che cambierà il volto della località: la riqualificazione della Terrazza a Mare, sostenuta da 16 milioni di euro di fondi regionali e Pnrr, restituirà alla città il suo simbolo, ampliato e ripensato per accogliere nuovi spazi ricreativi e culturali», ha affermato l’esponente della Giunta Fedriga.
Inoltre, come ha sottolineato ancora l’assessore, parallelamente anche la Darsena Porto Vecchio è al centro di un piano di rinnovamento da oltre 5 milioni di euro, con interventi già avviati che hanno restituito dignità e funzionalità a uno snodo strategico della nautica da diporto. «Un insieme di progetti – ha concluso Bini – che non solo confermano la capacità del Friuli Venezia Giulia di attrarre turisti, ma rafforzano la qualità dell’offerta, puntando su infrastrutture moderne e sulla valorizzazione delle icone locali, in un equilibrio tra tradizione e innovazione».

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In copertina, l’assessore regionale Bini con Fabrizio Nonis ieri a Lignano Sabbiadoro.

“Cogos in Place” oggi a Tolmezzo che celebra i maestri della ristorazione carnica con una grande cena-evento

Oggi, 4 settembre, piazza XX Settembre, a Tolmezzo, dalle 19 (e sino alle 23), si accenderà di storie, sapori, musica e memoria, trasformandosi nella scenografia di un racconto corale. “Cogos in Place” nasce come un omaggio a coloro che hanno fatto la storia della ristorazione carnica, spesso lontano dai riflettori, ma sempre vicini al cuore della gente. Ettore Cimenti con Giulia Zuliani, Beppino Del Fabbro con Norma Pielli e Bepi Salon con Fides Selenati saranno i protagonisti di una serata dove passato e presente si incontreranno. A condurre il pubblico in questo viaggio – tra una portata e una nota musicale, tra sorrisi e ricordi – ci penserà Alberto Terasso, intrecciando aneddoti, curiosità e storie.
La serata comincerà con un aperitivo, pensato per accogliere e avvolgere gli ospiti in un’atmosfera suggestiva, illuminata da giochi di luci che “vestiranno” gli edifici della piazza. Poi, il cuore dell’evento, una cena firmata a più mani: dal Gardel di Arta Terme, da Al Sole di Forni Avoltri, dal Riglarhaus di Sauris, da Daniele Cortiula e da Fulvio De Santa, originario di Forni di Sopra e primo chef in grandi ristoranti italiani e d’Europa, “ultimo grande vecchio” dell’alta cucina carnica. Spetterà a loro creare un percorso gastronomico capace di raccontare la Carnia attraverso i suoi sapori più autentici. I vini arrivano invece dalle alture di Forni di Sotto – con Cantina 837 e Roberto Baldovin – e dalle colline di Corno di Rosazzo, grazie all’azienda agricola Specogna. La musica accompagnerà ogni momento, facendo vibrare l’aria di emozioni e ricordi.
L’evento è organizzato da gustoCarnia per Confcommercio, con il sostegno della Camera di Commercio Pn-Ud, il patrocinio del Comune di Tolmezzo e la collaborazione della Comunità di Montagna della Carnia, del Museo Carnico delle Arti e Tradizioni Popolari “Michele Gortani” e dell’Istituto Paschini-Linussio. Dopo il successo dell’appuntamento dedicato a Gianni Cosetti nel 2021, ”Cogos in Place” sarà un’occasione per rimettere al centro chi ha costruito, giorno dopo giorno, una cultura dell’accoglienza fatta di passione, sacrificio e amore per la propria terra. Sarà un invito a guardare indietro per immaginare il futuro e alimentare il “fuoco dell’accoglienza”.

Chi vorrà partecipare, potrà acquistare il proprio biglietto al link: gustocarnia.it
Tutti i partecipanti riceveranno anche un coupon di ingresso alla mostra “Di tanti volti”, sul ritratto femminile illustrato, allestita a pochi passi dalla piazza, a palazzo Frisacco, al prezzo esclusivo di 2 euro (anziché 9).

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In copertina e all’interno due immagini della passata edizione a Tolmezzo.

I prodotti delle viti resistenti di Rauscedo domani a Lignano Pineta per il gran finale degli autori con i vini protagonista il Friuli “magico” di Angelo Floramo

Gran finale per la 27ma edizione degli Incontri con l’autore e con il vino, la rassegna promossa dall’Associazione Lignano nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito, e curata dallo scrittore Alberto Garlini, dal tecnologo alimentare Giovanni Munisso e dall’enologo Michele Bonelli. Domani, 4 settembre, alle 18.30 al PalaPineta, Angelo Floramo – in dialogo con Alberto Garlini – presenterà la sua “Guida del Friuli per veri friulani” (Newton Compton Editori): da Aquileia all’Orcolat, dal frico al miele, sapori, luoghi e storie da scoprire nella magica terra friulana.

Il Friuli è una terra magica, fatta di opposti e mescolanze. Lingue e dialetti che si intrecciano, paesaggi di roccia impervia che convivono con i venti di mare, folclore e tradizioni culinarie che non mancano di stupire chiunque visiti la regione per la prima volta. C’è così tanto da scoprire, in Friuli, che anche chi ci è nato spesso se ne meraviglia. La guida di Angelo Floramo si rivolge tanto ai friulani doc in cerca di angoli nascosti e storie segrete, quanto ai turisti che desiderano fare un’esperienza autentica di questa regione e viverla, come consiglia l’autore, «con il cuore e il fegato dei veri friulani».
A fine incontro, i Vivai Cooperativi Rauscedo racconteranno l’azienda di ricerca e i loro vini prodotti da varietà resistenti, che consentono una notevole riduzione dei trattamenti anticrittogamici dando un forte contributo alla sostenibilità della viticoltura. In degustazione per il pubblico degli Incontri, porteranno il Fleurtai, il cui nome richiama le origini (Tai: Tocai) e la nota aromatica (Fleur: fiore). Il quadro aromatico presenta una buona intensità degli aromi con note evidenti di fiori bianchi, pera e mandorla, tipiche del parentale Tocai Friulano. All’interno del PalaPineta, sarà allestito un corner da Librerie Coop per poter acquistare le copie dei libri con la possibilità di farsele autografare dall’autore.

Gli Incontri con l’autore e con il vino 2025 sono organizzati dall’Associazione Culturale Lignano Nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito e curati da Alberto Garlini, Giovanni Munisso e Michele Bonelli. La manifestazione e le iniziative collegate (corso di scrittura creativa, cene con l’autore) hanno il sostegno della Città di Lignano Sabbiadoro – Assessorato alla Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Assoenologi, Società Lignano Pineta, Porto turistico Marina Uno Resort, Hotel President Lignano, Banca360FVG, Ramberti, CiviBank, Adeco, Adriastrade, Aedificare, Lazzarini Impianti, Officine Zamarian, Repower, Ma.in.cart., Nosella Dante, Applicatori società cooperativa, Costruzioni Cicuttin, Dersut Caffè, Omnia Energy 3, T.KOM, Neri Maurizio, Zulianello Paolo, Koki, Artesegno, Lignano Banda Larga, Legnolandia.

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In copertina, lo scrittore friulano Angelo Floramo atteso domani a Lignano.

A Vivaro una domenica con Dica’: da campi, orti e frutteti prodotti e sapori delle Prealpi Friulane Orientali

Ormai sul finire dell’estate, nelle aziende agricole è tempo di raccogliere quanto coltivato in campi e frutteti durante la bella stagione. A ortaggi, frutta e cereali sarà pertanto dedicato il secondo appuntamento del progetto Dica’ (il primo su formaggi e miele ha avuto luogo domenica 10 agosto a Clauzetto): “Da campi, orti e frutteti. Prodotti e sapori delle Prealpi Friulane Orientali”. L’evento è in programma domenica 7 settembre a Vivaro e sarà ospitato dalle aziende di altri territori della Comunità di Montagna delle Prealpi Friulane Orientali.
In mattinata si apriranno le porte delle aziende orticole “Le Mani” di Fabio Bossi; e “Sandra Carusone”, a Cavasso Nuovo, che fra le loro produzioni annoverano anche la famosa cipolla rossa, trasformata in gustose conserve vegetali e composte. A Fanna, nel frutteto di “Sapori Dimenticati”, di Patrick Rovedo, si potranno invece ammirare i meli di vecchie cultivar abbelliti dal loro carico di frutti colorati pronti per la raccolta, mentre a Pinzano al Tagliamento, nell’azienda “Borgo delle Mele”, dopo la passeggiata nel meleto si potrà visitare il laboratorio di produzione per scoprire come si ottiene il succo di mele antiche. L’accesso sarà libero e autonomo. I produttori accoglieranno i visitatori per un tour nella loro azienda della durata di un’ora, con inizio alle 9, alle 10 e alle 11.
Per chi desidera, invece, capire l’influenza dell’ambiente sulla melicoltura dell’alta pianura friulana e spaziare con lo sguardo nella steppa friulana dei Magredi, il ritrovo è fissato alle 11 a Vivaro con l’agricoltore Giovanni Tolusso per una passeggiata nel suo meleto e nei “prati magri”. Nel pomeriggio, in un’area interamente dedicata al progetto Dica’, all’interno dell’azienda “Gelindo dei Magredi” a Vivaro, è previsto un ricco calendario di incontri interattivi a tema, con la partecipazione dei produttori Dica’ e di esperti.
Alle 15, nell’appuntamento “Non tutte le mele sono uguali”, con la professoressa Giannina Vizzotto, dell’Università degli Studi di Udine, si potranno scoprire le differenze, anche all’assaggio, fra mele di varietà diverse coltivate nel territorio delle Prealpi Friulane Orientali. Di seguito, alle 16, in “Verità dall’orto alla dispensa” si giocherà in gruppo al riconoscimento delle fake news e delle buone pratiche da seguire nella coltivazione dell’orto e nella preparazione di sottoli, sottaceti, salse e confetture.
Un terzo incontro, dal titolo “Cereali dal sapore antico per un nuovo benessere”, sarà invece dedicato ai cereali e in particolare alle vecchie varietà di mais e di frumento, riscoperte, coltivate e trasformate da agricoltori e artigiani locali. In particolare, si approfondiranno gli aspetti legati alla dieta alimentare con il nutrizionista Manuel Faelli. Sempre nel pomeriggio, non mancheranno però attività pensate per coinvolgere i più piccoli: i bambini potranno partecipare ed essere protagonisti di due laboratori, il primo dedicato alla raccolta della verdura nell’orto e alla preparazione della salsa di pomodoro e il secondo alla raccolta, sgranatura e macinatura del mais da polenta. La giornata si concluderà con un brindisi collettivo alle 18.
L’area, ad accesso libero, sarà animata dal Mercato Dica’ con produttori di Cipolla di Cavasso e della Val Cosa, mieli, formaggi, salumi, fiori edibili ed erbe aromatiche, confetture, conserve vegetali e tante altre specialità delle Prealpi Orientali. Un’occasione unica per acquistare direttamente dai produttori e per conoscere le loro storie! Per la partecipazione a visite, laboratori e incontri è richiesta l’iscrizione, gratuita, su Eventbrite.

Mirabilia 2025 invita in Calabria anche i cinque siti riconosciuti Unesco in Fvg con enogastronomia e turismo culturale

Ultimi giorni per le imprese che vogliono partecipare a Mirabilia 2025 (quest’anno la sede sarà Catanzaro Lido in Calabria), la doppia manifestazione che riunirà nuovamente operatori del turismo culturale e dell’enogastronomia d’eccellenza dei territori italiani che custodiscono patrimoni riconosciuti dall’Unesco. Per la sezione dedicata al turismo culturale le adesioni vanno inviate entro giovedì 11 settembre, mentre le imprese del settore food&drink dovranno iscriversi entro giovedì 4 settembre, attraverso i form disponibili sul sito della Camera di Commercio Pordenone-Udine, www-pnud.camcom.it

Mirabiilia durante l’edizione udinese.

La XIII Borsa internazionale del turismo culturale e la IX edizione di Mirabilia Food&Drink saranno ospitate a Catanzaro Lido il 13 e 14 ottobre prossimi: le aziende friulane, assieme a quelle degli altri siti Unesco italiani, si riuniranno con buyers internazionali e operatori economici selezionati, con l’obiettivo di creare nuove relazioni e favorire opportunità di business nei settori collegati alla valorizzazione dei siti tutelati e delle tradizioni enogastronomiche e di ospitalità locali.
La Camera di Commercio di Pordenone-Udine, tra i soci fondatori del network nazionale Mirabilia, rinnova dunque il suo impegno nell’accompagnare le imprese del territorio in questo percorso di crescita. L’iniziativa nasce proprio con la finalità di mettere in rete le economie che operano nei luoghi riconosciuti dall’Unesco – in Fvg Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti Friulane e Palù di Livenza – e che possono trarre nuove occasioni di sviluppo dalla promozione dei propri patrimoni storico-culturali con la forza di un network affiatato. Negli anni, Mirabilia è diventata una buona prassi anche a livello internazionale, unendo in un’unica piattaforma di promozione i valori culturali e paesaggistici con le eccellenze produttive e imprenditoriali.
«La nostra Camera di Commercio – sottolinea il presidente Giovanni Da Pozzo – crede fortemente nel ruolo che la promozione dei siti Unesco può avere come motore di crescita per le imprese. La Borsa Mirabilia, che in passato abbiamo ospitato anche a Udine, sarà un’occasione straordinaria per dare visibilità ai nostri territori e alle aziende che vi operano, aprendo nuove prospettive di internazionalizzazione».

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In copertina, Aquileia il primo sito Unesco riconosciuto in Friuli Venezia Giulia.

 

Museo del caffè, da Trieste a Ruda tra i preziosi reperti di Lucio Del Piccolo: progetti didattici e mostra a Capodistria

(f.s.) L’Associazione Museo del Caffè di Trieste, nella sua dinamica attività divulgativa, sta tessendo da tempo una rete di rapporti con collezionisti, esperti scientifici, docenti, torrefattori e altri soggetti dell’universo caffeicolo. Ed è di pochi giorni or sono l’interessante visita che i vertici del sodalizio, con il presidente Gianni Pistrini e il vice Doriano Simonato, hanno compiuto a Ruda incontrando, nella “casa museo” dove risiede, il collezionista triestino Lucio Del Piccolo, la cui preziosa raccolta di caffettiere antiche e recenti annovera oltre 700 pezzi, alcuni dei quali veramente unici e raramente reperibili a livello mondiale.
Con l’occasione, sono stati pure messi a punto alcuni dettagli della qualificata partecipazione di Del Piccolo, con alcuni suoi “speciali” reperti, alla prossima mostra che la Amdc organizzerà, in questo mese di settembre, a Capodistria, nell’atrio della Biblioteca centrale “Srečko Vilhar”. Inoltre, nello stesso incontro, si sono avviate le basi per un progetto didattico rivolto a giovani studenti, che vedrà il collezionista illustrare ai ragazzi il funzionamento e le particolarità e “segreti” delle diverse caffettiere, dall’analisi scientifica dei materiali impiegati fino alle tante e variegate provenienze geografiche delle medesime.
Lucio Del Piccolo, “Moka Expert”, blogger e storico del caffè, è un vero e proprio “campione” del collezionismo, con circa 870 reperti raccolti nell’arco di oltre 20 anni, frutto anche del lavoro di paziente restauro svolto su ben 1500 caffettiere e macchine da caffè di ogni genere e nazionalità; per non parlare della sua enorme raccolta e catalogazione di migliaia di informazioni, brevetti, foto, documenti e libri legati al mondo del “prezioso chicco”.

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In copertina, l’incontro con Lucio Del Piccolo a Ruda di Gianni Pistrini e Doriano Simonato.

Il Ramandolo, oro del Friuli: una giornata con il Cenacolo enologico dove nasce il prestigioso vino Docg che da sempre s’identifica con il nome del suo territorio

di Claudio Fabbro

NIMIS – Quando oggi si parla di Friuli è impossibile non collegarne il nome a quello di un grande vino bianco; quando si vuol scendere nello specifico, passando a un approfondimento delle tipologie speciali (amabili, dolci, passiti ecc.), il pensiero corre automaticamente al Picolit e al Ramandolo. Tuttavia, se al primo viene riconosciuto il ruolo storico di vino dei re, al secondo si guarda con orgoglio quale capofila di una filosofia nuova e importante che tende sempre di più a legare il vino (e non il vitigno) al territorio. Nel panorama enologico mondiale, sia tra i cultori della materia sia tra i meno esperti, identificare un vino con la zona d’origine è la massima valorizzazione per il vino stesso; e il Ramandolo è il vino friulano che, fin dall’antichità, porta il nome del toponimo e non quello del vitigno, il Verduzzo giallo, la cui uva trova in queste terre la sua migliore espressione.
Per saperne di più, ci siamo recati in questa splendida oasi viticola del Friuli collinare, in Comune di Nimis, per dedicarci una giornata particolare, con il Cenacolo Enologico Friulano presieduto da Gigi Michelutto, ospiti della Società agricola Dario Coos, il cui tecnico Federico Rossi ci ha guidato per conoscere più da vicino una realtà protagonista della viticoltura “eroica” friulana. Due sono le strutture per appassimento delle uve, vinificazione ed affinamento, imbottigliamento ed accoglienza, con una suggestiva cornice di terrazzamenti a 300-400 metri sul livello del mare, con pendenza d’oltre il 30 per cento, costruiti col badile su marna eocenica (“ponka”) al prezzo di fatiche immani, per arrivare fino al bosco del Monte Bernadia.

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Vini alla Sagre des Campanelis

E da ieri sera il Ramandolo Docg, assieme agli altri grandi vini di Nimis (zona Doc Colli orientali del Friuli) è protagonista nella curata enoteca allestita nell’ambito dell’Antighe Sagre des Campanelis sul Prato di Madonna delle Pianelle. Numerosi e di livello i produttori che lo propongono in degustazione: Giovanni Dri Il Roncat, Micossi, Comelli Andrea, I Comelli, Daniele Gervasi, Lorenzo Cossettini, Da Basan, La Roncaia, Gori, Borgo Romanzo, Ronc de Val, Valleombrosa, Maurizio Zaccomer, CaFelice, Giordano Leda, Gonano vini per passione, Car, Bressani Giuseppe, Anna Berra e Ad Coos.

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Non meno importanti gli altri bordolesi, di Borgogna ed autoctoni proposti in degustazione guidata e ben abbinata, dalla Ribolla brut al Picolit, dallo Schioppettino al Pignolo ed altri ancora. Il Ramandolo è diventato via via famoso nei secoli per alcune sue caratteristiche peculiari: l’equilibrio del vino, la sua morbidezza, l’elevato residuo zuccherino, la rotondità, la piacevole astringenza, un bel giallo dorato, con riflessi di buccia di cipolla, un amalgama perfetto di aromi e profumi. Un confronto con il Sauterne francese è motivato. Importanti studi dell’Università di Udine, condotti dai professori Zironi e Peterlunger, hanno dimostrato che il Verduzzo friulano clone giallo Ramandolo è un vitigno antichissimo, coltivato molto prima dell’arrivo dei Romani in Friuli.
Il Dna di questo vitigno testimonia l’arrivo della “Vitis vinifera” attraverso un viaggio di secoli, dal Medio Oriente, attraverso la zona temperata della fascia a nord del Mar Caspio e del Mar Nero, la Romania, l’Ungheria, fino alle nostre zone del Friuli collinare. Ramandolo è stata la prima Docg riconosciuta della regione (D.M. 9 ottobre 2001) nel cuore della Doc Colli orientali del Friuli. Essa è riservata ai vini bianchi ottenuti dalle uve Verduzzo friulano, prodotti in un’area ben delimitata del Comune di Nimis e parte del Comune di Tarcento. Il metodo di produzione del Ramandolo Docg prevede una vinificazione delle uve appassite, in tutto o in parte o sulla pianta (vendemmia tardiva) o dopo la raccolta (cassette o graticci). Questo vino è ideale assieme alla pasticceria tradizionale come i biscotti locali “uessuz” e la gubana, nonché formaggi erborinati stagionati, lardo o prosciutto di San Daniele con fichi maturi, trota affumicata, salumi e carni d’oca ( “foie gras”). Si consiglia di servirlo a una temperatura di 12-14°C.

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In copertina, il benvenuto all’ospite nella zona del Ramandolo Docg; all’interno, la riunione del Cenacolo Enologico Friulano all’azienda Dario Coos con il tecnico Federico Rossi, la vendemmia del Verduzzo e il medaglione simbolo del sodalizio